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Le Orme - Felona e Sorona
( 11781 letture )
Felona e Sorona, quinto disco in studio del gruppo veneto Le Orme, fu registrato negli Studi Fonorama di Milano e costituisce uno dei massimi vertici raggiunti dal movimento progressive nostrano negli anni settanta. Prodotto da Gian Piero Reverberi, il platter è dotato di una suggestiva cover tratta dal dipinto “I Pianeti del Sogno e della Speranza” del pittore e scultore Lanfranco Frigeri -in arte Lanfranco-, considerato uno dei personaggi più significativi del surrealismo in Italia. L’opera si snoda su una suite divisa in nove parti composte dal duo Tony Pagliuca e Aldo Tagliapietra. Si tratta di un concept album basato sulla storia immaginaria di due pianeti complementari e contrapposti. Felona è illuminato dal sole ed è traboccante di gioia, Sorona si trova, di contro, perennemente nell’oscurità ed è dominato dalla tristezza (il nome deriva dal vocabolo sorrow -dispiacere- e fu suggerito alla band dal leader dei Van Der Graaf Generator, Peter Hammill); nonostante la conclamata diversità troveranno comunque un punto di equilibrio seppur per un solo istante. Il significato è metaforico, come ammesso dallo stesso Tagliapietra, a insegnamento che una specifica cosa o si trova da una parte o dall’altra.

Il lavoro si apre con la versatile evocativa Sospesi nell’Incredibile dall’incedere inizialmente un po’ oscuro che si stempera successivamente in una sezione armoniosa in cui si inserisce l’ammaliante vocalism di Tagliapietra. Nel pezzo c’è anche il prezioso contributo del produttore nel ruolo di musicista. L’architettura è tipica del rock progressivo con le tastiere a dominare in un songwriting accostabile nella fattispecie agli stilemi degli Emerson, Lake and Palmer. Un breve assolo di batteria chiude il brano. Seguono due brevi composizioni: l’aulica Felona (fu anche il singolo estrapolato dal vinile), in cui ad emergere è la chitarra acustica, e l’incantata La Solitudine di chi Protegge il Mondo con il pianoforte a primeggiare unitamente all’impareggiabile ugola del cantante. L’Equilibrio dispone di una struttura più movimentata con un valido drumming di Michi Dei Rossi e belle tastiere in evidenza. L’andamento angoscioso di Sorona esprime sia sotto il profilo testuale che musicale la tragedia del destino dello sfortunato pianeta e l’atmosfera non muta nemmeno nella successiva traccia Attesa Inerte, con tanto di archi della tastiera Eminent filtrati con il wah-wah, accrescendo esponenzialmente la climax. Ritratto di un Mattino riporta in auge la vena melodica che assurge a protagonista assoluta in un contesto di serenità e pacatezza da annoverare tra i momenti migliori dell’intera release. L’acustica All’Infuori del Tempo rappresenta ancora un must di Felona e Sorona in cui la voce di Tagliapietra è senza eufemismo quasi magica. Chiude il full length Ritorno al Nulla, brusco ritorno a sonorità cupeggianti e claustrofobiche a suggellare l’inevitabile nuova contrapposizione tra i due pianeti verificatasi dopo aver raggiunto il tanto agognato punto d’equilibrio. Ora, però, si è verificata un’inversione e Felona precipita nel buio, mentre Sorona è inondato di luce: è il caos che preannuncia la distruzione finale immortalata da apocalittici suoni in crescendo.

