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Testament - Dark Roots of Thrash
( 6323 letture )
È sempre bello constatare l’ottimo stato di forma di una di quelle band che hanno fatto la storia della musica che amiamo, icone che non accusano il peso degli anni e, anzi, sembrano vivere una nuova giovinezza tanto in studio quanto sul palco. I Testament sono, senza ombra di dubbio, una di queste realtà. La benzina in corpo è ancora tanta, se è vero come è vero che gli ultimi due dischi in studio -rilasciati quasi dieci anni dopo l’ultima fatica, che poi era stata anche l’ultima pietra miliare del quintetto- sono stati più che eccellenti ed anche on the road la truppa della Baia dimostra di saper ancora spezzare le reni a un toro. Rafforzata dal non indifferente ingresso alle pelli di Gene Hoglan, la band decide di immortalare la data del Paramount Theatre di Huntington, New York, in un CD/DVD live che, come vedremo, si rivelerà un prodotto imperdibile non solo per i seguaci più incalliti del combo in oggetto, ma anche per chiunque si professi appassionato di thrash metal. Preparate gli elmetti protettivi, perché la scaletta -serratissima e tirata come una corda- è un’autentica pioggia di meteoriti che si abbatte fragorosamente sulla testa dell’ascoltatore, costringendolo ad un moto perpetuo contro le pareti della propria stanza, in assenza di compagni di pogo. L’energia che il gigante buono Chuck Billy trasmette nel corso di tutta la registrazione è semplicemente mostruosa, unitamente al tiro dirompente scaturito dal drumming di un Hoglan a dir poco titanico: il drummer conferisce ai pezzi un suono scrosciante, tecnico e tellurico, sfoderando una prova poderosa. La produzione è ottima, la qualità dei suoni fin troppo buona, talvolta sembra quasi di ascoltare brani ri-registrati in studio, perché la band sembra perfetta e non perde un colpo, riproponendo con accresciuta veemenza i pezzi classici e le badilate più recenti. Purtroppo le voci del pubblico sono talmente basse da risultare quasi impercettibili; l’ascolto è elettrizzante ed esaltante, certo, e dà l’impressione di portarci direttamente "into the pit", tuttavia un pizzico di rozzezza in più avrebbe fatto guadagnare al prodotto un’aria più genuina e meno artefatta.

Si parte a razzo con la recente Rise Up, che, come le altre estratte da Dark Roots of Earth -Native Blood, True American Hate, la titletrack- acquista dal vivo una sorprendente carica in più: se queste canzoni su disco erano sembrate convincenti ma soltanto discrete, eseguite sul palco diventano letali. Si prosegue con la cavalcata di More Than Meets the Eye che, grazie all’ottimo The Formation of Damnation è diventata una sorta di classico recente per l’act californiano, la quale lascia dunque l’adrenalina sormontare a livelli incontenibili. Si mette in luce il possente lavoro ritmico di Hoglan e la centralità assoluta di un Chuck Billy in forma smagliante: probabilmente le incisioni sono state ritoccate in studio, come spesso accade -inevitabilmente- al giorno d’oggi, ma di questo non ne avremo mai prova; l’unica cosa che ci è possibile valutare è quello che ascoltiamo e dunque non si può che restare sbalorditi di fronte alla furia spietata che il ciclopico nativo americano sa scatenare attraverso il suo vocione inconfondibile. Il disco entra definitivamente nel vivo grazie all’epocale e velenoso riffone di Burnt Offerings, un classico da antologia del thrash metal che, non a caso, fa breccia nel cuore dei presenti senza alcuna renitenza: lo storico cavallo di battaglia viene reso con una cruenza ed una ritmica irrobustite e nella sua coda thrashy diventa un’apoteosi dell’headbanging. Sono mitragliate come queste a rendere una band immortale. La voglia di riascoltare i vecchi dischi è immediata e irrefrenabile, ma nel frattempo un assolo fulminante porta i riflettori sulla coppia Peterson/Skolnick, due dei più brillanti axeman visti sulle assi di un palco in ambito metal. I due chitarristi mantengono fede al loro enorme spessore tecnico e intanto Billy arringa la folla con carisma; il delirio assume proporzioni impressionanti quando la band si cimenta nel classicissimo Into the Pit, uno scossone tellurico furibondo