Privacy Policy
 
IMMAGINI
Clicca per ingrandire
Un frammento della copertina
Clicca per ingrandire
Il logo della band
Clicca per ingrandire
Il gruppo al completo
Clicca per ingrandire
Jon Schaffer
CERCA
ULTIMI COMMENTI
FORUM
ARTICOLI
RECENSIONI
NOTIZIE
DISCHI IN USCITA

25/01/18
VORACIOUS SCOURGE
Our Demise

26/01/18
LOUDNESS
Rise To Glory

26/01/18
LABYRINTH
Return To Live

26/01/18
LIONE-CONTI
Lione-Conti

26/01/18
VICTORIUS
Dinosaur Warfare - Legend Of The Power Saurus

26/01/18
PORTAL
ION

26/01/18
VARGRAV
Netherstorm

26/01/18
MACHINE HEAD
Catharsis

26/01/18
REBELLION
A Tragedy In Steel Part II: Shakespeares King Lear

26/01/18
MIKE LEPOND`S SILENT ASSASSINS
Pawn And Prophecy

CONCERTI

25/01/18
LUNARSEA
TRAFFIC CLUB - ROMA

26/01/18
COMEBACK KID
TRAFFIC CLUB - ROMA

27/01/18
COMEBACK KID
ROCK PLANET - PINARELLA DI CERVIA (RA)

27/01/18
ELVENKING
ROCK TOWN - CORDENONS (PN)

27/01/18
DARK QUARTERER + IL SEGNO DEL COMANDO
CENTRALE ROCK PUB - ERBA (CO)

27/01/18
HIEROPHANT
OBSCENE - MODENA

27/01/18
DAMNATION GALLERY + OVERWHELM
ANGELO AZZURRO - GENOVA

27/01/18
HEAVENFALL + CHRONOSFEAR
THE ONE - CASSANO D'ADDA (MI)

27/01/18
LUCKY BASTARDZ
MEPHISTO ROCK CAFE - LU MONFERRATO (AL)

27/01/18
HIGHLORD + GUESTS
COMUNITA' GIOVANILE - BUSTO ARSIZIO (VA)

Iced Earth - Plagues of Babylon
( 5512 letture )
Uscita tra le più attese di questo avvio di 2014, Plagues of Babylon sigla il ritorno dei leggendari power-thrasher floridiani Iced Earth a tre anni dal valido Dystopia, che era stato il primo disco dopo il secondo addio del grande Matt Barlow, voce per eccellenza della band americana. Di sicuro Plagues of Babylon non è un album immediato, ma merita molti più ascolti del solito per essere compreso e assimilato; non aspettatevi quindi canzoni dirette o facili da memorizzare, peculiarità probabilmente motivata dalla complessità notevole e dalla forte drammaticità dei pezzi stessi. Il sound tipico degli Iced Earth, del resto, si è sempre contraddistinto per una stratificazione considerevole e lontana dagli aspetti della classica forma-canzone, optando per la definizione di scenari ridondanti e assimilabili solo dopo attenti e ripetuti approcci. Il sound inconfondibile della band di Jon Schaffer è evidente in ogni nota: i riff nervosi e “grattuggiati”, le terzine arrembanti, il drumming corposo, i suoni compatti e la voce di Stu Block, che si conferma qui il miglior erede del grande Barlow. La timbrica di Stu non si differenzia molto da quella dello stesso Barlow: il suono vocale, l’epos spiccato e la pomposità dei refrain sono pressoché gli stessi, tanto che un ascoltatore disattento potrebbe anche rischiare di confondere i due soggetti. Di per sé va elogiato l’operato di Raphael Saini, il turnista che ha registrato la batteria ma che sarà sostituito come membro fisso da John Dette: il suo drumming massiccio e tellurico, esaltato da una produzione asciutta e compatta, genera di per sé godimento, creando le giuste premesse per assaporare a pieno le grandi qualità strumentali dei Nostri. Come detto, ad un primo approccio le canzoni sembrano lievitare con fatica, risultando coinvolgenti soprattutto nelle vibranti accelerazioni speed-thrash tra le varie strofe; ma vale davvero la pena approfondire le linee vocali, andando oltre l’ostico acchito iniziale, in quanto queste possiedono un fascino intenso ed un’imponenza eccezionale, prove di come questa musica sia ricercata e meritevole di ascolti approfonditi e non certo un prodotto usa e getta. Refrain peraltro pienamente rispettosi della grande tradizione Iced Earth, in quanto da sempre l’act di Tampa ha poggiato le proprie fortune su atmosfere cupe, cori oscuri e ritornelli seriosi, disfacendosi di inflessioni catchy e solo raramente flirtando con i cori fastosi propri del power in salsa teutonica. Anche la struttura dei brani è fedele a quanto Schaffer e compagni ci propongono da ormai una ventina d’anni, ovvero brani ricchi di sezioni, stacchi, riff e sfaccettature, dotati di architetture metriche varie e variabili. Ecco dunque brani rocciosi e dinamici, mid-time power metal impreziositi da secche accelerazioni figlie del thrash, nei quali è pressoché impossibile appuntare un’andatura costante.

