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Rhapsody of Fire - Dark Wings of Steel
( 8541 letture )
È con estrema difficoltà ed al tempo stesso con grande onore che mi accingo a scrivere questa recensione del nuovo disco dei Rhapsody of Fire. Difficoltà perché seguo la band triestina sin dagli albori della loro carriera, quando ancora si chiamavano Thundercross ed il loro demo Land of Immortals era osannato sulle riviste del settore, e giudicare un loro disco è un po’ come giudicare l’operato del proprio maestro. Onore proprio per l’enorme stima ed ammirazione che ho sempre avuto per la coppia Turilli/Staropoli, capaci come mai nessuno prima (e nemmeno dopo) di esportare con successo il metal made in Italy in tutto il mondo. La storia la conosciamo tutti: nell’estate 2011, all’indomani dell’uscita di From Chaos to Eternity, la band annuncia la separazione amichevole tra Luca Turilli e la band, per il desiderio di affrontare diversi percorsi artistici, pur mantenendo la parola Rhapsody all’interno di entrambi i nomi delle band. A sostituire Turilli arriva Roberto De Micheli, anch’esso triestino ed amico di sempre di Turilli e Staropoli. Il chitarrista inizialmente affianca Tom Hess fino a diventare l’unico axe man della band (a testimoniare il fatto che l’americano era un semplice gregario momentaneo). La scelta di Roberto dimostra come la band intenda mantenere il quartier generale a Trieste e lavorare alla composizione in un clima amichevole e familiare; infatti quanti chitarristi ben più famosi e blasonati avrebbero potuto scegliere i nostri? Invece la scelta è caduta su un semisconosciuto, dotato di gran tecnica, il giusto tocco e buone doti compositive, rivelandosi probabilmente la decisione più azzeccata. Ascending to Infinity, pubblicato da Turilli lo scorso anno, si è rilevato un disco ottimo, che ha confermato come il poliedrico Luca possa tranquillamente affrontare da solo un nuovo percorso artistico; l’interrogativo su come avrebbe proseguito Staropoli era quindi grande, lo stesso tastierista aveva affermato che non sapeva quale sarebbe stata la direzione del nuovo materiale, né chi si sarebbe occupato dei testi, fino ad allora ad appannaggio del chitarrista dimissionario. Cominciamo col dire che la mancanza di Turilli si sente, non tanto a livello chitarristico, in quanto il nuovo arrivato se la cava alla grande, quanto a livello di sound: il tipico sound alla Rhapsody in questo album viene meno, nonostante le tastiere e le orchestrazioni di Alex fossero sempre state fondamentali per il sound personale della band. Questo non è per forza un male, in quanto giustamente la band ha cercato di variare leggermente lo stile, per non fare un album fotocopia dei precedenti. I brani portano la firma di Staropoli (sia di Alex che del fratello Manuel) e di De Micheli, mentre i testi sono opera di Fabio Lione; Lione, l’uomo del momento, il cantante che tutti vogliono: Rhapsody of Fire, Vision Divine, Hollow Haze ed Angra sono i main project del nostro bravo Fabio, oltre ad innumerevoli collaborazioni, a dimostrazione di quanto sia -giustamente- apprezzato nel mondo musicale a livello mondiale; ma se da una parte questo gli rende onore (e gloria, gloria perpetua!), dall’altra rischia di rendere i lavori a cui prende parte vagamente simili, soprattutto considerato che tutti i gruppi citati con cui collabora fanno parte di un genere musicale assimilabile.

“I Rhapsody suonano sempre la stessa musica”.

