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Minkions - Distorted Pictures from Distorted Reality
( 1160 letture )
La realtà di questa band dal nome tanto geniale quanto curioso nasce a Padova nell’estate del 2006, ad opera di Thrashard e Umbe, rispettivamente voce e chitarra del progetto. Già dalla copertina, dalla scelta dei titoli dei brani e dalla foto posta sul retro del disco ci rendiamo conto di trovarci di fronte a una di quelle band che fanno del loro stile un thrash grezzo e ignorante, tipico degli anni Ottanta e fortemente edulcorato da qualche sfumatura del furioso hardcore punk. È quindi normale che loro stessi rimandino come proprie influenze band del calibro dei Dirty Rotten Imbeciles, Suicidal Tendencies e Corrosion of Conformity. Dopo la fondazione della band, i quattro padovani hanno pubblicato una promo nel 2007 e una demo nel 2009 dal tankardiano titolo Stop Thinking Start Drinking. Dopo alcuni anni passati on stage ed essere stati coinvolti in ben tre split album tra il 2009 e il 2010, i Minkions hanno pubblicato il proprio disco d’esordio sotto FOAD Records, il qui presente Distorted Pictures from Distorted Reality.

Inizio secco in medias res con Present Slavery che proietta immediatamente l’ascoltatore in una sfuriata di puro thrash caratterizzata da cambi di tempo repentini. Chitarra e basso sono furibondi, la batteria martella incessantemente e la voce di Thrashard declina il testo con voce cavernosa e rabbiosa. Non c’è tempo di rimanere positivamente stupiti da quanto messo in atto che la canzone si conclude e lascia spazio a un riff introduttivo più ponderato, anche se è solo un’impressione. Dopo un avvio colmo di fill batteristici, la cadenza di pennata chitarristica raggiunge nuovamente livelli da maestri del tunnel carpale e imbratta le menti dell’ascoltatore con efferatezza. Quando il discorso sembra ormai intavolato verso una similitudine pressoché totale, ecco che i Minkions piazzano proprio al centro di Social Drome un bell’intermezzo oscuro e arpeggiante, salvo poi riprendere il ritmo furibondo poco alla volta e snocciolando uno dei riff più belli dell’intera registrazione. L’esuberante utilizzo del palm mute chitarristico permette al quartetto di snocciolare ritmiche serratissime senza essere eccessivamente confusionarie, come si può notare soprattutto nella riuscitissima title track, che può vantare una progressione di velocità davvero curiosa e coinvolgente. Quando ormai il numero di riffs pare quasi incalcolabile, arriviamo vicino alla conclusione con una tripletta che dura complessivamente sette minuti: Sunday Sucks, Pavlov’s Dog e Third Millenium Fascist Pig, che riassumono perfettamente gli stilemi hardcore punk riassimilati ed elaborati dai Minkions. Quando anche la conclusiva -e top track grazie ad un riuscitissimo intermezzo acustico- Choosing Madness termina, ci troviamo catapultati nuovamente nel luogo dove stavamo ascoltando il disco quando siamo stati catturati, plasmati ed eliminati dall’elaborata brutalità del quartetto padovano. Non sembra nemmeno vero che tutto ciò sia accaduto in soli ventisette minuti, eppure gli Eighties ci hanno raccontato più di una volta che un minutaggio inferiore alla mezz’ora può anche nascondere delle vere perle.

Il disco non tradisce le aspettative presupposte, mettendo in luce un thrash condito da potenti sfuriate hardcore punk, mai noioso e -soprattutto- mai banale, visto il numero dei riffs davvero spropositato in relazione alla durata. La lunghezza dei brani s’attesta intorno ai due minuti e mezzo, a segnalare come sia più spiccata la propensione per l’hardcore punk vero e proprio rispetto a un thrash di più classico impatto. La chitarra di Umbe intesse riffs al fulmicotone conditi da armonici, creando un sound parzialmente personale e ben riuscito. La rabbiosa voce di Thrashard colma lo spazio lasciato dagli strumenti in modo coinvolgente, donando una sfumatura caustica che sicuramente avrà una grande presa sul pubblico in sede live. Il duo ritmico Casotto-Lalo offre cambi di tempo e apporta rapide modifiche stilistiche in grado di tenere sempre l’ascoltatore sugli scudi e offrirgli un risultato variopinto e mai noioso, malgrado la brevità dei brani. In questa mezz’ora scarsa, i Minkions hanno mostrato ciò di cui sono capaci e tutta la passione che mettono nella loro musica, sbraitando la loro presenza nelle fila delle realtà più curiose e interessanti del thrash metal italico. Quanto ascoltato nel loro esordio fa ben sperare per un prosieguo di carriera sempre più valido, con il trascorrere del tempo e un’ulteriore passo avanti nella personalizzazione del sound. Quello che è certo sin da subito è che i nostri quattro padovani, quando si tratta di suonare, son tutt’altro che dei Minkions.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
90 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2012
FOAD Records
Thrash
Tracklist
1. Present Slavery
2. Dead Not Yet
3. Social Drome
4. Demon’s Within
5. Distorted Pictures from Distorted Reality
6. Ego of a Shadow
7. Sunday Sucks
8. Pavlov’s Dog
9. Third Millennium Fascist Pig
10. Choosing Madness
Line Up
Thrashard (Voce)
Umbe (Chitarra)
Casotto (Basso)
Lalo (Batteria)
 
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