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Virgin Steele - The House of Atreus Act II
( 3215 letture )
Per ognuno di noi esistono band, album, canzoni e melodie che sono indissolubilmente legate ad episodi della nostra vita. Nessuno può amare una band –ma questo vale per qualsiasi cosa- senza associarla a delle emozioni, dei momenti specifici. Per questo la tecnica, per quanto importante, è nulla confrontata ai sentimenti, e questo trascende e va oltre i generi. Chi non è legato a qualche sigla dei cartoni animati che ci ricorda l’infanzia? Chi non è legato a qualche orrenda canzone che però associamo ad un bacio, uno sguardo, una persona che abbiamo amato.

Quando uscì il bellissimo The Marriage of Heaven and Hell part. 1 nell’ormai lontanissimo 1994 stavo scoprendo la mia vocazione al power metal, appassionato da qualche anno di quel magico mondo musicale di rock e metal, ero affamato di scoprire nuove band, nuovi generi e nuove canzoni –come lo sono tutt’ora, ma la magia di quegli anni era molto diversa- lessi delle recensioni entusiaste di quel disco e me ne innamorai; quel disco è anche legato ad uno dei periodi che ora ricordo come spensierati e felici, come è normale che sia la vita adolescenziale. I successivi Marriage of Heaven and Hell part. 2 ed Invictus confermarono le capacità di David De Feis e compagnia nel saper scrivere grandi album, evocativi e pieni di ottimi brani, capaci di mettere d’accordo gli ascoltatori che ricercavano melodia e classe con gli amanti delle sonorità più heavy.
Dopo Invictus i Virgin Steele decisero di imbattersi nell’ambizioso lavoro di proporre una lunga rock opera in due parti, un concept basato sulla tragedia Orestea di Eschilo, che dal punto di vista artistico va ammirata per originalità e profondità dei contenuti, ma dal punto di vista musicale The House of Atreus Act I ed il successivo Act II l’anno seguente pagavano la pesantezza di un numero interminabile di brani, intermezzi strumentali e/o parlati che fungevano da filo conduttore, la doppia rock opera fu quindi un’arma a doppio taglio. I due dischi erano caratterizzati da un buon numero di ottimi brani, ma molto meno diretti rispetto ai dischi precedenti, e la band perdette la possibilità di sfondare definitivamente nel mercato metal e tornò a ruolo di band di culto, perché i due dischi erano di alto livello artistico, un’ideale colonna sonora di un opera teatrale (infatti The House of Atreus venne eseguita in diversi teatri in Germania, eseguita da attori professionisti) ma lontano dall’essere dei best seller. Anche i numerosi fans della band dovettero far passare numerosi ascolti per digerire ed apprezzare i lavori, abituati a brani sì ricercati e pomposi come quelli dei dischi precedenti, ma decisamente più easy listening.

The House of Atreus Act II è un doppio CD. Il primo disco si apre con Wings of Vengeance, brano decisamente diretto in cui non si risparmiano bordate metalliche e melodie accattivanti tipiche dei Virgin Steele, così come nelle classiche Fire and Ecstasy, la tiratissima The Voice as Weapon o l’evocativa A Token of my Hatred.
Fin dai primi brani si può notare come anche in fase di mixaggio si sia voluto dare molto risalto alla voce di De Feis, vero marchio di fabbrica della band, a discapito però di un equilibrio tonale in un mix generale che penalizza chitarre e sezione ritmica. Nulla da eccepire sulla prestazione del carismatico singer, la sua voce è sempre evocativa e tecnicamente perfetta, discutibile a seconda dei gusti l’uso del falsetto ma capace di passare da parti basse e profonde a tonalità più alte con una discreta facilità, capace di veicolare emozioni anche se volutamente più melodica e meno aggressiva che in passato.
Come detto accanto ai brani veri e propri troviamo un buon numero di intermezzi che fanno da filo conduttore della storia, come Hymn to the Gods of night, The Oracle of Apollo, Nemesis o Moira che mettono ancora in risalto il lavoro della tastiere, a cura sempre di De Feis, che evidenziano la sua formazione classica ed il lato più melodico e romantico della band.
Bella ed estremamente teatrale Summoning The Power, in cui troviamo un gran lavoro di squadra, con un Pursino molto ispirato nei soli di chitarra a supportare il magistrale lavoro di De Feis al piano e alle tastiere.
Flames of Thy Power (from Blood They Rise) apre il secondo disco e non sfigurerebbe sul già citato Invictus, col suo incedere potente ed epico grazie anche ad un magistrale lavoro di De Feis sia al microfono che alle tastiere. Il secondo CD è maggiormente incentrato su brani strumentali dedicati alle atmosfere create da piano e tastiere: sarebbe sbagliatissimo definire Areopagos, Guilt Or Innocence, The Water Of Archeron o Fantasy And Fugue In D Mnor brutti; tutt’altro, ma rendono inevitabilmente il lavoro prolisso e di non facile ascolto, anche se When the Legend Die o la conclusiva Resurrection day sono senza dubbio canzoni di alto spessore e non potranno deludere gli ascoltatori più esigenti.
La prestazione di David De Feis come già evidenziato è di altissimo livello e si conferma un ottimo cantante, un buon pianista ed un eccellente compositore; Edward Pursino e Frank Gilchriest si confermano ottimi musicisti al servizio dei brani creati da De Feis, ma risultano entrambi meno coinvolti e presenti nei brani rispetto al passato, probabilmente per una scelta voluta e per enfatizzare maggiormente il lato melodico e teatrale dell’intera opera la quale, ormai l’avrete capito, necessita di molti ascolti per essere goduta. Del tutto fuori luogo come ascolto di sottofondo o in auto trova senso e la sua dimensione ideale comodamente seduti sulla propria poltrona leggendo i testi del booklet e seguendo la storia narrata.

