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Riot - Fire Down Under
( 7520 letture )
In occasione del secondo anniversario della morte di Mark Reale, non potevano certo esimerci dal ricordarlo in qualche modo. Quale maniera migliore, allora, che non parlare di uno dei dischi più belli dei Riot e di un'intero periodo, ossia quel Fire Down Under che, nel 1981, si inserì sulla scena salutato dall'approvazione di una larga base di fans? Come di prammatica per la band di Long Island, però, anche l'uscita di questo lavoro fu molto, ma molto travagliata. Nonostante i cambi di formazione, con Sandy Slavin al posto di Peter Bitelli alla batteria e Kip Leming a rilevare Jimmy Iommi al basso (ed aggiungiamoci anche che Guy Speranza abbandonerà dopo questo disco), il songwriting e la coesione interna della band non ne risentirono affatto. Fire Down Under, infatti, conteneva una serie di canzoni d'altissimo livello che aspettavano solo di essere pubblicate per consolidare una fama che, come sappiamo, non riuscirà mai ad essere di davvero primo piano, nonostante la qualità eccelsa del gruppo. Fire Down Under doveva originariamente uscire per la Capitol Records, la quale però si rifiutò di stampare il disco dopo averne sentito la versione definitiva, ritenuta troppo heavy, anche se era stata la stessa label a volerli nel proprio roster per supportare il tour in UK di Sammy Hagar con una band giovane e dura, in grado di attirare più gente. La collaborazione si interruppe anzitempo e la casa discografica sembrava non volerne più sapere nulla, ma i manager dei Riot, Billy Arnell e Steve Loeb, investirono le rimanenze di cassa nella promozione presso le radio di quanto disponibile, ottenendo grande successo e la possibilità di registrare per la Capitol, che però come detto, sentendo il master finale non volle procedere perché il disco non aveva "possibilità commerciali", lasciando il gruppo prigioniero di un contratto che, di fatto, ne bloccava l'attività. A quel punto, sempre con i manager ad agire nell'ombra, cominciarono ad arrivare quintalate di lettere e telefonate di fans inferociti che attendevano l'uscita del vinile ed invitavano a procedere con la stampa e la distribuzione, con gli uffici degli illuminati discografici addirittura picchettati continuamente. La pressione diventò talmente elevata, che alla fine il disco vide la luce sotto Elektra, dopo che la Capitol fu obbligata a cedere i diritti sulla band; il resto è storia.

Dati questi cenni storici, utili ad inquadrare l'epoca della quale parliamo e le caratteristiche da outsiders perenni dei Riot, passiamo alle tracce che compongono la scaletta di Fire Down Under. L'album è aperto dal riff semplice ed incalzante di Swords and Tequila. Pezzo quadrato, coinvolgente e dal refrain arioso che, ne sono certo, non poteva che scatenare la gente nei concerti dal vivo. Accelerata secca con Fire Down Under la quale, una volta contestualizzata rispetto all'anno di uscita (il 1981, lo ricordo) può essere classificata come una delle cose più aggressive all'epoca disponibili su piazza, compreso l'assolo di Reale e nonostante la matrice r'n'r di fondo, comunicando un evidente senso di libertà. Ritmi che rallentano, fino a a sfiorare atmosfere sinuosamente doom anni '70 con Feel the Same. Il sapore dei 70's si fa molto evidente nel ritornello bluesy, ma è proprio l'ossatura del pezzo rimane di sapore darkeggiante, costituendo così una intrigante dicotomia musicale. Altro grande pezzo tipicamente made in Riot con Outlaw, più americano, se volete e sicuramente più leggero nel suo impianto, ma dotato di grande feeling rock e nobilitato dal lavoro più che piacevole da parte di tutti i musicisti. Nuova accelerata con Don't Bring Me Down con il r'n'r ancora in sottofondo così come per la seguente Don't Hold Back, con la seconda un po' più decisa. In entrambi i casi il substrato culturale della band, risalente agli anni '60, viene fuori con una certa chiarezza. Un arpeggio delicato, sospeso, in stile Rainbow, introduce Altar of the King, che poi evolve rapidamente in una cavalcata che contiene -un po' come tutto l'album del resto, ma