Dal punto di vista tematico, siamo al cospetto di una nuova puntata della saga Something Wicked This Way Comes, iniziata nel 1998 con l’album omonimo e poi proseguita nel 2007 con Framing Armageddon (Something Wicked Pt. 1) (disco che vedeva impegnato al microfono l’ex Judas Priest Tim Owens, temporaneo frontman nell’interregno tra le due ere di Barlow) e nel 2008 con The Crucible of Man (Something Wicked Pt. 2). In buona sostanza, una storia che narrava della popolazione originaria della Terra, spazzata via dalla nociva apparizione dell’uomo e destinata ad una vendetta covata per diecimila anni, portata per mano di Set Abominae, una sorta di divinità vendicatrice che agli occhi degli umani viene vista come l’Anticristo. Plagues of Babylon è un concept per metà, nel senso che le prime sei tracce si collegano a questa saga e sono incentrate su una serie di piaghe che coinvolgono la popolazione, con riferimenti a fatti realmente accaduti; le composizioni restanti, invece, possiedono, come vedremo, un soggetto del tutto scollegato al concept tanto caro a Schaffer. La titletrack Plagues of Babylon sintetizza appieno le caratteristiche dell’intero album, offrendo buone avanzate strumentali e un maestoso refrain vocali dai tratti ieratici, assai imponente; il disco, però, entra davvero nel vivo con i riff taglienti di Democide, nella quale si respira un’atmosfera tesa e un pathos drammatico, a sostegno di un cospicuo tappeto power-thrash. In essa si odono lontani echi da Night of the Stormrider, vale a dire riff vigorosi e screaming eccezionale. Il robusto lavoro di Saini è efficiente e imperniato sull’utilizzo del doppio pedale, perfetto per rendere granitica la base ritmica su cui si appoggiano le composizioni della band americana. Man mano che ci si addentra nel corpo del disco, si apprezzano sempre di più i cori imperiosi di pezzi come The Culling e l’incrocio tra i robusti riff di chitarra ed il drumming martellante, che nella bella Among the Living Dead si fa addirittura scrosciante. Qui assistiamo ad un refrain epico tra i migliori del lotto, condito -come nella titletrack e in altri frangenti- da qualche raffinato riff dal sapore orientale. La parte centrale del disco rappresenta forse l’apice qualitativo dello stesso, con un episodio potente ed epico quale Resistance a sfoggiare sfumature e cambi di tempo, oltre all’ennesimo chorus evocativo e sofferente; il mini-concept si conclude con The End?, un brano dall’avvio sommesso che poi cresce in alcuni picchi dinamici, dispensando pathos, potenza tellurica ed il consueto refrain glorioso; esaltante è, inoltre, la sezione thrashy che coincide con un assolo ultra-heavy, scandito prima da mitragliate incalzanti e poi da possenti break batteristici. Con If I Could See You, scritta da Schaffer in memoria del nonno, si apre invece la seconda fase del platter, quella non collegata alla saga: si tratta di un pezzo lento e introspettivo, una sorta di mid-ballad che si fa più spessa in corrispondenza del ritornello. Più vigorosa è Cthulu, un pezzo che -come già The End? e, in seguito, Peacemaker- si caratterizza per un avvio lento che poi sfocia in una roboante sezione ritmica con relativo refrain grandioso. Il tema, come presumibile, è qui legato alla mostruosa creatura di H.P. Lovecraft, la quale emerge dall’oceano per schiavizzare l’umanità: un’idea venuta a Schaffer e Block in un momento di relax, sulla spiaggia e sotto le stelle, per descrivere le immensità dell’oceano, come raccontato dallo stesso Schaffer nella bella intervista concessa alla nostra testata. La stessa Peacemaker si presenta come una bella cavalcata, arricchita da un pregevole solo melodico; leggermente meno incisiva, Parasite è, di fatto, l’ultimo inedito di una scaletta che prosegue con due cover non trascendentali, Spirit of the Times dei Sons of Liberty (progetto parallelo di Schaffer) e l’atipica Highwayman del cantautore Jimmy Webb, quest’ultima realizzata con l’apporto vocale dell’ottimo Michael Poulsen dei Volbeat. Un cameo atipico, ma comunque gradito.

