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Area - Maledetti (Maudits)
( 5786 letture )
Area è un progetto che supera il concetto di band classica, è sperimentazione nel senso più free del termine, ricerca individuale, educazione delle masse tramite messaggi concettuali e musicali. Questa band non voleva solamente fare musica ma ribellarsi a tutto ciò che la società e il sistema discografico/commerciale di stampo capitalista imponeva alle persone e alle band. Gli Area non sono solamente un gruppo musicale ma una realtà politica che tenta di trasmettere, con testi e composizioni musicali, una forma di protesta che non si ferma alle invettive contro il governo o il capitalismo, come avveniva normalmente da parte dei musicisti politicamente impegnati di quegli anni, ma tentava di far integrare il concetto anarchico ai propri fan, anche attraverso un approccio musicale coerente con il loro pensiero. Spesso nei live cercavano un vero e proprio scontro con il pubblico, che ha portato, a volte, a ricevere molti più fischi che applausi. Questo scontro, per come lo spiegano loro, è un metodo per scuotere gli animi dei presenti, proponendogli qualcosa di totalmente diverso da ciò che si aspettavano da loro, così da creare una sorta di sfida verso l’ascoltatore. Un esempio classico di questo concetto è ben espresso nell’ultima traccia dell’album in oggetto, Caos (parte seconda) (Caos (parte prima) non venne mai inserito in nessun disco in studio, ma fu eseguito esclusivamente nei live), pezzo assolutamente ostico all’ascolto anche per le persone più avvezze a sonorità inusuali (successivamente analizzeremo con maggior perizia il percorso creativo dietro questi brani).
La non commercialità intrinseca di un genere così sperimentale e l’estrema politicizzazione hanno creato agli Area molte difficoltà finanziarie nella loro storia; scarsissima presenza nelle radio (all’epoca principale fonte di divulgazione della musica), live ristretti a pochi teatri e festival principalmente legati ad ambienti di sinistra (per esempio il concerto, uscito postumo, per il proletariato giovanile al parco labro del ’76). Questa situazione economica poco esaltate ha portato i membri del gruppo ad avere, principalmente nei mesi invernali, progetti paralleli solisti (vedasi Metrodora di Stratos o Antropofagia di Fariselli), a dedicarsi maggiormente allo studio (Stratos per esempio collaborava con il CNR di Padova negli studi di foniatria). Queste attività extra, oltre a permettere il sostentamento dei componenti, hanno comportato una continua crescita personale, che li ha portati a produrre musica sempre differente da un disco all’altro.
Nel caso specifico di Maledetti si parla di un concept album su una visione quasi fantascientifica; qui di seguito è presentata la spiegazione riportata all’interno del disco:

Progetto-concetto di fanta-sociopolitica; la società futuribile è spaccata in verticale e divisa in corporazioni. Un plasma liquido è la coscienza del mondo, custodita in un computer di una banca. Per un guasto si verifica la dispersione progressiva del liquido: totale perdita della coscienza umana. (cfr. "Evaporazione" e "Il massacro di Brandeburgo numero tre in sol maggiore"1)
Possibili ipotesi evolutive:
a) Potere agli anziani, come depositari della memoria del passato che esclude e respinge la problematica del contingente (cfr. "Gerontocrazia"2).
b) Potere alle donne, come fornitrici di energia e contributi radicali nuovi, in antitesi alla loro repressione storica (cfr. "Scum").
c) Potere ai bambini, come garanzia di libertà e di reinventare la storia con la forza della fantasia (cfr. "Giro, giro, tondo" e "Caos")
1) Demolizione del corporativismo musicale attraverso la progressiva cancellazione delle parti più importanti nello svolgimento dei contrappunti Bachiani nelle prime 46 battute. L’attacco a J.S. Bach prescinde dagli aspetti personali del/sul compositore: si tratta della critica alla musica classica in generale. Bach paga per tutti gli altri. Va esclusa una lettura Kubrickiana di tale atteggiamento.
