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Ian James Stewart - Junk DNA
( 817 letture )
Già chitarrista del combo scozzese Strangeways, autori di un buon AOR, Ian James Stewart ha realizzato alcune prove soliste per dare sfogo alla propria creatività senza muri o castrazioni. Questo Junk Dna è la sua nuova fatica atta a testimoniare produttività e varietà di influenze e gusti. 13 tracce, che spaziano in ambiti musicali disparati, tutti trattati con una maturità notevole e con derive nitide in chiave pop, ambient, new age, rock e soft jazz. Insomma è meglio chiarirlo subito, questa è una release inclassificabile come genere, non adatta al classico rocker che vuole chitarre a manetta, urla titaniche e batterie tuonanti, qui serve una mente aperta per apprezzare gli sforzi del nostro.

Eppure l’inizio della opener- title track mostra una sei corde cazzuta e ben saturata che fa sperare in un disco hard, mentre sin dalla seconda performance, Phosphorus, bellissima e in chiave Pink Floyd dei tempi aurei, il filo di arianna del disco, gira per numerose stanze provocando emozioni diverse e contrastanti, di pezzo in pezzo. Big White Monkey vira senza problemi verso sonorità southern rock ardenti e audaci, stoppate subito dopo da una soffice atmosfera pop regalata dalla seguente One More Time, ove appare una chitarra tremolante e sanguigna che emette suggestioni. Path Of Lightening è ricetta derivata pari pari da influenze alla Dire Straits senza cercare di inventare sperimentalismi o stramberie varie, qui lo strumento sale in cattedra e affresca amorevolezze e acidità nel corso del timing, mentre - della serie che dobbiamo attenderci ora?- Charlie Parker si cimenta nel jazz raffinato da luci soffuse e scotch sul tavolino, e infine So Far So Good richiama alla mente delle vocalità alla Tears For Fears, duo che io adoro da sempre, per far riecheggiare una semi-ballad pianistica che tocca corde delicate e zuccherate. No Water si presenta come un rock ombroso ed ossessivo, Heaven Knows è nuovamente Dire Straits all’ennesima potenza, If This Is Life pesca ancora dai meandri dei grandi Pink dal “fluido” con cori e soluzioni melodiche intriganti, effettistica varia e un solo guitar da brividi. Sigilla il platter When U Love Somebody, jazz che flirta con lo strato dark di Ian e Slow Burn Dance, suite chitarristica lenta con flavour alla Mark Knopfler che chiude i giochi.

Brani eterogenei tra di loro, tutto vero, ma la qualità e il feeling dei pezzi contenuti è davvero elevato per una cifra artistica da pollice alto. Junk Dna è solo per chi sa andare oltre ai clichè e ai compartimenti stagni, chi non possiede questa apertura mental-musicale meglio stia lontano da questo dischetto ottico.



VOTO RECENSORE
71
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Lizard
Giovedì 23 Gennaio 2014, 14.42.26
1
Avevo sentito il brano di apertura e sembrava davvero interessante. Approfondiro' l'ascolto dopo la recensione.
INFORMAZIONI
2013
Dangerous Dog Records
Inclassificabile
Tracklist
1. Junk DNA
2. Phosphorus
3. Big White Monkey
4. One More Time
5. Path Of Lightning
6. Charlie Parker
7. So Far So Good
8. No Water
9. Heaven Knows
10. Know Is Nothing
11. If This Is Life
12. When U Love Somebody (bonus track)
13. Slow Burn Dance (bonus track)
Line Up
Ian James Stewart (Voce, Chitarre)
 
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