Se dovessimo cercare una differenza stilistica tra la prima e la seconda porzione del platter, indicheremmo sicuramente il flavour leggermente più atmosferico degli ultimi quattro brani (escludendo le cover e l’outro), che crescono con l’incedere dei minuti. Per il resto, nel corso dell’intero disco ci imbattiamo nelle sfrenate strofe power-thrash abbinate a refrain rallentati ed imponenti, tutto dunque in linea con il consolidato stile Iced Earth, nulla di più e nulla di meno. Plagues of Babylon è un album ricco e tutto da gustare, un gran bel disco, anche se forse manca un brano capace di diventare un nuovo potenziale classico; soltanto il tempo saprà dirci se qualcuna di queste valide canzoni resisterà forte nel tempo, al fianco di leggendari cavalli di battaglia come Stormrider o The Hunter, ma intanto nulla ci impedisce di affermare che siamo al cospetto di un pugno di pezzi avvincenti e privi di cali, concepiti restando fedeli all’archetipo-Iced Earth: si attinge dal passato, anche se a quel passato si aggiunge “soltanto” un gran bel disco e non un masterpiece capace di riscrivere l’illustre curriculum dei Nostri (ma del resto sarebbe impensabile, viste le gemme con le quali la band americana ha contribuito a scrivere indelebili pagine di storia del power metal novantiano nel suo periodo più florido). Oltre un’ora di ascolto, forse, è eccessiva; sarebbe stato probabilmente meglio focalizzarsi su una decina di pezzi, tralasciando magari le due non imprescindibili cover. Non sono certo gli ospiti importanti -su tutti il già citato Poulsen e soprattutto Hansi Kursch dei Blind Guardian, grande amico di Schaffer e impiegato come aiuto vocale in diverse tracce- a sancire un’impennata qualitativa del disco, che senza guest-star di tale rilievo avrebbe ricevuto l’identico giudizio in quanto ineccepibile nella tecnica, nell’arrangiamento, nell’esecuzione e nella creazione di trame vocali e strumentali di prim’ordine.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
75.61 su 44 voti [ VOTA]
AL
Venerdì 30 Giugno 2017, 9.22.02
69
Riascoltando l’album ultimamente devo ridimensionare il voto. Da 80 che avevo dato ai primi ascolti tempo fa, devo ammettere di aver preso un abbaglio. qui siamo intorno a un 70 risicato. ottima la titletrack e democide ma il resto alla lunga è troppo ordinario, album di mestiere ma manca veramente la qualità. Schaffer si riposa sugli allori ma secondo me potrebbe ancora dire la sua.
Steelminded
Giovedì 17 Luglio 2014, 22.44.53
68
Davvero una bomba sto disco... lo acquisto, mi chiedo perchè non lo abbia ancora fatto. Evviva!
lux chaos
Mercoledì 16 Luglio 2014, 18.59.57
67
Dopo mesi e mesi di ascolto, e facendo molta fatica oggigiorno ad esaltarmi per una nuova uscita, devo dire che il disco regge alla grande, non esce dall'autoradio, per me più bello ancora di Dystopia, le canzoni sono una bomba, altro che mediocri, e il songwriting di Schaffer è veramente ispiratissimo, anche dopo cosi tanti anni di militanza. Rispetto enorme per questo gruppo, veramente
Macca
Venerdì 28 Marzo 2014, 14.45.42
66
Mah di primo acchito mi è piaciuto molto di più Dystopia, questo ne segue la scia ma non mi è parso altrettanto ispirato. L'ho anche ascoltato meno, quindi prima di dare un voto approfondirò ma per ora non mi è parso nulla di speciale.
Celtic Warrior
Giovedì 6 Marzo 2014, 18.02.59
65
L'ho ascoltato parecchio in questo periodo e devo dire che al' inizio l'avevo trovato un pò monotono e prolisso , ora però che è stato orecchiato a dovere devo dire che è bel dischetto
Steelminded
Sabato 22 Febbraio 2014, 23.36.20
64
Mi piace... devo riascoltarlo ma mi sembra veramente valido (cosa che non posso dire ugualmente dei precedenti, non essendo un grandissimo loro fan). Molto bella la batteria, il suono in particolare. Molto ben prodotto in genere. Direi anch'io 80.
Sambalzalzal
Domenica 16 Febbraio 2014, 18.55.41
63
AL@ anche secondo me! Quell'album non ha praticamente difetti ed è di una malvagità assoluta! Tra le altre cose è ispirato, la title track, a quel magnifico film che da noi uscì con il titolo di Apocalypse Now, ripresa lo stesso anno anche dai Maiden con Edge Of Darkness... entrambe bellissime canzoni ma quella dei Diggers la trovo più gustosa!
AL
Venerdì 14 Febbraio 2014, 11.18.24
62
sui Grave Digger concordo. Heart of Darkness per me il loro capolavoro. Tunes of war più famoso ma inferiore. The Reaper ottimo. la rubrica di cui parlate mi sembra una figata. bisogna proporla ufficialmente!
Sambalzalzal
Giovedì 13 Febbraio 2014, 23.58.09
61
