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In Extremo - Kunstraub
( 2055 letture )
Mi sento tradito. Di tutti avrei potuto dubitare ma non di loro. Mi sarei potuto attendere qualcosa di diverso magari, qualcosa di scioccante. Mi sarei potuto aspettare qualcosa di meno ispirato o di semplicemente autocitazionistico. Ma ero sicuro che una volta messo su un disco degli In Extremo la voglio di alzarmi dalla sedia, armarmi di birra e salsiccia e andare in giro per le strade di un qualche borgo a ballare come solo gli ubriachi ballano mi avrebbe assalito senza se e senza ma. Questo album invece non riesce a smuovere l'ascoltatore dalla sua comoda poltrona e dal fuoco del suo camino. Non che non ci provi sia chiaro: il sound dei teutonici è pressoché invariato ma qui è proprio il mordente che manca. La grinta insomma, quell'attitudine cazzara e caciarona che spinge un corpo inerte a muoversi senza possibilità di scampo. La questione è chiara signori miei: gli In Extremo hanno sfornato il loro primo disco noioso.
Ma facciamo un balzo indietro e parliamo un po' di storia. La band era originariamente dedita a due progetti distinti, uno puramente rock e un altro che si occupava di musica medievale e che era noto per la sua partecipazione a numerose rievocazioni storiche e fiere. Nel 1996 dopo alcuni avvicendamenti nella formazione rilasciò un album senza titolo, recentemente ristampato, che verrà poi soprannominato In Extremo Gold, a causa del colore dorato della copertina. Questo CD era quasi interamente acustico, ma spiccavano due canzoni puramente rock, una sorta di anticipazione di quella che poi diverrà l'inconfondibile commistione di antico e moderno che è il medieval rock. Inoltre fu anche il primo passo verso l'ufficiale fondazione della band, datata 27 marzo 1997, primo concerto del gruppo in cui apparivano fuse l'anima rock e quella folk. Il gennaio successivo si passò poi all'ufficializzazione dell'unione tra le due band e il combo teutonico iniziò quindi ad esibirsi con il nome di In Extremo. L'esordio discografico vero e proprio arrivò con Hamlen, lavoro interamente acustico, mentre la prima testimonianza su disco dell'attuale sound della band risale al successivo Weckt die Toten!, uscito sempre nel 1998. L'album venne ben accolto dal pubblico ed è tutt'ora considerato come uno dei migliori realizzati dei tedeschi. A questo seguirono un'intensissima attività live e altri sei album in studio più alcuni live album e delle riedizioni. Si arriva così al suddetto Kunstraub, l'ultimo nato in casa In Extremo e decisamente il peggior album finora della band. Come in una cucciolata numerosa c'è sempre il cucciolo deboluccio che viene allontanaato dalla madre per poter meglio nutrire i più sani, così quest'album verrà presto abbandonato nel dimenticatoio dai fan del gruppo, dal momento che non offre neanche una o due canzoni killer, di quelle che si stampano in testa e ti tormentano tutto il giorno per intenderci. La proposta musicale resta pressoché identica, con i soliti riff diretti e possenti sorretti da una mai invadente intelaiatura elettronica, il tutto a far da condimento all'elemento principale, ovvero gli strumenti medievali, cornamuse e ghironda in primis.

Ad aprire l'album ci pensa Der die Sonne Schlafen Schickt, la migliore (o la meno peggio se volete) del lotto, che si distingue per una linea vocale incisiva e catchy, facile da canticchiare a dispetto delle differenze linguistiche. Segue Wege ohne Namen, pezzo che stanca presto ma che resta comunque gradevole grazie ad una azzeccata contrapposizione tra la strofa, nella quali sono assenti le chitarre, ed un ritornello tonante sostenuto dalle cornamuse. I veri problemi iniziano a crearsi con la successiva Lebemann, che a dispetto della sua breve durata fa venir voglia di fare skip già a metà canzone. Non che ci siano particolari problemi in fatto di scelte musicali, magari insolite, che possono spiazzare o infastidire l'ascoltatore: semplicemente annoia. I riff sono banali, le linee vocali puzzano di vecchio e il lavoro degli strumenti medievali non si eleva al di sopra della massa di band che suona questo tipo di metal. Probabilmente è proprio questa la causa di questo calo qualitativo in casa In Extremo: nei dischi precedenti le melodie di cornamusa e le linee vocali prese dalla tradizione sono assolutamente travolgenti, mentre qui scivolano via senza lasciare traccia. Da questo punto in poi del CD la qualità rimane generalmente bassa e le canzoni da segnalare per qualche merito sono poche. Carina è Gaukler, classico pezzo epico alla In Extremo, da segnalare soprattutto l'ottimo coro e il refrain finale. Ballabile e abbastanza coinvolgente è Belladonna, pezzo dal minutaggio ridotto che finalmente vede qualche spunto melodico azzeccato. In negativo mi vedo costretto a citare la titletrack, che nonostante i soli tre minuti di durata rappresenta l'episodio più piatto e insignificante del lotto. I tempi sono sostenuti, forse è addirittura la canzone più veloce del disco, ma più che alzarsi e ballare fa venire voglia di sprofondare in poltrona.
