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Yngwie J. Malmsteen`s Rising Force - Marching Out
( 4679 letture )
Yngwie J. Malmsteen: un nome in grado di scatenare reazioni opposte tra loro, in grado di dividere in fazioni chi lo venera come il virtuoso per eccellenza e chi invece lo ritiene un noioso e ripetitivo chitarrista pieno di sé.
Nel 1985 però, l'anno in cui Marching Out è stato pubblicato come secondo lavoro dei Rising Force, le polemiche erano ancora lontane, neppure visibili all'orizzonte. Solo un anno prima Malmsteen aveva stupito e affascinato con l'omonimo Rising Force, dimostrando di essere l'interprete ideale del metal neoclassico con album divenuto punto di partenza imprescindibile per il genere stesso, nel quale la musica classica si è fusa con lo strumento moderno. Questi due dischi faranno parte di un blocco compatto di successi iniziali, di una trilogia che si concluderà appunto con il successivo Trilogy.

Con Marching Out il chitarrista svedese dimostra non solo di essere all'altezza delle aspettative alimentate dal disco precedente, ma anche di essere in grado di fare ulteriori passi avanti e di percorrere una strada che gli ha permesso di porre solide basi su cui costruire una brillante carriera e un vasto repertorio.
Dopo l'introduzione di Prelude, il disco si apre con la forza di I'll See The Light, Tonight, brano che da subito si è rivelato degno pilastro nell'universo musicale di Malmsteen. Alla voce ritroviamo l'energia, l'estensione e il controllo di Jeff Scott Soto, che già aveva collaborato al precedente Rising Force; nel corso di questo secondo album la sua voce assume un ruolo più importante ed organico. Ai tempi di Marching Out, Jeff Scott Soto aveva il privilegio di essere stato l'unico cantante ad aver accompagnato Malmsteen; oggi, dopo numerose altre collaborazioni, può essere apprezzato ancor di più come una delle voci migliori che hanno affiancato il chitarrista virtuoso, grazie anche alle ottime qualità mostrate in sede live.
I'll See The Light Tonight non è l'unica canzone ad essere sopravvissuta al tempo e ad essersi rivelata centrale non solo per l'abum ma anche per la discografia successiva; I Am A Viking è di sicuro un inno potente e longevo. Il testo, epico e celebrativo, non poteva che essere presentato da uno svedese alto un metro e novanta.
Marching Out non è solamente energico e trascinante; momenti diversi si alternano, convivono mantenendo una sapiente sensazione di continuità. Così, Don't Let It End e il suo spirito più malinconico non stridono, perché partecipano del medesimo processo creativo; la chitarra di Malmsteen rivela una vena narrativa che accompagna quella virtuosistica, evitando il pericolo dell'autoreferenzialità di quest'ultima.
I mattoni che concorrono alla costruzione di questo album sono molteplici e molto ben amalgamati tra loro; ma se solo uno dovesse essere eletto ad elemento principe nell'ispirazione di Malmsteen, non potrebbe che essere la musica classica. Disciples Of Hell viene infatti introdotta da passaggi che riportano in primo piano non solo la passione del chitarrista svedese per questo genere, ma anche la sua competenza e spontaneità nell'inserirlo in un contesto moderno. Le preferenze di Malmsteen tornano, come già era successo in Rising Force, a quella classicità semplice ed ordinata che fa capo a Johann Sebastian Bach; cercando l'ispirazione sarebbe fin troppo facile perdersi nella grande definizione di musica classica, che comprende secoli e movimenti diversi, ma Yngwie Malmsteen non scivola mai nel citazionismo fine a sé stesso.
Overture 1383 è l'esempio più evidente e riuscito di questa abilità, giocata sulla ricorrenza di cadenze perfette, sull'utilizzo sapiente di gradi di tensione e armonie tra le più classiche; in questo caso la semplicità non è sinonimo, ma contrario, di banalità.
Durante l'ascolto è possibile apprezzare anche la professionalità degli altri musicisti coinvolti; oltre al già citato Jeff Scott Soto, troviamo nuovamente Jens Johansson alla tastiera, il quale durante l'assolo di Anguish and Fear gioca a rispondere alla chitarra di Malmsteen. Completano la formazione il bassista Marcel Jacob e Anders Johansson alla batteria.
Il brano conclusivo, Marching Out, è interamente strumentale, ma il chitarrista svedese ha rinunciato a renderlo vetrina della sua tecnica, già ampiamente conosciuta a questo punto, preferendo darle una veste di outro, che equilibra così la presenza dell'iniziale Prelude.

Marching Out è un disco in grado di proseguire il discorso iniziato con Rising Force, pur essendo sotto alcuni aspetti differente. La presenza strumentale del disco di esordio è molto mitigata in questo secondo album da canzoni dalla struttura più canonica. La chitarra riesce però a mantenere il suo ruolo di protagonista, senza poter essere considerata mai puramente come uno sfondo né, allo stesso tempo, sovrapponendosi al cantato; le voci soliste sono spesso due, chitarra e voce, ricordando anche in questo caso alcuni episodi di musica classica, come le Invenzioni a Due Voci di Bach.