qui è più evidente- i prodromi di quel power metal che si sarebbe imposto alcuni anni più tardi, forte di questa lezione e di una maggiore possibilità espressiva offerta dagli studi d'incisione. Con No Lies si rientra su binari hard'n'roll ancora stile anni '70. Il pezzo non è memorabile, ma è comunque incisivo relativamente alla sua dimensione ritmica ed alla sua costruzione tribale, fatta per esaltare il cantato di Guy Speranza e le chitarre dell'accoppiata Reale/Ventura. Siamo quasi in chiusura: echi di AC/DC (quindi ancora di anni 60/70) mascherati sotto una ritmica velocissima e un arrangiamento americaneggiante per Run for Your Life, per poi andare a chiudere con una traccia live come Flashbacks, il cui compito di trasmettere una parte dell'atmosfera respirabile durante i concerti dei Riot, dapprima tramite quei momenti in cui la classica forma-canzone lascia il posto alle distorsioni chitarristiche che servono a scambiare energia col pubblico, poi con una chiusura suonata coralmente che mette ancora in evidenza l'empatia band/audience, è assolto. Immancabili le solite ristampe su cd: quella del 1997 (che utilizzava un discutibile remix) con cinque bonus tracks e quella del '99 con due. Nella prima, per la cronaca, appare Struck By Lightining, canzone di per sé molto bella, ma che suona decisamente troppo simile a Smoke on the Water.

Dal punto di vista del peso storico, Fire Down Under si inserisce nei primissimi posti -se non addirittura al primo- nella discografia dei Riot, diventando già solo per questo uno dei classici dischi da avere. Più in generale e pur essendo molto chiaramente intriso di una cultura musicale riferita ai due decenni precedenti, l'album in questione contiene anche degli stilemi più personali che, come accennato nel paragrafo precedente, annunciavano soluzioni ed atmosfere musicali che di lì a pochissimi anni, debitamente riprese e sviluppate, avrebbero portato tanti e tanti gruppi al power metal di stampo americano. La cosa avrebbe fatto la fortuna di molti di questi ma, come assolutamente tipico della storia dei Riot, non di chi, come loro, aveva più o meno coscientemente indicato la via da percorrere. C'è ancora dell'altro da dire: la prima è una curiosità che si lega alla storia travagliata della stampa originale dell'album, l'altra riguarda chi non c'è più. Dopo l'uscita del vinile nel 1981, per un po' nessuno -band compresa- si accorse di un curioso errore. Il titolo in copertina infatti, risultava essere Fire Down Below ed una serie di copie già immesse sul mercato recavano quello. Inutile dire che se la vostra ha il titolo errato, avete un pezzo da collezione in casa. La seconda cosa potrebbe essere davvero molto lunga, ma in realtà bastano poche parole. Che i Riot siano imprescindibili per la storia dell'heavy e che non siano mai stati compresi dai contemporanei, sono fatti ormai assodati da anni, ma voglio spendere qualche altra parola per Mark Reale. Il suo chitarrismo, influenzato da Beatles (ancora) e Michael Shencker, con tutti e due i piedi piantati nell'hard rock settantiano, è stato semplicemente fondamentale per lo sviluppo dell'heavy-power statunitense, risultando in tal modo basilare per le conoscenze di chiunque voglia definirsi un esperto del settore. In questa maniera, legando il suo nome a quello della sua band, rimarrà sempre nei cuori degli appassionati che non possono fare a meno di muovere il piede e dipingersi un largo sorriso sul volto ogni volta che sentono un riff o un assolo fatti come si deve. Grazie Mark e grazie Riot.

Mark Reale, 07.06.1955 - 25.01.2012 R.I.P.



VOTO RECENSORE
91
VOTO LETTORI
97.71 su 198 voti [ VOTA]
Cirith Ungol
Venerdì 4 Ottobre 2019, 22.43.26
50
Album meraviglioso, importantissimo nella storia del metal; band che sale sul podio delle più sottovalutate di sempre. Reale è uno dei chitarristi heavy più talentuosi di tutti i tempi. È bellissimo ascoltare come, mentre nel Regno Unito furoreggiava la NWOBHM, anche negli USA c'era qualcuno che analogamente, ma con uno stile molto diverso, trasformava il rock duro in heavy metal. Questo è un classico che tutti dovrebbero conoscere.