Una grande rock opera riuscita ma lontano dalla perfezione, non tra i capolavori della band, ma come detto ad inizio recensione alcune band entrano nel cuore, non solo nelle orecchie e dai nostri eroi, quelli che ci hanno accompagnato nelle esperienze di vita, che ci hanno strappato qualche lacrimuccia o ci hanno aiutato a scacciare la tristezza, ci attendiamo solo il meglio, siamo molto esigenti, tanto che quando ci propongono lavori soltanto belli ci sentiamo delusi. Personalmente rimasi molto deluso dai due The House of Atreus, in particolare dalla parte Uno e sono riuscito a rivalutarli ed apprezzarli solo recentemente, eppure, l’epica magia della band appartiene a Marriage of Heaven and Hell, e se per qualche oscuro motivo non conoscete la band, iniziate ad ascoltare quei dischi.



VOTO RECENSORE
75
VOTO LETTORI
88.96 su 25 voti [ VOTA]
Harlan
Sabato 24 Marzo 2018, 12.41.54
17
75, davvero? Lo stesso voto che è stato dato al debutto? Niente contro il recensore, ma questo voto è veramente fuori di testa, almeno 90. Se il voto di un debutto acerbissimo e prodotto male deve essere lo stesso di una metal opera immensa..
InvictuSteele
Venerdì 22 Settembre 2017, 16.04.34
16
75? Certamente, la saga più grande di tutti i tempi. Voto 97, 100 all'atto 1.
Rob Fleming
Domenica 21 Febbraio 2016, 16.35.14
15
Conferma. Immense Arms of Mercury, When legends die e Resurrection day
Sadwings
Martedì 8 Dicembre 2015, 22.25.37
14
Devo fare un mea culpa questo album magari un po difficile nel cogliere in tutte le sfumature in pochi ascolti ma è davvero un capolavoro. L'apice di una delle mie band preferite.
Marco
Giovedì 23 Luglio 2015, 23.05.09
13
Tatuato nell'anima e fiero di questa musica.
sadwings
Domenica 15 Febbraio 2015, 14.26.40
12
Amo tantissimo l'album precedente, ma devo essere onesto in questo c'è un calo qualitativo notevole rispetto al precedessore. Nonostante ciò ci sono dei bravi notevoli e quindi concordo con il voto dato dal recensore.
Invictusteele
Lunedì 27 Gennaio 2014, 15.22.34
11
Genialità pura. 100.
Lord Ancalagon
Giovedì 26 Dicembre 2013, 16.09.02
10
Premesso che per il sottoscritto i capolavori dei VS finiscono con i due - eccelsi - Marriage of Heaven & Hell, questo è un lavoro più che discreto con qualche picco ma anche con momenti di noia dove l'ispirazione e il coinvolgimento latitano, diciamo che nel complesso voto e recensione sono giusti. Forse, come detto da altri, se "riunivano" tutto in un unico disco magari ci si trovava di fronte ad un qualcosa di migliore.
The Nightcomer
Giovedì 26 Dicembre 2013, 15.55.41
9
Ho seguito i Virgin Steele per molti anni apprezzandone diverse sfumature, a partire dall'epoca Starr (di breve durata, ma sufficiente per dare forma ad un capolavoro come Guardians Of The Flame), senza che mai l'affetto e la stima venissero meno. Concordo con chi sostiene che quest'opera dedicata all'Orestea -presa nella sua interezza- sia un pò prolissa e necessiti di un'assimilazione graduale, ma nonostante qualche evidente autocitazione (anche dai progetti paralleli o antecedenti) e la presenza di alcuni episodi sicuramente superiori ad altri, costituisce l'ultimo capitolo nella discografia dei VS capace di coinvolgermi. Poi, a mio modesto parere, l'ispirazione non è più stata quella dei tempi migliori nonostante l'impegno profuso da DeFeis, ma sarebbe eccessivo ed ingrato attendersi risultati d'eccellenza per ogni uscita, soprattutto considerata la notevole quantità di materiale valido prodotta in precedenza. Comunque non è mai detta l'ultima parola: in passato i VS hanno più volte sorpreso ed entusiasmato con uscite assolutamente inattese, quindi non mi stupirei se accadesse di nuovo (o almeno ci spero).
lux chaos
Giovedì 26 Dicembre 2013, 12.32.34
8
Concordo con la maggior parte di voi e con rada, ultimo bello ma avei riunito le migliori tracce in un unico grande capolavoro...Black light bacchanalia l'ho consumato a furia di ascolti ma poi ho mollato il colpo...De Feis svociato e canzoni troppo prolisse e noiose, per non parlare della registrazione...speriamo si riprendano in futuro, sono un grandissimo grandissimo gruppo
