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Zoetrope - Amnesty
( 1248 letture )
La storia dell’heavy metal e dei suoi sottogeneri -in questo caso dello speed/thrash- è zeppa di band valide, che non hanno mai raggiunto il pieno successo o che non lo hanno nemmeno mai sfiorato, per poi perdersi nelle nebbie del tempo e dei ricordi di pochi appassionati. In alcuni casi, il motivo per cui alcuni ne serbano il ricordo è legato a questioni puramente personali, altre volte, invece, capita che in queste formazioni abbia militato qualcuno poi diventato più o meno famoso in altre band. Nel caso degli Zoetrope ambedue i motivi sono validi. Dietro questo singolare moniker, forse poco metal in sé ma dal bel suono e dalla discreta originalità (lo zootropio era, molto in sintesi, una primordiale forma di cinema inventata nel 1834 da W.G. Horner) si nascondeva una band il cui limite fu il non avere accesso ad una qualità di registrazione accettabile, la quale, quando lo scrivente era appena diciassettenne, mi spedì il presente Amnesty su musicassetta per la conseguente trasmissione durante un programma radio che conducevo all'epoca. Il brivido di essere in contatto diretto con un gruppo d'oltreoceano che mi spediva il suo album per farlo promuovere -e vi ricordo che "spedire" non significava mandare un allegato, ma fare un bel pacchettino, andare alla posta e scambiarsi messaggi con cadenza quindicinale per ottenere le risposte- ha fatto in modo che gli Zoetrope rimanessero impressi nella mia memoria. Abbiamo però detto che c'è un altro motivo di interesse nei loro confronti. Ebbene, dando un'occhiata alla line-up, non si può fare a meno di notare come il songwriter, cantante e batterista, altra caratteristica interessante in sé, rispondeva al nome di Barry Stern, successivamente noto per il suo lavoro con i Trouble, i quali gli dedicheranno Simple Mind Condition e brevemente impegnato anche con Cathedral e Pantera, tra gli altri. Era proprio con lui che ero in contatto e fu proprio Barry a spedirmi la musicassetta che è ancora su uno scaffale di casa mia. E' quindi stato con grande tristezza che ne ho appreso la morte per le complicazioni di un intervento all'anca nel 2005. Interessanti inoltre, anche le tematiche affrontate dal gruppo, riguardanti criminalità e disagio sociale, che li inseriva in un filone che non ha mai avuto un numero sufficiente di band.

Il disco non era altro che una sventagliata di thrash/speed metal diretto, essenziale, non privo di un certo groove, che puntava direttamente alla pancia della gente, veicolando messaggi del genere prima segnalato. In alcuni passaggi però, l'attitudine crudamente stradaiola del gruppo, li portava a sfuriate molto vicine all'hc-punk più sulfureo, del quale infatti condividevano parte del circuito dei club, collaborando con tanti gruppi di quel settore, tanto che in breve tempo si ritagliarono una fama da live-band da vedere assolutamente soprattutto nel giro hc. Amnesty era un lavoro molto compatto, con pochissime concessioni a momenti più rilassati, quasi sempre propedeutici alla ripresa delle ostilità. Dall'attacco frontale stile Exciter più statunitensi (almeno nel ritornello) di Indecent Obsession, passando per Kill the Enemy, Mercenary, per le impegnate Amnesty e Member in a Gang (grande ritornello, non certo originale, ma bello) e proseguendo poi fino alla conclusiva Trip Wires, la pressione sonora sui padiglioni auricolari è costante e continua. Barry Stern, oltre al suo drumming, metteva in mostra una voce niente male, taglientissime le chitarre di Kevin Michael e Ken Black, lineare ed aggressivo il basso di Calvin Humphrey, abbastanza in evidenza nonostante i limiti di registrazione dei quali parleremo dopo. Assoli fulminanti e grande carica esecutiva completano il quadro di un album che, pur non essendo ispiratissimo come scrittura e non raggiungendo certo il livello dei principali prodotti di genere, riusciva a comunicare una freschezza ed un entusiasmo, direi una dedizione, che al giorno d'oggi è sempre più raro sentire. Il meglio, per loro, verrà col successivo A Life of Crime, prodotto da Randy Burns (Megadeth), il quale provvederà a dare forma al suono del gruppo prima dello scioglimento per i soliti problemi di cambi di line-up e di droga, segnatamente di Ken Black, sostituito da Louis Svitek, poi M.O.D., Ministry ed altri. Il tutto prima di una reunion che portò, nel 1993, a far uscire Mind Over Splatter, ultima testimonianza discografica originale degli Zoetrope.