Aceshigh
Martedì 16 Aprile 2019, 18.11.59
49
Discone immenso, un pezzo di storia! Il mio preferito dei Riot insieme all'altrettanto mitico Thundersteel. Il riff di Outlaw nella sua semplicità rimane uno dei più fighi della storia, e poi altri pezzoni come Altar of The King (l'hanno coverizzata pure i Domine se non sbaglio), la title-track, Run for your Life, Swords And Tequila... 92
Mauri66
Domenica 14 Aprile 2019, 12.49.18
48
Cento padre nostro e cento ave maria di penitenza a chi non ha ascoltato almeno una volta questo disco! E cento frustate a chi non ce l'ha nella sua raccolta di dischi capolavoro del metal di ogni tempo!!! Scherzi a parte, siamo al cospetto di un pezzo di storia che tutti i fan della nostra musica dovrebbero conoscere. Leggendario
Andrea Salvador
Venerdì 1 Marzo 2019, 14.04.29
47
Straordinaria band ed album straordinario. Purtroppo come quasi tutti quelli che iniziano un qualcosa non riscuotono mai il successo che meritano. I Riot possono essere criticabili per le cover... Ma non per la musica. Il loro perpetuare gli anni 60 e 70 attualizzandoli era un qualcosa di unico che non poteva non trovare validi imitatori. Più ascolto "Fire Down Under" più trovo analogie con i Rainbow del dopo Dio. Un album davvero straordinario e sempre più attuale, in questo periodo di piattume.
Philosopher3185
Martedì 18 Dicembre 2018, 21.39.23
46
Tra tutte le band di metal classico che dovevo ascoltare,mi mancavano ancora loro..sono saltato dalla sedia appena li ho sentiti! una freschezza e una energia davvero incredibili,canzoni che,pur essendo riconducibili al periodo degli anni 80,mostrano una grande varieta' di influenze;si passa da canzoni Hard rock a vere e proprie bordate Metal estremamente potenti per il periodo! davvero una grandissima band
TRIVE
Martedì 7 Agosto 2018, 15.54.22
45
Il più bel disco Heavy Metal di sempre!!!!!!!! "Killers" degli Iron Maiden è il disco Heavy Metal perfetto, non ha una nota sbagliata, produzione favolosa, canzoni da antologia e una grinta infinita. FIRE DOWN UNDER non è perfetto, ma è un disco che ascolti dentro, prima che con le orecchie, ti invade e ti travolge, lasciandoti sfinito, ma con un grande sorriso. "Run for your life" è, semplicemente, il più grande pezzo metal di sempre, ti lascia in apnea, respiri solo le sue note, quel ritmo, quel cantato trascinante. Lo ascolto da quando è uscito, ma, da tempo, lo tengo solo per le grandi occasioni, come il migliore dei vini invecchiati. GRAZIE RIOT. IMMORTALI. Trive
Il Foggiano Doc
Mercoledì 14 Febbraio 2018, 9.25.26
44
Disco da Top Ten degli Anni 80. Molti i tentativi di imitazione ma nessuno degno dell'originale!
Argo
Martedì 31 Ottobre 2017, 19.57.39
43
CD ordinato, mi arriva a giorni...
Fade 76
Lunedì 23 Ottobre 2017, 8.56.07
42
Dico solo una cosa: se non lo avete COMPRATELO. Poi mi saprete dire. Pura storia, pura magia
Mr Kasparek
Martedì 17 Ottobre 2017, 9.30.23
41
Stiamo parlando di pura leggenda con questo masterpiece!!! Se Thundersteel merita 100 e lode , Fire Down Under merita 99. Eccellenza pura!
Corino
Venerdì 6 Ottobre 2017, 18.13.06
40
S-U-P-E-R!!!!!!!!!! Top 10 Metal of all time per il sottoscritto. Ovviamente in questa classifica si colloca anche l'altrettanto SUPER Thundersteel! Shine on forever Riot!
