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Pestilence - Obsideo
( 4375 letture )
È delusione, profonda delusione.
In latino, obsideo, significa “abitare” e “assediare”, ma anche, ovviamente seguendo l’etimo dell’assedio, “aspettare il momento buono”. I Pestilence, dopo un sufficiente ritorno con Resurrection, gli sterili e macchinosi riff di Doctrine, erano quindi attesi con ansia, per dichiarare vitale il battito di questo grande gruppo. Invece, tale battito sembra essersi definitivamente spento, dopo gutturali rantolii e una lenta e sanguinosa emorragia, come nell’introduzione del primo pezzo di questa release, la title-track Obsideo. Innanzitutto, è da segnalarsi l’addio alla band sia di Jeroen Paul Thesseling che di Yuma Van Eekelen, sostituiti rispettivamente da George Maier e David Haley. L’addio di Thesseling, soprattutto, ha influito a mio avviso sul pessimo risultato finale di quest’album. Sebbene tecnicamente non ci sia nulla da dire a Maier, sul piano dell’originalità e del sound era lecito, dall’erede di uno tra i migliori bassisti non solo della scena metal ma della musica in generale, sia da un punto di vista tecnico che di gusto, aspettarsi molto di più che non un modesto compitino. Infatti, il basso, fatta eccezione che in Transition, non fa che una breve apparizione in Displaced, perdendosi nelle infinite pieghe delle distorsioni di Mameli e Uterwijk (o mondo nuovo e meraviglioso, come! Sono lontani e ormai passati i tempi di Spheres?). Per quanto riguarda la piovra degli Psycroptic, David Haley, la sua prova risulta sicuramente sufficiente e sopra le righe, ma da sola non basta ad alzare il livello modestissimo di questa release.

Non troverete in questo Obsideo astratti istrionismi jazz e fusion, come in Spheres, né vi affiderete alle inimitabili strutture progressive di Testimony of the Ancients. Piuttosto, riportate alla mente la sterilità di Doctrine, con canzoni comprese tra i tre e i quattro minuti che creano un tecnicismo teso e compatto come un pugno nello stomaco. In definitiva, Mameli -ma tutti i Pestilence in generale-, sembrano adagiati sulla propria storia e sulla propria fama, incapaci di reinventare il loro stile, di uscire dai canoni da loro stessi fissati e delineati. Troveremo riff, come nelle già citate Obsideo e Displaced, piuttosto che in Soulrot, che potrebbero sopraffare l’ascoltatore con un nubifragio di chitarre che giocano a rincorrersi da ogni parte; un costante sovrapporsi di schemi ritmici creano dinamismo anche nei mid-tempo, come Necro Morph e la macabra Laniatus. Ma il problema insito in questo lavoro, sta nell’ovvio cambiamento avvenuto nei musicisti stessi, non tanto a livello di line-up, ma di volontà: la volontà perversa per il male deve essere sincera e scaturire da una pulsante e fervida vena, non si può semplicemente replicare come uno stanco ritornello di una vecchia filastrocca (vero, Metallica?). Un album costruito intorno a implacabili e scattanti formule, che dovrebbero evocare un sentimento di stordimento e insistenza, non può risolversi nelle goffe pieghe della release precedente, ma dovrebbe generare quanta più energia possibile da trascinare l’ascoltatore in un desiderabile oblio, accentuando con intelligenza e cognizione l’estetica thrash. E Mameli, avendo così deciso di non premere su alcuna sperimentazione, di non perdersi in ambiziose innovazioni progressive, avrebbe dovuto concentrarsi sulla complessità e sull’originalità di Consuming Impulse.
Analizziamo più da vicino alcune tracce, per mostrare ancora meglio in cosa, soprattutto, pecchi il disco. La title-track, pur correndo in maniera sfrenata su un riffing che si spenge e si riaccende, e su di un frenetico drumming, lascia all’ascoltatore una sensazione di disagio dovuta più che alla violenza, alla banalità del pezzo. Displaced, uno dei pezzi più forti del disco, possiede qualche vibrazione di Testimony of the Ancients, ma l’idea, invece che sviluppata in maniera intelligente e coerente, viene trasformata in un susseguirsi di riff un po’ troppo folli. Aura Negative è, invece, sicuramente il peggiore dei pezzi: un banale pezzo thrash che vorrebbe dare l’illusione di movimento e di dinamica con vari cambi, ma che denota solo una profonda e sconsolante mancanza d’ispirazione. Soulrot, molto probabilmente, doveva riportare la mente ai fasti di Consuming Impulse, ma le stanze che si propone di rivisitare sono fredde, umide e decadenti, il castello è ormai in preda al crollo e alle erbacce, e sulle sue rovine non rimangono che ricordi svaniti e desolati. Transition, invece, sembra un brutto remix di un pessimo brano dei Fear Factory. Alla fine, sebbene l’album non superi i trentacinque minuti, sebbene sia composto da canzoni veloci e frenetiche, quel minutaggio non passerà mai abbastanza in fretta.