2) Processo di narcotizzazione esercitato dall’anziano sul bambino espresso dalla ninna-nanna dell’Asia Minore che introduce questo brano. In Asia Minore esiste l’usanza da parte dei vecchi di porre sotto al cuscino dei bambini un pane di hashish per assicurargli un sonno lunghissimo.


Dopo questa panoramica sul concept dell'album Maledetti, andiamo ad approfondire lo stesso iniziando dall’artwork. Vediamo un viso umano sezionato anatomicamente in modo da portare in evidenza le terminazioni nervose e i muscoli facciali. All’interno vediamo invece le sezioni anatomiche dello scheletro,mentre sul retro vediamo la stessa sezione della copertina che mostra stavolta la parte posteriore del capo. In tutte le sezioni sono presenti le didascalie contenenti i nomi in latino delle varie componenti segnalate. Parliamo di un artwork che difficilmente ci lascia indifferenti e che sarà improbabile che dimenticheremo. Forse non sarà mai inserito tra i più belli della storia ma sicuramente è un'immagine unica nel suo genere.
Maledetti è un tassello fondamentale nella storia degli Area perché segna una svolta importantissima nella loro carriera. Con questo capitolo la componente jazzistica, tra l’altro già presente, diventa assolutamente predominante nel sound generale. Questa caratteristica è ancor più marcata data la collaborazione con il sassofonista Steve Lacy. Inoltre questo è l’ultimo disco che vede Paolo Tofani arruolato nelle loro file. All’incisione del disco partecipano solo parzialmente invece Ares Tavolazzi e Giulio Capiozzo che appaiono solo su alcuni brani a causa di progetti paralleli intrapresi e vengono sostituiti in modo egregio da Hugh Bullen e Walter Calloni.

Il disco apre con Evaporazione, un'intro parlata di Stratos che interpreta un testo assolutamente minimale accompagnato dal kazumba di Eugenio Colombo e un rasoio elettrico a batterie di Paolo Tofani. Il disco entra nel vivo con Diforisma Urbano brano strumentale di grandissimo pregio dove Demetrio Stratos ci delizia con vocalizzi di eccelsa fattura. Gerontocrazia, come letto in precedenza, è la prima possibilità di governo che incontriamo ed inizia con la ninna nanna che recita in una lingua non ben identificata (probabilmente greco):

Sonno, tu che porti via i bambini
portami via anche questo
te l'ho consegnato piccolo piccolo
riportamelo grande
grande come una montagna
slanciato come un cipresso
che domini da est a ovest


Questa ninna nanna viene accompagnata da Anton Arze e Jose Arze con le txalaparta (percussioni tipiche dei paesi baschi). Oltre al cantato particolarissimo, in questo pezzo spicca una capacità di interplay tra i componenti veramente incredibile, sia il basso che la batteria non seguono un ritmo a sé stante ma sono perfettamente legati con i temi eseguiti dai sintetizzatori. È presente inoltre un "accelerando", come solo loro erano in grado di interpretare. Giunge poi Scum, il brano che immagina il potere in mano alle donne, difatti il titolo è ispirato al trattato politico ultra femminista "SCUM Manifesto" del 1968 dell’attivista Valerie Solanas (che fu anche condannata per il tentato omicidio a Andy Warhol); anche lo stesso testo del brano è tratto da un passo fondamentale di questo trattato. Il brano naviga su un tema assolutamente schizoide di piano accompagnato da un basso altrettanto anomalo. Il pezzo evolve in qualcosa di molto assimilabile al free jazz dove Patrizio Fariselli ci ricorda, sempre con le dovute differenze stilistiche, il ben più blasonato pianista Herbie Hankock. Il cantato del brano appare solo alla fine quando Demetrio Stratos recita il passo sopraccitato con una interpretazione magistrale, supportato solo da percussioni elettroniche. Segue Il Massacro di Brandeburgo Numero Tre In Sol Maggiore, brano di Johann Sebastian Bach riarrangiato per quartetto d’archi. Un chiaro esempio di duplifonia di Demetrio Stratos ci introduce a