Ric Pingo
Giovedì 28 Settembre 2017, 17.07.51
39
Disco mostruosamente bello e pietra milare del genere! Echi di questo capolavoro si sentono nel disco Powerslave degli Iron Maiden....i riff di 2 Minutes to midnight e Back in the Village si trovano in questo disco...a voi scoprire dove! Voto 100
Psychosys
Domenica 2 Aprile 2017, 18.58.30
38
Leggendo i commenti ho notato che molti hanno ignorato questo disco per la brutta copertina... A me è sempre piaciuta molto, la mascotte dei Riot mi ispirava simpatia! Anche se non mi aspettavo un disco Heavy ma qualcosa di più soft.
Psychosys
Martedì 6 Settembre 2016, 18.12.57
37
Rimesso su oggi dopo tanto tempo avendo visto la notizia della reissue. Il riff di Swords and Tequila è IDENTICO a quello di Two Minutes To Midnight! Anzi, forse sarebbe meglio dire il contrario, comunque il concetto è sempre quello In definitiva grande disco... 90 pieno.
rik bay area thrash
Venerdì 13 Maggio 2016, 16.00.55
36
Certo che se uno vede la cover senza sapere niente del disco e del gruppo, beh come minimo bypassa il tutto senza pensarci due volte. Quale incauto errore. Anche a me non fa un grande effetto. Il contenuto musicale invece è di grandissimo valore (imho). Heavy power di quello americano, quello intriso di potenza e di melodia (non zuccherosa). È sempre un piacere ascoltarlo, e questo dimostra quanto di buono è contenuto nell' album anche a distanza di tantissimi anni. Grandi riot ...
Max
Venerdì 13 Maggio 2016, 15.39.10
35
Che tempi e che album!!! Avete poi presente "Loan Shark" dal EP Riot Liveevastante!!
Rob Fleming
Sabato 6 Febbraio 2016, 18.21.48
34
Grandissimo disco forgiato con puri inni metallici quali Sword and tequila, Fire down under, Run for your life, No lies dagli arpeggi zeppeliniani, Altar of the kings con i suoi rimandi medievali. Outlaw è un trattato di tecnica e gusto dell'ottimo Reale, mentre Flashbacks è un tornado di improvvisazione che lascia senza fiato. 85
Voivod
Giovedì 7 Maggio 2015, 8.42.56
33
Li sono riusciti a veder due volte on stage: fenomenali, soprattutto Reale! Album epocale e band, in ambito metal, tra le migliori di sempre!
Philosopher3185
Lunedì 15 Dicembre 2014, 11.34.51
32
Uno dei piu' grandi album metal di sempre.
hermann 60
Domenica 5 Ottobre 2014, 15.53.38
31
Bellissimo chi ama il metal indipendentemente dal genere deve avere questo disco. Non conosco le altre produzioni dei Riot perche' mi sono buttato su generi piu' estremi ma all'epoca ne andavo pazzo 'Flashback' e' un pezzo da antologia del metal
The Nightcomer
Giovedì 27 Febbraio 2014, 11.23.50
30
Sabbracadabra, ti appoggio! Non includo questo disco tra i miei preferiti solo per le ragioni oggettive legate all'importanza storica ed all'influenza esercitata sulla scena ed i gruppi a venire, ma soprattutto perché costituito da grande, grandissima musica dalla prima all'ultima nota. Mark Reale era un genio, oltre che un virtuoso ed un musicista dotato di ottimo gusto, ed è un vero peccato che abbia raccolto così poco in rapporto all'enorme potenziale e contributo (fatto di cose concrete, non ipotetiche) dato al mondo della musica. Questo album probabilmente riassume tutte le migliori caratteristiche della band (che però era stata grande già prima e lo sarebbe stata pure in seguito), assurgendosi a disco immortale, a pietra miliare del genere come solo pochissimi altri vi sono riusciti. @ marmar: a quel concerto di Pordenone c'ero anch'io! Eh, bei tempi quelli del Rototom: peccato davvero che ora sia destinato a tutt'altro genere di cose, sigh.