La suite compete magistralmente con quelle blasonate di marca anglosassone che hanno fatto la fortuna del progressive nel periodo 1968-1975 (Tarkus degli E.L.P., Close To The Edge degli Yes, Supper’s Ready dei Genesis e Thick As a Brick dei Jethro Tull per citarne alcune). Qualche critico evidenziò all’epoca l’eccessiva ingenuità della tematica affrontata e la poca aggressività di Tagliapietra che effettivamente in taluni frangenti sarebbe stata d’uopo, tuttavia sotto il profilo squisitamente sonoro ritroviamo magistralmente in toto tutte le componenti essenziali poste alla base della cosiddetta musica colta. Il disco, visto il successo ottenuto, fu pubblicato anche in inglese a cura dell’etichetta Charisma Records con testi a cura del già citato Peter Hammill e con il titolo di Felona and Sorona. Nell’edizione deluxe uscita nel 2011 sono inclusi ambedue i CD e vi consiglio l’acquisto atteso che è di difficile reperibilità la versione in inglese. Peccato non siano state inserite, magari in un terzo CD, le parti espunte relative al prezioso contributo al sax e al flauto di David Jackson dei Van Der Graaf Generator alle quali Le Orme rinunciarono per non stravolgere troppo l’architettura originaria di Felona e Sorona.



VOTO RECENSORE
90
VOTO LETTORI
85.80 su 78 voti [ VOTA]
progster78
Venerdì 1 Giugno 2018, 17.24.55
38
Area ,io aggiungerei il Banco del Mutuo Soccorso! Poesia , tecnica , testi e una voce meravigliosa!
Area
Venerdì 1 Giugno 2018, 13.23.50
37
@Tiziano, può essere che nessuno abbia ancora avuto voglia di recensire Uomo di pezza... almeno fino a Storia o Leggenda gli album de Le Orme sono epici! Nonostante il mio nick Le Orme (insiema ai The Trip, anche questi non ancora recensiti putroppo) sono il mio gruppo Pop / Prog preferito.
Tiziano
Sabato 10 Febbraio 2018, 13.55.36
36
Come mai sono recensiti soltanto alcuni lavori di "Le Orme" e gli altri?
Diego Bellano
Lunedì 30 Ottobre 2017, 19.36.48
35
Avevo 17 anni quando lo acquistai. Amante del rock duro, queste sonorità mi rapirono letteralmente, e mi fecero apprezzare molto anche il progressive di livello. Oggi che ho 61 anni, ascolto sempre I Led, i Deep, i Black o gli ACDC ma non disdegno sicuramente gli ELP o i Genesis o i Jetro ma anche PFM ed Orme e di questo gruppo Felona e Sorona!
Doom
Giovedì 24 Agosto 2017, 21.53.57
34
A quando una recensione di "Uomo di pezza"? Oggi l'ho ascoltato al lavoro mentre mi "scassavo"...Album stupendo e "oltre". Mi sa' che ho tanto da recuperare.
MarcoMarco
Giovedì 23 Marzo 2017, 14.40.07
33
Ricordo che ascoltai per la prima volta questo gruppo, quando rovistando fra le cassettine di mio papà (avevo circa 8 anni credo), fra le tante schifezze dell'epoca, fui preso da Le Orme. Forse per le sonorità, forse perchè non erano le solite canzonette. Un capolavoro, come altri di questo genere. Di difficile ascolto, non per tutti, ma per pochi, come giustamente qualcuno qui ha scritto.
Area
Giovedì 23 Marzo 2017, 13.46.14
32
Capolavoro! Un album fondamentale della musica Italiana, non solo del Prog. Cosa non si é già detto di quest'album? Le tastiere di Pagliuca, la grande voce di Tagliapietra... insomma qui tutto é ai massimi livelli. Peccato che non ci sia la recensione di Ad Gloriam, ma soprattutto di Uomo di Pezza, che insieme a questo e a Collage é una trilogia da avere.
patgar1255
Giovedì 9 Febbraio 2017, 12.49.07
31
il primo LP che comprai con i miei "soldini" fu Collage e da allora Le Orme sono entrate nella mia vita . Felona e Sorona tocca l' apice massimo della loro produzione..e ancora oggi ogni tanto riascoltandolo ... beh una lagrimuccia ci sta , eccome ci sta.