Giro, Giro, Tondo, che poggia sull’ipotesi che il mondo sia governato da bambini. Nella intro Demetrio Stratos dà sfoggio di tutta la sua maestria, creando dei vocalizzi pressoché irriproducibili. Il brano entra nel vivo con un mood quasi assimilabile, con le dovute differenze, a quello che nel medesimo periodo proponevano oltreoceano i Return To Forever, un jazz rock tiratissimo in cui sentiamo un Fariselli in forma smagliante, ma la performance è incredibile da parte di tutti i componenti. È interessantissimo inoltre l’intreccio ritmico delle fasi di synth che chiudono il brano. Arriviamo alla conclusione del disco con Caos (parte seconda), un brano che risulterà assolutamente inascoltabile a quasi chiunque. Il pezzo in sé è ostico in modo impressionante e difficilmente risulterà comprensibile all’ascoltatore; la cosa però interessantissima, come preannunciato, è il processo compositivo di questo brano. Misero in un’urna trentuno foglietti con vari stati d’animo scritti sopra, ognuno ne estrasse sei a caso. Ognuno doveva interpretare lo stato d’animo estratto totalmente a modo suo, rimanendo slegato dagli altri, per novanta secondi, dopo di che cambiava stato fino all’esaurimento dei foglietti. Nel libretto è riportata questa spiegazione:

In "Caos (parte seconda)" la funzione fondamentale è dunque totalmente liberatrice, non intende insegnare o mostrare qualcosa, ma tentare di abolire le differenze tra musica e vita"

Che dire, è un disco unico nella storia, qualcosa che va oltre il normale approccio musicale. Gli Area non sono un gruppo normale, sono qualcosa di più, sono ricerca applicata alla musica, una band che ha cercato di infrangere ogni limite imposto per andare oltre, composto da musicisti eccezionali e da quello che, per certi aspetti, è da considerare il miglior cantante della storia della musica che, purtroppo, ci ha lasciato a soli trentaquattro anni. A quasi quarant'anni di distanza dall’uscita di Maledetti si rimane ancora a bocca aperta per la freschezza e l’originalità di questo lavoro; nessuno, né prima né dopo, è mai riuscito a proporre di simile a quanto fatto da loro. Forse non è l’album più famoso della band ma, esattamente come per tutti gli altri, si tratta di un capolavoro inarrivabile. È un disco che ognuno dovrebbe avere nella propria discografia a prescindere dai gusti musicali e dalle idee politiche.



VOTO RECENSORE
96
VOTO LETTORI
76.64 su 48 voti [ VOTA]
Andry Stark
Giovedì 25 Aprile 2019, 0.37.26
37
Un capolavoro come i precedenti album, personalmente è il mio preferito nonchè primo album a cui sono venuto a conoscenza degli Area. Voto 98.
Rinonoise
Sabato 16 Marzo 2019, 23.37.04
36
A quarant'anni di distanza rimangono ancora insuperati, jazz, rock, progressive, funk, musica etnica e avanguardia colta, ma anche il pop, sempre con una gran classe e un'attenzione non solo alla forma ma anche al contenuto, rivoluzione è mai come slogan.
progster78
Sabato 6 Ottobre 2018, 9.29.54
35
Parlare nel 2018 degli Area è un qualcosa di meraviglioso...dopo Arbeit Macht Frei e Crac! (i miei preferiti in assoluto) viene Maledetti. Disco complesso ma che dopo vari ascolti ti entra dentro.Voto 85
Acting Out
Sabato 6 Ottobre 2018, 9.13.42
34
A mio avviso troppo ostico, anche per chi come me ha 'masticato' per anni prog dalle più svariate influenze, per essere giudicato un capolavoro assoluto, ma parliamo sempre di un album eccezionale, con il picco di Gerontocrazia, a mio avviso il pezzo più significativo dell'intera discografia Area, di una bellezza clamorosa. Voto 90
Area
Mercoledì 30 Maggio 2018, 9.33.52
33
Non sono d'accordo con chi lo definisce il capolavoro degli Area, visto che per me l'opera Omnia del gruppo rimane Arbeit Macht Frei insieme a Crac. E' comunque un bell'album, dove c'é anche il Sax anche se in pochi pezzi. Come sottolineato in recensione qua e lù nell'album viene alla mente Herbie Hancock come stile.