Osvaldo
Giovedì 26 Dicembre 2013, 8.28.42
7
Album bellissimo, anche se sarebbe stato migliore se fosse stato concentrato in un solo cd come il primo capitolo (capolavoro di epicitá). L'ultimo album degno di nota...come ha fatto de feis a partorire quell'obbrobrio di "black light bacchanalia"???
Sambalzalzal
Sabato 21 Dicembre 2013, 18.46.40
6
Avrei come Radamanthis@ un po' snellito il concept ed avrei unito le tracce dei due dischi tutte in uno ma si parla sempre di alta qualità. Purtroppo da questo album in poi DeFeis penso si sia un po' perso per strada e si sia troppo addentrato in discorsi di concept che non sempre significano bella musica. peccato, spero possano tornare in forma e magnifici come un tempo!
ayreon
Sabato 21 Dicembre 2013, 17.15.33
5
io preferivo la prima parte,comunque è un discone e i vs comunque rimangono una metal band troppo sottovalutata,ben vengano queste recensioni,bravi
Delirious Nomad
Sabato 21 Dicembre 2013, 15.36.00
4
Lo dico da fan, io adoro quest'album: quando lo ascolto su mp3 capita di saltare qualche canzone, ma mettendo su il cd va via tutto d'un fiato . La conferma più lampante della creativita di DeFeis e soci é Hammer The Winds... Chi può permettersi di limitare un chorus così epico a una canzone da un minuto? Per tutto ciò il mio voto si aggira sul 90, all'inizio lo preferivo alla parte I, ma ora si stanno bilanciando. Una bella recensione in ogni caso!
Radamanthis
Sabato 21 Dicembre 2013, 14.54.01
3
Come dice giustamente Mauro I VS sono stati una delle band anche da me piu' amate e seguite di sempre, e per certi versi lo sono tutt'ora. Ricordo quando a scuola ascoltavamo estasiati i due Marriage...che dischi favolosi e poi il loro successore Invictus: altra pietra miliare dell'epic metal! Ah che ricordi di gioventù....quando uscì la parte uno nel 1999 nella mia testa ronzavano ancora le tracce di Marriage I, II ed Invictus e quindi quel disco molto prolisso e pieno zeppo di filler viene per lo più skippato alle tracce vere e proprie e belle (circa 8 direi...). Questa parte due ha troppe similitudini con la parte uno, soprattutto per le cose negative (lunghezza, filler, poco risalto alle chitarre, troppo pianoforte) e anche in questo caso se il tutto si fosse ridotto a 7/8 tracce sarebbe stato molto meglio. Certamente staremmo parlando dell'ennesimo capolavoro dei VS se ci fosse stato un The House of Atreus in un unico atto e comprendente una quindicina di tracce, veramente belle con un maggior risalto alle chitarre. Per quest'ultima cosa non ci posso far nulla per l'altre basta fare come ho fatto io: lo copio sul pc, scelgo le tracce che preferisco e masterizzo un cd...ecco il degno erede di Invictus...Così divisi Act I voto 70, act II Voto 70, il mio act unico voto 90!
Theo
Sabato 21 Dicembre 2013, 13.06.42
2
Concordo, lontano dai capolavori della band. Comunque un disco interessante, se non altro per il lavoro che vi è stato dietro. VOTO: 68
xXx
Sabato 21 Dicembre 2013, 12.04.23
1
Un grande disco fatto di momenti però riempitivi che mal ci stanno soprattutto dopo Marriage 1 e 2 e Invictus molto più diretti ed incisivi. Voto 75 in accordo con myrefuge.
INFORMAZIONI
2000
T&T/Noise
Epic
Tracklist
1. Wings of Vengeance
2. Hymn to the Gods of Night
3. Fire of Ecstasy
4. The Oracle of Apollo
5. The Voice as Weapon
6. Moira
7. Nemesis
8. The Wine of Violence
9. A Token of my Hatred
10. Summoning the Powers
11. Flames of thy Power (from Blood They Rise)
12. Arms of Mercury
13. By the Gods
14. Aeropagos
15. The Judgement of the Son
16. Hammer of the Winds
17. Guilt of Innocence
18. The Fields of Asphodel
19. When the Legends Die
20. Anemone
21. The Waters of Acheron
22. Fantasy and Fugue in D minor
23. Resurrection Day
Line Up
David DeFeis (Voce, Tastiere)
Edward Pursino (Chitarra, Basso)
Frank Gilchriest (Batteria)
 
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