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Mosh-Pit Justice - Mosh-Pit Justice
( 895 letture )
Leggi il nome della band, Mosh-Pit Justice, e già questo tradisce bellicosi osanna al thrash d’annata. Poi ti imbatti in titoli come Poser Genocide o nell’artwork di copertina, raffigurante uno scimmione toppato e smanicato -Exodus, Overkill, Forbidden e Dark Angel sono le icone di cui si orna la bestia- intento ad assalire un cotonatissimo fan dei Poison, e pensi di aver già capito cosa stai per ascoltare. Non sarà propriamente così: l’omonimo album di debutto dei tre bulgari, infatti, pur non allontanandosi drasticamente dalle coordinate sopra intuite, si rivelerà molto più duttile e imprevedibile di quanto si possa pensare. Difficile aspettarsi qualcosa di differente da un thrash concitato e serrato, molto adrenalinico e tirato quasi nella sua totalità, da una band con tali peculiarità, ed infatti gli elementi tipici del genere non mancano, organizzati in canzoni omogenee e senza picchi, veementi e anche coinvolgenti, se vogliamo. Nulla di straordinario, è bene sottolinearlo: un thrash canonico discretamente proposto, privo di squilli memorabili o originalità di sorta. Da elogiare il tentativo di stratificare vagamente le diverse composizioni, applicando al loro interno differenti soluzioni vocali e svariate alternative melodiche. È proprio qui che arriva l’imprevedibilità di cui si diceva sopra: il terzetto, infatti, avanza qualche piccola sorpresa, senza per questo andare a snaturare la classicità del proprio genere.

La voce di George Peichev, ad esempio, suona rabbiosa ma pulita, discostante da ogni cliché classicamente thrashy: non è aspra, non è feroce, tantomeno acuta, ma si rifà quasi ad uno stile heavy classico senza alcuna influenza tonale particolare, producendosi in certi refrain anche troppo melodici o epici per i gusti dei puristi del genere (ascoltatevi The Serpent ed il suo refrain anthemico, se non ci credete). Questo è un elemento che porta diversi punti al carniere dei nostri, bravi a non incancrenirsi su uno stereotipo fin troppo consolidato nella scena da revival contemporanea. Il colpo migliore lo assestano proprio così, i Mosh-Pit Justice, smentendo i naturali pregiudizi che sorgono al cospetto di monicker e copertina, elementi che farebbero invece pensare ad una pedissequa riproposizione di ricette ormai trite, ritrite e prive di personalità. Staffa Vasilev si occupa delle chitarre, incidendo velocissimi riff sfuggenti e febbrili sezioni soliste: il meglio lo si udisce in pezzi dal bel riffato come Blood of the Tyrant, anche se la varietà non è certo la dote migliore del musicista; i suoni sono nervosi e supportati da un drumming potente e quadrato, moderno nei suoni -da notare che dietro le pelli si siede lo stesso Vasilev- e urgente nelle ritmiche. In alcuni brani dal piglio più moderno compaiono pure rocciosi breakdown, anche se gli episodi più avvincenti sono quelli contraddistinti da frenetiche serrate thrashy, concentrate nella seconda parte della tracklist. Il drumming si fa infatti tellurico in episodi quali Wicked Messiah o Dark Angel, che con I Stand in Fire compongono un trittico dinamitardo capace di far sussultare -e non poco- il disco in coda.

Le tracce iniziali come Blood of the Tyrant o Pray to Me erano state efficaci, ma leggermente meno incisive, mentre una In Blood We Trust aveva delineato più che altro le sfaccettature moderne del thrash dell’act est-europeo. Alla fine dell’ascolto prevale dunque una sensazione di piacevole sorpresa: chi si aspetta la classica fotocopia di Exodus o Overkill resterà deluso, mentre chi ha voglia di apprezzare una band capace di gettare qualche ingrediente personale in una ricetta consolidata potrà apprezzare un dischetto sincero, forse non memorabile, ma sicuramente degno di qualche ascolto.



VOTO RECENSORE
68
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2013
EBM Records
Thrash
Tracklist
1. Celestial Cry
2. Pray to Me
3. Blood of the Tyrant
4. Crucify
5. In Dollar We Trust
6. The Serpent
7. I Stand in Fire
8. Wicked Messiah
9. Dark Angel
10. Posers Genocide
Line Up
George Peichev (Voce)
Staffa Vasilev (Chitarra, Batteria, Cori)
Mariyan G (Basso, Cori)
 
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