Gilli97
Sabato 17 Dicembre 2016, 15.43.20
32
Anzi, no, non lo è. Pur rimanendo un discone, Il primo è meglio
Gilli1997
Lunedì 11 Luglio 2016, 22.38.46
31
il capolavoro degli Area...
Delirious Nomad
Lunedì 17 Febbraio 2014, 23.46.17
30
Non abbiamo parlato di dogmi credo, piuttosto di criteri: per valutare un disco in modo imparziale ci sono delle caselle in cui mettere crocette coi criteri detti prime. Il parere del tuo direttore d'orchestra non ha valore oggettivo perché dettato dal pregiudizio o dal gusto, che gli impedisce di cogliere analiticamente l'opera. In quanto alla rivalutazione/svalutazione direi che vale per le nuove uscite, di cui non sappiamo bene quali resteranno come pietre miliari e quali no. Per i dischi storici invece non penso che ci sarà un cambiamento di giudizio in futuro: é vero che il rock e il metal hanno solo poche decadi, ma possiamo dire che sono forme d'arte molto "veloci": un genere si satura e si evolve nell'arco di circa cinque anni (vedi hard & prog/ punk/NWOBHM/Thrash/Death tutto in vent'anni), mentre l'Arte del passato aveva un'evoluzione lenta,dell'ordine dei cinquanta-settant'anni. Su queste basi affermo che Kill'em All resterà sotto ogni ottica un punto fermo .
Epperkk� class=commento_text size=
Lunedì 17 Febbraio 2014, 22.04.58
29
Quindi mi dite che nell' arte esistono dei dogmi ai quali nessuno può sottrarsi, in quanto "storicizzati"? Ma se (come credo) anche la storia è soggetta a rivalutazioni e revisionismi, forse fra cento o mille anni quello che oggi viene valutato con dei "dati di fatto inconfutabili" verrà smontato con altre argomentazioni altrettanto valide. Ma anche al giorno d'oggi esistono varie correnti di pensiero sulla validità e sul "peso" di determinate opere, e questo a mio avviso significa che non c'è oggettività, ma solo interpretazioni e "intime sensazioni" differenti. Sono d'accordo sul fatto che nel presente che viviamo ci siano dei dati ai quali è difficile (non impossibile) sottrarsi, ma questo non significa che siano incontrovertibili in assoluto. Sono solo correnti di pensiero tutte valide in egual misura. Quindi, se per ipotesi io fossi un direttore d'orchestra che reputa il metal come genere inutile o quantomeno irrilevante, come potrei valutare le opere dei vari Iron, Metallica, Judas e compagnia? Irrilevanti, inutili e senza valenza storica! E potrebbe essere la mia valutazione meno oggettiva di chi (come me) adora il genere da queste band proposto? E' vero come dice precision88@ che la valenza di un disco la da la storia, ma, "primum" non sempre ci si "azzecca" "deinde" la storia è fatta di secoli e millenni e non da una manciata di decadi. In ogni caso ritengo l'arte una cosa magnifica in quanto libera da qualsiasi catena e da qualsiasi vincolo, alla cui fonte ognuno è libero di abbeverarsi sapendo che le sue ragioni sono altrettanto oggettive, quanto quelle della "maggioranza" e della "storia", in quanto l'arte, più di qualsiasi altra cosa è sinonimo di libertà nel senso più ampio del termine! Se iniziamo a porre dei paletti e dei confini invalicabili all'espressione artistica e alla sua interpretazione (che secondo me deve essere libera), ne decretiamo anche la sua fine! Capisco che le mie idee si scontrano con chi per mestiere fa il critico e il recensore, in quanto il mio pensiero in un certo senso "annulla" la sua ragione d'essere, ma forse ci si prende troppo sul serio e pretendiamo di possedere verità che in realtà non esistono. IMHO
Raven
Lunedì 17 Febbraio 2014, 16.38.04
28
commento 25: Si. E non perchè lo dicono "gli altri", ma perchè oggettivamente- quindi senza alcuna relazione col gusto- lo è.