È proprio sulla musica classica che viene posto un ulteriore accento; Malmsteen non cita, non inserisce brani strappando e ricucendo, ma compone per la chitarra elettrica attraverso regole classiche. Il suo talento non è solamente piacevole ma spinge a riflettere sulla grande importanza che questo genere ha ancora oggi nel costituire gran parte della musica che ascoltiamo e di come le sperimentazioni novecentesche non abbiano intaccato il saldo impianto impostato per noi dai grandi maestri dei secoli passati.
Marching Out viene reso ancor più efficace dalla produzione e dai suoni, di qualità eccelsa soprattutto se contestualizzati alla metà degli anni Ottanta.
Con questo secondo album Yngwie Malmsteen ha confermato i successi di Rising Force, volgendo lo sguardo ad ulteriori conquiste. Tramite la sua fidata scala minore armonica si è posto a capo del metal neoclassico, iniziando a richiamare non solo un esercito di seguaci ma anche uno stuolo di imitatori; è sufficiente digitare il suo nome su youtube per trovare una moltitudine di cloni, che non si accontentano di (provare a) suonare come lui, ma sentono il bisogno di acquistare tutta la sua strumentazione e persino i suoi vestiti. Tralasciando però questo particolare fenomeno, il chitarrista svedese è di sicuro tra i più influenti e tra i più citati dai musicisti giovani ed emergenti.
Oggi, non ha molta importanza amare od odiare Yngwie J. Malmsteen, perché guardando a Marching Out non si può far altro che riconoscerlo come capolavoro.



VOTO RECENSORE
92
VOTO LETTORI
75.36 su 57 voti [ VOTA]
Aceshigh
Domenica 10 Giugno 2018, 14.27.46
31
Pietra miliare del metal neoclassico, nonché del metal tutto. Qui lo stile è la tecnica di Yngwie si sposano alla perfezione con una sequenza di pezzi intramontabili. Grande performance anche di Soto. Capolavoro. Voto 95
Mr Kasparek
Venerdì 11 Maggio 2018, 8.58.21
30
Nel 1985 ricordo che era considerato il miglior chitarrista metal del pianeta....con alle spalle 2 disconi e delle performance live da pelle d'oca...Jimi Hendrix+Ritchie Blackmore+Paganini fusi in un'unica entità!
Philosopher3185
Lunedì 12 Marzo 2018, 0.11.52
29
Gran bella album.Composizioni di altissimo livello condite dagli assoli stupendi di Malmsteen.
jaw
Sabato 30 Dicembre 2017, 15.33.56
28
E un grande album, per me sino ad Odissey sono tutti ottimi, ed anche Fire & Ice. Di Soto invece vi manca il piu' bello per me che e' l esordio degli Eyes. Aspetto la recensione del nuovo Lionheart, qualcosa di valido di classic c e' ancora
ObscureSolstice
Sabato 30 Dicembre 2017, 15.16.05
27
Oltretutto i live dell'epoca erano spettacolari, come solo lui poteva fare. Un eccellenza del metal e della chitarra
gian
Sabato 30 Dicembre 2017, 12.21.15
26
che album, che chitarra, che voce (soto), che disco. osannato all'epoca da molti suoi colleghi. tra i quali i metallica.
ste
Martedì 15 Agosto 2017, 9.16.47
25
Album epocale, in quel periodo Malmsteen era il numero 1, piaccia o no. Mostruoso nella tecnica, innovativo nelle idee, un punto di riferimento per intere generazioni. Uno dei grandi del metal e della musica in generale.
Shadow
Mercoledì 1 Giugno 2016, 9.37.37
24
Anche se non sei un chitarrista o un amante dei virtuosismi, un disco del genere non puoi non amarlo alla follia. Un manifesto del metal. Atmosfere neoclassiche, riffs potentissimi, voce da paura, parti acustiche da brividi, che altro dire........ Semplicemente perfetto
Rob Fleming
Martedì 23 Febbraio 2016, 17.43.18
23
Più "canonico" in quanto aumentano le parti cantate (dal grande Soto) rispetto all'esordio. I'll see the light, I'm a Viking, Anguish and fear sono classici assoluti.
Awake
Domenica 22 Marzo 2015, 23.35.29
22
Vero Alex, i primi 2 album sono veramente belli ed è anche vero che dopo scivola sul lavoro di maniera...
Hansen77
Domenica 22 Marzo 2015, 23.01.51
21
Don't Le It End è FANTASTICA
Alex
Mercoledì 29 Gennaio 2014, 18.37.17
20
I suoi due primi lavori, sono superbamente concepiti ed espressi. In seguito diventerà leggermente più manierista.
il teschio evocato
Venerdì 24 Gennaio 2014, 10.20.55
19
grande lui e il meglio
ayreon
Lunedì 30 Dicembre 2013, 18.41.59
18
dovessi scegliere i brani migliori non strumentali,"I am a viking"e "soldier without faith" su tutti
Metal4ever
Lunedì 30 Dicembre 2013, 12.28.04
17
Un passo avanti al già ottimo "Rising Force" grazie all'apporto vocale di Soto (grandissima voce) e i pezzi più heavy. "Disciples of Hell" è il masterpiece, secondo me; disco stupendo, comunque.
d.r.i.