Con la morte nel cuore mi trovo, dunque, a bocciare questa release. Molto probabilmente sono troppo duro e, forse, pretendo sempre un po’ troppo, ma credo sia lecito, leggendo il nome Pestilence, trovare qualcosa che sia degno di questo nome e non una bruttissima copia di ciò che è stato. L’auto-citazionismo e l’autocompiacimento, certo, devono essere sembrati ai nostri l’unico modo per superare l’impasse di Doctrine, ma a questo punto è opportuno chiedersi se non fosse stato meglio che il gruppo avesse lasciato quale epitaffio un capolavoro come Spheres, piuttosto che continuare a pubblicare album come questo.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
76.15 su 33 voti [ VOTA]
Enrico
Venerdì 6 Dicembre 2013, 15.47.50
29
Non è che possono sempre fare Consuming Impulse o Testimony of the Ancients. Sono d'accordo sul fatto che questo disco non è un capolavoro ma penso che un 70 lo meriti tutto.
l'Accademico
Venerdì 6 Dicembre 2013, 2.12.50
28
...e non avete sentito quello dei Deicide, ignobile quanto questo. Il punto purtroppo è sempre quello. Questa gente, per il genere opulento che rappresentano, finiscono prima o poi di esaurire fisiologicamente le idee. Comprensibilmente, come dice lo stesso Glen Benton in una recente intervista, tirano avanti (anche con album inutili di fronte alla loro stessa storia) per pagare le bollette. Tacitus sentenziam Est
Arrraya
Giovedì 5 Dicembre 2013, 21.05.59
27
l'album non l'ho ancora ascoltato, ma mi dispiace che i Pestilence, dal loro ritorno, abbiano preso piu che altro pesci in faccia, anche in maniera ingiustificata. C'è di peggio in giro, molto peggio.
Galilee
Giovedì 5 Dicembre 2013, 19.09.42
26
Teddy23 Difatti è così, il disco fu un mezzo flop, ma la critica ne era entusiasta. Poi fu rivalutato anche dagli ascoltatori Ora nemmeno la critica è molto a loro favore.
S.V.
Giovedì 5 Dicembre 2013, 18.59.58
25
il problema è che coi Pestilence non si deve usare come metro di paragone il death metal, ma solo loro e basta...
teddy23
Giovedì 5 Dicembre 2013, 18.54.03
24
Beata memoria!!! Io ricordo che chi amava il death non contaminato storse il naso e i Pestilence non ebbero il successo meritato arrivando addirittura nell'anno successivo allo scioglimento! Io Spheres l'ho sempre amato, ma perché amo anche tutto il death progressive o technical! Chi ama l'old school non lo ha accettato all'epoca e non lo accetta ancora oggi! é una questioni di gusti! ;D
Galilee
Giovedì 5 Dicembre 2013, 18.28.22
23
Il problema è che Spheres prese il top quasi su ogni testata, come accadde per i Cynic, poi se i Metallari ci mettono 20 anni per capire un disco è un'altra storia. Ma ai tempi quando prendevo Flash e Metal shock ricordo recensioni esagerate, nel senso buono del termine, per quanto riguarda Spheres. Più che ricordo, ne sono certo.
teddy23
Giovedì 5 Dicembre 2013, 18.24.22
22
Vabbe comunque anche Spheres non se lo cago di striscio nessuno quando usci ... ora tutti che parlano di 90!!! Il problema è che gli album si ascoltano mezza volta e subito voto! Se raggiunge Resurrection gia mi basta. Per il voto appena lo ascolto "bene" vi faccio sapere ... ciao a tutti! \m/
Malleus
Giovedì 5 Dicembre 2013, 14.25.17
21
99 vorrei proprio capire che concezione hai del death metal per affermare che questo disco sia anche solo lontanamente sufficiente, io guarda, non credo proprio di aver la merda nelle orecchie, dato che musicalmente sono di ampie, parecchio ampie vedute, ma ti ripeto, per me il livello di sto disco è pessimo, poi a un certo punto de gustibus, distinti saluti
Punto Omega
Giovedì 5 Dicembre 2013, 9.39.03
20
@Flag of Hate: scusami, ma nessuno vuole manco paragonare questo disco alle migliori uscite del genere di quest'anno. Questo è un disco valido, ritengo che la valutazione vada alzata di dieci punti, anche solo per il fatto che è suonato ottimamente. Poi, in tutta sincerità, i suoi 35 minuti di durata non mi sono pesati affatto, anzi. Il problema è che è un disco dei Pestilence, dai quali ci si aspetta miracoli. @Vulturna: non fosse per il nome in copertina, tanto per iniziare, molta gente non l'avrebbe neanche commentato. Comunque rimango dell'idea che, in tal caso, avremmo scritto di una band tcenicamente eccellente che deve migliorare la scrittura. Con tutta probabilità avremmo anche scritto che il leader del gruppo farebbe molto bene a considerare l'ipotesi di assumere un cantante vero.