Ok, l’ho detto, così i denigratori dei nostri eroi saranno contenti, così come i Metallica suonavano Metallica anche in Load ed i Maiden suonavano alla Maiden anche in X Factor, e così come per l’ascoltatore superficiale Helloween, Cinderella, Annihilator o Baron Rojo fanno la stessa musica, che tanto è rumore... I Rhapsody non sono più quelli di Legendaty Tales e non troveremo nessuna Emerald Sword, né in questo disco né in quello di Turilli. I ragazzi sono cresciuti, maturati, per chi ha orecchie per sentire ed ha seguito la carriera dei nostri eroi sa bene che un’evoluzione notevole c’è stata, compresa di innovazioni e cambiamenti, e così anche in questo Dark Wings of Steel troveremo dei cambiamenti, anche se, per quanto molti lo speravano, non radicali e tanto meno sconvolgenti. Vis Divina è la classica intro che ci conduce al primo vero pezzo, Rising from Tragic Flames, che già dal titolo sembra voler mettere in chiaro che i Rhapsody of Fire ci sono ancora. Il brano è piuttosto aggressivo, con le chitarre ben in evidenza, con un riff che ha richiami non poco velati con la celebre Dawn of Victory. Il brano rispecchia il sound della band al 100% e non nasconde sorprese, con le tastiere ed una vera orchestra in forte risalto ed un Fabio Lione in splendida forma; la produzione è ad appannaggio di Alex Staropoli. I suoni di chitarra sono molto più presenti che in passato, esaltati da un mixaggio ben fatto, il lavoro di De Micheli è ottimo, anche se tende spesso a ricalcare le orme di Turilli -riuscendoci alla perfezione- forte di una tecnica esecutiva sopra la media. In Angel of Light troviamo invece influenze heavy riconducibili ai Manowar più potenti e cadenzati, con un riff che non stonerebbe su un disco di Dio o dei primi Rainbow. Anche in questo caso il coro non stupisce per originalità, ma funziona e si adatta alle atmosfere epiche e drammatiche del brano. Soluzione riproposta anche nella successiva Tears of Pain, sempre con riff di chitarra semplici ma in prima linea, e troviamo anche l’inserimento di frasi in italiano nel testo, soluzione efficace, ma che ha ormai perso l’effetto sorpresa da qualche anno a questa parte, dopo che i Nostri l’hanno già sperimentata con successo in Dawn of Victory nel 2000 e riproposta sistematicamente in tutti i dischi successivi; inutile sindacare se fosse un’idea di Turilli, Lione, Staropoli, oppure di tutti. Fly to Crystal Skies e My Sacrifice proseguono con un approccio più heavy ed epico piuttosto che power e speed, entrambi i brani ricordano un po’ la recente produzione Vision Divine ed iniziano ad emergere i dubbi accennati prima riguardo la convivenza di Fabio in diverse band dalla proposta non troppo distante. Nulla da eccepire sulla cura delle parti strumentali, affidate a musicisti eccellenti come i fratelli Oliver ed Alex Holzwarth alla sezione ritmica, anche se, considerate le indubbie capacità tecniche, sarebbero stati apprezzabili un po’ più di fantasia e brio. Su Alex e Roberto abbiamo già speso parole di elogio e confermiamo la bellezza delle trame solistiche, ma manca sempre quel guizzo di follia che possa sorprendere. Silver Lake of Tears è il primo singolo scelto ed è anche il brano più tirato e veloce del disco, tutto nella norma, confezionato alla perfezione nello stile Rhapsody, quasi irritante, dal vivo troverà posto facilmente tra i vecchi classici, esaltando anche la bravura di De Micheli e Staropoli nello scambiarsi i ruoli di solisti, ma fatica a far presa proprio per lo standard della proposta. Custode di Pace è l’immancabile ballata cantata interamente in italiano, anche in questo caso parliamo di un brano piacevole e ben composto, ma a differenza di Lamento Eroico, primo brano interamente in italiano pubblicato dai Rhapsody sul capolavoro Power of the Dragonflame del 2002, che