Ah è vero, come non citare i Grave Digger! Anche la successe una cosa assurda che da un po' l'idea di come vengano recepite certe formule in Italia... Da heavy metal breakdown fino ai magistrali the reaper e heart of darkness (quindi 11 anni) il nulla più assoluto. Poi esce Tunes Of War a ridosso del famoso film di Gibson e tutti giù ad inchinarsi. Per capirci, Tunes Of War è sicuramente un album grandioso ma i due precedenti stavano qualche passo avanti... anche più di qualche passo, direi. La scopiazzatura pazzesca che appare su Braveheart presa para para da Demon's Day la notarono in pochi ed ovviamente non erano quelli che si avvicinarono alla band con TOW. Stesso destino crudele per i Rage che ancora oggi veramente in pochi conoscono ed apprezzano. Purtroppo tutto fila, amico mio... in un paese che a livello di mentalità stava (ed ancora sta) alla Toledo dell'inquisizione spagnola, anche se pochi lo ammettono, ecco come venivano gestite le cose. Se parliamo di Death metal ribadisco ancora l'esempio dei Sentenced... partiti da quei lidi musicali "estremi" da noi ci vollero un po' di anni prima che venissero accettati come band "normale" e quindi presentabile. Anche Down su Flash venne schiaffato nella rubrica delle bands estreme, quando quell'album di estremo aveva veramente poco a parte le tematiche. Potremmo aprire un topic nel forum se la redazione magari non ha già in cantiere un progetto simile... io penso che sarebbe veramente interessante e costruttivo come dici per tante persone che non hanno vissuto quegli anni di persona ed anche per molti di noi che magari si sono lasciati trarre in inganno da tanti giudizi... ho sempre cercato di tenere gli occhi e le orecchie aperte ma riconosco che in molte occasioni ci sono cascato con tutte le scarpe anche io tanta era la foga di accanirsi verso certi lavori. Qualcuno sono riuscito a recuperarlo, altri purtroppo mi sono sfuggiti. Quindi poi se in seguito salta fuori qualche nome meno conosciuto di quegli anni non esitate a riproporlo!
Punto Omega
Giovedì 13 Febbraio 2014, 13.04.13
60
@Sambalzalzal: beh, assieme ai Running Wild, ci metterei anche i Grave Digger. Per quel che riguarda l'estremo, come non darti ragione: tali dischi venivano quasi sempre relegati in secondo piano (specialmente quelli con crocifissi capovolti e iconografia similare) con recensioni brevissime e, talvolta, a dir poco grottesche. L'idea di lux chaos è invece fantastica: sarebbe bellissimo rileggere col senno di poi le stroncature a quelli che oggigiorno vengono definiti pietre miliari del metal, specialmente nel primo lustro degli anni Novanta in ambito estremo. Sono certo che specialmente le generazioni che non hanno vissuto in prima persona tale epoca avranno di che divertirsi.
Sambalzalzal
Giovedì 13 Febbraio 2014, 0.52.43
59
Lux Chaos@ sarebbe bellissimo! Magari riusciamo a ripescare lavori che grazie a qualche incompetente ci erano sfuggiti! Non ho le riviste sotto mano ma potrebbe essere stato Ariatti, forse? se non ricordo male a quel tempo era lui che si occupava di classic metal la a MS!
lux chaos
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 23.57.02
58
@samba: cazzo sarebbe una bella idea, una nuova rubrica sui dischi validi massacrati in alcuni casi dalle riviste cartacee specializzate! PS. qualcuno ricorda il 2/5 rifilato da un pecoraro che non mi ricordo come si chiamava a "Land of the free" dei Gamma su Metal Shock??!?
Sambalzalzal
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 23.03.54
57
Lux Chaos@ stiamo invecchiando tutti quanti ma il bello è che questi albums ci riportano a tempi dove (spero) eravamo tutti più felici! AL@ Quoto! Acquistavo Flash perché dava spazio a bands che altrimenti difficilmente sarebbero state nominate da Metal Shock che a quel punto era monopolizzato ma certo è che certe cose passavano totalmente in cavalleria. Ricordo gli spazi enormi ai chitarristi virtuosi e gli schiaffi in faccia a mano piena a tutto ciò che secondo la redazione non era "tecnico" Ne veniva fuori un immaginario di un certo tipo di metal completamente traviato. Magari se capita in qualche altra occasione sarebbe il caso di elencare tutti quei dischi che le varie testate in quegli anni fecero apparire come mediocri o nulli e che invece ancora oggi spaccano le ossa! Sul discorso del concept, Spawn, non potei essere più soddisfatto essendo stato sempre un fan accanito del fumetto!!! Punto Omega@ Esattamente! Kursh fu proprio uno di quelli ad essere stato messo sempre al bando per quel motivo li! La situazione si sbloccò con Immaginations e Nightfall e sono ancora convinto che tante persone diedero parere positivo obtorto collo visto che dare giudizi negativi su quegli albums sarebbe stato ovviamente del tutto fuori luogo vista la qualità assoluta. Il mio preferito dei BG rimane ancora oggi Immaginations ma vabè... Guarda, io sono con te, sia per quanto riguarda Rick che Dane, Conklin, il compianto Conca del sempre bistrattato Dissident Alliance dei JP ma all'epoca era da fare a capocciate con tutti i vari rompipalle che non volevano saperne di ascoltare voci "diverse". Non mi sono neanche perso commenti in negativo su DeFeis. Poi qualcosa dopo cambiò ma per poco e comunque un certo tipo di attitudine non lasciò che certe bands ottenessero da noi il successo che veramente meritavano. Furono anni bellissimi quelli ma da un certo punto di vista davvero complicati. Colpevoli soprattutto le testate che avevano ad ogni costo voluto inculcare un certo modo di vedere le cose e colpevoli ovviamente tutti quelli che gli erano andati dietro. Ricordo con amarezza per esempio lo snobbismo più o meno imperante che si venne a creare con i Running Wild... all'estero tours mastodontici e da noi date risicatissime agli estremi confini del nord. Al culmine della disperazione iniziai a farmi delle imbarcate che a ripensarci oggi, con tutti i problemi