99
Giovedì 5 Dicembre 2013, 9.23.14
19
@Malleus: magari, può darsi, forse sei tu ad averla nelle orecchie e ti impedisce di apprezzarlo. Il disco non è un capolavoro, e nessuno lo dirà mai, ma un voto ampiamente insufficente, per me, è ingiusto e fuorviante dell'effettivo valore del disco. Un onesto 70 secondo me sarebbe il voto più giusto. Ci sono band storiche che sono anni che non propongono niente di buono, ma che ad ogni nuova uscita si beccano il loro bravo 65/70, non vedo perché questo disco non lo meriti.
Malleus
Giovedì 5 Dicembre 2013, 0.40.01
18
Per piacere, un voto anche fin troppo alto, c'avete la merda nelle orecchie?
S.V.
Giovedì 5 Dicembre 2013, 0.00.40
17
Sono uo dei pochi a cui Doctrine era piaciuto e questo lo devo sentire bene. Ma da quello che ho sentito sembra un buon disco, soprattutto personale, perchè nessuno suona in questo modo e il loro stile è unico.
Vultuma
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 23.06.36
16
Punto Omega: "Il problema è quel nome in copertina. Se Obsideo fosse stato il disco di esordio di una qualsiasi band death metal, avremmo parlato di ottimi esecutori che devono ancora affinare il loro songwriting"... Non fosse per il nome in copertina nessuno dei presenti avrebbe sprecato cinque minuti per ascoltare questo album, molto probabilmente
Galilee
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 20.41.38
15
Ho letto recensioni migliori un pò ovunque è sinceramente non mi aspettavo una stroncatura così forte. Da quello che ho potuto sentire questo disco è un forte passo avanti rispetto agli altri due, ma lascia lo stesso a desiderare se si tiene conto del passato di questa band. Io un 65 lo darei, ma in ogni caso non è un disco che prenderò in considerazione per gli acquisti di fine anno.
Full Of Hell
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 19.36.44
14
Mah... ben lungi dall'essere un capolavoro vale sicuramente 10 punti in più.
Ivory Coffin
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 19.25.53
13
Lo aspettavo un po' come il bollettino di conguaglio della Tares... ora che è arrivato però non so più se gettarlo nell'umido o nel multimateriale.
LAMBRUSCORE
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 18.56.48
12
Non l'ho ancora ascoltato, quindi non saprei ma visto le delusioni degli ultimi lavori, almeno secondo molti, scommetto che tra un paio d'anni torneranno ai suoni degli esordi, con le solite menate che loro volevano fare cose più dirette e bla bla...magari mi sbaglio eh? Certo che Testimony è inarrivabile anche x loro, adesso, sicuro!!
Flag Of Hate
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 18.48.58
11
@Punto Omega: appunto, per chi si accontenta: quest'anno sono usciti Gorguts, Hail Of Bullets, Immolation e Ulcerate, tutti dischi da far paura, e dovrei accontentarmi di questo? Ironia a parte, il disco secondo me non è insufficiente solo se confrontato con terzi, ma anche in sé, l'ho trovo scialbo, prevedibile e senza reali picchi. Sinceramente, mentre lo ascoltavo ero sempre li a guardare la barra rossa per vedere quanto mancava alla fine. Senza parlare del patetico growl di Mameli perché a sparare sulla croce rossa si sprecano munizioni...
Death Fox
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 16.21.26
10
@99, cosa vuol dire un voto più vicino alla realtà? La realtà è che se uno vota 30 e uno 35 o 40 è perchè questa persona ritiene che il cd sia realmente di scarsa qualità e da quel voto,è più fuorviante allora un voto come il tuo, che lo dai solo come dici te per bilanciare il voto totale, ma allora sei tu che rendi fuorviante la cosa perchè se più di una persona vota basso un motivo c'è e poi arrivi tu e dici, per me non è cosi e voti il massimo ma x alzare la media e non per quello che pensi realmente del disco in se..