trasudava epicità ed eroismo, o le successive Guardiani del Destino o Danza di Fuoco e Ghiacco, che puntavano ad essere ballate dal sapore medioevale, la suddetta Custode di Pace rischia di risultare un po’ troppo commerciale. Nonostante le atmosfere drammatiche, non siamo lontani da un pezzo di musica italiana ben più maistream; non che sia necessariamente un male, ma siamo distanti dai canoni usuali della band. A Tale of Magic è invece il brano che aspettavamo, perfetto sotto tutti i punti di vista, dalla musica alla melodia e all’interpretazione di Lione. Epico e dannatamente coinvolgente, con un sapore alla Crimson Glory, questo è sicuramente un brano che diventerà un classico della band accanto a cavalli di battaglia come Land of Immortals o Holy Thunderforce. La title track è un altro pezzo con potenti riff di chitarra e orchestrazioni ben miscelate ed in evidenza, riuscito il ritornello e ben fatti i cori, anche se effettivamente rischiano di appesantire il brano. Ennesimo applauso a Roberto per il bell’assolo di chitarra. Arriviamo all’ultimo brano, Sad Mystic Moon, e notiamo come manchi la solita suite di oltre dieci minuti che da anni caratterizza ogni disco della band. Il brano è un mid tempo che richiama ancora vagamente quanto fatto da Fabio con i Vision Divine, anche se molto più epico. Piacevole e riuscito in tutte le sue parti, ma nulla di più.

È difficile giudicare questo disco con un numero, che ormai avrete già letto tutti; Dark Wings of Steel è un passo importante per i nuovi Rhapsody of Fire, rappresenta il primo tassello del nuovo corso. Grandi musicisti e compositori come loro potevano davvero stupirci, ma non l’hanno fatto, hanno evidentemente seguito l’ispirazione, cambiando leggermente rotta rispetto ad un passato che ormai è, inevitabilmente, passato. Così come ha fatto Turilli, hanno seguito l’ispirazione, non hanno per forza cercato di stupire, hanno dato senso alla loro separazione, dovuta a diversi punti di vista artistici: più sinfonico e cinematografico per Luca, più heavy ed epico per Alex e Fabio, anche se la base è comunque comune e l’ascoltatore superficiale non noterà la differenza. Dark Wings of Steel è bello, riuscito, ma non è il capolavoro che i fans si aspettavano; le premesse sono ottime e sicuramente alla nuova band serve solo il tempo necessario per sfornare un nuovo masterpiece. Chissà se Staropoli o Lione leggeranno questa recensione, sono artisti di fama mondiale e queste semplici parole potrebbero non contare nulla, ma se possono essere sembrate dure è solo perché dai propri miti e dai propri maestri ci si attende sempre di più, sempre il meglio, la perfezione. Con la più profonda stima ed il massimo rispetto: bravi, e grazie per quello che avete dato alla musica, e avanti, le storie da scrivere sono ancora tante e, ne siamo sicuri, il meglio deve ancora venire.



VOTO RECENSORE
66
VOTO LETTORI
83.36 su 118 voti [ VOTA]
Mino Tauro
Giovedì 27 Novembre 2014, 18.17.31
41
Ragazzi, ma se invito a cantare Fabio Lione alla mia festa di compleanno dite che viene? dopo tutto è andato a farsi predendere per il culo dai Nanowar of Steel.. tristez...
Sandro70
Domenica 14 Settembre 2014, 22.03.53
40
Ops, mi è scappata una zeta di troppo.
Sandro70
Domenica 14 Settembre 2014, 22.01.32
39
Ho preso questo CD ultimamente, poco convinto ,vista la fuoriuscita di Turilli. Be, è stata una sorpresa, mi è piaciuto molto( ma ci sono voluti molti ascolti ). Meno pomposo del solito e più vario. Sicuramente migliore di Ascending to Infinity, che ho trovato un pò moscio. Lione come al solito eccezzionale. Voto 82.
IO
Lunedì 19 Maggio 2014, 7.27.28
38
Lo preferisco a quello di Turilli, pur apprezzandoli entrambi. Il primo dopo un po' è finito sullo scaffale, questo è cresciuto con gli ascolti. bel colpo per i Rhapsody Of Fire!