e le peripezie, mi do dello scemo da solo ma assolutamente me le rifarei tutte! Sulla Century Media, hai ragione, aveva una bella diffusione e la conoscevo bene anche perché della scuderia facevano parte tra i miei gruppi preferiti... Unleashed, Sentenced, The Gathering... il discorso è che qualsiasi band ci finiva dentro poi su cartaceo veniva relegata a posizioni di secondo piano. Ancora ricordo che parlando sempre degli IE la scelta su Flash fu quella di metterli nel "fucking noise" che era l'angolo dedicato se non erro al metal estremo... ora, sia Burnt Offerings che Dark Saga non è che siano delle piume ma categorizzarle a quel modo sicuramente fu traviante in un'epoca in cui a molti la parola "estremo" dava fastidio se associata al metal. Cavolo in quegli anni si andava a botta sicura se uno non aveva i paraocchi, uscirono tra gli albums più belli mai scritti!!!
Punto Omega
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 22.17.26
56
@Sambalzalzal: beh, non saprei da dove iniziare. Concordo con quanto hai scritto e ammetto la tua ragione nei punti che hai esposto. Aggiungo che, per quanto riguarda le diatribe vocali dell'epoca, anche la vice di Kursch era spesso soggetta a critiche, mentre fra le band citate devi ammettere che Mythiasin comunque ha una gran voce. La Century Media era sì più underground di adesso, però veniva distribuita in Italia discretamente (il discorso del negozio che ti avevo fatto nel precedente post). @lux chaos: era bello essere adolescenti negli anni '90.
AL
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 20.33.52
55
@Samba: sottoscrivo il tuo commento 51. Pensa che io gli IE li ho conosciuti proprio grazie alle magliette indossate dai BG! su Flash quoto perché era una rivista per certi versi quasi impresentabile...su Dark Saga dico che è un album stupendo. inferiore a burnt off. e a night of the stormrider ma è un concept oscuro e cupo proprio come Spawn e ha una copertina fenomenale! la title track è forse il pezzo debole ma in generale un ottimo album.
lux chaos
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 18.30.46
54
@samba@punto omega: eh, quoto, avevo 14 anni
Sambalzalzal
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 11.29.47
53
No aspetta Punto Omega@ il discorso del prendere i giudizi delle riviste come punto di riferimento era riferito a me stesso, non a te o ad altri, intendevo che tutti quanti hanno i propri gusti e che non sempre sono estendibili ad una maggioranza. tanto più che solitamente usciva prima il disco e solo in un secondo momento usciva la recensione su carta. Flash, per esempio, stava in edicola una volta al mese e la recensione di dark saga, se non ricordo male uscì solo in autunno quando l'album venne invece pubblicato in piena estate. Vero che stavano su Century media ma allora quella label non era così conosciuta come poi lo è diventata anni dopo. nello stesso anno per esempio venne pubblicato anche Down dei Sentenced sotto Century e passò praticamente inosservato. Tutto nella "norma" se pensiamo che all'epoca la CM si occupava solitamente di death e gothic metal. Sono d'accordo sulle altre bands che citi ma devi ammettere che per quello che era l'andazzo generale ce le ascoltavamo in pochi. Ricordo bene le diatribe con amici che vivevano di pane ed Helloween per esempio. Il punto limite di tutti quei gruppi erano le voci: se non erano cristalline e non rispettavano certi canoni allora erano automaticamente da scartare. Aspetto questo, delle voci, che ho sempre mal compreso nell'audience italiana. In quegli anni anche in Germania uscirono fuori certe bands power da far paura che in patria e negli US fecero il botto mentre da noi nemmeno venivano calcolate. Alcune, tipo i Sinner, attive dai primi 80' già, da noi arrivavano solo per sentito dire.la gente iniziò ad interessarsi solo quando vennero messi in piedi i Primal Fear. Il discorso del responso che oggi avrebbe un album come Dark Saga non lo pongo a livello di qualità ma proprio a livello di risonanza mediatica perché ora gli IE sono conosciuti in lungo ed in largo. DI certo non gli appiopperebbero una colonnina di 12 righe come successe nel 96. Eh... 18 anni madonna... mi sembra ieri...
Punto Omega
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 10.49.16
52
Non è che prenda per oro colato quello che le riviste esprimevano all'epoca, tuttavia in quel caso non sbagliarono poi molto a valutare il disco in questione. Se Dark Saga fosse uscito una settimana fa, sarebbe stato accolto nella stessa maniera di allora, forse peggio. Nell'era di internet molti lo stroncherebbero dopo averlo ascoltato una volta senza spenderci secondi pensieri. Poi, ha ragione Lux chaos quando dice che è un disco power thrash del 1996, quindi nulla di sconvolgente per l'epoca. Per quel che riguarda l'epoca in questione, è sì vero che spopolava un certo power metal di matrice europea, tuttavia va detto anche che i Nevermore componevano The Politics of Ecstasy, i Vicious Rumors entravano nella loro miglior fase, i Jag Panzer stavano per riscoprire la loro vena compositiva e che comunque il power statunitense, pur rimanendo sempre underground, faceva uscire materiale di qualità (Haloween, Steel Prophet - in seguito ebbero un boom, per poi tornare nell'oblio - , Winters Bane, ecc.). Per non dire che i Virgin Steele negli anni Novanta vivevano lal loro fase d'oro. Concordo che in Italia non erano conosciutissimi (il boom lo avranno con Something Wicked e Schaffer diverrà un personaggio molto più noto con la nascita del side project Demons & Wizards), ma erano comunque sotto Century Media e reperibili senza grosse difficoltà tramite i mailorder che lavoravano all'epoca, oppure anche ordinando presso il proprio negozio di fiducia. Tra l'altro ieri sera ho rimesso su Dark Saga, trovando sul cd l'etichetta del prezzo (32.000 Lire). Sono già passati 18 anni...