andrea
Giovedì 20 Ottobre 2016, 21.27.17
30
ops...mi sono reso conto ora che avevo già commentato il disco nel gennaio del 2014, e allora il voto era stato 95. Beh il fatto che nel giro di due anni sono arrivato a dargli il massimo significa che la sua importanza per me è ancora cresciuta....
andrea
Giovedì 20 Ottobre 2016, 21.24.57
29
sentito a 14 anni, un anno dopo l'uscita. innamorato subito, l'ho ascoltato almeno una volta al giorno per tre o quattro mesi. ne ero completamente avvinto, e tuttora, quando lo riascolto , ripiombo nella magia vissuta all'epoca. uno dei dischi fondamentali della mia vita. in assoluto la cosa migliore fatta dalle orme. ritratto di un mattino mi scatenava una emotività senza controllo. voto 100, per il significato che ha avuto nella mia vita.
Rob Fleming
Sabato 30 Gennaio 2016, 15.08.12
28
Sempre convincenti
HeyYou
Venerdì 7 Agosto 2015, 21.19.04
27
"They say that,in this world, there are two principles,two forcesne positive and one negative,which fight and exclude each other. But reality says that good and bad are thightly connected with everything and every person:they are two complementary principles and while they fight, they justify each other. We simply called this two forces, Felona and Sorona." (Tratto dal live in Pennsylvania del 2008). Album che ha lasciato un bel segno a me e sicuramente alla storia del rock progressivo italiano:le tastiere mi hanno portato praticamente in un'altra dimensione, la voce di Tagliapietra è piuttosto notevole e da come si può capire dall'introduzione, i testi sono a dir poco sublimi con riferimenti in particolare alla filosofia di Eraclito(nella dottrina dell'armonia dei contrari) e pregni intoltre di molteplici interpretazioni. Voto: 95
davide
Domenica 23 Febbraio 2014, 0.02.45
26
un album fantastico che molto non possono capire..per ignoranza musicale
Lizard
Sabato 22 Febbraio 2014, 23.18.10
25
Strepitoso.
Luigi
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 14.56.23
24
Che album, per quanto mi riguarda uno degli apici creativi del prog mondiale dell'epoca, ebbi la fortuna di vedere le orme nei primi 2000 con la formazione a 4, uno di quei concerti che ti cambiano la vita, vista la mia giovane eta..
The Nightcomer
Martedì 7 Gennaio 2014, 17.12.22
23
Uno dei primi dischi di prog italiano da me ascoltati, sotto suggerimento di un amico: ero ancora giovane, ma restai affascinato dalla musica contenuta in questo eccellente lavoro, che nel volgere di breve acquistai in vinile. Mi fa piacere sia stato riproposto, perché appartiene ad un patrimonio musicale nostrano il cui ricordo è importante mantenere.
Le Marquis de Fremont
Martedì 7 Gennaio 2014, 12.58.46
22
Capolavoro assoluto di una grandissima band e di un periodo, il prog Italiano degli anni '70, ricchissimo di capolavori. Un complimento vivissimo, poi, a questa apertura mentale di Metallized di fare queste recensioni, tra l'altro scritte benissimo e di rispolverare album che vedo dai commenti, hanno grande apprezzamento da parte dei lettori di una zine che sarebbe metal. Ricordo che acquistai prima la versione Inglese, l'unica rintracciabile a Parigi all'epoca, per trovare poi, la versione Italiana. Vorrei anche suggerire il recente "Le Porte del Domani" de La Maschera di Cera che è il proseguimento (inspiratissimo e intelligentissimo) di questo concept. Infine consiglio le recenti produzioni di Orme e di Aldo Tagliapietra per chi ama questo sound. Grande musica, scritta e suonata da grandi musicisti. Chapeau! Au revoir.