che crea, giustamente, il finimondo: stacchi da panico, vocalism feroce, una sezione ritmica straripante ed un impatto che dal vivo non smette di fare stragi nonostante l’incedere dei lustri. Il corpo centrale del disco è una pura meraviglia, un invito all’orgasmo per i puristi di toppe e gilet smanicati: la band sciorina una serie di classici che tanti gruppi neanche si sognano, passando da un’altra batosta irresistibile come Practice What You Preach alla fantastica Riding the Snake -uno degli episodi più eccitanti della setlist- senza prendere fiato. Le atmosfere cupe di Eyes of Wrath e l’ottima Trial by Fire rinvigoriscono la partecipazione, mentre i cinque californiani procedono inflessibili sotterrando sotto i propri rulli compressori ogni ostacolo: i calibri grossi del thrash americano come The Haunting o The New Order mostrano mitragliate caustiche e sfrenate ritmiche a rincorsa, lasciando che la testa si scateni inesorabilmente in un martellamento incessante, sospinto dal delirante tupa-tupa di Hoglan. Il massacro si fa definitivo con Do Not Resuscitate, il brano più brutale della serie; il sudore corre a fiotti, sotto le bordate thrash/death dell’epoca di The Gathering, disco dal quale vengono scelte ben quattro tracce; una piacevolissima sorpresa, dato che di solito l’act americano non attinge troppo frequentemente da quel suo ennesimo capolavoro.

Ancora una volta è necessario sottolineare la precisione chirurgica di tutti i musicisti, nel corso dell’intero album: le canzoni vengono eseguite con grandissimo feeling e, soprattutto, con una fedeltà impressionante. La potenza più contenuta di Three Days In Darkness funge da piccolo stacco prima della sfuriata finale: la ripartenza spaccaossa di The Formation of Damnation, l’attacco frontale dell’incommensurabile Over the Wall -una fucilata che ha fatto la storia del thrash e, ancora oggi, suona uncinata, pericolosa come un tir impazzito- e l’altra lezione di Storia sparata in mezzo agli occhi da Disciples of the Watch concludono l’esibizione dei Nostri con intatta energia. La scelta della scaletta risulta dunque ottima, anche se sarebbe stato bello ascoltare qualche brano in più da Pratice What You Preach o Souls of Black; va detto, però, che è difficile criticare tale scelta, in quanto questo documento va a immortalare il tour di Dark Roots of Earth e, pertanto, non possiamo certo pretendere l’esclusione dei comunque validi brani recenti (men che meno di quelli, imprescindibili, dei primi due full length). Il giudizio complessivo è ampiamente positivo: terminato l’ascolto viene voglia di far ripartire immediatamente il CD (del quale esiste anche la versione in DVD, con l’aggiunta di scene dal backstage ed il videoclip di Native Blood), più e più volte. La resa è pazzesca, la dinamica spettacolare, la band una garanzia. Grandi, grandissimi Testament e prodotto tutto da gustare, a rotta di collo, dal primo all’ultimissimo minuto.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
74.45 su 20 voti [ VOTA]
ElManjo
Domenica 10 Febbraio 2019, 22.25.54
41
Ogni tanto mi riguardo il blu ray, vero che forse c'è un po' troppa post produzione, ma la track list penso sia la più bella mai vista...poi magari la forma sarà un po' "plastica" alla nueclear blast maniera, ma la ciccia è sempre quella ed è fantastica
gianmetal
Venerdì 29 Luglio 2016, 14.59.07
40
lo adoro,una freschezza incredibile.
Lisa Santini metallara forever
Mercoledì 30 Luglio 2014, 16.02.17
39
Ah ecco perche' ha quasi lo stesso titolo del disco... Comunque io preferisco di più Dark Roots of Earth...
enry
Mercoledì 16 Luglio 2014, 7.16.44
38
Non ci vedo niente di strano Lisa, è un live registrato nel tour di Dark Roots of Earth...Comunque, scaletta ottima ma 3 minuti in più per inserire Legions of the Death potevano trovarli, in sede live per me un pezzo così non dovrebbe mai mancare.
Lisa Santini metallara forever
Mercoledì 16 Luglio 2014, 3.37.09
37
Scusate, il titolo di questo album e' uguale al decimo che hanno fatto, lui si chiamava '"Dark Roots of Earth" e poi l'hanno cambiato in "Dark Roots of Thrash". E' quasi uguale, tranne la copertina... :/
Gabriele
Mercoledì 28 Maggio 2014, 3.13.58
36
Per me...una figata pazzesca!
