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Tool - Undertow
( 14402 letture )
I Tool cominciano la loro avventura discografica agli inizi degli anni '90 con il promo CD Opiate (il disco contiene, tra l'altro, dei brani live e rappresenta poco più che un demo come qualità audio, eppure rimane un vero "must" per gli appassionati della band giustificandone le varie ristampe avvenute nel corso degli anni). Con Opiate i Tool destarono quasi immediatamente grande curiosità: nel promo erano presenti molti brani interessanti e già cominciavano a prendere forma alcune di quelle che poi sarebbero diventate le peculiarità della band californiana, tra cui il costante riferimento alla psichedelia degli anni '70 e la maniacale precisione del lavoro sui tempi, sulle dinamiche e gli arrangiamenti, che già in questo esordio segnalavano con forza lo stile e la classe di D. Carey, oltre al talento di Keenan. Il tutto era accompagnato da liriche spesso apertamente anticlericali, anch'esse rimaste a lungo un marchio di fabbrica della band. A cominciare dal successivo Undertow la band intraprende il suo vero cammino nel professionismo, ed inizia realizzando il primo di tre capolavori che l'hanno condotta a rappresentare una delle band rock più seguite ed apprezzate del panorama americano e molto probabilmente quella a cui i musicisti e non solo guardano oggi col maggiore rispetto, per la costante qualità che ha caratterizzato i dischi succedutisi nel corso degli anni e per il luminoso talento di molti dei suoi ormai celebri componenti. La label dei Tool, la statunitense Volcano, era poco più che una etichetta indipendente al tempo dell'uscita del disco ed aveva puntato molte risorse sui quattro emergenti losangelini. Probabilmente se oggi la Volcano è un'etichetta di livello internazionale, lo deve a due fatti molto semplici: la pubblicazione di Ænima e quella di Lateralus, cosa che ha permesso alla band di avere il pieno controllo estetico su ciò che fa, con risultati che sono oggi sotto gli occhi di tutti. I Tool di Undertow erano certamente una band differente rispetto ai Tool di oggi, si potevano ancora in buona sostanza includere nel novero delle migliori band hardrock e non avevano ancora inaugurato -come con il successivo Ænima- la loro saga di psichedelia, di contorti percorsi mentali, di incisioni che rasentano la perfezione e ridefiniscono lo standard di massima qualità di un "periodo" discografico. I Tool di Undertow erano un'ottima rock band, che iniziava a sviluppare idee ed atmosfere innovative per la propria musica e che si giovava del talento cristallino dei suoi interpreti, riuscendo ad emergere abbastanza facilmente rispetto al livello di molte band contemporanee. I brani migliori di Undertow rispecchiano tutto questo: si apprezza l'inconfondibile lavoro dietro le pelli di Carey, la grande vena di D'Amour, l'inconfondibile modo di usare la voce di Keenan, gli arpeggi e le "scorribande" di Adam Jones, allora molto più legato di oggi allo stile dei grandi chitarristi anni '70, ma non si avverte ancora del tutto chiaramente, la creazione di un approccio del tutto nuovo, un modo diverso di concepire i mezzi espressivi del rock. Nei lavori successivi i Tool si immergeranno nelle contraddizioni e negli abissi dell'io, proporranno il corpo visto come prigione e come trascendenza, come colpa e come salvezza, come affermazione e negazione. Il video di Sober rappresenta probabilmente il vero punto di partenza di questa nuova avventura.



Il chitarrista dei Tool si è sempre occupato di parte dell'aspetto grafico delle performance della band e, approfittando delle sue esperienze come tecnico di effetti speciali e scultore in quel di Hollywood, ha creato quei piccoli gioielli di "stop-motion" che oggi rappresentano il vero marchio di fabbrica dei video dei Tool, acclamati come capolavori ormai con una certa regolarità e vero completamento del loro sound. Ascoltando Sober, Undertow, Prison Sex, 4°, si avverte l'unicità del combo, ma molti concetti e molte scelte, che poi avrebbero rappresentato la parte più riconoscibile ed originale della musica dei Tool, sono presenti in forma ancora embrionale, e non del tutto sviluppati. Undertow rimane comunque un disco decisamente importante: un grande disco rock, prima di tutto, e la necessaria premessa a ciò che lo avrebbe seguito di lì a qualche anno e che avrebbe reso i Tool la band forse più ammirata, probabilmente più discussa e (tra l'altro) più "spietatamente e vergognosamente" copiata nella storia recente del rock mondiale.



