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Ithilien - From Ashes to the Frozen Land
( 1708 letture )
Ancora una volta ho tra le mani il disco di una band scoperta un paio di anni fa grazie all’uscita del loro primo EP ufficiale, che era riuscito a colpirmi piacevolmente. Il gruppo in questione prende il nome di Ithilien, formazione belga dedita ad un metal estremo ricco di melodia e di venature folkloristiche. I Nostri prendono largamente spunto da tutto ciò che ha caratterizzato la propria terra d’origine nel corso della storia: non mancheranno infatti motivetti di derivazione celtica e momenti accostabili al viking, oppure ancora passaggi in cui il sound diventerà l’avvincente sottofondo di un fantomatico campo di battaglia. Sotto l’aspetto musicale e lirico la band ripercorre un po’ tutti i cliché che vanno tanto di moda in questo periodo, infatti ci si imbatte quasi sempre in duetti vocali tra growl e scream, lunghe melodie di chitarra, svariate pause e altrettanti cambi di ritmo. I testi seguono comunque un filo logico abbastanza interessante per gli appassionati di queste imprese dal carattere fantasy: Ithilien non è altro un’entità malvagia con l’obiettivo di distruggere l’umanità, ciò che viene raccontato durante From Ashes to the Frozen Land vede protagonisti “i cacciatori di Ithilien”, uomini valorosi il cui viaggio comincia dalle ceneri della propria casa e termina nelle terre ghiacciate dove risiede il male.

Le prime note del disco sono pregne di epicità e inserite in un contesto di derivazione celtica, ma questa introduzione tende ad illudere l’ascoltatore, che si aspetterebbe una buona dose di folk nelle tracce successive, ma che in realtà non ne ritroverà, dato che Unleashed si rivela una semplice e scorrevole canzone di black/death metal melodico. Lo stesso discorso vale anche per la terza Rebirth, la quale, pur contenendo al proprio interno qualche tocco folkloristico in più, non si discosta per niente dallo schema utilizzato nel pezzo precedente: ancora una volta la ritmica si ferma per lasciare il posto ad una chitarra acustica, che a sua volta viene nuovamente sovrastata da quelle distorte; un pizzico in più di fantasia non avrebbe certamente fatto male. La seguente Sealed Destiny è forse la canzone più inutile dell’intero platter, quattro minuti strumentali incredibilmente ripetitivi che non fanno altro che appesantire l’ascolto. Finalmente si arriva alla parte centrale di From Ashes to the Frozen Land, che comincia con Through Wind and Snow e si conclude con Mother of the Night. Le quattro canzoni che costituiscono questa parte dell’album si presentano come le più varie ed ispirate, è possibile infatti sentire un uso intelligente delle tastiere, degli archi e dei vari strumenti che costituiscono l’anima folk della band.

La parte più “grigia” è costituita dalle conclusive Stare into the Deep, Everlasting Dawn e A World Undone, infatti nessuna di queste riesce ad incidere particolarmente per i motivi già detti: le soluzioni utilizzate sono pressappoco sempre le stesse e sotto l’aspetto musicale si può tranquillamente dire che la situazione diventa noiosa a causa della monotonia delle composizioni. Oramai non c'è più nulla che riesca a sorprendere catturando l'attenzione dell'ascoltatore ed il tutto scorre come se nulla fosse. Un altro aspetto sul quale gli Ithilien necessitano di lavorare molto è l’eccessiva durata delle intro: ci ritroviamo infatti con diversi brani contenenti due minuti di nulla assoluto, i quali diventano più che mai stancanti all’interno di un cd che tocca l’ora precisa di durata.

Tirando le somme, il disco non riesce a raggiungere la sufficienza. Nonostante il prodotto sia stato registrato e confezionato con professionalità, l’ascolto di From Ashes to the Frozen Land è troppo incolore e non riesce a colpire nel segno, tranne che in un paio di occasioni. Detto questo gli Ithilien dispongono di tutte le qualità per potersi migliorare, dato che la base di partenza è piuttosto buona, ma è necessario che si impegnino per produrre qualcosa di significativo che meriti di essere ascoltato più di una sola volta. Al momento i Nostri si sono limitati al compitino e ad emulare quella che è la moda del momento, evitando dunque di mettersi in gioco utilizzando la propria personalità. Spero davvero che la band sappia smentirmi in futuro.



VOTO RECENSORE
55
VOTO LETTORI
50 su 1 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2013
Mighty Music Rec.
Folk
Tracklist
1. Battle Cry
2. Unleashed
3. Rebirth
4. Sealed Destiny
5. Through Wind and Snow
6. Reckless Child
7. Drinkin’ Song
8. Mother of the Night
9. Stare into the Deep
10. Everlasting Dawn
11. A World Undone
12. Northern Light
Line Up
Pierre (voce, chitarra)
Olivier (tastiera)
Geoffroy Dell’Aria (cornamusa, whistle)
Ben (basso)
Jerry (batteria)
 
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