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Extol - Extol
( 3008 letture )
Ci sono voluti otto anni, qualche side-project di contorno, un paio di defezioni ed un animo paziente e premuroso per tornare ad ascoltare un disco di inediti dei norvegesi Extol. Tanto ci è voluto da quel The Blueprint Dives, disco rilasciato in un periodo storico di stravolgimenti stilistici nella geografia del metal. Ebbene, mai titolo poteva essere più congegnale di questo Extol, appunto. Un manifesto, un compendio, una summa di una carriera ventennale (da non sottovalutare anche l’aspetto celebrativo in quanto il 2013 segna proprio il ventesimo anniversario della band) mai banale e sempre fuori dagli schemi.
Seguendo il modus operandi che fin dalle origini ha visto gli Extol cambiare le carte in tavola ad ogni uscita, anche questo omonimo non sfugge dalla regola. Nessuna vera svolta stilistica questa volta, come detto, ma un ulteriore rimescolamento ed arricchimento della proposta, la chiusura del cerchio per certi versi.

Abbandonate le velleità più "radiohead-iane" (tradotto: più soft, indie e psichedeliche) il trio di Bekkestua riprende a tutto tondo le progressioni e l’eleganza di Synergy, la ruvidezza di Undeceived e la decadenza di Burial sommandovi una quantità considerevole di sfumature riprese dal vecchio ed il nuovo, edulcorandole ed adattandole al proprio stile, già riconoscibile e strutturato. La cosa che salta più all’occhio è indubbiamente l’assenza di veri brani deboli o di cali nella qualità del songwriting, il tutto abbinato ad una perizia esecutiva di altissimo livello. I brani si susseguono senza che l’attenzione scemi anche grazie all’attento tracklisting.

Extol comincia con i botti: varietà, tecnica, sapiente uso delle clean vocal di Børud ed un Peter Espevoll tornato a lacerare il microfono come un tempo, marcio e tagliente. Se l’opener Betrayal si adagia su ritmiche dispari ed un riffing dilatato e progressivo, Open The Gates scorre sul filo che separa la strofa in bilico tra le cupe atmosfere tipiche del death scandinavo dei primi anni ’90 ed un ritornello corale molto caratteristico e concepito per essere memorizzato senza per questo arruffianarsi l’ascoltatore. Wasteland offre dal canto suo un esempio di avanguardismo applicato al death, dove dissonanze, fraseggi rock e sfuriate al fulmicotone si rincorrono per sfociare in un altro ritornello spiazzante. A Gift Beyond Human Rich chiude il "punto" e si pone come hit del disco grazie al suo incedere complesso e stratificato e ad un portamento cadenzato che non fa prigionieri; una rilettura del death scandinavo old school come solo gli Extol potevano fare, una vera perla.
Faltering Moves segna uno degli episodi più slow e doomy del disco, ben caratterizzato dal ritornello melodico (alla Amorphis prima maniera per intenderci) e dal break centrale. A fare da contraltare troviamo la "solare" Behold The Sun, altra perla dal chorus di Queen-iana memoria ed una strofa dal riffing stratificato e dalla ritmica furente imbastita da un tentacolare Husvik. Fa da ideale break strumentale, la soffice e delicata Dawn Of Redemption, suggellata da accorti e mai invadenti tappeti di archi, in un crescendo che ci traghetta lentamente ed inesorabilmente verso Ministers, brano molto diretto nonostante i suoi continui inviluppi melodici e ritmici. Chiudono il disco l’omonima Extol, altra canzone sublime per carica emotiva, arrangiamenti e songwriting (da applausi il ritornello corale abbinato ai blast beat ed al riffing in multiplettrata), e Unveiling The Obscure, brano più squisitamente death progressive come di consueto arrangiato divinamente e bilanciato nel suo incidere al fulmicotone da una parte centrale evocativa e da strategici break. Nella versione in edizione limitata trovate anche la bonus track Sting Of Death, brano qualitativamente poco al di sotto di quelli della versione regolare del disco; non aggiunge e non toglie nulla se non ulteriori quattro minuti di godimento.