Steelminded
Lunedì 6 Gennaio 2014, 14.05.06
21
Grande Andrea, commento molto romantico il tuo... Devo dire che anch'io ho scoperto il prog rock (escludendo i Dream Theater dunque che sentivo gia' da un po') ormai anni e anni fa con Le Orme, non con questo album ma con la loro Antologia... Evviva!
andrea
Lunedì 6 Gennaio 2014, 12.55.07
20
ascoltato e amato subito dopo l'uscita, lo avevo in una c-60 dove mancava 'ritorno al nulla', cassetta consumata dagli ascolti. più una ossessione che una passione. ci sono cresciuto insieme. lo possiedo sia in vinile che in cd. e lo ascolto periodicamente, benché lo conosca a memoria, nota per nota. che dire ? uno dei miei album del cuore. tutto bellissimo, ma in particolare 'sospesi nell'incredibile' , ' l'equilibrio', 'ritratto di un mattino'. 90 ? Facciamo anche 95, se non altro per motivi affettivi.
l'Accademico
Lunedì 6 Gennaio 2014, 3.00.23
19
Discone, assieme a Uomo di Pezza, Collage, ah che tempi...
ayreon
Domenica 5 Gennaio 2014, 19.23.41
18
e dire che ai suoi tempi la critica italiana lo trascurò del tutto in quanto era intenta ad osannare il cantautorato impegnato politicamente ,dischi che duravano a malapena 40 minuti pieni di brani dall'arrangiamento scarno e per lo più acustico,meno male che il disco ha avuto grande successo all'estero e tutti gli esperti di prog gli hanno dato il suo giusto valore,li vidi circa 10 anni fa a Stresa,lo fecero al completo ed ero felicissimo,il primo e l'ultimo brano in particolare sono rari esempi di eccellente prog strumentale .
Giovanni
Domenica 5 Gennaio 2014, 17.50.06
17
Capolavoro assoluto alla faccia degli inglesi!
therox68
Domenica 5 Gennaio 2014, 3.12.38
16
Una delle vette del prog italiano ed onore al merito al produttore, giustamente ricordato nella recensione, Gian Piero Reverberi.
Osvaldo
Domenica 5 Gennaio 2014, 1.45.07
15
Bellissimo disco, un magnifico e rappresentativo affresco del prog rock italiano, tanta melodia ma anche tanta bravura tecnica e buongusto. Insieme a banco e Pfm il trittico d elle meraviglie dell'epoca!
Steelminded
Sabato 4 Gennaio 2014, 21.54.51
14
HM: Ah davvero? Io ascoltai un po' di fretta e un po' prevenuto alcuni pezzi sul tubo qualche tempo fa e non fui colpito. Ma se mi dici questo lo riascolto - l'esperienza mi dice che spesso un solo ascolto può non essere veritiero. Grazie e arrivederci su questi schermi!
hm is the law
Sabato 4 Gennaio 2014, 21.29.18
13
@ Steelminded: Grazie! Comunque a me piace molto l'ultimo La Via della Seta con Spitaleri alla voce (troverai la recensione del mio amico Raven e una mia intervista con Dei Rossi con relativo live report). Se non lo conosci procuratelo ne vale la pena!
Steelminded
Sabato 4 Gennaio 2014, 21.25.01
12
Bella recensione HM, ancora una volta concisa ma allo stesso tempo ricchissima di notevoli particolari che non conoscevo, tipo tutta l'interazione con VDGG e l'edizione inglese. E grazie per continuare a coprire questo periodo straordinario che è il prog 70 - regalaci ancora recensioni di altre di perle come questa. Sono d'accordissimo sul voto, anche per me è un 90 pienissimo. Sottoscrivo inoltre l'affermazione che l'album "costituisce uno dei massimi vertici raggiunti dal movimento progressive nostrano negli anni settanta". Bella copertina, bellissimo concept, che ho sempre trovato molto affascinante. Insieme a Uomo di Pezza è il mio preferito della band veneta, che ho avuto l'onore di vedere in concerto qualche anno fa quando ancora Tagliapietra e Dei Rossi erano insieme. Credo purtroppo che Le Orme non si ripeteranno dopo questo record e non riusciranno mai a rimanere a questi livelli con la disografia successiva che rimarrà costantemente al di sotto (con alcuni alti e bassi). Per me si chiude qui l'apice del gruppo ed è un peccato perchè a mio avviso le promesse e le premesse per una ulteriore crescita c'erano tutte. Comunque una grandissima band, nome di spicco della valida scena prog italiana dell'epoca. Evviva!
