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Forever Storm - Tragedy
( 1163 letture )
Dopo il debutto Soul Revolution, datato 2009, i serbi Forever Storm tornano alla carica con Tragedy, un bel disco di musica robusta ma piena di sentimento. Nella musica dell’act di Kragujevac, infatti, sono rintracciabili sfumature molto introspettive, che colorano con calore una proposta altresì piuttosto frequente sul mercato; l’album che ne nasce, pur non competendo per la palma di disco dell’anno, è ben arrangiato e ben suonato, la dimostrazione di un songwriting ispirato e personale, nel quale coesistono diverse anime e tantissime influenze nascoste. Fin da pezzi come Mother emerge la coesistenza di poderosi riff power metal ed altri più armonici e melodici, quasi maideniani e tesi a mitigare lo spessore dei primi; generalmente ci si imbatte in pezzi mid-tempo, quadrati e dotati di vocals assai emotive, quasi malinconiche nei refrain (la stessa Mother o l’ottima Forever the Same ne sono un esempio valido).

In alcuni episodi compare pure qualche assaggio di velocità, ma generalmente la band imbastisce strutture capaci di modificare in corsa la propria metrica, prediligendo andamenti vivaci ma raramente concedendosi serrate ritmiche a briglia sciolta. Aperture melodiche e arpeggi rendono più ricca la portata, mentre i già citati chorus epici danno una marcia in più a tutte le composizioni, che risultano gradevoli e coinvolgenti anche se non trascendentali. In altre parole, non vi è nessun picco clamoroso o momento indimenticabile, cosa che rende questo Tragedy un buon lavoro ma nella media delle attuali uscite discografiche. Il drumming è corposo e ordinato, si limita a tenere il tempo con forza e puntualità senza uscire dagli schemi o mostrare sprazzi di fantasia; le due chitarre suonano rocciose e regalano qualche bel riff radicato nella tradizione, ricordando talvolta la classe degli Iron Maiden e talvolta la ruvidezza di certi esponenti meno celebri della New Wave Of British Heavy Metal, anche se in certi frangenti compare persino qualche linea che non sfigurerebbe in qualche pezzo melodic-death. Tutte soluzioni già sentite, beninteso, piacevoli ma poco più; anche la voce si ritaglia un ruolo importante ma limitandosi ad una prova soltanto discreta, priva di grossi orpelli tecnici: Stefan Kovacevic canta pulito, accorato, e alla fine il risultato non si fa dispiacere, anche perché non mancano affatto i bei ritornelli ariosi tipici del genere. Il punto di forza di questi refrain è rappresentato dal fatto che entrano in testa facilmente, ma senza essere ruffiani: la passionalità che si respira in episodi come Nocturnal Wings o Carry on the Flame sembra genuina e comunica un senso di trasporto quasi sognante, ricordando per certi versi persino un romanticismo alla HIM. I momenti più duri del lotto, invece, coincidono con Paradox o Death Comes Alive, canzoni costruite apposta per l’headbanging, ma al contempo dotate di alcune soluzioni più moderne, giusto per far suonare fresco e al passo coi tempi il platter.

Death Comes Alive, in particolare, si pone come una devastante corsa ritmica e ricorda nel riffing certe cose degli Iced Earth, prima di culminare in un ritornello molto evocativo e in alcuni riff dai tratti orientaleggianti. Non sono troppo frequenti e elaborati gli assoli di chitarra, purtroppo. A questi si sarebbe potuta dedicare un’attenzione maggiore; inoltre, la scaletta viene appesantita da qualche episodio di troppo (la stessa titletrack o la conclusiva Euthanasia for Mankind sembrano avere poco da aggiungere al computo globale), suscitando l’impressione che sarebbe stato meglio fermarsi a 9-10 brani senza andare a ricoprire quasi un’ora di ascolto. Giudizio generale positivo, tutto sommato: l’album merita un ascolto e piacerà agli appassionati del settore, soprattutto quelli più giovani o che non richiedono giocoforza la riproposizione forzata di un certo tipo di sonorità old school.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
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INFORMAZIONI
2013
EBM Records
Heavy/Power
Tracklist
1. Inceptium Finis
2. Mother
3. Made of Lies
4. Forever the Same
5. Tragedy
6. Nocturnal Wings
7. Carry on the Flame
8. Paradox
9. City of Vultures
10. Flames of Reason
11. Death Comes Alive
12. Euthanasia for Mankind
Line Up
Stefan Kovacevic (Voce, Chitarra)
Milos Miletic (Chitarra)
Vladimir Nestorovic (Basso)
Vuk Stefanovic (Batteria)
 
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