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Pathology - Lords of Rephaim
( 1923 letture )
Puntualmente gli statunitensi Pathology pubblicano un nuovo disco ogni anno, e così hanno fatto anche verso la fine di questo 2013 con il nuovo Lords of Rephaim, la loro settima fatica discografica dal 2006. Che poi, il nome fatica sembra quasi improprio tale è la rapidità della composizione, tanto che comincia ad essere evidente una fecondità di idee non certo sufficiente alla composizione di così tanto materiale. Anche Lords of Rephaim mostra in maniera accentuata le numerose debolezze degli ultimi titoli dei Pathology, decisamente più piatti di quelli degli esordi, ma soprattutto standardizzati a quel tipo di sound brutal death moderno del quale certamente i Pathology stessi hanno contribuito a tracciare i lineamenti.

La formula portata avanti da Tim Tiszczenko e Dave Astor è immediatamente riconoscibile: un brutal death metal carico di groove, che opta per riff tondi e corposi che seguano linee lineari, spesso proponendo anche strutture melodiche di facile appeal per l’ascoltatore, caratteristica non troppo popolare nel brutal, se non in quello spopolato alla stregua del successo dei Pathology. Ma se questo approccio compositivo pareva fresco nei primi lavori della band, che seppe mostrarsi diretta e concisa ma con una particolare attenzione a groove trascinanti e vigorosi, con tanto di un singer assolutamente d’eccezione come Matti Way (Disgorge, Liturgy, Abominable Putridity), su questo Lord of Rephaim le idee dei Pathology sembrano tutt’altro che fresche, ma piuttosto alla frutta. Il riffing dell’album è invero piuttosto piatto e trascurabile, così come il drumming, decisamente poco entusiasmante; a trascinare il complesso un po’ sgraziato di questo neonato Pathology, sono le linee vocali di Matti, che puntano sull’immediatezza dei chorus, effettivamente memorizzabili con facilità. Ma anche la stessa prestazione del singer esaurisce spesso la propria fantasia intorno a gutturali che sembrano quasi buttati nella struttura dei pezzi, comunque piuttosto brevi.
Ma uno dei difetti principali del disco sembrerebbe essere la produzione, decisamente troppo piatta per un album brutal death metal: le frequenze basse, molto grasse, sovrastano il livello complessivo generando una sensazione caotica che non si riesce a dipanare per tutto il disco, rendendo le linee chitarristiche spesso poco apprezzabili. D’altra parte la batteria, che come da stilema del trio cerca un’impostazione piuttosto precisa e “meccanica”, suona anch’essa piuttosto plasticosa, finendo inoltre per ricadere su soluzioni ritmiche poco fantasiose. Decisamente più sconcertante è invece la produzione della voce di Way, assolutamente troppo compressa e priva della giusta modulazione, suonando spompa rispetto a quelli che dovrebbero essere gli standard del disumano singer statunitense (se qualcuno avesse dubbi sulla sua attuale resa, basta ascoltare l’ottima prestazione sull’ultimo Abominable Putridity).
Per il resto, l’album si allinea alle tendenze guida di casa Pathology: pezzi brevi, con strutture semplici, spesso scandite da un drumwork lineare e molto meccanico che va di pari passo a suoni piuttosto pompati e innaturali, che puntano invece a risaltare le frequenze più basse del gutturale e dei riff carichi di groove e piuttosto catchy, forse, ma tutto sommato ripetitivi. Il risultato finale è quindi molto piatto e poco ispirato.

Per chi apprezza lo stile dei recenti Pathology, tutto sommato non è né una sorpresa né un assoluta delusione; non mancano pezzi convincenti e, più in generale, il difetto dell’album non dipende totalmente dal soundwriting, ma piuttosto da questo suono preconfezionato, tedioso sulla lunga, ma tutto sommato dotato di una certa coerenza e solidità proprie, come mostra soprattutto la prima metà del disco.



VOTO RECENSORE
56
VOTO LETTORI
58 su 7 voti [ VOTA]
Ad Astra
Giovedì 2 Gennaio 2014, 13.15.16
5
i gruppi, con album come questi con un cover superpotente con musica mmm.... mi fan sempre venire il parallelismo con uomo sotto dotato e macchina superpotente... ecco... i pathology li vedo così.... non sarà professionale ma sincero
Cesare
Giovedì 2 Gennaio 2014, 7.26.09
4
Mah... per me a 60 ci arriva.
Pilix
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 13.31.53
3
Per nulla confrontabile a the time of great purification (capolavoro, a parer mio, della scena brutal moderna) ma la sufficienza la merita
MrFreddy
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 12.11.35
2
Bravo Nick, il disco è pessimo e sicuramente il peggiore dei "nu-Pathology", che tra l'altro hanno influenzato in maniera secondo me negativa un mucchio di band..
Blackout
Mercoledì 1 Gennaio 2014, 2.16.21
1
Per me è il peggiore della loro discografia, ormai fanno un disco brutto all'anno, ma questo veramente li batte tutti. Per me si fermano a ''Incisions...''.
INFORMAZIONI
2013
Sevared Records
Brutal
Tracklist
1. Mountain of the Dead
2. Lords of Rephaim
3. Excisions
4. Autumn Cryptique
5. Dead Commandments
6. Empire
7. Ascending Below
8. Among Skinwalkers
9. Dies Irae...
10. It's in the Blood
11. Reign from Above
12. Path of the Divine
13. Code Injection
Line Up
Matti Way (Voce)
Tim Tiszczenko (Chitarra)
Dave Astor (Batteria)
 
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