Matteo
Martedì 7 Gennaio 2014, 21.35.15
35
Sinceramente,io preferisco Live at the Fillmore più grezzo e ti dà più l'idea "live" del gruppo
Elluis
Domenica 8 Dicembre 2013, 13.00.20
34
Lo sto ascoltando in questi giorni, effettivamente il suono è poco "live", mi sa che ci hanno lavorato parecchio in fase di post-produzione, ma loro rimangono una macchina da guerra: Skolnick è eccezionale, e la sezione ritmica Christian/Hoglan fa spavento. Le parti che preferisco sono il duetto The New Order/D.N.R. e la parte finale con Over The Wall e Disciples a chiudere. Sempre grandissimi !!
Fly 74
Domenica 1 Dicembre 2013, 23.16.19
33
Vabbè, anche se è ritoccato sappiamo tutti che i Testament dal vivo ci sanno fare veramente. Se volete ascoltare un live album genuino al 100% procuratevi " 30 years of hel " degli Helstar e capirete come suona un LIVE senza modifiche e sovraincisioni.
Absynthe
Giovedì 28 Novembre 2013, 20.26.01
32
@Remedy: ti rispondo con una parola: mode. Negli anni '80 e primi '90 andava fortissimo l'usanza di pompare il pubblico a dismisura, di avere suoni più riverberati e di impastare le frequenze per avere l'effetto di immersione nel live. Riuscito? Posticcio? Non so, dipende dai gusti: fatto resta che Priest... Live! e Live Sh*t: Binge and Purge, manifestano, senza smentita, quel tipo di scelta in fase di post-produzione (peraltro, non è che siano esenti dai ritocchi o re-incisioni in studio!).
herr julius
Giovedì 28 Novembre 2013, 12.18.08
31
mi è passata la voglia non lo prendo +...
Remedy
Giovedì 28 Novembre 2013, 12.05.14
30
prendete per esempio il live Shit dei metallica o a Decade of Aggression degli Slayer, erano mixati perfettamente, ritoccati anche loro ? forse ma cazz0 si sente che è un cavolo di concerto dal vivo. Quì se non hai il video lo scambi per un disco in studio
Vitadathrasher
Giovedì 28 Novembre 2013, 8.17.39
29
Son gusti è.....Ma in un live è bello sentire anche gli errori e dare un po di precedenza ai panoramici, sentire un po tutto il contesto del live con i sui riverberi naturali......Qui è tutto troppo confezionato, le chitarre non hanno un minimo di aria sono sparate in faccia troppo nette.
Absynthe
Giovedì 28 Novembre 2013, 1.25.59
28
Con la solfa del "eh, ma è ritoccato" dovremmo mettere al rogo, letteralmente, documentazioni che sono diventate negli anni dei monumenti di questo genere, quali Unleashed In The East, Live Evil, Pulse e per non parlare di collage quali How The West Was Won, e una caterva di altre varie produzioni più moderne. Il prodotto live, per essere vendibile e "al passo", necessita di una ripulita, di un editing sul timing, a volte sbavato (se le pelli non vengono percosse seguendo un click), di una correzione vocale per quella nota calante o quella parola mancata. Tuttavia, stante così la situazione, ci sono comunque bands che decidono di apportare soltanto minime correzioni all'audio (On A Cold Winter's Night dei Kamelot, per esempio, pare estremamente genuino), quando evitano totalmente di farlo (vedere i live su doppio CD Hell On Wheels e Hell On Earth dei Manowar: un casino assurdo...). Nel presente caso, questo Dark Roots Of Thrash presenta sbavature un po' ovunque (sulle chitarre ci sono alcune sbavature e persino Gene Hoglan, forse per via dei trigger, a volte non è preciso come Bostaph) per cui lo reputo abbastanza genuino, almeno nel complesso; certo, il sound è stato prodotto ad arte per avere l'effetto "bombastic" ma non ci si può, nel 2013/14, meravigliare di ciò, dato che questo è il trend e, se non lo fai, sei indietro... Sulla tracklist non posso lamentarmi, dato che se si vuole un lotto più old school ci si può rivolgere al Live In London (in cui non si va oltre The Ritual). Personalmente, alla fine dei giochi, trovo questo doppio album (il video non l'ho visto) uno spaccacranii da guerra. Se thrash chiedevate, thrash vi è stato dato. Non meno di 75.
horrorfuck
Giovedì 28 Novembre 2013, 0.26.18
27
best of ritoccato piu della chirurgia plastica della marini. Tamarrissimo x quanto ben fatto e vabbhe da lasciar correre essendo un best dei Testament ma la Nuclear ha degli esperti a ritoccare mixare questi cazzo di album live.
