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Sodom - Tapping the Vein
( 4415 letture )
Gloriosi rappresentanti del thrash metal teutonico, i Sodom imboccano i fatidici anni novanta con la loro quinta pubblicazione, forti del contratto con la Steamhammer / SPV e reduci da una buona prova dopo l’eccellenza raggiunta dal masterpiece Agent Orange. Se l’irruenza di uno dei capolavori del thrash mondiale targato 1989 ha innalzato ulteriormente l’asticella della brutalità del genere, nell’anno successivo il sound di Better Off Dead si è, per certi versi, evoluto e modificato verso lidi più heavy (non dimentichiamoci che la principale fonte d’ispirazione di Tom Angelripper sono i Motorhead di Lemmy Kilmister). Ora, nel periodo più buio del thrash metal, dove buona parte delle band minori andava incontro allo scioglimento mentre la stragrande maggioranza dei gruppi famosi modificava il proprio percorso, commercializzando il sound e lasciando volatilizzare tutta la grandiosa personalità costruita negli anni ottanta, i Sodom si ripresentano al mercato con un disco che ha il semplice e diretto obiettivo di tornare all’irruente efferatezza sparata in faccia all’ascoltatore tipica del movimento thrash che loro stessi hanno innescato a metà degli anni ottanta.

Nessun compromesso, tecnica strumentale che non viene minimamente ricercata e frequentissimi cambi di tempo. Da Body Parts a Reincarnation ci troviamo di fronte a quarantasette minuti di puro thrash martellante: il percorso si snoda tra riff sparati a velocità urticanti (Skinned Alive) e incederi maggiormente ragionati, sostenuti da una distorsione massiccia e gravosa come One Step Over the Line; tale brano è caratterizzato dalla rugginosa voce teutonica di Tom Angelripper e dal piacevole assolo di Andy Brings, sicuramente non un mostro di tecnica né di innovazione stilistica ma comunque un chitarrista in grado di svolgere decentemente il proprio compito. L’incedere dell’album non lascia spazio a momenti rilassanti, mantenendo intatto un canovaccio prettamente thrash come gli anni ottanta comandano. Bullet in the Head mette in mostra la grande capacità di Chris Witchhunter di spaziare con estro e precisione nei cambi di tempo con la sua fidata doppia cassa. Con The Crippler diventa evidente come, malgrado fosse già stato ampiamente messo in mostra nelle prime tracce, l’influenza e la contaminazione di un genere nascente come il death metal si siano fatte sentire anche sulle band storiche: la voce di Tom Angelripper s’incupisce ulteriormente e sostiene una ritmica forsennata e dalla tonalità sempre più ribassata. L’immancabile brano in lingua madre Wachturm, la title-track e la successiva Back to War condensano l’ideale e lo stile dei Sodom del 1992: la prima sfoggia un assolo più heavy, un testo pungente e un suono delle quattro corde chiaramente ispirato al Rickenbacker di Lemmy Kilmister; la seconda offre i ben noti cambi di tempo tra velocità frenetiche e rallentamenti gravosi come macigni; la terza condensa le influenze maggiormente death e un ritornello rabbioso e catchy al contempo, scatenando l’ennesima furibonda sfuriata di headbangin’ assicurato. La conclusiva Reincarnation si distingue dal resto dei brani per la sua durata smisurata, rispetto agli standard del thrash teutonico. A chiudere Tapping the Vein troviamo infatti questa bordata controllata di quasi otto minuti, su cui l’oscura voce del frontman snocciola un testo anticlericale e cattura tutta l’attenzione nei confronti di una sezione strumentale ossessiva e caratterizzata dall’intromissione di alcuni arpeggi claustrofobici di buon effetto.

