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Acherontas - Amenti - Ψαλμοί Αίματ_
( 3320 letture )
A volte la fretta non è una buona consigliera. Lo scoprono a loro spese gli Acherontas, band black metal greca con un tocco d’italianità alla batteria, affidata alle mani esperte di Gionata Potenti, nuovamente celato dal nick Thorns. Chi troppo vuole, nulla stringe, si diceva. Il combo ellenico, infatti, dopo aver fatto faville con un interessante, seppure breve, split con gli statunitensi Nightbringer, dal titolo The Ruins of Edom, torna alla ribalta con un nuovo full-length, che tuttavia si attesta ad un livello ben al di sotto delle aspettative.

Questo Amenti – Ψαλμοί Αίματος και Αστρικά Οράματα (“Salmi di sangue e visioni stellari”) non aggiunge molte novità dal punto di vista stilistico rispetto a quanto già visto ed ascoltato nella precedente release, Vamachara. Lo stile degli ellenici si mantiene difatti su toni chiaramente ispirati alla prima metà degli anni Novanta, con una certa predilezione per la scena norvegese di quel periodo, in particolare per quanto riguarda il riffing di chitarra e i vocals, che vedono affiancarsi all’ormai rodato Acherontas V. Priest, Scorpios (già discusso leader, in eterna lite con Nocturnal Overlord, nei Crimson Moon), ai backing vocals. Se nulla o quasi c’è da eccepire al nostrano Thorns, batterista maturo capace di fornire una prestazione precisa e attenta ai dettagli, poca coesione strumentale si nota tra i restanti membri degli Acherontas, probabilmente a causa dei tanti cambiamenti di line-up accorsi alla band nell’ultimo anno: oltre alla batteria e ai vocals, infatti, una nuova leva, Saevus H., si è aggiunta alla seconda chitarra mentre il basso, un tempo in mano a Akhkhar, è stato affidato al factotum Acherontas V. Priest. Tutti fattori che fanno sospettare ancora una certa mancanza di familiarità e coerenza tra vecchi e nuovi musicisti, che purtroppo trova amara conferma in tracce come Set Triumphant - Nubti e Erset La Tari - The Red Temple.
In qualche passaggio, il combo greco vuol far apprezzare ai propri fans un tocco maggiormente dark (nell’opening track Voluntas Supra Materiam "Vocatio Prima"), orientaleggiante (con l’uso di percussioni che creano un’atmosfera che riporta indietro nel tempo ai fasti dell’antico Oriente, come in Wines of Blood & Pestilence ) e gothic (The Stele ov the Last Conjuration - Ιερος Γαμος), che tuttavia anziché arricchire l’album lo frammenta, andando a mettere in pericolo una fluidità che già era stata dispersa, in particolare nella prima metà della release. Gli Acherontas sembrano infatti avere buoni spunti, buona tecnica, ma ancora le idee molto confuse, fattore che rende questa produzione molto dispersiva nella sua interezza.

Un mezzo passo falso degli ellenici, dunque, che tuttavia sembrano avere comunque le carte in regola per rimettersi ‘in carreggiata’ a breve e saper nuovamente deliziare i propri fans con nuove pubblicazioni all’altezza del loro nome e della loro passata discografia.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
75 su 8 voti [ VOTA]
Defense
Giovedì 26 Aprile 2018, 15.41.11
6
Recensione fuori luogo, chi scrive pare che stia scrivendo circa un altro album. Per scrivere a vanvera allora meglio non scrivere
Doom
Lunedì 23 Ottobre 2017, 14.08.29
5
Onestamente stavolta non sono molto d'accordo con la sempre brava Elena. Io personalmente penso che questo sia più un album di transizione tra l'ottimo Vamachara al piu mastodontico e tentacolare Ma-ion il vero e proprio opus. Pero' nonostante questo lo trovo lo stesso un album dannatamente buono, dove trovano comunque sfogo e strade nuove ( si fa'per dire) le sempre ottime caratteristiche dell'Acherontas sound. Uno di quei gruppi ( ma ce ne sono parecchi altri con le idee chiare e "diverse") che ti danno realmente qualcosa. Anche per me un 7,5
mefisto
Sabato 28 Dicembre 2013, 15.08.36
4
Ascolto gli Acherontas dall'inizio,e senza dubbio questo album e' un po' al di sotto agli altri precedenti, e condivido l'analisi fatta nella recensione, pero' avrei dato un voto maggiore almeno 75 . il voto basso mi da la sensazione che il recensore si aspettasse di piu' da loro, spero sia questo il motivo di un punteggio cosi basso!
Osvaldo
Martedì 17 Dicembre 2013, 16.50.08
3
ok...allora mettiamola così....non voleva essere un offesa personale primo! Secondo ovunque questo disco è stato incensato a merito dato il contenuto...qui invece dove ormai vi credete degli Dei in terra gli viene affibiato un ignobile 55 e mi vieni a dire che nn è stato frutto di un ascolto approfondito...Ma fammi il piacere bello de casa..te il tuo Ti Avverto...Ma che cavolo 6?? Scendi sulla terra Giomaster!
GioMasteR
Martedì 17 Dicembre 2013, 14.26.02
2
Bravo Osvaldo, commento da vero bomber. Ti posso assicurare che Elena ha ascoltato il disco a sufficienza da poter esprimere un giudizio e, a differenza di te, ha argomentato il proprio parere con esempi, motivando quindi il numero finale. Quando farai lo stesso e imparerai l'educazione, allora il tuo dissenso avrà un valore e si potrà parlare del disco, fino ad allora queste esternazioni sono solo offese gratuite e ti avviso che non intendo leggerne delle altre.
Osvaldo
Martedì 17 Dicembre 2013, 13.25.06
1
Che recensione di merda....ma come cazzo fai a dare 55 a questo album.....di cagate peggio di questa è pieno e gli date anche 20 punti di piu! un 75 ci sta tutto...l'avrai sentito una volta quest'album..mah...
INFORMAZIONI
2013
World Terror Committee
Black
Tracklist
1. Voluntas Supra Materiam "Vocatio Prima"
2. Amenti - The Lamp ov the Desert
3. The Stele ov the Last Conjuration - Ιερος Γαμος
4. Nebt-Het - Divulgence of Ηer Sacral Temples
5. Set Triumphant - Nubti
6. Dissolution (In the Sands ov Time) - Νεκροπολις
7. Wines of Blood & Pestilence
8. Erset La Tari - The Red Temple
9. Πανσεληνος "Vocatio Ultima"
Line Up
Scorpios (Voce)
Acherontas V. Priest (Voce, Chitarra, Basso)
Saevus H. (Chitarra)
Thorns (Batteria)
Tiphareth (Testi)
 
RECENSIONI
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