Remedy
Mercoledì 27 Novembre 2013, 18.58.39
26
ma io posso anche capire il ritocco della voce, ma perchè mixare tutto come se fosse un disco in studio ? il pubblico è praticamente assente, le chitarre sono così perfette che è chiaro che siano state ripulite da tutto lo "sporco" che si crea dal vivo quando suona una thrash band che poi è la cosa più bella visto che i dischi thrash in studio(della Nuclear in particolare) sono così perfetti che annoiano in una maniera assurda
The Sentinel
Mercoledì 27 Novembre 2013, 3.33.48
25
Per "xxx": beata ingenuità, crede che il ritoccare le registrazioni live destinate ad essere pubblicate come live ufficiali sia una prassi solo se ci sono errori evidenti a profusione e quindi solo per band scarse o giù di lì...ahahahahah...i live sono TUTTI ritoccati più o meno per aggiustare un casino di cose e spesso anche con parti più o meno rilevanti risuonate in studio, altro che. E questo mediamente per ogni band famosa o meno e da ormai decenni.
jeffwaters
Martedì 26 Novembre 2013, 19.07.51
24
Ritocchi oppure no il risultato è veramente stupefacente....ma,dovete scusarmi,la magia di Live at Fillmore è inarrivabile
xxx
Martedì 26 Novembre 2013, 13.28.36
23
Dai...ritoccato in studio....forse qualcosa sulla voce. Per il resto che cavolo devono ritoccare?! Hanno 2 tra i migliori musicisti mai visti in ambito metal, e e di alto livello....il lato strumentale veramente non è pensabile che richieda sovraincisioni. Al max hanno migliorato la resa di quello che effettivamente hanno suonato.
the Thrasher
Lunedì 25 Novembre 2013, 20.23.24
22
Non lo nego, ma di sicuro è un pezzo meno veemente di tutti gli altri
The Preacher
Lunedì 25 Novembre 2013, 20.13.53
21
@The Thrasher ho capito, però secondo me quei 12/8 sono una cosa tremenda... In generale le terzine così cadenzate mi fanno impazzire nel metal, è questa canzone è una delle meglio riuscite con questa formula!
brainfucker
Lunedì 25 Novembre 2013, 19.35.40
20
corretto in studio e senza il rumore del pubblico.in pratica un normalissimo best of..bella roba
the Thrasher
Lunedì 25 Novembre 2013, 19.31.59
19
@The Preacher: 3 Days In Darkness la considero ''una canzone dalla potenza contenuta'' nel senso che rispetto alle altre tra le quali è stata collocata non è una mazzata veloce e devastante; è pesantissima, certo, e anche molto bella, non lo nego e non ho detto il contrario intendevo semplicemente dire che è un episodio in cui si sono un pò rallentati i ritmi, prima di altre bordate frontali più veementi.
Matocc
Lunedì 25 Novembre 2013, 18.37.48
18
Lizard
Lunedì 25 Novembre 2013, 17.37.50
17
Infatti chi era presente alla serata non ha sentito niente di quello che cantava Billy perché lui sussarrava.
Remedy
Lunedì 25 Novembre 2013, 17.20.03
16
Questo è tutto ritoccato, basta anche solo guadare il video, ed è impossibile negarlo, il molte scene Chuck ha quasi la bocca chiusa ed è li che caccia ancora ulri della madonna...
Macca
Lunedì 25 Novembre 2013, 17.17.44
15
Galilee@ ti do ragione sul fatto che non sia il top, ma il titolo lascia intendere che sia stato registrato durante il tour promozionale del quasi omonimo ultimo album, quindi è comprensibile.
