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In Flames - Subterranean
( 4089 letture )
Seppure a distanza di anni dalla loro pubblicazione, ogni volta che ho modo di ascoltare i primi due album degli In Flames (vale a dire Lunar Strain e questo EP) mi vengono in mente una serie di considerazioni sparse. Un primo aspetto è "l’arte del sapersi arrangiare", cioè il fatto che anche con pochissime agevolazioni e in mancanza di una line-up stabile si possa fare della grande musica destinata a cambiare il normale corso degli eventi. Altro è dire che poi questo tipo di musica grezza, se vogliamo, possa nella sua povertà di mezzi sedurre solo chi la fa, ma in passato per molti gruppi scandinavi questa scommessa è stata spesso un postulato di partenza per attirare a sé solo un certo tipo di ascoltatori, cioè quelli disposti a spaziare oltre i consueti ascolti, a prescindere dal voler recuperare o meno i folli costi produttivi dell’epoca.
Come accennato, i problemi di formazione all’epoca erano ancora ben lontani dall’essere risolti: cantante stabile non pervenuto e batteristi turnisti chiesti in prestito di volta in volta da altri gruppi si alternavano nei ritagli di tempo concessi dalle band madri per dare una mano ai loro compagni nelle registrazioni dell’album. Nel booklet dell’edizione originale Björn Gelotte compare come batterista ufficiale, ma si sa che in realtà non prese mai parte alle registrazioni dell’album, così le parti di batteria furono registrate per metà da Niklas Sundin, storico membro dei Dark Tranquillity e Daniel Erlandsson, futuro membro degli Arch Enemy. Insomma, per gli In Flames di quegli anni tutto era ancora molto precario.
Eppure le idee su cosa fare e come farlo erano dannatamente chiare.

Già dalle prime note in distorsione di Stand Ablaze si nota un netto passo avanti rispetto a quanto sentito in Lunar Strain. I corposi riff e il drumming serratissimo si stagliano su di una struttura molto più solida che in passato, dando maggior scorrevolezza tra gli stacchi di tempo e i cambi di tonalità, regalandoci alcuni brevi dialoghi tra le due chitarre da brividi, capaci di fare la felicità di ogni appassionato del genere. Un ostacolo, almeno per i primi ascolti, potrebbe essere la voce prettamente black di Henke Forss, forse fin troppo arcigna in certi momenti per qualcuno, specie per chi ha iniziato ad ascoltare il gruppo da The Jester Race in poi abituandosi alla voce più compatta di Anders Fridén. La successiva Everdying è un’altra ottima prova della maturità raggiunta, capace di spostarsi agevolmente tra parti acustiche e sfuriate death con totale disinvoltura, per merito anche del grande lavoro che Johan Larssonöm svolge al basso. È a dir poco meravigliosa l’outro acustica, probabilmente uno dei passaggi migliori della loro intera carriera se non dell’intero panorama melodeath.
A seguire troviamo la traccia omonima del disco che suona In Flames al cento per cento, tracciando alla perfezione quelle che saranno le linee portanti negli anni futuri del gruppo. Neanche a dirlo, la matrice folk, elemento caratterizzante della prima discografia nel gruppo, è sapientemente mescolata alla perfezione in ogni passaggio e in ogni bridge sia di chitarra che di basso. È incredibile pensare che gli autori di questi brani fossero all’epoca ragazzi poco più che ventenni.
Timeless è, di fatto, un semplice intermezzo acustico che si ripete metricamente su se stesso ma, a prescindere dall’oggettiva semplicità, non poteva che esserci brano più azzeccato di questo. Dopo tre tracce sfurianti, interrompere per un momento il discorso per dare tempo e spazio all’ascoltatore di prepararsi gran finale si rivela essere una scelta ottima. Chiude col botto Bioshpere, una delle rare canzoni death ad avere un testo d’amore, summa massima di tutto quello che fino allora fu la band di Jesper e soci, una sorta di tesi che unisce heavy metal classico, black e death in un'unica forma. A ragion veduta, una delle loro canzoni migliori in assoluto.