Lunedì 30 Dicembre 2013, 0.14.05
16
Disco con i cosiddetti controcoglioni. Voto 90 senza minimo dubbio
Screamforme77
Domenica 29 Dicembre 2013, 22.45.43
15
Album stupendo, anche perché ci sono molto legato: me lo registrò un mio amico su una cassetta vergine(poi mi sono comprato il CD originale perché certi capolavori meritano l'acquisto) e l'ascoltai sino allo sfinimento. Bello anche il precedente, ma preferisco di gran lunga questo. Canzoni tutte bellissime, ma i miei picchi personali dell'album sono: I ll See The Light Tonight, Don t Let It End, Disciples Of Hell, I Am A Viking, Anguish And Fear(la mia preferita), On The Run Again. Amo il neoclassicismo di Malmsteen, splendida anche la performance del singer !
LAMBRUSCORE
Sabato 28 Dicembre 2013, 20.48.52
14
1 dei pochi di Malmsteen, che riesco ad ascoltare tutto senza stufarmi, da sempre tra i miei preferiti del genere.
Cynic
Sabato 28 Dicembre 2013, 20.22.34
13
@ lux chaos, grandissimo, tutto il mio rispetto nei tuoi confronti e per di più mi hai riconosciuto, lux chaos sinonimo di intelligenza!!
ayreon
Sabato 28 Dicembre 2013, 20.08.51
12
massimo rispetto a questo disco che ho straconsumato in vinile,voto 90
lux chaos
Sabato 28 Dicembre 2013, 19.20.32
11
Volevo dire l'ultimo, non l'unico
lux chaos
Sabato 28 Dicembre 2013, 19.19.04
10
Concordo con te Luci Di Ferro/Cynic, Facing the animal l'unico grande disco di Malmsteen con un grande Mats Leven
Cynic
Sabato 28 Dicembre 2013, 18.51.06
9
secondo me lo fanno apposta i lettori per farmi arrabbiare ma io non ci casco più (poveri mentecatti che sono ) Marching Out è semplicemente un CAPOLAVORO al pari di album meravigliosi che sono: 1984 – Rising Force, 1986 – Trilogy, 1988 – Odyssey, 1990 – Eclipse, 1992 – Fire and Ice, 1994 – The Seventh Sign, 1997 – Facing the Animal.
N.I.B.
Sabato 28 Dicembre 2013, 15.26.54
8
Grande Album... all'epoca, l'ho "consumato"...!!!
Vitadathrasher
Sabato 28 Dicembre 2013, 15.03.57
7
Bel disco....ma oltre al virtuosismo classico del nostro, più di 85 non lo darei....tanta maniera, meno idee.....
Cynic
Sabato 28 Dicembre 2013, 14.31.05
6
è una vergogna il voto lettori !!!!!! ho dovuto equilibrare il voto lettori (ma sempre basso rimarrà perchè non merita 74 l'album) però adesso basta è una vergogna, metallized ti prego elimina il voto lettori ''nuovo Restyling al sito vi prego''
jek
Sabato 28 Dicembre 2013, 14.03.54
5
Assieme a Rising Force compone una coppia di dischi che a mio parere entrano nella storia del metal. Per chi come me a vissuto in diretta l'uscita di questi due capolavori non può non adorare Malmsteen testa di cazzo o no. P.S. ottima recensione
therox68
Sabato 28 Dicembre 2013, 12.37.31
4
Anche secondo me il suo migliore con "I'll See The Light, Tonight" e "Don't Let It End" le migliori in assoluto.
Olof
Sabato 28 Dicembre 2013, 12.21.29
3
ahah... 1 voto: 30. ma che divertimento provano certi coglioni? Secondo miglior album di Yngwie, sotto il 90 non si va.
lux chaos
Sabato 28 Dicembre 2013, 11.53.18
2
Bello, per me Malmsteen non ha mai fatto un vero e proprio capolavoro, ma questi sono gusti, sull'importanza dell'artista e sulla sua influenza (milioni i suoi imitatori) non si discute. Questo, insieme a Trilogy, Odissey e Eclipse (adoro Goran Edman) il top, per me poteva fermarsi qua anche se apprezzo brani anche da altri album. Bella recensione Gaia!
Hm is the law
Sabato 28 Dicembre 2013, 11.41.34
1
Epico. Ringrazierò' sempre Richard Benson che mi fece conoscere questo mostruoso chitarrista!
INFORMAZIONI
1985
Polydor Records
Shred/Neo-Classic
Tracklist
1. Prelude
2. I'll See The Light, Tonight
3. Don't Let It End
4. Disciples Of Hell
5. I Am A Viking
6. Overture 1383
7. Anguish And Fear
8. On The Run Again
9. Soldier Without Faith
10. Caught In The Middle
11. Marching Out
Line Up
Jeff Scott Soto (Voce)
Yngwie J. Malmsteen (Chitarra)
Jens Johansson (Tastiera)
Marcel Jacob (Basso)
Anders Johansson (Batteria)
 
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