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Paysage d`Hiver - Steineiche
( 3024 letture )
All'inizio c'è solo il vento.

Freddo, gelido, che spira incessantemente, insinuandosi tra le fessure di un black metal dall'impronta unica. Un vento che pennella un paesaggio aspro, fatto di neve, ghiaccio, di alberi spogli e infide creature. Un luogo ostile ma affascinante, che riflette suoni ancestrali e richiama antichi rituali. Un paesaggio arcaico, rigido, invernale....

Datato 1998, Steineiche è il primo demo dei Paysage d'Hiver, progetto solista di Wintherr, maggiormente conosciuto come Tobias Möckl dei Darkspace, personaggio quanto mai sfuggente ed ermetico, ma seppur geniale.
Primo di una lunga serie di demo, oggetti di culto rari ed introvabili, alcuni recentemente ristampati dalla Kunsthall Produktionen in una splendida versione digipack formato A5, Steineiche è l'album che racchiude in sé tutta l'essenza dei Paysage d'Hiver, fatta di contrasti e sfumature, passaggi a volte violenti, a volte delicati, trovando la sua dimensione in un black metal a tratti rude e aggressivo, che si apre in straordinarie, infinite suite atmosferiche.

Le note di Die Baumfrau, il primo brano, si dispiegano lentamente, quasi intirizzite dal freddo, portate da un vento insistente che non si ferma mai insieme a un sussurro malefico, di creatura selvaggia, che sembra recitare una qualche litania oscura e misterica. Un soffio che diviene tormento, dolore e solitudine, fino al grido agghiacciante, che sconvolge e dà il via ad uno dei passaggi più violenti dell'album. La prima traccia, lunghissima, oltre venti minuti la durata, è quella maggiormente legata agli schemi tradizionali del black metal nordico e primigenio di burzumiana memoria. Sound sporco, giri di chitarra ripetuti in modo ossessivo ed ipnotico, con una batteria che dà consistenza al tutto ma nello stesso tempo si perde nell'amalgama pastosa dei suoni.
Il secondo brano, Die Baummann, assume immediatamente un registro diverso: i toni si fanno più profondi, più lenti, più cupi. Tutto sembra rallentare, gravato da una pesante coltre di dolore e tristezza. Le linee di chitarra sono minimali, il basso assume un ruolo più evidente, dando maggior consistenza al brano. La voce, anzi, il rantolo di sottofondo, sembra non trovare requie, le tastiere si sovrappongono in alcuni passaggi essenziali ed il tutto riesce ad essere straordinariamente evocativo, specialmente negli ampi varchi in cui le note si avvolgono in spirali delicate, melodiche e nostalgiche. Davvero meraviglioso il passaggio finale, con le note di violino che si diffondono con un'armonia che incanta e commuove.
Der Baum, il terzo brano, abbandona le chitarre e persino i versi delle strane creature tacciono. Il vento si placa, e ci si immerge in una suite atmosferica di grande bellezza. È la terra, con i suoi respiri, la natura primigenia che si svela, il tutto arricchito sul finale da un’incantevole voce femminile.
L'ultimo brano, Dejà Vu, presente solo nel demo originale e non nella ristampa digipack, è solo vento, che soffia senza tregua fino a penetrare nelle ossa, sibilo feroce della natura che sa ipnotizzare a contatto diretto con la sua parte più dura e selvaggia.

In Steineiche tutto parla di freddo, vento e neve. I riff, il sound, la produzione, le parole, le grida e le atmosfere evocano magistralmente spazi incantevoli ed avversi, dove si muovono figure magiche e inquietanti.
Ruvido, rude, eppure avvolto da delicato incanto, Steineiche è forse la miglior release dei Paysage d'Hiver, per quanto sia difficile fare una scelta, tra i tanti demo pubblicati da una band dotata di cotanta aspra bellezza.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
76.14 su 7 voti [ VOTA]
LexLutor
Martedì 26 Maggio 2020, 0.35.02
8
Li adoro tutti.
kharachun0perun
Lunedì 30 Dicembre 2013, 18.06.17
7
Questo disco è ENORME, sia per importanza che per la qualità, come d'altronde tutta la discografia del gruppo, difficile dire il migliore (anche se Das Tor se la cava alla grande, così come questo, anche i demo ambient come Die Feistung riescono nella titanica impresa di essere interessanti anche solo con le tastiere, pure gli split-album sono fenomenali, con due altri gruppi incredibili come Vinterriket e Lunar Aurora, vedete, ho citato un bel po' della discografia).
Alcor81
Lunedì 30 Dicembre 2013, 14.23.24
6
Ho sentito qualcosa in giro per internet e mi è piaciuto, dovrei approfondire, magari compro questo album
Le Marquis de Fremont
Lunedì 30 Dicembre 2013, 13.40.06
5
Tutta la produzione di Paysage d'Hiver è spettacolare e di grandissima atmosfera. Qui siamo all'inizio ma anche l'ultimo Das Tor di qualche settimana fa, è semplicemente sublime. Livelli altissimi, musica da ascoltare con l'anima.
mefisto
Sabato 28 Dicembre 2013, 14.59.02
4
Ottima recensione! I Paysage d`Hiver sanno creare una atmosfera unica!
Theo
Sabato 28 Dicembre 2013, 13.31.50
3
Un disco bellissimo, ma non da tutti i giorni. Ci vuole il momento esatto in un mix di emozioni/stato d'animo/contesto nel quale ci troviamo. Nota di merito anche alla (secondo me) splendida copertina: semplice, elegante, efficace.
Blackout
Sabato 28 Dicembre 2013, 13.29.54
2
Difficile dire quale sia il suo lavoro migliore con il moniker Paysage d`Hiver, ma questo primo demo è assolutamente alienante.
Sorath
Sabato 28 Dicembre 2013, 12.13.05
1
Da ascoltare rigorosamente di notte, altrimenti la magia svanisce.
INFORMAZIONI
1998
Kunsthall Produktionen
Black/Ambient
Tracklist
1. Die Baumfrau
2. Der Baummann
3. Der Baum
4. Dejà Vu
Line Up
Wintherr (Voce, tutti gli strumenti)
 
RECENSIONI
90
 
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