Finisce così, Subterranean, piccolo diamante grezzo pronto a consegnare da lì a poco nelle mani ereditiere di The Jester Race tutte le carte vincenti che hanno reso la band svedese quel colosso di death melodico che noi tutti conosciamo.
A distanza di anni dall’uscita di questo piccolo capolavoro è un po’ strano pensare a come il tempo e il mondo abbia ribaltato le sorti del gruppo e a come sia stata stravolta la formula di partenza…

…Ma questa è un’altra storia…



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
92.28 su 25 voti [ VOTA]
Silvia
Sabato 6 Ottobre 2018, 15.28.02
28
È solo un EP ma x me è uno dei loro capolavori assieme a The Jester Race e Whoracle. Atmosfere struggenti e pezzi dinamici, chitarre melodiche sotto una voce con venature black che rende il tutto più cupo. Insomma un gioiellino che mescola elementi apparentemente incompatibili e mostra un incredibile salto rispetto a Lunar Strain che (pur avendo pezzi bellissimi) rimane a tratti una demo. X me Subterranean fa il paio con Of Chaos and Eternal Night dei Dark Tranquillity che fra l'altro mostra atmosfere simili. Entrambi favolosi e fra i miei dischi preferiti di sempre. Molto bella anche la recensione, complimenti
TheSkullBeneathTheSkin
Mercoledì 18 Aprile 2018, 15.47.22
27
Slaughter of the Bluegrass, godetevi un mandolino in fiamme che replica stand ablaze, offre Skull
Rob Fleming
Domenica 24 Gennaio 2016, 18.39.58
26
Lo presi insieme a Jester race e The Gallery dei Dark Tranquillity All'epoca fummo in tanti allora a cadere nella trappola. Bellissimo 85
76mdp76
Martedì 18 Febbraio 2014, 19.37.21
25
Per molta gente JESTER RACE y WHORACLE sono superiori. Secondo me questo SUBTERRANEAN é il capolavoro assoluto degli IN FLAMES, preferisco pure la voce di Forss a la sucessiva di Fridén. Per essere il 1995 fu un album rivoluzionario. Voto personale 94.
Cynic
Giovedì 9 Gennaio 2014, 21.47.26
24
Whoracle per me è un capolavoro e non un ottimo album, senza offesa a nessuno Luca
Povero Yorick
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 19.16.39
23
@Luca: Beh, seppure i loro lavori più recenti abbiano diviso molto i pareri del pubblico, credo che comunque Whoracle, Colony e Clayman siano degli ottimi album. Distanti dai primi tre, ma oggettivamente molto validi e ispirati!
Luca
Mercoledì 8 Gennaio 2014, 18.31.36
22
Il penultimo lavoro grandioso di un gruppo poi diventato merda
The Nightcomer
Martedì 7 Gennaio 2014, 10.33.49
21
Il lavoro che preferisco degli In Flames, sicuramente! Li ho conosciuti all'epoca di Jester Race e sostenuti fino a Whoracle incluso, poi ammetto di aver perso interesse nei loro confronti; ho commesso l'errore di non seguire la scena svedese originale quando uscirono i dischi più significativi di fine anni '80 - inizio anni '90, ma ricordo molto bene la seconda metà degli anni '90, in cui mi riavvicinai all'estremo grazie anche a ottimi lavori come questo, senza contare quelli dei "cugini" Dark Tranquillity.
Cynic
Lunedì 6 Gennaio 2014, 17.59.36
20
Gyroscope
Gyroscope
Lunedì 6 Gennaio 2014, 15.04.41
19
@cynic: colony è bello solo che si inizia a sentire qualche cambiamento dovuto soprattutto al cambio di line-up.. per il resto merita tantissimo
trash?
Domenica 5 Gennaio 2014, 19.13.37
18
Capolavoro,ma jester race rimane il punto più alto!!
Cynic
Domenica 5 Gennaio 2014, 15.57.51
17
@ enry
Alex Ve
Domenica 5 Gennaio 2014, 14.54.50
16
Non è solo un disco, sono una ventina di minuti di educazione artistica.
enry
Domenica 5 Gennaio 2014, 14.35.11
15
Cynic: io prima prenderei questo, poi se ti è piaciuto Whoracle non avrai nessun problema con Colony (bel disco anche se non da 96 per me). Però fidati, se ti manca dai la precedenza a Subterranean.
Cynic
Domenica 5 Gennaio 2014, 14.11.22
14
Che faccio lo prendo '' colony ''? Senza perdere tempo a memorizzarlo su youtube, io ho the jester race & whoracle, pietre miliari del melodic death metal, '' colony '' è bello come i suoi predecessori? cioè vado sul sicuro? Ringrazio anticipatamente.
Slasher
Domenica 5 Gennaio 2014, 13.56.49
13