hm is the law
Sabato 4 Gennaio 2014, 21.25.00
11
@ deedeesonic: ottimo suggerimento
deedeesonic
Sabato 4 Gennaio 2014, 20.35.32
10
Approfitto per chiedere una rece di "Concerto Grosso" dei New Trolls. Mi piacerebbe vedere che ne pensate e che voto gli date. (Io 100).
deedeesonic
Sabato 4 Gennaio 2014, 20.25.55
9
Gruppo che ha scritto pagine importanti di musica riconosciute a livello internazionale, ma che in Italia deve vedersela con l'ostracismo tipico della nostra penisola.
hm is the law
Sabato 4 Gennaio 2014, 18.21.15
8
@ Claudio Milano:
Claudio Milano
Sabato 4 Gennaio 2014, 15.03.23
7
questa è la migliore recensione a questo album che io abbia mai letto
Galilee
Sabato 4 Gennaio 2014, 15.02.55
6
Il loro capolavoro, ma anche uno dei migliori dischi prog italiani. 90
ayreon
Sabato 4 Gennaio 2014, 14.24.09
5
il prog italiano in alta uniforme
Claudius
Sabato 4 Gennaio 2014, 14.10.38
4
Intramontabili, vessilli del prog italiano
Roberto
Sabato 4 Gennaio 2014, 13.41.19
3
Beh, uno dei dischi che ho amato di più delle Orme; l'ho scoperto relativamente "tardi" e ci è voluto n po' prima di apprezzarne a pieno il grande lavoro svolto. Non mi soffermo sulle pecukliarità di ogni singola traccia, ma è davvero, a mio modesto avviso, una pietra miliare nella storia della musica italiana. Ho sempre apprezzato il lavoro svolto dalle Orme e qui, secondo me, toccano l'apice compositivo e la piena maturità.
Ocean (fu Zarathustra)
Sabato 4 Gennaio 2014, 13.34.31
2
Dei vari dischi prog che ogni tanto rispolvero mentalmente, questo - in gran parte, suppongo, per via dell'ambizione lirica e tematica alla base - mi capita spesso tra le dita. Tra l'altro ancora una volta il digitale ci salva, perché anche l'edizione inglese è immediatamente raggiungibile (ad esempio su Spotify, quindi suppongo anche sugli altri servizi). Credo che come disco dica di più di quanto volesse - nel senso che, parlando già di un punto d'incontro tra pianeti/filosofie di vita, diventa poi un piccolo frammento del racconto di una scena vivace e internazionale, in cui da pari a pari si collaborava a tutti i livelli. Per riassumere questo discorso in un voto (ma perché?), siamo sopra l'80.
Interstellar overdrive
Sabato 4 Gennaio 2014, 13.31.03
1
E' un bel disco senza dubbio.
INFORMAZIONI
1973
Philips Records
Prog Rock
Tracklist
1. Sospesi nell'Incredibile (In Between)
2. Felona (Felona)
3. La Solitudine di chi Protegge il Mondo (The Maker)
4. L'Equilibrio (Web of Time)
5. Sorona (Sorona)
6. Attesa Inerte (The Plan)
7. Ritratto di un Mattino (The Balance)
8. All'Infuori del Tempo (Return to Naught)
9. Ritorno al Nulla (Return to Naught)
Line Up
Aldo Tagliapietra (Voce, Chitarra, Basso)
Tony Pagliuca (Tastiere)
Michi Dei Rossi (Batteria, Percussioni)
 
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