Galilee
Lunedì 25 Novembre 2013, 17.12.09
14
La tracklist non è il top secondo me. Troppe canzoni dagli ultimi due dischi. Però sicuramente è una figata.
evilneverdies
Lunedì 25 Novembre 2013, 15.42.34
13
questi live ritoccati non hanno più senso !! vedi anche i kreator
testamink
Lunedì 25 Novembre 2013, 15.39.26
12
almeno una canzone da low potevano metterla però....
herr julius
Lunedì 25 Novembre 2013, 14.54.07
11
a me sembra falso il live dei Kreator (vedere su youtube) Death to the world
Followthecheater
Lunedì 25 Novembre 2013, 14.24.09
10
90. Non mi ha dato la sensazione che sia stato ritoccato in studio, è una gran registrazione dal vivo punto e basta
Macca
Lunedì 25 Novembre 2013, 14.12.39
9
Ascoltato a casa di un amico, veramente spettacolare. Ritoccato in studio? Sicuramente, ma non è certo per mascherare uno stato di forma pessimo o l'appannamento portato dagli anni, visto che loro dal vivo sono un martello. 80
The Preacher
Lunedì 25 Novembre 2013, 14.02.45
8
Anche io non lo comprerei perchè fin troppo ritoccato e simile alla registrazione in studio, ma resta il fatto che questo gruppo sia fenomenale, uno dei miei preferiti! Una cosa però: com'è possibile ritenere 3 days in darkness una canzone dalla potenza contenuta? Ovviamente non voglio fare polemica, ma sono l'unico che ogni volta che la sente non può fare a meno di mollare spallate ai mobili di casa? Secondo me è una delle loro canzoni migliori e più potenti!
Lorin 2
Lunedì 25 Novembre 2013, 13.52.28
7
Un live falso come non mai, ridicolo
Remedy
Lunedì 25 Novembre 2013, 13.25.49
6
bomba dal vivo XD
Remedy
Lunedì 25 Novembre 2013, 13.24.23
5
Sul fatto che i Testamenti siano una boba dal vivo non lo metto in dubbio ma io un DVD così non lo comprerei mai, a sto punto mi ascolto il disco visto che qui tra una pulita e l'altra il suono sembra tutto tranne che davl vivo; poi cavolo io il pubblico lo voglio sentire dall'inzio alla fine non ogni tanto alzandogli il suono. ad oggi parlando delle grandi band i live migliori sono quelli degli Slayer dove il pubblico era il primo protagonista epoi gli slayer, anche il live shit dei metallica era mixato in modo fantastico
herr julius
Lunedì 25 Novembre 2013, 12.36.36
4
Appena lo trovo lo prendo originale. Adoro i live in dvd e adoro questa band fantastica
Radamanthis
Lunedì 25 Novembre 2013, 11.35.38
3
Ho visto più che qualcosa online, sembra veramente pazzesco e da pogo assoluto...sembra altresi che qualche correzione in studio ci sia (si sa che preferisco i bootleg per i vari motivi che ho già spiegato in altre rece o anteprime di live) ma questo, indipendentemente da tutto, spacca di brutto! Voto 80 (per ciò che ho visto)
Gokronikos
Lunedì 25 Novembre 2013, 10.29.02
2
Una sborata! Ne più ne meno. Ritoccato in studio? Forse, ma irrilevante, infatti si poga anche in casa!
Vitadathrasher
Lunedì 25 Novembre 2013, 8.31.09
1
Come set list e ripresa audio preferisco Live in London (con il siparietto di clemente). A sentire qualcosa in streaming....si, tanto live ma anche tanto studio.
INFORMAZIONI
2013
Nuclear Blast Records
Thrash
Tracklist
1. Intro
2. Rise Up
3. More Than Meets the Eye
4. Burnt Offerings
5. Native Blood
6. True American Hate
7. Dark Roots of Earth
8. Into the Pit
9. Practice What You Preach
10. Riding the Snake
11. Eyes of Wrath
12. Trial by Fire
13. The Haunting
14. The New Order
15. Do Not Resuscitate
16. Three Days in Darkness
17. The Formation of Damnation
18. Over the Wall
19. Disciples of the Watch
Line Up
Chuck Billy (Voce)
Eric Peterson (Chitarra, Cori)
Alex Skolnick (Chitarra)
Greg Christian (Basso)
Gene Hoglan (Batteria)
 
RECENSIONI
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