Quindi tirando le somme questo è un album decisamente soprassedibile, di cui consiglio l'ascolto solo ai fan più irriducibili degli In Extremo. Per tutti gli altri, penso che il consiglio migliore sia il dantesco "non ti curar di loro, ma guarda e passa". Banale e deludente, soprattutto se si considera la storia passata di questa grande band.



VOTO RECENSORE
53
VOTO LETTORI
50 su 2 voti [ VOTA]
Tevildo75
Lunedì 1 Agosto 2016, 21.27.42
19
Metal Shock
Lunedì 1 Agosto 2016, 15.14.58
18
@Tevildo75: ti quoto alla grande!!!!!
Tevildo75
Lunedì 1 Agosto 2016, 15.10.03
17
@Metal Shock, anche per me l'ultimo album è davvero ottimo, è allo stesso tempo più folk e più metal delle ultime uscite Per adesso Piske Palve è la mia canzone dell'anno
Metal Shock
Giovedì 30 Giugno 2016, 17.49.25
16
Prendo spunto da questa recensione per dire che e` uscito il nuovo album degli In Extremo, e dopo un paio di album deludenti, come questo, finalmente questa grande folk metal band ha sfornato un ottimo album piu` in linea col passato. Visto che non so` se sara` recensito, a chi interessa posso dire di dargli una chance, perche` per me sara` uno dei miei album top dell`anno.
VIKING2000
Sabato 26 Aprile 2014, 15.46.15
15
No, non ci siamo proprio (a mio parere)... Voto: 40 purtroppo, speriamo che ritornino alle coordiante stilistiche precedenti quest'album
Dardo
Lunedì 20 Gennaio 2014, 16.04.29
14
Non ragioniam di lor, ma guarda e passa, 'GNURANT?!!
zagor
Giovedì 16 Gennaio 2014, 15.52.23
13
io credo che abbia tutto sommato ragione sambalzalzal,ad ogni disco troviamo gli in extremo sia in un continuo trasformismo d'immagine che in una trasformazione musicale che sta cambiando il loro sound dei primi album rendendolo anche un po' pesantuccio ! ho visto di recente e ascoltato gli schelmish band teutonica anch'essa alla primi 'in extremo' ed i dissacranti feuerschwanz e devo dire che queste insieme a gli saltatio mortis li preferisco agli ultimi in extremo
Jezolk
Mercoledì 15 Gennaio 2014, 14.38.07
12
Sono d'accordo col recensore a metà: è vero che questo è l'album meno bello degli In Extremo, sono d'accordo, ma secondo me raggiunge la sufficienza. Non è un album brutto, in generale mi ha divertito e l'ho riascoltato con piacere più di una volta. Insomma non lo definirei un passo falso, solo un disco un po' più debole degli altri. E sinceramente dopo numerosissimi album davvero validi (Mein Rasend Herz è per me nella top ten dei dischi folk metal) ci può stare un album più debole. 60 insomma. Ps: secondo me molti pezzi risultano noiosetti perché è stata data molta più importanza ai testi... secondo me un tedesco direbbe de Il Confine le stesse cose che qui si sono detto su questo album... il testo nel medieval fa davvero tanto!
Sambalzalzal
Martedì 14 Gennaio 2014, 19.47.45
11
Tevildo75@ no per carità, brutto no però veramente pesante! Non so se è il discorso della lingua tedesca però se iniziassero da ora in poi a puntare su questo tipo di approccio stilistico suonerebbero uguale ad almeno altre 5 bands conterranee. Il lato puramente folk era quello che fino ad oggi li aveva contraddistinti... l'idea che mi sono fatto è che abbiano deciso un po' di cavalcare il successo dei più giovani Saltatio Mortis che assolutamente non sono malvagi ma che hanno decisamente un impatto più soft e accattivante...