Alberto Fuser
Lunedì 21 Aprile 2014, 20.16.07
37
Sento tante seghe mentali... premetto che non e' proprio il mio genere e non seguo la band, quindi sono forse un po' piu' obiettivo dei fan di vecchia data, ma screditare un lavoro di questo livello e' proprio impensabile... grande musica ispirata , epica, classica, metal suonata da grandi artisti... Invece di aspettare ipotetici capolavori godetevi questa grande musica.
Rhapsody4ever
Lunedì 3 Febbraio 2014, 14.19.47
36
secondo me non è malissimo... ma è solo un mio parere
lux chaos
Sabato 1 Febbraio 2014, 19.03.22
35
Sicuramente il loro album meno riuscito ad oggi, ma altrettanto sicuramente non basta un ascolto di sfuggita come si tende a fare oggi (questa cosa è veramente un cancro per la nostra musica...) per poter esprimere un giudizio obiettivo su questo disco...cmq sia concordo abbastanza con Mauro, anche se il mio giudizio viaggia sul 70/75, e lo preferisco di molto a quello di Turilli-Conti....Lione sempre fantastico, Custode di Pace da lacrime, sugli scudi la seconda metà dell'album, più Rhapsody e ispirata della prima...avanti cosi
andrea
Sabato 1 Febbraio 2014, 18.33.47
34
album maturo, piacevolmente epico e manowariano , mi piace parecchio, lo trovo superiore a 'from chaos to eternity', onestamente preferisco il nuovo chitarrista, più concreto , sostanziale ed equilibrato, rispetto al barocco Turilli, e Lione canta veramente bene. 'Custodi di Pace' almeno al livello di 'Lamento Eroico' , peccato solo per il testo così così. In sintesi, un lavoro diverso dai precedenti quanto basta per prefigurare ancora interessanti sviluppi di carriera per Staropoli e company. Ascolto fisso sul mp3 player, e questo per me è il riscontro più importante. Voto ? Almeno 80.
Gamma
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 20.27.40
33
Assolutamente si Radamanthis....cmq mi sono espresso male, intendevo dire trascendence, sempre dei crimson glory...
Radamanthis
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 19.58.01
32
Che voce che aveva Midnight...mamma mia!!!!
gamma
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 10.47.45
31
La recensione fa riferimento ai crimson glory, se posso permettermi un suggerimento a tutti i lettori, nn fatevi mancare l'omonimo disco della band....
get a job!
Martedì 7 Gennaio 2014, 23.08.17
30
ma basta! andate a lavorare, è ora di finirla!!
gamma
Martedì 7 Gennaio 2014, 9.44.44
29
Nuova generazione di musica e nuovo stile.
Marrek88
Domenica 5 Gennaio 2014, 19.49.52
28
L'ho ascoltato per ben due volte e ritengo che sia il loro album peggiore (e non perché differisce stilisticamente dai suoi predecessori). Il disco parte abbastanza bene (sorvolando sull'intro, Vis divina, che di buono ha soltanto quel breve coro a cappella iniziale), poi a un certo punto, arrivati a metà, peggiora drasticamente, diventando noioso, banale e fastidiosamente ripetitivo (con Tears, Fly to Crystal e My sacrifice stavo per addormentarmi sul serio!). Per quanto riguarda invece Custode di Pace...lasciamo perdere va, non la digerisco proprio (che a confronto anima perduta è un capolavoro). Soltanto alla fine i Rhapsody si svegliano, con A Tale of Magic, Dark Wings of Steel e Sad Mystic Moon, migliorando un pochino la situazione. Nel complesso, l'album in se, dal punto di vista compositivo, è alquanto fiacco e pesantemente monotono. Tuttavia, il sound, gli arrangiamenti, e il missaggio sono di gran lunga migliori di Frozen e From Chaos (anche se le tastiere sono un po troppo invadenti). Voto 62.