Sambalzalzal
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 1.47.06
51
Come dicevo con Punto Omega@ alla fine si tratta di gusti e pure i recensori chiaramente hanno i loro. Dark Saga, appunto, è il mio album favorito degli Iced Earth. quando un disco entra nei miei ascolti preferiti la cosa non è basata sul discorso qualitativo strumentistico, sull'innovazione, sul progresso e menate varie. Non ho nemmeno bisogno di un mese di ascolti per "capirlo", sono le emozioni che parlano da sole. Poi mi stacco da quelle e posso giudicare Burnt Offerings come il loro album migliore a livello oggettivo. Poi qua entriamo anche in un altro discorso comunque. Si è parlato dei giudizi delle riviste di settore di quegli anni e del tiepido responso con cui fu accolto l'album... ebbene, non lasciamoci trasportare dal senno del poi e di come vediamo la band oggi, cerchiamo di ricordare come (o meglio di come non) erano conosciuti gli IE in Italia. Ricordo che da qualche parte qualcuno li etichettò per esempio come "la band di cui hansi kursch dei Blind Guardian indossa le magliette"... tutto questo per dire che all'epoca non erano ancora conosciutissimi. In un periodo dove andavano per la maggiore le voci da castrato tipo quella di Kotipelto e le chitarrine allegre dei gamma ray gli IE non erano esattamente ciò che molte orecchie volevano o erano avvezze ad ascoltare... se un Dark Saga uscisse oggi io non credo, sinceramente, che l'accoglienza sarebbe tanto tiepida! Detto tra noi poi già all'epoca le riviste io personalmente le leggevo si come punto di riferimento per le informazioni ma da qua a prendere come oro colato i giudizi che ci trovavo in maniera incondizionata ci passava un mare di mezzo. Su Flash (che per altro all'epoca nemmeno li considerava come power) dedicarono a Dark Saga una colonnina di poche righe per la recensione... beh cazzo nemmeno veramente fossero stati una cover band degli Stormlord!!!
lux chaos
Mercoledì 12 Febbraio 2014, 0.05.15
50
In rari casi non vuol dire nulla, in molti casi vuol dire molto. Il disco che citi tu (cosi come, per esempio, il primo dei Black Sabbath) apparteneva a epoche storiche leggermente diverse, e a direzioni musicali che erano in netto contrasto con la musica che andava per la maggiore ai tempi. Qui stiamo parlando di un disco di power thrash del 1996....cmq, ripeto, per me rimane un ottimo album che ho consumato e continuo ad ascoltare, ma non il loro top
the Thrasher
Martedì 11 Febbraio 2014, 23.58.06
49
che sia stato accolto tiepidamente a suo tempo non significa assolutamente nulla, anche led zeppelin IV fu accolto tiepidamente a suo tempo....
lux chaos
Martedì 11 Febbraio 2014, 23.55.39
48
The dark saga ha delle perle assolute al suo interno, dei classici sempiterni della band di Schaffer, ma anche secondo me non rappresenta il loro capolavoro, e qui sono gusti...ci sono alcune buone canzoni, ma non tutte sono canzoni da album capolavoro...inoltre quoto Punto Omega su un punto: ai tempi è vero che su molte riviste specializzate fu accolto tiepidamente...cmq per me è un buon/ottimo album
Punto Omega
Martedì 11 Febbraio 2014, 16.56.08
47
@Sambalzalzal: Su Burnt Offerings siamo d'accordo, su A Question of Heaven anche (magari non è la migliore, però è ottima). Ci troviamo inoltre sull'opinione nei confronti di Stu Block, degno sostituto di Barlow. Comunque ecco quali sono i brani che, secondo me, abbassano il valore di Dark Saga: la titletrack, I Died For You, The Hunter, From the Depths of Hell, The Suffering Scarred. Non che siano tutte brutte, però nessuna raggiunge l'eccellenza.
AL
Martedì 11 Febbraio 2014, 16.32.36
46
non è paragonabile ai vecchi classici. qui sono più power-thrash e sicuramente meno cupi di burnt offerings o night of the stormrider. La title track secondo me è un buon concentrato dei migliori Iced earth. Diciamo che Plagues è un ottimo album rispetto agli ultimi lavori con Ripper e Barlow. Dystopia invece era un buon album che sale con gli ascolti. sinceramente non posso credere che Stu sia inascoltabile dal vivo. ho il live in Kourion e non è affatto male...
Apodendromai
Martedì 11 Febbraio 2014, 15.27.38
45
