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Hela - Broken Cross
( 2103 letture )
C’era una volta, nelle viscere della comunità valenciana, un embrionale quintetto stoner di nome The Sand Collector, caratterizzato da un ciclo vitale decisamente breve, nato e morto nel giro di due anni e con all’attivo un solo LP, Lord Of The Sun, e la rispettiva demo omonima.
Oggi, nel 2013, la formazione spagnola fa il suo ritorno sotto un nuovo moniker: Hela, con una formazione ristretta da cinque a quattro componenti e inserendo Isabel Sierras, unica donna del gruppo, come cantante. Senza indugi e senza dover passare attraverso alcun demo, stavolta gli spagnoli esordiscono istantaneamente con il debutto Broken Cross.
Novità e differenze stilistiche tra il passato ed il presente sono assolutamente visibili già dall'opener Horns Of God: durata dei brani considerevole ed una propensione al doom più cupo e massiccio. In questo ambito la voce della nuova singer calza a pennello, confermando la straordinaria intesa instaurata tra questo genere musicale e l’ugola femminile, come dimostrato da altre band più e meno illustri (Acid King, Windhand, Witch Mountain, Mount Salem).
Più ridotta nella longevità, The Wicked King viene compensata dall’indole più heavy-oriented, in chiave Pentagram -tanto per citarne uno- donatale dal riffing in palm-mute che si schianta contro il muro sonoro, generato da strumenti e voce, che circonda il ritornello.
La penetrante marcia di Slave Of The Witch ci regala un roccioso intreccio voce-chitarre che viaggiano di pari passo dall’alba al tramonto, passando per un baratro scavato da accordi lenti e imponenti. L’assolo finale celebra nella maniera migliore quello che si prospetta essere uno dei picchi più alti del disco.
March Of The Minotaurs è l’adattamento in musica del nome che porta. Un altro buon riff capace di asfaltare il sentiero che si profila davanti, pronto ad accelerare quando gli input del batterista scandisco un cambio di tempo. Al termine di quest’ultima, la scelta di una felice combinazione di note da parte del chitarrista b>Julian Velasco per sviluppare il proprio assolo. La marcia dei minotauri è inarrestabile e dopo aver avuto ampio spazio dove continuare a coltivare eleganti soli di chitarra si arriva in dirittura finale con gran fervore.
Black Eagle si ricollega a The Wrecked King nell’utilizzo di un riff fin troppo stereotipato. La sua bellezza sta tutta in quei ritornelli easy-listening affidati alla validità delle potenzialità canore che Isabel Sierras mette in piazza, dipingendo come su tela una sonorità calda ed elevata che diventa facilmente contagiosa per l’udito. A condividere le luci della ribalta c’è anche l’incursione del chitarrista Julian Velasco e del suo raffinato assolo per il ritocco definitivo.
Luci soffuse adornano la conclusiva Flesh Ceremony, pilotata da un introduttivo passaggio stoner alla Sleep, al quale segue una prolungata strofa dall’anima calda. Si rimane per buona parte su toni leggeri e disimpegnati ma non privi di spunti interessanti quali arpeggi e svariati soli, rubando la scena -almeno per una volta- alla candida vocalist, sostituita nel finale da un mantra in voce profonda e radiofonica.

Broken Cross è il debutto che ogni gruppo sogna per il viaggio che vuole intraprendere, una conferma per i musicisti che avevano visto sfumare il progetto antecedente e che hanno saputo convogliare in questo album tutte le loro ispirazioni migliori.
Una grande rivincita sia personale che professionale.



VOTO RECENSORE
82
VOTO LETTORI
85 su 1 voti [ VOTA]
Witchcraft
Mercoledì 27 Novembre 2013, 22.57.24
2
davvero un ottimo disco....bravo Tiziano!!!!
Red Rainbow
Mercoledì 27 Novembre 2013, 13.24.14
1
Bè, la cantante non ha senz'altro il fascino divinamente oscuro di una Jessica Thoth e all'intera band manca forse qualcosa rispetto al filone dei gruppi citati nella rece (a cui aggiungerei i Subrosa, a mio parere la migliore uscita dell'anno del doom al femminile), ma l'album "regge" indubbiamente bene (ottima la chiusura con Flesh Ceremony). Band da tenere d'occhio per il futuro...
INFORMAZIONI
2013
Marchalenta Records
Doom
Tracklist
1. Horns Of God
2. The Wicked King
3. Slave Of The Witch
4. March Of The Minotaurs
5. Black Eagle
6. Flesh Ceremony
Line Up
Isabel Sierras (voce)
Julian Velasco (chitarra)
Tano Gimenez (basso)
Miguel A. Fernandez (batteria)
 
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