Mauro Paietta "My Refuge"
Domenica 5 Gennaio 2014, 14.44.04
27
e che sia mulino bianco tutta la vita!
Fire
Domenica 5 Gennaio 2014, 12.25.58
26
spazzatura, ""metal"" per le famigliole da mulino bianco
Le Marquis de Fremont
Giovedì 2 Gennaio 2014, 15.50.56
25
A parte la recensione un po' troppo a loop (sono bravi, i pezzi hanno classe ma mi aspettavo qualcosa di diverso, però sono suonati bene (e che Lione!) ma forse non sono innovativi però le canzoni sono curatissime ma ci vuole tempo per il masterpiece..) e via girando in tondo tra cerchio e botte, sono rimasto favorevolmente colpito da questo nuovo disco dei Rhapsody of Fire, post-Turilli. Sarà che il lato "pomp" di Turilli non mi piace (si veda il suo ultimo album), qui ci sono delle belle composizioni e la prova come sottolinea il recensore (well...) è assolutamente professionale. Certo, la freschezza dei primi album e l'ispirazione di allora, sono andate (e per me non torneranno) ma il genere è inflazionato e qui siamo senz'altro sopra la media. Positivo. Au revoir.
metaller nel cuore
Giovedì 2 Gennaio 2014, 12.32.19
24
Arrivato a natale e ascoltato in macchina. Al primo ascolto mi ha lasciato un pò sbigottito ma dopo averlo sentito più volte mi ha conquistato. Ovviamente non sono più i vecchi rhapsody ma voglio proprio vedere cosa faranno in futuro. Voto 80
AlinoSky
Giovedì 2 Gennaio 2014, 12.13.19
23
ascoltato due volte. Devo dire che non è malaccio , sicuramente migliore delle ultime uscite. Qualche canzone di alto livello c'è. 70 lo merita , non un capolavoro come l'ultimo di turilli ma merita più ascolti
Celtic Warrior
Giovedì 2 Gennaio 2014, 9.38.45
22
La rece è fatta bene (complimenti Mauro), mah! non mi trova d'accordo sul voto a me è piaciuto e anche molto.Buon Anno a tutti
Mauro Paietta "My Refuge"
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 14.16.16
21
Grazie per la discussione ed i commenti costruttivi! Temevo i soliti flame... Ci tengo giusto a sottolineare che quel 66 non è un brutto voto per me, e anche un 70 avrebbe cambiato poco, quello che penso del disco è che è bello, ma speravo in qualcosa di più. Personalmente considero The Frozen Tears of Angel se non un capolavoro quasi, e comunque sono fiducioso per il futuro, sia per la carriea di Turilli che per quella dei ROF. E comunque buon anno a tutti!
entropy
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 13.36.41
20
Si può essera anche d'accordo con la recensione, nella sua disamina (buon disco , non capolavoro) .Però il voto è molto stringato (cioè per me l'album vale almeno un 75 ed è migliore di quello di turilli). Ma sopratutto non capisco perchè qualcuno si aspettasse un capolavoro!! non ne vedo capolavori dei rhapsody (uniti o divisi) da tanto tempo, e cmq l'ultimo from chaos to eternity era un album scialbo a mio giudizio, troppo pieno di intermezzi e parte narrate che non rendono fruibile l'album. Mi direte che ra un concept, c'era una storia da narrare etc, però il concept deve essere un plus per un album, non può diventare una zavorra. Ecco tra le due nuove incarnazione dei rhapsody questa mi sembra che sia più vicina ai miei desideri,: epicità orchestrazioni e tutti i solititi trademark, ma più diretta un pò come la band era un tempo. Inoltre Lione fa senz' altro la differenza. Cmq dalla separazione sono venuti fuori due begli album, in linea qualitatitva con la produzione degli ultimi 10 anni, quindi non possiamo lamentarci...
videoklip
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 12.43.50
19
My Refuge come al solito hai fatto un ottima recensione(se uno dei migliori) avolte bisogna essere un po duri con i nostri miti .che dire?è il primo vero lavoro senza turilli,spero che sappiano trovare nuove ispiazioni epiche,perchè il symphonic power metal senza la magia epica non è niente ,qualcosa di buono le mie orecchie hanno sentito,masi pùò fare momlto ma molto meglio.