precision88
Lunedì 17 Febbraio 2014, 15.12.16
27
@Epperkkè? è lecitissimo dire che un disco non piace, ma questo non c'entra nulla con la qualità. Il discorso non è bello/brutto, la fondamentalità di un disco la da la storia, quanto ha influenzato i gruppi successivi, quanto ha innovato rispetto al passato etc... Possiamo discutere su questo se si hanno idee diverse supportate da fatti. Altrimenti sui gusti personali è inutile discutere, quelli sono sacrosanti e esulano da ogni tipo di discussione.
Delirious Nomad
Lunedì 17 Febbraio 2014, 15.05.09
26
@epperké? : no, ma importanza storica, influenza sul "dopo", innovazione, abilità strumentale (quest'ultima non necessaria ma qualità aggiuntiva da valutare) e anche il fatto che un disco sia simbolo di una determinata forma musicale sono criteri oggettivi di valutazione che può adottare anche chi non apprezza l'album in esame
Epperkkè?
Lunedì 17 Febbraio 2014, 14.26.20
25
Ma se un disco è lontano dai miei gusti, dalla mia sensibilità, dalla mia visione di musica, perché mai dovrei ritenerlo fondamentale e di qualità "assoluta"? Sono forse obbligato a farlo in virtù del fatto che altri lo ritengono tale?
Raven
Lunedì 17 Febbraio 2014, 14.05.08
24
Al tempo: non apprezzare per gusto personale è un conto (in questo senso, qualunque disco può risultare indigesto, anche il più acclamato di sempre), disconoscere la qualità assoluta per questione di gusti è ben altro paio di maniche. In quest'altra ottica, anche il disco che per gusti è il più lontano dalla propria sensibilità personale, può essere (e deve essere) valutato come fondamentale.
Nonno Ippei
Lunedì 17 Febbraio 2014, 13.58.28
23
Si marquaise è proprio un paese strano, ad esempio qui in Italia è usanza farsi i cazzi propri e non entrare a random in una rece musicale e sparare boiate che non c'entrano un tubo, cosa che forse nel tuo paese "non strano" è usanza comune. OT: non discuto il valore di questo disco, ma la sperimentazione non deve diventar esasperazione. La musica deve esser allietamento della mente, nn sforzo analitico di uno scienziato. La ricercatezza estrema è sia il suo difetto che il suo pregio in generale l'ho trovato gradevole e piaciuto
Osvaldo
Venerdì 31 Gennaio 2014, 23.40.15
22
Sicuro? Il popolo prog è irascibile... Una volta ho detto che duke dei genesis non era cosi male e mi sono trovato una testa di squonk dentro al letto, con un biglietto firmato "brigata 9/8". Gente pericolosa
LAMBRUSCORE
Giovedì 30 Gennaio 2014, 20.10.38
21
Osvaldo -non sarai per caso il marito di Orietta Berti???-NO AHAH. Vai tranquillo , molti che li hanno ascoltati non hanno apprezzato troppo, musica difficile da digerire ai più -ma come c...o scrivo, mi sto rincoglionendo...-
lux chaos
Giovedì 30 Gennaio 2014, 19.38.43
20
Non ti viene a cercare nessuno osvaldo, tranquillo, anche perchè i gusti sono gusti, se avessi detto "Stratos fa cagare ed è incapace" allora si che magari qualcuno sotto casa te lo trovavi
Osvaldo
Mercoledì 29 Gennaio 2014, 2.29.13
19
So che qualcuno mi verrá a cercare x picchiarmi, ma la voce di Stratos non l'ho mai sopportata!! E di conseguenza gli area non li ho mai apprezzati piu di tanto....
