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Darkthrone - The Cult Is Alive
( 7907 letture )
Atteso, attesissimo. The Cult Is Alive è la nuova creatura targata Fenriz e Nocturno Culto, una creatura ormai lontana dal freddo gelo di A Blaze In The Northern Sky e figli. Il percorso intrapreso ha portato il duo norvegese ad una visione meno estrema del black, pur mantenendo basi abrasive e letali.
The Cult Is Alive e' il risultato di un misto fra la violenza di Hate Them e il punk primordiale di Sardonic Wrath. Mettetevi il cuore in pace cari blackster che avete vagato fra Under A Funeral Moon e Transilvanian Hunger: l'atmosfera rarefatta e satura di freddo odio e' stata in parte abbandonata per sinistre e taglienti composizioni dal sapore anarchico e introspettivo. Il mood compositivo non muta, ma se vogliamo, si evolve verso sonorità tanto care ad un Jello Biafra prestato al metal. Partiture cadenzate, chitarre tesissime, disprezzanti screaming di un ispirato Nocturno Culto.
Non bisogna avvicinarsi con pregiudizi, perché se questo deve essere l’approccio, bisogna evitare proprio di prenderlo.
La componente punk è più viva che mai, su questo The Cult Is Alive duetta più che volentieri con le nere alterazioni del già citato Hate Them, vero crocevia della band. Un pugno in faccia, reso ancora più marchiato da pezzi estremi come Graveyard Sluts, cantata dal buon Fenriz, Atomic Coming, dedicata a Piggy dei Voivod, l’opener The Cult Of Goliath, Whiskey Funeral e Tyster Pa Gud, che richiama i silenti fiordi. La notte innevata lascia lo spazio al sound cadenzato di puro black and roll, dove ogni brano trova la sua giusta collocazione. Too Old Too Cold (il primo video della band e anche il primo singolo) non mi convince più di tanto (la razione punk è effettivamente troppa), ma nel complesso The Cult Is Alive e' un opera che rappresenta al meglio la nera notte norvegese.
Da Goatlord, Total Death, Soulside Journey e Panzerfaust ad oggi ne sono passate di lune piene. Ora la loro sintesi sonora è rappresentata da pezzi dal massacrante epilogo. Un approccio violentissimo e immediato: i Darkthrone del 2006 gettano in faccia all’ascoltatore tutta la loro potenza, recuperando una quantità di riff black pronti a scomporsi su nuove attitudini sonore.
Insomma, Fenriz e Nocturno Culto hanno dato vita ad una nuova malata creatura che, seppur strizzando l'occhio al caotico mondo punk, non tralascia la forma estrema, misantropica e primordiale.

Call it black metal or evil rock, I don't care!

I Darkthrone sono vivi più che mai, lunga vita ai Darkthrone!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
50.76 su 51 voti [ VOTA]
Galilee
Giovedì 28 Febbraio 2013, 9.27.57
4
Un disco stupendo che la dice lunga sulla caratura artistica di questa band. Unici e inarrivabili.
antiborgir
Venerdì 13 Gennaio 2012, 17.34.36
3
Secondo me è un signor disco! Too Old, Too Cold è veramente bella, Wiskey Funeral e Shut Up spettacolari!!!
Dirk
Martedì 4 Gennaio 2011, 13.42.21
2
Discreto disco ma non ho apprezzato questa svolta.
sol roth
Sabato 19 Agosto 2006, 12.22.23
1
Trascinano più di un plotone di donnine nude in pieno sahara!!!Io adoro il black punkish tanto che nei Total Gestapo(quì recensiti)faccio la medesima cosa dei norvegesi...
INFORMAZIONI
2006
Peaceville
Black
Tracklist
1. The Cult Of Goliath
2. Too Old, Too Cold
3. Atomic Coming
4. Graveyard Slut
5. Underdogs And Overlords
6. Whisky Funeral
7. De Underjordiske
8. Tyster På Gud
9. Shut Up
10. Forebyggende Krig
Line Up
Nocturno Culto: voce, chitarra, basso
Fenriz: batteria
 
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