Lord Ancalagon
Martedì 31 Dicembre 2013, 18.55.42
18
Dopo gli ultimi due lavori dei Rhapsody che erano a mio parere dei piccoli capolavori (soprattutto TFTOA), mi aspettavo purtroppo un calo e manco a farlo apposta eccolo qua. Non un brutto disco come hanno detto altri qui sotto, ma oltre un 75 su 100 personalmente non vado, ma solo per la presenza di Lione (molto bravo, come al solito), altrimenti il voto sarebbe più basso.
evilneverdies
Martedì 31 Dicembre 2013, 17.29.08
17
hanno copiato la copertina di ironbound degli Over kill
Victim Of Fate
Martedì 31 Dicembre 2013, 15.01.52
16
Effettivamente le linee melodiche non sono un granchè cantabili e incisive ma arrivano dopo. Anche per me ci sono voluti 3-4 ascolti per capirli e apprezzarli. Mah... A me non disgarba. Question di gusti. \m/
HyperX
Martedì 31 Dicembre 2013, 14.30.22
15
Una delusione che purtroppo mi aspettavo. Songwriting privo di ispirazione, linee melodiche poco incisive, prolisso che non si riesce ad arrivare alla fine, tastiere troppo invadenti e produzione tanto pulita da risultare piatta. In una parola, hanno perso la retta via, una via chiamata Turilli. Buon anno a tutti!
Eru
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.57.38
14
Bel disco, la rece è buona ma al voto vanno aggiunti 15 punti.
xXx
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.53.56
13
bello ma non bellissimo, in linea con myrefuge, il mio voto è 65. ottima prova di lione vero motore della band.
The Preacher
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.39.00
12
Ad ogni modo il guitarwork del nuovo innesto mi è sembrato veramente buono, speriamo in un songwriting migliore nel futuro!
The Preacher
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.37.03
11
Mah, le anteprime non mi erano piaciute, troppo scialbe, ho ascoltato a tale of magic che parrebbe essere la migliore del lotto ma mi è sembrata niente più che una buona canzone ma niente di memorabile (una land of immortals è anni luce sopra secondo me). Mi sa che stavolta passo!
Cristiano
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.13.03
10
A me è piaciuto, non mi aspettavo un capolavoro, ero però curioso di sentire cosa sarebbe uscito fuori senza Turilli. Mi piace perchè è diverso da tutti gli altri album (molto più prog, oscuro e drammatico), e per questo li rispetto tantissimo, non hanno giocato la carta facile ma hanno rischiato. Certo ci sono alti e bassi (troppo bassi ancora, tipo Tears Of Pain) ma sono sicuro che già dal prossimo riusciranno a trovare l'equilibrio tra parti power, prog, mid-tempo, TESTI ecc ecc. Avrei voluto sentire un po' di più De Micheli e una batteria un po' più varia magari. Fabio è il solito mostro sacro, su Custode Di Pace è incredibile (uno dei miei pezzi preferiti tra l'altro). Sad Mystic Moon per me è la migliore!