Seppur sia un EP, è uno dei migliori lavori degli In Flames, che presenta un sound molto più melodico rispetto a Behind Spece pur rimanendo nei perfetti canoni del Melodic Death Metal così come era nato inizialmente, ossia musica Death Metal con sprazzi di melodia, tendenza che negli ultimi tempi sembra ormai scomparsa o invertita in quanto la componente Death, anche nel caso degli In Flames con i lavori post Clayman, è venuta pian piano a mancare fino a scomparire... EP fenomenale, uno dei migliori di sempre ed il migliore del genere! Non solo Stand Ablaze, ma anche la traccia omonima... ma nonostante tutto mi viene difficile pensare che ci sia una traccia migliore di un' altra... Disco (EP) fenomenale, un 95 pieno e meritato!
Gyroscope
Domenica 5 Gennaio 2014, 13.37.44
12
@enry.. secondo me loro hanno solo toppato soundtrack, come clarity e SOAPF.. però c'è da ammettere che fino a colony compreso non hanno sbagliato nulla
enry
Domenica 5 Gennaio 2014, 6.48.18
11
Vero, peccato per "l'evoluzione" successiva però...Comunque, proprio perchè non compro più dischi degli IF mi sono concesso il box pur avendo la stampa originale e le bonus-tracks sono effettivamente molto belle e interessanti con versioni più grezze e dure di pezzi che poi finiranno su TJR. Il remaster che credo sia lo stesso delle prime ristampe è buono anche se io preferisco il suono più ruvido della prima stampa. Le bonus del box Regain sono queste: Dead eternity, The Inborn Lifeless e le cover di Eye of the Beholder e Murders in the rue morgue, più poster, spilla e toppa di cui però non me ne può fregare di meno.
Gyroscope
Sabato 4 Gennaio 2014, 21.31.19
10
"È incredibile pensare che gli autori di questi brani fossero all’epoca ragazzi poco più che ventenni." la cosa più impressionante è l'evoluzione che ebbero nel giro di un anno da lunar strain
Blackout
Sabato 4 Gennaio 2014, 19.23.30
9
Grande Henke Forss, il miglior cantante che abbiano avuto gli In Flames, proveniente da un altro grande gruppo: i Dawn. Il disco è un capolavoro, l'unico che hanno fatto, superiore anche a The Jester Race, per me.
Povero Yorick
Sabato 4 Gennaio 2014, 14.08.01
8
@Gyroscope: Anche a me piace Henke Forss come cantante, in Slaughtersun dei Dawn (disco che spero di recensire un giorno) ha fatto un ottimo lavoro. Però se che a molti Subterranean non piace per via della sua voce, perciò ho voluto precisare questa cosa! Non ho parlato della ristampa perché ho il disco originale del '95 e non conosco altre versioni, ma credo che darò un ascolto!
xXx
Sabato 4 Gennaio 2014, 13.36.30
7
un vero discone!
Gyroscope
Sabato 4 Gennaio 2014, 12.37.09
6
e pensare che una delle cose che mi piace di questo ep è proprio il cantante.. molto interessanti sono nelle ristampe le prime versioni di dead eternity con jocke gothberg ( che poi seguirà stromblad e ljungstrom nei dimension zero) e di dead god in me.. in quel periodo a goteborg ne sono usciti di bei gruppi, come ad esempio gli eucharist di daniel erlandsson ( una recensione di mirrorworlds sarebbe cosa buona )
er colica
Sabato 4 Gennaio 2014, 12.36.03
5
@MrFreddy si infatti voglio prendere il box dato che ho quello di subterranean e si è fatto bene. sarà un degli acquisti che dovrò fare.
MrFreddy
Sabato 4 Gennaio 2014, 12.25.17
4
EP assolutamente spettacolare, canzoni di spessore allucinante, Stand Ablaze in particolare secondo me è il miglior pezzo in assoluto degli In Flames. Questi fino a Clayman non hanno sbagliato nemmeno un colpo. @er colica: ti consiglio proprio il box di Lunar Strain, lo possiedo e ti posso dire che è fatto piuttosto bene!
enry
Sabato 4 Gennaio 2014, 12.19.04
3
Insieme a The Jester Race il migliore degli In Flames, cinque pezzi quattro capolavori.
Bloody Karma
Sabato 4 Gennaio 2014, 11.51.42
2
lacrime
er colica
Sabato 4 Gennaio 2014, 11.44.06
1
azzo caruccio forte questo, c'ho in progetto di prendere anche il primo in box prima o poi.
INFORMAZIONI
1995
Wrong Again Records
Melodic Death
Tracklist
1. Stand Ablaze
2. Ever Dying
3. Subterranean
4. Timeless
5. Biosphere
Line Up
Jesper Strömblad (Chitarra,Tastiere)
Glenn Ljungström (Chitarra)
Johan Larssonöm (Basso)

Musicisti Ospiti:
Henke Forss (Voce)
Oscar Dronjak (Voce nella traccia 1)
Anders Jivrap (Batteria nelle tracce 3 e 5)
Daniel Erlandsson (Batteria nelle tracce 1 e 2)
 
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