Non capisco perchè tutti paragonino questo album ai grandi successi del passato. Io lo valuto adesso, per me le canzoni non sono belle cioè manca l'ispirazione di base. Per non parlare delle cover che sono inascoltabili. Senza andare a paragonare i suoni che sono sicuramente meno aggressivi o il songwriting che ovviamente si sarà evoluto dal 1998. A parere mio ascoltando Plagues Of Babylon adesso, le canzoni buone sono si e no cinque, alcune di queste eccezionali. Ma cinque buoni pezzi su dodici non fanno di un cd, nè un grande album e nemmeno un grande ritorno, per me fanno solo un pallido barlume di speranza. Detto questo e avendo ascoltato tutti i cd del gruppo credo che da Night of the Storm rider a The Glorious Burden siano stati tutti grandi album anche se molto diversi. I lavori successivi (valutati uscita per uscita) sono decisamente sottotono, in tutti si trovano grandi canzoni accostate a pezzi di riempimento o che non comunicano nessuna emozione. Mio modesto parere.
Sambalzalzal
Martedì 11 Febbraio 2014, 14.13.19
44
Beh, dai, hai detto che è un album pieno di fillers ed a dire il vero non capisco di quali episodi parli. I pezzi con relativi testi seguono le vicende e le atmosfere della storia di Simmons, ripeto, ci sono episodi movimentati ed altri più intimisti. D'altronde è una storia d'amore, non è che dovevano giocare a fare i cattivi o i più tirati ad ogni costo. Pure Evil (con Barlow alla voce) è di un altro pianeta, questo è indubbio e penso che sull'album una simile non avrebbe di certo sfigurato ma credo che una The Last Laugh non la faccia rimpiangere per nulla, dal vivo poi diventa di una potenza bestiale. io amo A Question Of Heaven (secondo me la canzone più bella dell'album assieme a Scarred e the last laugh appunto) che anche se melodica ed accattivante non è mai entrata comunque nell'olimpo delle ballatone, a torto direi anche. E' una canzone complessa che va a chiudere una suite e solitamente chi vuole solo la chitarra con la voce romantica non la comprende appieno. Tranquillo, ma guarda che poi non sto tentando di convincerti di una cosa o dell'altra, te lo avevo anche scritto, io la vedo così ed è un mio punto di vista personale. Anche io considero SWTWC come un gran bell'album ma i brividi che mi fanno provare i due precedenti non me li trasmette. Dark Saga è sicuramente il mio album preferito ma il loro capolavoro secondo me rimane Burnt Offerings, la c'è tutto e di più degli Iced Earth al pieno della forma e delle loro capacità. Parlando del presente, io credo che con Stu abbiano trovato il degno sostituto di Barlow e che se JS se la saprà giocare bene saranno in grado nel prossimo futuro di sfornare un qualcosa che potrebbe eguagliare un BO! P.s. ma che ti ha fatto The Hunter!?!?!?!?
Punto Omega
Martedì 11 Febbraio 2014, 13.29.43
43
@Sambalzal: non ho mai scritto che Dark Saga non mi piace. Ho scritto che si tratta di un buon album e basta. Sicuramente non è un capolavoro come molti vogliono far intendere. Rifiuto in tutto la tua ipotesi sul fatto che l'album non fu concepito per vendere. Esclusivamente l'aver scelto di fare un concept album su Spawn, che all'epoca era al vertice della popolarità, è un chiaro segno del voler sfondare. L'introduzione di ballatone strappalacrime è antecedente a SWTWC. Oltre che a I Died For You, c'è anche la finale A Question Of Heaven (a mio modesto avviso di gran lunga migliore, anche come testo), quindi gli ingredienti per una commercializzazione ci sono tutti. In realtà Something Wicked è solo il perfezionamento di Dark Saga e, per quanto ammetta che l'album è ruffiano, funziona ottimamente. Per quel che riguarda le atmosfere non scherziamo: SWTWC recupera in maniera decisamente più netta le atmosfere plumbee di Burnt Offerings. Se c'è qualcosa che ricalca quello che è stato fatto con Dante's Inferno, è sicuramente il trittico sull'Anticristo, posto a conclusione di SWTWC. Il processo di ammorbidimento è bello che concluso già a partire da Dark Saga (sebbene bordate come Violate e Disciples of the Lie, tanto per citare SWTWC, rimangono). SWTWC è l'apoteosi del loro approccio easy-listening, non per questo è un album brutto. Concordo nel dire che Night of The Stormrider e Dark Saga sono due album differenti, il confronto non lo faccio sulle scelte stilistiche, ma sulla qualità dei pezzi. La sola Pure Evil si pappa tutto Dark Saga (ovviamente si tratta solo di una mia opinione). E mi preme ribaidre un altro concetto, affinché non ci siano incomprensioni: Dark Saga è "solo" un buon album. Invece Horror Show, secondo me, non riprende niente, anzi spinge Schaffer in una direzione di appiattimento, tanto che lo ritengo l'inizio del declino. Come puoi vedere, c'è anche chi non ha iniziato con SWTWC e non apprezza Horror Show. Nota finale: il ritornello di The Hunter lo odio, non ci posso fare niente.
Sambalzalzal
Martedì 11 Febbraio 2014, 12.34.57
42