Che dire? Ritorno in pompa magna per una band forse troppo sottovalutata, a volte "evitata" per via della natura cristiana dei testi e mai riconosciuta per l’enorme apporto di idee donate al genere. Tecnicamente inattaccabili, la produzione risulta efficace, forse eccessivamente miscelata, mettendo in evidenza chitarre e batteria, veri mattatori del disco.
In definitiva un must per gli amanti del death progressivo più eccentrico e libero da schemi e limiti di genere, consigliabile anche a coloro che ascoltano prog metal con rimandi extreme ed a chiunque voglia dell’ottima e longeva musica da aggiungere alla propria collezione.

Il paradigma è cambiato, ancora.



VOTO RECENSORE
87
VOTO LETTORI
76.29 su 41 voti [ VOTA]
enry
Giovedì 30 Gennaio 2014, 16.07.44
10
Bel disco, un po' troppo Prog per i miei gusti ma la qualità c'è e si sente. Su tutte Betrayal, Ministers e la title-track...In numeri 80 o giù di lì. Quello che avrei voluto dai Cynic l'ho trovato negli Extol.
Cipmunk
Sabato 18 Gennaio 2014, 13.36.12
9
NN discuto il valore del gruppo, suonano veramente bene..i brani però nn mi hanno coinvolto da 87(voto)..nn mi son rimasti..da ascoltare e riascoltare sicuramente..
Awake
Sabato 18 Gennaio 2014, 0.56.17
8
Cmq c'è da dire che questi avevano veramente una marcia in più... peccato non abbiano mai avuto il successo con la S maiuscola (pur nel genere ovviamente)... gran gruppo, spiace vedere che sono rimasti una band oserei dire di nicchia... chitarre e drumming da paura (soprattutto in Synergy che imho rimane la punta più alta della loro produzione... a proposito: a quando una recensione?).
Awake
Sabato 18 Gennaio 2014, 0.20.28
7
Ho amato gli Extol di Sinergy (soprattutto) e di Blueprint... anche Mesmerized, Burial, Paralysis e Undeceived non sono male. Questo omonimo però non lo digerisco per niente... A costo di ripetermi cmq consiglio Sinergy senza se e senza ma... Husvik alle pelli è una devastazione...
Povero Yorick
Venerdì 17 Gennaio 2014, 21.28.26
6
Questo album è meglio di qualsiasi porno. Puro orgasmo.
Cynic
Venerdì 17 Gennaio 2014, 21.12.49
5
Extol - Extol Voto: 5 stelle.
Ad Astra
Venerdì 17 Gennaio 2014, 20.53.20
4
spettacolo...ascolto poco perchè richiede tempo ed attenzione che a volte latitano nel quotidiano. Quando lo si mette in play....ahhhh...
Prometheus
Venerdì 17 Gennaio 2014, 20.53.07
3
*___*
VomitSelf
Venerdì 17 Gennaio 2014, 20.51.31
2
Avevo amato "The Blueprint", proprio quelle influenze Radiohead-iane e talvolta Deftonesiane ("Gloriana") mi avevano steso...ascolterò questo nuovo album al più presto. Pensavo fossero oramai morti e sepolti invece...sorpresa.
waste of air
Venerdì 17 Gennaio 2014, 19.34.14
1
Pazzesco, da avere e consumare!
INFORMAZIONI
2013
Indie Recordings
Prog Death
Tracklist
1. Betrayal
2. Open The Gates
3. Wastelands
4. A Gift Beyond Human Reach
5. Faltering Moves
6. Behold The Sun
7. Dawn Of Redemption
8. Ministers
9. Extol
10. Unveiling The Obscure
Line Up
Peter Espelvoll (Voce)
Ole Børund (Chitarre, Basso, Voce Clean, Cori)
David Husvik (Batteria)
 
RECENSIONI
83
 
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