Absynthe
Martedì 28 Gennaio 2014, 19.03.56
18
Gentil*
Absynthe
Martedì 28 Gennaio 2014, 19.03.25
17
Gantil Marquis de Frémont, nous nous rencontrons... Bon, je vais vous répondre tout de suite! Dal Treccani si ha quanto segue: "diorisma" s. m. – Nel linguaggio degli antichi matematici greci, distinzione dei casi di possibilità o di impossibilità nella risoluzione di determinati problemi, soprattutto geometrici.
Le Marquis de Fremont
Martedì 28 Gennaio 2014, 18.19.25
16
Pardon Monsieur Absynthe ma la domanda diventa: cosa vuol dire "diorisma"? Merci.
hm is the law
Martedì 28 Gennaio 2014, 17.48.54
15
Mi raccomando continuate a votare a cacchio di cane mi raccomando.
Absynthe
Martedì 28 Gennaio 2014, 15.20.14
14
@Lele: il lemma in sé non esiste; io l'ho sempre interpretato come una mot-valise fra "diorisma" e "aforisma", confortato dall'attributo "urbano" che la segue.
Le Marquis de Fremont
Martedì 28 Gennaio 2014, 13.59.38
13
Gruppo eccellente e musical-culturalmente parlando di un'altro livello rispetto a tutta la (più che ottima!) produzione progressive Italiana degli anni '70. Questo è il mio album preferito del gruppo. Mi era piaciuto da subito malgrado fosse ostico e pezzi come Caos (parte seconda) al limite dell'inascoltabile. Strano paese il vostro: la Ferrari e i politici più incapaci del mondo; gli Area e i neutrini della Gelmini (ministro!). Forse avete perso proprio nel 1976 la possibilità di essere il paese più avanzato al mondo come lo eravate nel Rinascimento. Complimenti sinceri, infine, per una delle migliori recensioni mai lette da me e da questa apertura mentale di Metallized (anche grazie a Monsieur Raven) che vi fa veramente onore. Merci.
Lele ारमेलल
Martedì 28 Gennaio 2014, 9.48.45
12
Una curiosità: che vuol dire diforisma?
LAMBRUSCORE
Domenica 26 Gennaio 2014, 13.40.46
11
Raven, devo farmeli raccontare, certo non voglio tirare in ballo persone a me care, comunque appena ho qualche particolare lo scrivo, dai..
Raven
Domenica 26 Gennaio 2014, 11.43.15
10
Bella storia, Lambru. Hai altri particolari? Adoro sentire queste cose
LAMBRUSCORE
Domenica 26 Gennaio 2014, 11.26.26
9
Il miglior gruppo prog di tutti i tempi, niente da fare anche x gli inglesi che all'epoca andavano fortissimo, li ho conosciuti pochi anni dopo grazie a un mio famigliare che era conoscente di Stratos, avevano suonato sullo stesso palco quando lui era nei Ribelli...
Absynthe
Domenica 26 Gennaio 2014, 2.28.05
8
Commentare IL capolavoro del rock italiano e una delle perle assolute della musica d'avanguardia mondiale è impresa ardua. Ho collezionato da tempo l'intera discografia del Popluar Group e, fra tutti, ho sempre avuto un'attrazione morbosa per il concept lirico e musicale contenuto in questo Maudits!. A partire da Diforisma Urbano, passando per Gerontocrazia (da brividi Stratos!), Scum, i "Brandelli di Brandeburgo", fino a Caos, si è di fronte all'avanguardia propria solo dell'altra stella del progressive: parlo, naturalmente, dei King Crimson di Robert Fripp. 99, solo perché non posso scrivere 100.
Lord Ancalagon
Sabato 25 Gennaio 2014, 17.47.44
7
Disamina perfetta, da dieci e lode, per un capolavoro che definirlo pietra miliare è riduttivo, la sola Diforisma Urbano spazza via intere discografie. Gruppo che è sempre stato una spanna sopra a tutti, voto 99 solo perché Crac prende cento pieno.
