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Vendetta (GER) - Brain Damage
( 2067 letture )
I bavaresi Vendetta rappresentano una di quelle entità underground imprescindibili, la classica band che non ce l’ha fatta per un pelo. Fieramente arroccata sulle proprie visioni di estrema sinistra -evidenti anche nei testi- la formazione europea ha incarnato lo spirito del thrash metal germanico con un piglio tutto personale, sfoggiando infatti una qualità tecnica e compositiva di gran lunga superiore a quella di tanti rozzi conterranei e contemporanei, dediti più che altro ad un thrash caotico e viscerale. Brain Damage esce nel 1988, a quattro anni dalla fondazione della band, ed è il secondo disco in studio per i Nostri, registrato ancora sotto l’egida della Noise Records proprio come il debut dell’anno precedente, Go and Live, Stay and Die. La band tedesca orchestra le sue rasoiate su metriche velocissime ed eccitanti, alimentandole con vocals concitate, classici riff tronchi -velenosi e sfuggenti- e stacchi adrenalinici.

I due chitarristi, Achim Hömerlein “Daxx” e Michael “Micky” Wehner, si spartiscono riff e linee vocali, definendo una timbrica pulita e tipicamente ottantiana, forse non eccezionale, ma azzeccata per tale contesto; inoltre vanno a comporre pezzi dalla struttura interessante e mai piatta, come evidente fin dall’opener War: trascinante nei refrain, dotata di rallentamenti e ripartenze esplosive, la canzone funge da ottimo biglietto da visita per l’intero full length, riassumendone le caratteristiche. Come quella, graditissima, di condire ogni canzone con un buon numero di riff e sezioni ritmiche differenti, ma ben cucite tra loro. Il drumming di Andreas “Samson” Samonil risulta martellante e moderno per l’epoca, mentre le due asce suonano davvero ispirate, sciorinando una nutrita quantità di riff semplici e brevi, ma taglienti come rasoi. Le bordate più toste e perentorie rispondono ai nomi di Conversation (col suo chorus molto accattivante) e Never Die, assolutamente devastanti: la prova provata che il thrash teutonico era sì spietato, ma non per forza ignorante e marcescente come i cliché vorrebbero tramandarci. Forse manca qualche refrain da delirio, nei quasi trentasette minuti di ascolto, uno di quei ritornelloni che rimangono impressi nella memoria, oppure un riff “definitivo”, capace di trascinare la band fuori dal ristrettivo rango di realtà-culto, però, nel complesso, Brain Damage è un disco più che buono e consigliabile agli appassionati del settore, i quali potranno certamente scapocciare a tempo grazie ai refrain anthemici o alle scorribande soliste al fulmicotone di pezzi come Metal Law, che già dal titolo lascia intuire la grande carica che la infervora. Non manca qualche brano meno irruente e tirato, come la titletrack (Brain Damage), una cavalcata più melodica e ricca di guitar-solos; anche Precious Existence suona atipica in avvio, aprendosi come mid-ballad e poi scatenandosi in una furibonda sezione centrale dai toni decisamente thrashy. Affascinante, in questo pezzo, anche il malinconico assolo di chitarra, che dimostra l’abilità compositiva dei Nostri anche in ambiti più modulati e musicali e non soltanto con le frecciate abrasive.

A tal proposito, è assolutamente da segnalare la presenza di una pregevole strumentale, Fade to Insanity, introdotta da un bel giro di basso e poi trainata da alcune note tratte dalla IX Sinfonia di Beethoven, quelle che compongono il celebre Inno alla Gioia; il brano si tuffa poi in un fitto fraseggio di riff e ritmiche thrash, passaggi decelerati, continui cambi di tempo ed un’elettrizzante serie di riff potenti ed appaganti. La sola Love Song sembra non essere eccezionale, mentre Dominance of Violence non è altro che un arcigno mid-time thrash, ruvido e prestante. Brain Damage è un autentico caposaldo del thrash metal tedesco, nonché uno dei due apici assoluti dei Vendetta assieme all’esordio. Un disco che testimonia ancora oggi l’indiscutibile valore tecnico del quartetto di Schweinfurt, che sicuramente avrebbe meritato una carriera più lunga e gloriosa proprio in ossequio a perle spesso dimenticate, come il disco appena analizzato.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
93.66 su 3 voti [ VOTA]
Silvia
Giovedì 15 Febbraio 2018, 12.28.27
4
A me questo album piace tantissimo, 92 sicuro, moderno all’epoca e secondo me una bella sintesi fra il thrash teutonico e quello USA (che preferisco), tirato ma con aperture “melodiche” (compatibilmente col genere e l’epoca ) e con tante belle idee. War come detto in recensione sintetizza l’album e concordo anche sul fatto che non ce l’abbiano fatta x un soffio, infatti godevano di grande rispetto all’epoca.
Shadowplay72
Venerdì 1 Dicembre 2017, 12.59.43
3
Classico thrash metal.band sottovalutata!
LAMBRUSCORE
Sabato 12 Novembre 2016, 5.53.35
2
Anche qua mi ero dimenticato di commentare. Per me voto recensione troppo basso, io ho dato 90 perché personalmente sto basso coi voti, siamo di fronte a un capolavoro del metal, anche se giustamente viene etichettato come thrash. Ho il vinile originale e non lo darei via neanche per una serata offerta a base di gnocche e gnocco fritto -bevande incluse-... disco con ottimi riff, assoli, arpeggi, cambi di tempo, scorre senza stancare dopo 28 anni, cosa non da poco. Per me anche il primo, Go and live.. stay and die è un disco da avere. Peccato si siano sciolti troppo presto, poi si sono riformati ma ho ascoltato troppo poco gli ultimi lavori , per giudicarli.
The Nightcomer
Mercoledì 18 Dicembre 2013, 22.11.42
1
Condivido i contenuti della recensione; conosco questa band dall'epoca e l'ho sempre trovata valida, proprio considerando l'approccio diverso nei confronti del thrash, se paragonato a quello di diverse formazioni contemporanee. Ho una leggera predilezione per il debutto (forse più immediato), ma ritengo che i Vendetta abbiano palesato una certa crescita in questo secondo lavoro, oltre che una qualità superiore alla media per quanto riguarda composizione ed arrangiamenti.
INFORMAZIONI
1988
Noise Records
Thrash
Tracklist
1. War
2. Brain Damage
3. Conversation
4. Precious Existence
5. Never Die
6. Love Song
7. Fade to Insanity
8. Dominance of Violence
9. Metal Law
Line Up
Achim Hömerlein “Daxx” (Voce, Chitarra)
Michael “Micky” Wehner (Voce, Chitarra)
Klaus “Heiner” Ullrich (Basso)
Andreas “Samson” Samonil (Batteria)
 
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