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Falcon - Frontier
( 1780 letture )
Sul finire del 2013 si possono pubblicare album senza fornire minime informazioni, anzitutto per incuriosire l’ascoltatore, e in seguito per facilitare il lavoro dei giornalisti preposti a recensirlo? Manco la line-up con i rispettivi strumenti viene indicata, solo nomi che dicono nulla, come un sacchetto di porri ripudiato sulla terrazza al freddo e al gelo. Davvero inconcepibile, alla faccia del marketing 2.0 perfetto e ricco di dettagli: sembra di essere riportati a ritroso di decadi quando bio e info erano accessori quasi inutili. Già da questo fatto si intuiscono alcune cose, ma non mi faccio frenare da questa grave lacuna e proseguo nella stesura. La biografia striminzita esalta e incensa sperticatamente questo combo composto da ben sette elementi, parlandoci di grande AOR da parte dei Falcon, ex Circle, manco questi ultimi avessero scritto pagine memorabili della nostra musica, mah, triplo mah.

Arriviamo finalmente ad audire le dieci composizioni contenute in questo dischetto. Appare chiaro sin da subito che il processo creativo è basato sul suono dei synth, tanti e anche ben suonati, ma le atmosfere spesso appaiono mosce, apatiche e con poco nerbo. Ci sono richiami agli HIM qua e là, a quanto pare loro connazionali, situazioni quasi trance in alcuni istanti; più che altro, in certuni brani, non si capisce quale possa essere lo scopo finale. La proposta dei Falcon ha certamente un barlume di originalità, a parte un cantante davvero limitato e in certi passaggi stonato o che si salva per il rotto della cuffia dal tracollo, ma alcune composizioni appaiono cervellotiche e spiattellate quasi con l’intento di ostentare, a tutti i costi, estraneità al classico. Per risaltare non bastano track strampalate, il saper mischiare influenze hard con tastiere varie, ma soprattutto ci vogliono i numeri cristallini e questo singer non li possiede affatto. L’opener Ranger è molle come stracchinella e richiama un certo AOR di serie B del passato: mi riferisco ai primissimi eighties quando dinamiche e suoni non erano al top, le melodie non sono male, ma la resa è poco efficace, con pochissima spina dorsale. Beer and Ribs fa il suo con chitarre un po’ più in forma, Vegas Sundown ha spunti buoni, tastiere assai stimolanti e atmosfere pop che si perdono nel tono basso e parlato del cantante, l’anello debole di tutta la catena. In Bringers Of The Dawn ci sono riferimenti chiari ai Vacuum, gruppo elettronico super pop che fece furore in anni addietro con una hit micidiale come I Breathe, ma la linea vocale è a dir poco imbarazzante, poi l’insalata russa del melting pot attuato per stupire prosegue. Leather Seat parte alla Deep Purple, rallenta, si fa inondare da tasti d’avorio, riparte, si ferma, cerca di trovare un riff anthem, mentre il vocalist vaga sull’orlo del burrone. Oddio, ci sono anche belle melodie ma si sente la limitatezza dell’estensione, ogni tanto coperta con mestiere e con arrochimenti vari delle tonalità, no buono ragazzi, no buono. Miami Tits, che dal titolo vuole apparire come un pezzo forte e sfrontato, pare un estratto dalla produzione di Mango, con tutto il rispetto per l’ottima vocalità dell’interprete lucano, la finale Seasoned Girl clona il celebre riff iniziale di Sweet Child O’Mine dei Guns, lo edulcora e lo ripete ad libitum mentre il singer fornisce una performance immonda: il peggio del peggio.

Probabilmente il pezzo migliore può essere rinvenuto nella convincente Horses, ma in generale questo è un disco a lungo zoppicante: un singer condiziona fortemente il risultato globale e qui accade negativamente. Le stesure strumentali, soprattutto quelle legate alle keys risultano attraenti, con un cantante diverso i Falcon potrebbero riservare delle sorprese, diversamente finiranno a fondo. Non esiste alternativa.



VOTO RECENSORE
42
VOTO LETTORI
64.66 su 3 voti [ VOTA]
Il fuma
Martedì 10 Dicembre 2013, 15.04.37
6
Ma andate via al ciap
paolo
Sabato 7 Dicembre 2013, 11.11.20
5
"come un sacchetto di porri ripudiato sulla terrazza al freddo e al gelo" ahahahaha, bella questa
tarat d'un furino
Sabato 7 Dicembre 2013, 1.15.57
4
noi chi? te e il tuo amico Francobacio?
Lizard
Venerdì 6 Dicembre 2013, 13.44.13
3
Marchese, le sue richieste vanno avanzate ad altre redazioni. Noi, come potrà senz'altro arguire dalla pagina staff, ci occupiamo di tutt'altro.
Le Marquis de Fremont
Venerdì 6 Dicembre 2013, 12.54.41
2
Well, non potete recensire roba più interessante come Pulsar degli Inner Shrine, Das Tor di Paysage d'Hiver, To Perdition degli Handful of Hate, per dirne alcuni? Se questo disco è una ciofeca, che senso ha parlarne? Au revoir...
Radamanthis
Mercoledì 4 Dicembre 2013, 15.00.09
1
Secondo me Miami tits è una grande canzone...
INFORMAZIONI
2013
Ektro Records
AOR
Tracklist
1. Ranger
2. Beer and Ribs
3. Horses
4. Partners In Crime
5. Vegas Sundown
6. Ace Of Hearts
7. Bringers Of The Dawn
8. Leather Seat
9. Miami Tits
10. Seasoned Girl
Line Up
Janne Westerlund
Julius Jääskeläinen
Pekka Jääskeläinen
Samae Koskinen
Tomi Leppänen
Mika Rättö
Jussi Lehtisalo
 
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