Mentre il resto del mondo stava a guardare l’agonia di un genere musicale, chi contribuendo con la propria varianza stilistica, chi facendo cessare il suo supporto con lo scioglimento della propria band, i Sodom hanno sfoggiato un colpo di coda in grado di spazzare via tutta la commercialità pregnante delle nuove evoluzioni sonore delle storiche band thrash. Non ci troviamo di fronte a un capolavoro del thrash, non ci troviamo di fronte all’apoteosi della carriera dei Sodom, non ci troviamo di fronte a un album che si è fatto ricordare negli annali né che si è ritagliato uno spazio incredibile nel cuore degli ascoltatori. Tuttavia, nonostante tutti questi dettagli, Tapping the Vein è stato uno dei pochi album che ha mantenuto alto l’onore del thrash ottantiano nei primi anni novanta, senza scendere a compromessi e riuscendo a mantenere elevata la qualità del songwriting. Certo, nessuno deve pensare di trovarsi di fronte a un capolavoro del genere come Agent Orange, tuttavia rimane evidente come esso abbia cercato di rimanere fedele al genere, senza scendere in mere commercializzazioni e ci sia riuscito in tutto e per tutto. Purtroppo, il proseguimento novantiano dei Sodom sarà controverso e metterà in mostra alcune debolezze e passi falsi del trio, probabilmente imputabili in parte alla sostituzione del tellurico Chris Witchhunter dietro le pelli. Malgrado ciò, nel 1992 Tapping the Vein ha dimostrato ancora una volta a tutti la grandiosità della band e ha fornito agli amanti del thrash grezzo e irruento un’altra gemma che, oggi come oggi, rimane assolutamente da riscoprire.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
90.70 su 27 voti [ VOTA]
gianmarco
Lunedì 5 Novembre 2018, 23.33.01
16
mitici , il live video di One Step Over The Line mi ha fatto riscoprire l'album.
Antonino
Sabato 6 Ottobre 2018, 22.58.01
15
L'ho sempre considerato il loro miglior album
Bestial Invasion 98
Giovedì 26 Luglio 2018, 19.25.18
14
Quanti album brutti hanno fatto i Sodom? ZERO, NESSUNO. I Sodom sono una grandissima band, hanno sempre regalato ai propri fan ottimi album (e almeno 3 capolavori secondo me). Questo è un vero capolavoro, un Thrash con influenze Death, uscito in un periodaccio per il Metal (in particolare per il Thrash).
MetallaroRosso
Venerdì 8 Settembre 2017, 23.02.44
13
voto 89, grande album non ai livelli di Persecution Mania e Agent Orange però pur sempre un buon album. P.S. i Sodom col Death metal ci vanno a braccetto.
Thrash Til' Death
Lunedì 4 Settembre 2017, 8.39.19
12
Dopo il trio a mio parere irraggiungibile Agent Orange, Persecution Mania e M16 c'è Tapping The Vein: i Sodom con questo confermavano il loro stato di grazia con un album fortemente influenzato dal metallo della morte, in forte ascesa negli anni Novanta. Oltre ai classici brani sparati a tutta velocità, con tracce come One Step Over The Line, Deadline e Reincarnation i Sodom si confermano letali anche nei mid-tempo. Per non parlare delle doppiette Body Parts/Skinned Alive e Bullet To The Head/The Crippler, ai limiti del death metal. Per me si merita un bel 83
jek
Giovedì 30 Gennaio 2014, 20.22.39
11
I Sodom non sbagliano un disco che sia uno.
jeffwaters
Martedì 28 Gennaio 2014, 19.19.43
10
niente da aggiungere....sodom uber alles
antiborgir
Lunedì 27 Gennaio 2014, 12.25.18
9
Quest' album è un ibrido tra il death e il trash. Sicuramente risente l'influenza del nuovo genere che in quegli anni stava esplodendo. Canzoni come Body parts e Skinned Alive sono un classico esempio di quella contaminazione. Grande lavoro
AL
Lunedì 27 Gennaio 2014, 9.48.43
8
che album !!! grandissimi! concordo sul voto!
LAMBRUSCORE
Domenica 26 Gennaio 2014, 2.38.22
7
Loro non si discutono...MAI...loro sono i Sodom e non cambiano, spero non si smentiscano...ma come caaaazzo scrivo, mo che semo, sempre grandi, dal primo all'ultimo album.
SNEITNAM
Sabato 25 Gennaio 2014, 18.06.35
6
Quest'album è una fottutissima cannonata pazzesca! Ancora oggi rimango attonito per come i Sodom, nonostante il cambio di tre chitarristi nel giro di un briciolo di anni, siano stati capaci a sfornare sia Better Off Dead che Tapping the Vein. La voce di Angelripper è una figata e Andy Brings e il grande Witchunter sono stati dei demoni! Deadline, One Step Over the Line, Hunting Season, le prime due e la title track...o magari l'intero album dall'inizio alla fine che faccio prima. Grandi Sodom!
Cynic
Sabato 25 Gennaio 2014, 17.37.08
5
per me '' tapping the vein '' è un grandissimo cd, 88-100. Quasi alla pari con agent orange - persecution mania - better off dead.
Masterburner
Sabato 25 Gennaio 2014, 12.36.24
4
I'm going insane... tapping the vein! Mazzatona!
stellabyblood
Sabato 25 Gennaio 2014, 12.06.56
3
Uno dei miei preferiti dei sodom, alla faccia di tutte le band thrash che cambiarono sound nei '90, bellissima recensione
sonny73
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.14.48
2
Grandi Sodom e poi provengono dalla mia città natale
Doomale
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.12.13
1
Quest'album non sara il loro capolavoro ma rimane comunque una GRAN BELLA MAZZATA tra capo e collo...! Anche con questo rimasero su alti livelli! 80 confermatissimo!
INFORMAZIONI
1992
SPV/Steamhammer
Thrash
Tracklist
1. Body Parts
2. Skinned Alive
3. One Step Over the Line
4. Deadline
5. Bullet in the Head
6. The Crippler
7. Watchturm (Watchtower)
8. Tapping the Vein
9. Back to War
10. Hunting Season
11. Reincarnation
Line Up
Tom Angelripper (Voce, Basso)
Andy Brings (Chitarra)
Chris Witchhunter (Batteria)
 
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