VOTO RECENSORE
88
VOTO LETTORI
79.27 su 143 voti [ VOTA]
Kiodo 74
Venerdì 10 Aprile 2020, 13.02.46
18
In verità mi innamorai perdutamente dei Tool con Aenima e quindi da lì poi andai a ritroso a riprendere i lavori precendenti... Opiate e questo primo full lenght.....e la passione per Maynard e soci si sviluppò ancora di più..... Loro sono unici ed inconfondibili, egocentrici e snob, eleganti ed intrattabili....alfieri del motto "facciamo quel cazzo che ci pare"....e lo fanno dannatamente bene.....mostruosamente bravi e geniali....e lo si capisce già ds questo primo lavoro anche se il meglio verrà dopo...e dopo ancora....e così via. O li ami o li odi... Non c'è via di mezzo... Ed io per fortuna ho scelto la prima opzione. Ma un batterista come Carey dove lo trovate? È un alieno! Voto 88 perché è soltanto l'inizio della storia.... Ossequi!
Macca
Venerdì 10 Aprile 2020, 12.01.19
17
Un grande esordio che già mostrava la capacità della band di creare soluzioni fino ad allora davvero uniche. Non furono i soli: in quell'anno uscirono altri album a me molto cari ("Siamese Dream" e "Vs su tutti"), tutti suonavano in modo totalmente diverso e tutti sono stati fondamentali per lo sviluppo del rock degli anni successivi. A differenza di altri act, però, i Tool saranno in grado di sviluppare queste idee andando "oltre" sia a livello musicale che concettuale fino ai giorni nostri. Sober, Intolerance, Prison Sex, Bottom, Crawl Away, ...non c'è un brano debole, nel suo genere un vero gioiellino. Voto 86
Michele
Venerdì 27 Dicembre 2019, 21.59.44
16
4º è un capolavoro
gianmetal
Lunedì 1 Agosto 2016, 23.54.01
15
GENIALI,UNICI!Primo disco di una brillantissima carriera
Rob Fleming
Lunedì 15 Febbraio 2016, 17.57.56
14
Partiamo da un concetto fondamentale: Sober è uno dei brani simbolo degli anni '90 e Bottom è l'industrial che i Nine Inch Nails non scriveranno mai. Dominatori 80
Undertow
Lunedì 15 Febbraio 2016, 11.10.13
13
Il perfetto prototipo delle 3 opere d'arte successive. Grazie Tool.
J.Painkiller
Venerdì 7 Novembre 2014, 22.07.40
12
tool= trip mentali li amo
Lend
Domenica 6 Aprile 2014, 13.04.15
11
E dopo Opiate iniziò la salita verso le zone più oscure di noi stessi... Voto: 99
Macca
Martedì 5 Novembre 2013, 19.48.28
10
Veramente un album della madonna.
Surfacing
Martedì 25 Settembre 2012, 15.25.04
9
Cd perfetto!Voto 99! La recensione è ottima ma sarebbe da correggere:al basso non c'era Chancellor ma Paul D'Amour!
fabio II
Mercoledì 12 Settembre 2012, 11.41.22
8
Per me invece si vedeva chiaramente che avevano una marcia un più ( anche due o tre in verità ) rispetto la media delle bands emergenti dell'epoca; nel circo del lollapalooza numeri uno anche li. Realmente più progressivi di tante bands ritenute tali
xxxmetalcrusherxxx
Mercoledì 12 Settembre 2012, 11.19.50
7
premetto che non mi sono mai piaciuti, li ho sempre trovati noiosi e ripetitivi..buon album. Nulla di che. Voto: 60 solo perchè non mi piacciono.
ma
Giovedì 29 Dicembre 2011, 17.59.57
6
mi sono dovuto fermare a meta` della prima riga, le virgole messe a caso mi impediscono di continuare
SnotMMA82
Sabato 12 Marzo 2011, 15.49.10
5
I Tool e i Faith No More sono i miei gruppi preferiti!!!
Stiven
Giovedì 31 Dicembre 2009, 0.26.55
4
Bell'album di debutto, testi già interessanti per un gruppo che poi sfodererà capolavori. Il "meno capolavoro" tra i quattro lavori di Maynard e soci, ma comunque un album da ascoltare e riascoltare
paolo
Sabato 9 Febbraio 2008, 16.08.33
3
Credo sia il secondo cd dei tool piu' bello in ordine di preferenza,davvero strepitoso il lavoro di maynard, che come sempre accompagna testi bellissimi a melodie sempre piu' appassionanti
ilsegugio
Mercoledì 29 Marzo 2006, 17.12.22
2
Hai perfettamente ragione andres....la cosa strana è che sul precedente opiate c'è scritto volcano... sul successivo aenima volcano, bah.... cmq grazie mille per la precisazione, si fa sempre male a dare per scontato qualcosa, cy man!
Anders
Mercoledì 29 Marzo 2006, 10.42.00
1
All'epoca di Undertow la loro etichetta non era la Volcano ma (se non erro) la Zoo, con cui ebbero anche una ditriba contrattuale.
INFORMAZIONI
1993
Volcano Entertainment
Inclassificabile
Tracklist
1. Intolerance
2. Prison Sex
3. Sober
4. Bottom
5. Crawl Away
6. Swamp Song
7. Undertow
8. 4°
9. Flood
10. Disgustipated
Line Up
M. James Keenan - vocals
Adam Jones - guitar
Paul D'Amour - bass
Danny Carey - drums

Additional musicians
Henry Rollins – guest vocals on track 4
 
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