Sabbracadabra
Giovedì 13 Febbraio 2014, 15.08.13
29
Uno dei miei dischi preferiti di sempre.
marmar
Giovedì 6 Febbraio 2014, 22.56.38
28
Ciao Sudparadiso, non sono di PN ma di un'altra città del Nord Est. Al Rototom all'epoca venni qualche altra volta, sicuramente anche per i Primus, ero più giovane e giravo ancora molto a concerti. Di quella sera ho un ricordo particolare, il primo gruppo (manco mi ricordo chi fossero) comincio alle 10:30 ad un certo volume, i Riot quasi a mezzanotte a volume alto ed i Virgin Steele all'una e passa a volume altissimo (peggio forse solo i Manowar '89 al Rolling Stones); tornai a casa quasi all'alba completamente rincoglionito, ma per il rock questo ed altro. Grande Mark!
Sudparadiso
Sabato 1 Febbraio 2014, 13.36.19
27
@marmar.Ciao,ma sei della provincia di Pn? Vero..avevamo Mike a pochi metri..un bellissimo ricordo!! Scusate per l'OT..
Raven
Giovedì 30 Gennaio 2014, 20.50.16
26
Fortunati voi
marmar
Giovedì 30 Gennaio 2014, 20.49.15
25
Gran disco, di quelli di una volta, probabilmente anche meglio di "Narita", dai domani me lo risparo. Belle e veritiere le ultime frasi di Gallina su Reale, signor chitarrista che ho avuto anche la fortuna di vedere all'opera da pochi metri, Sudparadiso, quella sera c'ero anch'io...
Maurizio
Martedì 28 Gennaio 2014, 13.45.48
24
100 pieno e la finiamo subito. Lo ascolto dall'81 senza stancarmi mai.E' uno di quelli iimprescindibili.
Raven
Lunedì 27 Gennaio 2014, 9.21.08
23
Ciao Marco, grazie per la precisazione
nonseinormale65
Lunedì 27 Gennaio 2014, 0.49.46
22
Sentii i Riot per la prima volta in radio nel 1979 e da allora....che ve lo dico a fare? Voto 1000(mille). P.S. giusto per completezza,il titolo "sbagliato" esiste(io sono fortunato possessore di una copia autografata oltre che di una normale),ma l'errore non è sul front cover(sopra la mascotte Johnny Toir per intenderci la scritta è corretta),l'errore si trova sulla costina della copertina ,ecco perchè molti ne ignorarono l'esistenza per anni,una ventina d'anni fa in un negozio di Milano ormai chiuso da tempo mi imbattei in questa particolarità,cercavo qualche live bootleg della band ed invece in mezzo a tanti altri dischi fui fortunato a notare l'errore e ovviamente lo comprai al volo!
ok
Domenica 26 Gennaio 2014, 21.49.28
21
disco bellissimo, sicuramente un altro gruppo che ha ricevuto meno di quello che ha dato
deedeesonic
Domenica 26 Gennaio 2014, 15.02.51
20
Disco bellissimo, e come già detto una copertina orribile!!!!!
HIRAX
Domenica 26 Gennaio 2014, 14.27.49
19
GRANDE DISCO, SICURAMENTE IL MIGLIORE CON GUY LA COPERTINA è BRUTTISSIMA MA CHI SE NE FREGA! VOTO 95
Raven
Domenica 26 Gennaio 2014, 9.58.34
18
L'abbiamo già detto altrove, ma è comunque incredibile come una copertina sbagliata possa danneggiare una band. Jek, devo dirti che all'epoca anche io, giovine e senza alcuna mezza misura che andasse sotto l'impatto minimo della n.w.o.b.h.m. più arrembante o sul punk più duro, ignorai i Riot. Ci arrivai un po' dopo, ma ci arrivai
Sudparadiso
Domenica 26 Gennaio 2014, 2.00.01
17
@brainfucker:E' la mscotte dei Riot:TOIR. Il disco in questione è un capolavoro assoluto del metal a stelle e striscie. Ascoltato miliardi di volte..e quando finisce pensi:cazzo,già finito? E lo rimetti dall'inizio. La ristampa come segnalato da Raven non rispetta l'originale.Da evitare. R.I.P. Mark Reale,indimenticabile il concerto del 98 con i Virgin Steele a PN.