Il Cardinale
Martedì 31 Dicembre 2013, 13.03.17
9
Basta non si possono tollerare...personalmente sono noiosi come un disco di Povia...\m/
Radamanthis
Martedì 31 Dicembre 2013, 11.07.04
8
Molto bella la recensione Mauro, complimenti! La sintesi finale che fai (Dark Wings of Steel è bello, riuscito, ma non è il capolavoro che i fans si aspettavano) riassume il concetto al 100 % e il voto rispecchia il tuo pensiero, la tua sintesi ed anche il mio giudizio. Ci sono brani veramente carini, un Lione sugli scudi (impressionante in Custode di pace su tutte, ma strepitoso in tutto l'album comunque). Staropoli isiratissimo e molto bravo il chitarrista De Micheli (la scommessa vinta, la sorpresa!) I fratelli Holzwarth stanno al power metal come il pomodoro sulla pizza: perfetti! E allora cosa manca a questo disco per essere il capolavoro che tutti speravamo? La famosa Emerald sword che manca ormai da anni...crescere è bello ma a volte, per certe cose, è meglio restare ragazzini... Voto 68
Metal 73
Martedì 31 Dicembre 2013, 10.46.32
7
a me il cd è piacuto molto, non è da paragonare assolutamente ai capolavori del passato , ma questo è un bene , in quanto hanno saputo intraprendere una via diversa che condivido a pieno! hanno così dato un senso positivo alla dipartita con Turilli , proponendo qualcosa di si epico, ma nel contempo meno pomposo del passato , discostandosi in maniera netta da quello che ha propsto con i suoi nuovi Rhapsody Turilli. il mio voto : 80!!!
Cesare
Martedì 31 Dicembre 2013, 10.22.26
6
Per me vale 75,9 periodico.
Carlo
Martedì 31 Dicembre 2013, 9.38.27
5
Bella recensione ma non concordo sul rimarcare che suonano quasi uguali al passato. Il cambio si sente, son più diretti, meno tirati, puntano di più all'impatto, hanno diminuito le orchestrazioni. Avrei preferito un lavoro più fantasioso da parte del chitarrista, ma nell'insieme, dopo un'iniziale smarrimento, mi piace parecchio. Lione stupendo. 70
Nello
Martedì 31 Dicembre 2013, 9.26.07
4
A me il disco è piaciuto proprio perchè è diverso dagli altri lavori.. un pò vicino a Trimph.. e poi è un lavoro fatto con criterio e classe! bravi ragazzi!
longobardoc
Martedì 31 Dicembre 2013, 1.15.12
3
Oh almeno non hanno saccenti pretese culturali piú grandi di loro. Draghi, unicorni, spadoni e niente errori di latino e mitologia. Ma come dicevo altrove...erano migliori i tempi dei metallari alcool e figa.
Claudio
Lunedì 30 Dicembre 2013, 23.59.38
2
Voto troppo basso qui mancano almeno 20 punti.. Custode di Pace il mio pezzo preferito Lione come sempre strepitoso, album ovviamente un po diverso dopo l'uscita di Turilli lo trovo piu Heavy e diretto e va bene.. L'unica pecca se vogliamo trovarla è sulla produzione nella batteria specialmente sul rullante, tutto il resto perfetto..Voto finale 85
Victim Of Fate
Lunedì 30 Dicembre 2013, 23.45.15
1
Sono d' accordo con la recensione che, per altro, mi è piaciuta molto. Personalmente in ambito chitarristico apprezzo molto di più il modus di De Micheli piuttosto che Turilli più vicino a un computer.. Il disco in se non è un capolavro ma ha classe ( sembra scontato )... Io gli do 70 proprio perchè è passato ora Natale. Piacevolissimo comunque. P.S. prova immensa di Lione! In Angel of Light strepitoso.
INFORMAZIONI
2013
AFM Records
Power/Symphonic
Tracklist
1. Vis Divina
2. Rising from Tragic Flames
3. Angel of Light
4. Tears of Pain
5. Fly to Crystal Skies
6. My Sacrifice
7. Silver Lake of Tears
8. Custode di Pace
9. A Tale of Magic
10. Dark Wings of Steel
11. Sad Mystic Moon
Line Up
Fabio Lione (Voce)
Roberto De Micheli (Chitarra)
Alex Staropoli (Tastiere)
Oliver Holzwarth (Basso)
Alex Holzwarth (Batteria)
 
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