Death Fox
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 16.21.25
9
@99, cosa vuol dire un voto più vicino alla realtà? La realtà è che se uno vota 30 e uno 35 o 40 è perchè questa persona ritiene che il cd sia realmente di scarsa qualità e da quel voto,è più fuorviante allora un voto come il tuo, che lo dai solo come dici te per bilanciare il voto totale, ma allora sei tu che rendi fuorviante la cosa perchè se più di una persona vota basso un motivo c'è e poi arrivi tu e dici, per me non è cosi e voti il massimo ma x alzare la media e non per quello che pensi realmente del disco in se..
enry
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 14.49.19
8
Perfettamente in linea con Punto Omega. Il disco si lascia ascoltare ed è sicuramente il migliore post-reunion, la sufficienza per me la strappa. Il 'problema' è il monicker stampato sulla copertina. Però ripeto, sono riuscito ad ascoltarlo diverse volte tutto d'un fiato, cosa che non sono riuscito a fare con i due precedenti...ora come ora darei un 60-65, poi che i primi dischi erano ben altra cosa lo sappiamo tutti.
Punto Omega
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 14.04.15
7
Suvvia, il disco è infinitamente meglio di Doctrine (non che ci volesse molto), e fra quelli post-reunion è indubbiamente il più valido. Il problema è che ci troviamo dinnanzi ad un disco che nulla aggiunge alla scena. Insomma, se ci si sa accontentare, non è un disco malvagio. Poi i musicisti coinvolti sono degli ottimi esecutori e anchel'assenza del basso di Thesseling non è che si faccia sentire (d'altronde gli ultimi due lavori sono tutt'altro che dischi memorabili). Il problema è quel nome in copertina. Se Obsideo fosse stato il disco di esordio di una qualsiasi band death metal, avremmo parlato di ottimi esecutori che devono ancora affinare il loro songwriting, tuttavia stiamo parlando dei Pestilence con tutto ciò che ne consegue...
marduk
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 12.33.29
6
se un tempo il nome pestilence, per me che ho 25 anni e ho scoperto il metal a 15, veniva visto come un qualcosa di leggendario,astratto ed inarrivabile...ora questo nome viene associato da me ad una delle tante band di serie B che bazzicano la scena...questo sono diventati ormai i pestilence...un gruppo di seconda fascia che quel che ottiene lo ottiene solo grazie al proprio passato....ma quanto potrà ancora durare?!
99
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 11.56.26
5
Votato con un bel 99 per avere un voto dei lettori più vicino alla realtà. Per quanto possa non piacere questo disco (e a me paice), 35 era un voto ignobile e fuorviante.
Markus
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 9.28.21
4
Deserto di speranze ampiamente confermato
Flag Of Hate
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 8.54.03
3
La buona notizia: è più bello di Doctrine. La cattiva notizia: Doctrine faceva talmente pietà che qualsiasi cosa gli sarebbe stata superiore. Obsideo Vs Doctrine quindi è come dire: preferite farvi la doccia con lo sputo o con il piscio di vacca? Sceglierete il primo perché fa meno schifo, ma fa schifo lo stesso. 50/100. Non è da considerarsi neppure una delusione, perché dai Pestilence non ci si può attendere più nulla.
Death Fox
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 8.51.28
2
"Delusione" la parola con cui viene aperta la recensione, e direi che non si poteva trovare espressione più azzeccata, perché questo é stato il sentimento primario che provai quando acquistai a suo tempo resurection a scatola chiusa, pensando che si trattasse di un album di rodaggio dopo anni lontani dalla scena, con il successivo doctrine pensai "questa é la volta buona" e invece ecco che riaffiora quella parola "delusione", e a questo punto sentendo anche questo nuovo album mi viene da pensare ma forse non era meglio lasciare tutto come era? A quello Spheres all'inizio tanto criticato ma rivalutato negli anni che ha di fatto proiettato questa band nella ristretta cerchia delle leggende del death metal?! Perché riesumare i Pestilence x andare a macchiare se mi passate il termine una carriera come altri (chi ha detto Morbid Angel?) fino a qui perfetta.. Signor Mameli per favore se l'ispirazione non c'è più forse é il caso di dire BASTA.
l'Accademico
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 1.33.28
1
Sì, questo Obsideo ha deluso anche me. Avevo invece apprezzato gli ultimi due album dei nuovi Pestilence, a differenza di voi tutti. Credo che il problema, (dei new Pestilence, ma anche di tutti gli altri) sia la sovrapproduzione. Avessero fatto un ritorno con i migliori brani di questi ultimi tre dischi, magari parleremmo di un ritorno dignitoso contemporaneo, chiaro che gli anni 90 sono altra cosa. Ma ormai è chiaro, quantità (per racimolare qualche euro in più) e non qualità (che rimanga incisa nel tempo).
INFORMAZIONI
2013
Candlelight Records
Death
Tracklist
1. Obsideo
2. Displaced
3. Aura Negative
4. Necro Morph
5. Laniatus
6. Distress
7. Soulrot
8. Saturation
9. Transition
10. Super Conscious
Line Up
Patrick Mameli (Voce, Chitarra)
Patrick Uterwijk (Chitarra)
George Maier (Basso)
David Haley (Batteria)
 
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