brainfucker
Sabato 25 Gennaio 2014, 23.50.15
16
che sarebbe quell'aborto in copertina?
dario
Sabato 25 Gennaio 2014, 20.37.01
15
@jek: errori di gioventù !
jek
Sabato 25 Gennaio 2014, 20.28.27
14
Questo era l'unico disco dei Riot che avevo acquistato. Esco dal coro e non dico che il disco sia brutto ma all'epoca non mi finiva di piacere tanto che l'avevo barattato con altro (magari avevo la copia "sbagliata" ) per me a quei tampi in metal era solo UK e questi mi suonavano troppo commerciali. Sicuramente sbagliavo e dopo la recensione di Raven devo provare a riascoltarli.
Cynic
Sabato 25 Gennaio 2014, 20.07.58
13
@ Dario
spiderman
Sabato 25 Gennaio 2014, 18.31.38
12
Disco della madonna ,immortale ,stratosferico,immenso,non do voto perche va oltre il voto.CAPOLAVORO IMMENSO.
dario
Sabato 25 Gennaio 2014, 18.17.23
11
@Cynic: hai ragione, soprattutto su Thundersteel....per me 100 pieno.
Lord Ancalagon
Sabato 25 Gennaio 2014, 18.09.23
10
Quasi mi vergogno a dirlo ma per parecchio tempo ho evitato questo disco a causa dell'orrenda copertina. Ovviamente, una volta ascoltato, mi sono reso conto del mio grande errore e ho rimediato subito, capolavoro caldamente consigliato.
Cynic
Sabato 25 Gennaio 2014, 17.48.59
9
CA..PO..LA..VO..RO..! voto 97-100 dura scegliere nella discografia dei Riot sono tutti belli. @ Galilee e due bombe atomiche come Thundersteel (1988) The Privilege of Power (1990) dove li mettiamo se non alla pari di quest'altro immenso album che è > fire down under.
Delirious Nomad
Sabato 25 Gennaio 2014, 16.44.43
8
Devastante!
Galilee
Sabato 25 Gennaio 2014, 16.07.01
7
Bellissimo, il miglior disco dei Riot!
lux chaos
Sabato 25 Gennaio 2014, 15.59.45
6
Magnifico, magnifico, per me l'apice del gruppo a pari merito con le due uscite con Tony Moore alla voce...Quoto e straquoto le ultime 5 righe della recensione di Raven, grazie mark e grazie Riot, un grandissimo gruppo fino alla fine, con il bellissimo Immortal Soul. R.I.P. Mark!!
maurizio62
Sabato 25 Gennaio 2014, 15.18.45
5
Magnifico. Anche per me 95. Che emozione a biella 09/051998 vederli come gruppo spalla ai Virgin Steele.... che doppietta....
Lizard
Sabato 25 Gennaio 2014, 14.01.57
4
Disco clamoroso. Swords & Tequila è una delle candidate a riff-copiaincolla per Two Minutes to Midnight. Comunque qui tra pre-speed e grande heavy di base hard, siamo a livelli stratosferici. Uno dei dischi da avere a qualunque costo.
dario
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.41.09
3
Grandissimo Raven e grandissimi Riot. Per questo capolavoro il mio voto è 95. Immenso Reale, immensi i suoi assoli e i suoi riff. Interessante il fatto che abbia subito l'influenza di M. Shenker, altro chitarrista rimasto sempre un pò nell'ombra, ma di elevatissimo valore. Naturalmente , a mio modesto parere.
anvil
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.24.41
2
Ho il vinile , bella rece Raven concordo su tutto.
andreastark
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.07.59
1
Grande Raven....come sempre. Il miglior disco dei Riot!!!!
INFORMAZIONI
1981
Elektra Records
Heavy
Tracklist
1. Swords and Tequila
2. Fire Down Under
3. Feel The Same
4. Outlaw
5. Don't Bring Me Down
6. Don't Hold Back
7. Altar Of The King
8. No Lies
9. Run for Your Life
10. Flashbacks
Line Up
Guy Speranza (Voce)
Mark Reale (Chitarra)
Rick Ventura (Chitarra)
Kip Leming (Basso)
Sandy Slavin (Batteria)
 
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