Proprio il suono cui prima accennavamo, fu il limite alla diffusione di questo album. Forse proprio perchè nati nel 1977 -in pieno periodo punk, appunto- gli Zoetrope, rimanendo fedeli ad una certa attitudine D.I.Y., produssero in proprio, quindi con pochissimi soldi, un singolo ed un demo prima di questo stesso album. Se la cosa fu encomiabile dal punto di vista della "purezza", quello che venne fuori fu un lavoro dalla resa paragonabile a quella dei demo autoprodotti della prima metà degli anni '80, quindi totalmente insufficiente, specialmente nella versione su nastro in mio possesso. Al di là di questo, Amnesty è una bella testimonianza di un tempo che fu, piacevole ancora oggi da sentire, pur al netto della qualità audio. Gli Zoetrope, dal canto loro, vanno a "fare archivio", presentando i motivi di interesse dei quali avete appena letto. Sia Amnesty che A Life of Crime sono stati rimasterizzati e ristampati dalla Century Media negli anni '90, dopo che questa aveva rilevato l'intero catalogo Combat, con le aggiunte di prammatica, ossia il primo demo (un altro fu realizzato tra i due vinili) il quale, però, presentava all'origine una qualità audio ancora inferiore. Se vi capita di imbattervi in quei dischi date loro una possibilità. Il suono non è certo quello odierno, ma la loro carica merita ancora.



VOTO RECENSORE
74
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
d.r.i.
Lunedì 25 Luglio 2016, 20.29.11
6
Recuperato pochi mesi fa, bello ma non eccelso. Concordo con il voto
LAMBRUSCORE
Lunedì 25 Luglio 2016, 19.31.15
5
Sarà che ho l'orecchio tarato su certe produzioni hc, spesso peggiori di questa ,ahaha
LAMBRUSCORE
Lunedì 25 Luglio 2016, 19.30.13
4
Purtroppo non l'ho originale. Stavolta non sono d'accordo col Jek, i suoni sono decenti, almeno da quello che ho sentito sul tubo, niente male, considerato che è del 1985. A me comunque piace di più il successivo, A life of crime.
jek
Mercoledì 19 Marzo 2014, 21.25.14
3
Cosa gli hai mandato, la foto della testa di un cavallo?
Raven
Martedì 18 Marzo 2014, 21.09.40
2
Il suono era pessimo anche per l'epoca, ma certe volte alcuni riuscivano a comunicare qualcosa anche senza alcun mezzo per farlo. E' questo il caso degli Zoetrope. Se non erro, però, fui io a contattarli (chissà come trovai il loro indirizzo, forse la solita rece su Rockerilla lo comprendeva) per poi essere ricontattato da Stern,
jek
Martedì 18 Marzo 2014, 20.29.24
1
Certo che con gli standard di oggi, il suono è veramente terribile poi magari il tubo non lo aggiusta. Bella rece Raven capisco la gioia di essere contattato direttamente da una band americana mi sarei inorgoglito anch'io, poi la qualita della band effettvamente era buona, un buon metal e una buona testimonianza di un'epoca.
INFORMAZIONI
1985
Combat Records
Thrash
Tracklist
1. Indecent Obsession
2. Kill the Enemy
3. Mercenary
4. Amnesty
5. Member in a Gang
6. Break Your Back
7. Another Chance
8. Creatures
9. Trip Wires
Line Up
Barry Stern (Voce, Batteria)
Kevin Michael (Chitarra, Cori)
Ken Black (Chitarra, Cori)
Calvin Humphrey (Basso)
 
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