Galilee
Sabato 25 Gennaio 2014, 16.13.27
6
Gli Area sono gli Area. O piacciono o non piacciono. Non esiste un disco migliore di un'altro, al massimo si possono trovare momenti più easy listening di altri ma tutto qua. Ottima recensione.
waste of air
Sabato 25 Gennaio 2014, 16.03.34
5
Io arrivo anche a 100 senza problemi, poi va be, ogni commento è superfluo. Pietra miliare.
hm is the law
Sabato 25 Gennaio 2014, 15.03.28
4
Capolavoro pazzesco. ai lettori prego di esimervi dal votare senza senso come stete facendo siate seri e corretti nei confronti del recensore
lux chaos
Sabato 25 Gennaio 2014, 13.35.22
3
Il quarto e ultimo capolavoro degli Area con quel dio in terra di Demetrio...bellissimo e bellissima recensione...proprio stamattina in macchina stavo ascoltando Are(a)zione...un grazie ancora a Metallized e a Raven per avermi fatto approfondire questo gioiello inestimabile di gruppo, forse il più grande della nostra penisola
Jimi The Ghost
Sabato 25 Gennaio 2014, 13.11.05
2
Degli Area se ne discusso, se ne parlò tanto che, ad oggi,continua a riempire le pagine di tante pubblicazioni sulla musica prog. Parlare della combinazione, non tanto inusuale se contestualizzata al periodo socio politico proprio quando la musica che si amalgama alla lotta, alla contestazione e alla resistenza sociale per domandare: "chi ha rotto il salvadaio?" Questa peculiarità degli Area è assolutamente caratterizzante. Ma Il 1976 decreterà, con la festa del Proletariato Giovanile, anche la fine del movimento di contestazione, soffocato da quei sogni che erano svaniti. Gli Area erano dentro questo periodo, lo vivevano sentitamente. Lo sentirono forse, come nessuna altra persona divenendo una preponderante parte della loro scrittura compositiva. Che dire, oggi nulla è cambiato. E' solo peggiorata la musica con i loro testi scialbi e inutilmente commerciali. Ancora, oggi la nostra mente è in uno stato di «Diforisma Urbano» e "In questa società, per bene che vi vada, la vita è una noia sconfinata..." Jimi TG
therox68
Sabato 25 Gennaio 2014, 11.49.09
1
Una recensione da applausi a scena aperta. Nessuna piaggeria da parte mia, solo il riconoscimento di quello che diceva Carmelo Bene sui critici e quello che scrivono: anche la recensione deve essere un'opera d'arte altrimenti si scade nel "riportare" e basta. Ovviamente il maestro usava ben altre parole per spiegare questo concetto ma spero essermi fatto capire lo stesso.
INFORMAZIONI
1976
Cramps Records
Prog Rock
Tracklist
1. Evaporazione
2. Diforisma Urbano
3. Gerontocrazia
4. Scum
5. Il Massacro di Brandeburgo Numero Tre In Sol Maggiore
6. Giro, Giro, Tondo
7. Caos (Parte Seconda)
Line Up
Demetrio Stratos (Voce, Organo, Cembalo, Steel Drum, Percussioni)
Paolo Tofani (Chitarra, Sintetizzatori E Flauto)
Patrizio Fariselli (Piano, Sintetizzatori, Clarinetto Basso, Percussioni)
Ares Tavolazzi (Basso, Contrabbasso)
Giulio Capiozzo (Batteria, Percussioni)

Musicisti Ospiti:
Eugenio Colombo (Kazumba nella traccia 1)
Hugh Bullen (Basso nelle tracce 2 e 6)
Walter Calloni (Batteria nelle tracce 2 e 6)
Steve Lacy (Sax Soprano nelle tracce 2 e 7)
Anton Arze & Jose Arze (Txalaparta nella traccia 3)
Paul Litton (Percussioni nella traccia 7)
Paolo Salvi (Violoncello nella traccia 5)
Giorgio Garulli (Contrabasso nella traccia 5)
Umberto Benedetti Michelangeli (Violino nella traccia 5)
Armando Burattin (Viola nella traccia 5)
 
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