Tevildo75
Martedì 14 Gennaio 2014, 19.16.08
10
Sicuramente avete ragione,ma se per una volta ( e spero sia l'ultima ) hanno voluto variare,non è per quello che un album deve essere brutto.
Tevildo75
Martedì 14 Gennaio 2014, 19.16.03
9
Avete ragione,ma se per una volta ( e spero sia l'ultima ) hanno voluto variare,non è per quello che un album deve essere brutto.
Tevildo75
Martedì 14 Gennaio 2014, 19.16.00
8
Avete ragione,ma se per una volta ( e spero sia l'ultima ) hanno voluto variare,non è per quello che un album deve essere brutto.
Beta
Lunedì 13 Gennaio 2014, 21.00.31
7
poi insomma, gli In Extremo erano particolari proprio per flauti e cornamuse e per le vesti in pelle con cui si sono presentati al Raue Spree live ... togli quello magari fanno sempre roba buona (è da qualche anno che sono in giro, sapranno pur suonare, no? XD), ma perde di particolarità :| poi, ripeto, non ho ascoltato l'album, ma io li ho amati dal primo ascolto proprio per la vena folk
Sambalzalzal
Lunedì 13 Gennaio 2014, 20.47.04
6
Effettivamente concordo con Sonny73@... gli In Extremo a me sono sempre piaciuti per l'originalità della proposta e soprattutto perché riuscivano ad essere mordenti anche usando un piffero ed una zampogna. questo album sono riuscito invece a finirlo con non poca fatica e la voglia di saltare traccia si è fatta sentire varie volte durante l'ascolto. Probabile che dovrò riascoltarlo, saranno gusti, per carità ma quel Weckt Die Toten a distanza di 16 anni ancora lo ascolto spesso e volentieri, questo qua da Ottobre l'ho aperto e fatto girare solo una volta
sonny73
Lunedì 13 Gennaio 2014, 20.31.49
5
Scusa @Tevildo75 ma se togliamo gli strumenti medievali ad un gruppo come gli In Extremo che sono una buona parte del sound che li ha sempre contraddistinti secondo me ci ritroviamo con una band snaturata. Comunque se l'album ti è piaciuto meglio per te.
Tevildo75
Lunedì 13 Gennaio 2014, 18.29.07
4
Invece a me è piaciuto molto questo album, certo non andrei oltre il 7,5 massimo 8. Il fatto è che Kunstraub è molto diverso dagli altri. soprattutto perchè gli strumenti medievali sono stati parzialmente accantonati in favore di un approccio più metal. Anch'io ho fatto molta fatica ad assimilarlo ma quando si riesce a entrare nella nuova filosofia dell'album,il suo valore cresce con gli ascolti; mediamente tutte le canzoni sono molto belle e per me si confermano una spanna più in alto rispetto a tutti gli altri gruppi del mittelalter rock.
Beta
Lunedì 13 Gennaio 2014, 15.42.55
3
Non ho sentito l'album, ma è un peccato leggere questi commenti negativi su una band che ha composto delle meraviglie come Mein Rasend Herz e canzoni come Vollmond o Herr Mannelig: vuol dire che hanno fatto proprio uno scivolone. va beh, a tutti capita di fare album brutti ... spero che sia solo un lapsus momentaneo e poi si riprendano
melkor
Lunedì 13 Gennaio 2014, 14.00.51
2
appena vista la cover mi è venuto uno spavento e l'album lo ha confermato. pensavo fosse una raccolta di brani scartati da precedenti album. puo' capitare. un mezzo passo falso lo concediamo. spero solo che in sede live i nuovi brani risultino migliori
sonny73
Sabato 11 Gennaio 2014, 13.29.51
1
li seguo da Weckt die Toten!, ho tutti i loro album e questo fa veramente pena. DELUSIONE!!!
INFORMAZIONI
2013
Vertigo Berlin
Folk
Tracklist
1. Der die Sonne schlafen schickt
2. Wege ohne Namen
3. Lebemann
4. Himmel und Hölle
5. Gaukler
6. Kunstraub
7. Feuertaufe
8. Du und Ich
Line Up
Das Letzte Einhorn (voce, cornamusa, cister)
Andre "Dr. Pymonte" Strugala (cornamusa, arpa, ciaramella)
Sebastian "Der Lange" van Lange (chitarra)
Flex der Biegsame (cornamusa, ciaramella, ghironda)
Yellow Pfeiffer (cornamusa, ciaramella, nyckelharpa)
Die Lutter (basso)
Specki T.D. (batteria)
 
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