Punto Omega@ guarda, onestamente sei la prima persona con cui mi è capitato di parlare degli IE a cui non piace Dark Saga! Solitamente le critiche che gli IE si beccano dai supporters hardcore degli esordi sono rivolte a Something Wicked. Quello si che è un album dove ci sono dei fillers da poggiarsi con la testa al muro! Magari I Died For You è sopravvalutata ma così pure Watching Over Me e Melancholy lo sono. Se prendiamo un pezzo come Ghost Of Freedom che sta sul successivo fa il sedere a strisce a tutte due le canzoni assieme sia a livello di testo che di pathos, per esempio. Dark Saga non fu un album fatto per vendere, fu un album scritto in totale libertà come lo furono anche i precedenti, Something Wicked fu un album che fu scritto invece per fare il colpo e ci riuscirono pure bene. Abbandonarono le atmosfere rarefatte che avevano caratterizzato albums come Burnt O. e Dark S. presero a scrivere ballads strappalacrime e di facile presa. I riffs a mitraglia andati o comunque sottoposti a belle smussate. Ovviamente piacque ad una bella fetta di utenti nuovi che magari avevano di li a poco iniziato ad ascoltare metal con il Black Album dei Metallica. Per assurdo Horror Show, che non è assolutamente gli Iced Earth al meglio, riprende le atmosfere del passato e guarda caso non piace a quelli che avevano preso ad ascoltarli con Something. Parlando poi di The Hunter avvicinata agli altri due pezzi citati, che dire... io tutto questo calo di qualità non ce lo sento assolutamente. Non lo avvertì all'epoca quando li vidi dal vivo, non lo avvertì su Live in A. ancora una volta si tratta di gusti personali. Confronti poi tra Dark Saga e Night of the stormrider per esempio non penso si possano fare, perché farli? si parla di due bands differenti praticamente e anche fortunatamente vista la performance imbarazzante di Greely. Quando riascoltai quei pezzi rifatti da Barlow su Days of Purgatory mi resi conto che con lui la band aveva fatto tombola. Punto Omega@ scritto ciò dico che questo è il mio punto di vista e che le cose non devono per forza essere come le penso o le ho vissute io, però vale pure per te: "Dark Saga=Album pieno di fillers" suona male, ma tanto male!!!
Punto Omega
Martedì 11 Febbraio 2014, 12.19.41
41
Chiedo venia per la lingua utilizzata nel mio post precedente: facendo 4 cose contemporaneamente, le ho fatte tutte male
freedom
Martedì 11 Febbraio 2014, 12.14.57
40
Concordo su Live Shit e Alive in Athene, ma invece degli Helloween ci metterei Official Live dei Pantera.
Radamanthis
Martedì 11 Febbraio 2014, 11.40.59
39
Alive in Athene insieme a Live shit dei Metallica e Live in the U.K. degli Helloween sono (a mio avviso) i 3 migliori album live della storia del metal!!!
Punto Omega
Martedì 11 Febbraio 2014, 10.33.25
38
Ripeto: Dark Saga è carico di filler(tra l'altro mi dispiace assai, anche perché tratta uno dei miei personaggi fumettistici preferiti: Al Simmons), anche perché canzoni che vengono osannate dai più, come ad es. The Hunter (per non parlare di I Died For you, la canzone più sopravvalutata della loro intera discografia), per me sono scialbe. Giuste erano le valutazioni dell'epoca, in cui si diceva chiaramente che il disco era inferiore ai suoi predecessori, ora viene idolatrato. Siccome sono vecchio, certe cose le tengo a mente e Dark Saga era "solo" buono allora, come lo è oggi. Altra cosa: penso di aver ben delineato il fatto che album come Burnt Offerings, Night of the Stormrider e Something Wicked This Way Comes siano su un altro pianeta, Dark Saga no. @Sambalzalzal: non ho MAI, e ripeto MAI, criticato Alive in Athens, anche perché sarebbe follia trattandosi di uno dei live album più belli della storia. Ti poingo però un quesito: dopo Dante's Inferno e prima di Travel in Stygian c'è The Hunter. Una differenza c'è, non trovi?
andreastark
Martedì 11 Febbraio 2014, 9.48.33
37
@Samba hai detto due verità indiscutibili: 1) questo album non è male. 2) non paragoniamolo a tempi distanti e mai più proponibili.... questo è il criterio con cui bisognerebbe affrontare Plagues Of Babylon evitando di menarselo con i paragoni con The Dark Saga e Something Wicked....entrambi inarrivabili e figli di un'altra epoca... Questo è quanto...Plagues Of Babylon segue Dystopia e dà continuita ad un ritorno su livelli più che buoni dopo quasi dieci anni decisamente scarsi. Riguardo alle critiche a Stu Block direi che sono limitate ad un solo commento nel forum...ora...questo commento è insindacabile perchè trattasi di parere personale e quindi sacro....ma per fortuna la maggior parte dei commenti su di lui è positiva e riconosce le sue evidenti doti; secondo me(e ripeto secondo me) criticare Stu è un po' come dire che Ripper Owens non sa cantare solo perchè non si chiama Rob Halford......Barlow non tornerà più negli Iced Earth e personalmente trovo che Stu Block perlomeno in studio non sia così lontano dal nostro eroe.....in ogni caso se continuiamo a basare ogni commento su un disco con il paraocchi della storia non ne usciamo più e possiamo fare quelli che comprano solo più i primi dischi di ogni band mandando così a cagare tutto il sistema metal e musicale in generale
Sambalzalzal
Martedì 11 Febbraio 2014, 3.13.38
36
Oddio i gusti sono indiscutibili ma apprendere ora, 2014 che Dark Saga era un album pieno di fillers mi giunge veramente nuova e strana. Questo album non è male e Stu è un bravissimo giovane cantante che sicuramente avrà modo e tempo di esprimersi ma gli Iced Earth hanno fatto di meglio. Se parliamo di Dark Saga poi, lasciamo stare. A parte il discorso del concept su cui era basato (se avete visto l'animazione e letto i fumetti vi sarete fatti un'idea... le atmosfere ora rarefatte ed ora forsennate non potevano essere rese meglio di come fu fatto). POB è quanto di meglio potevano fare gli IE oggi senza Barlow ma non paragoniamolo a tempi ora distanti e, purtroppo, mai più riproponibili. Ma porca troia, Live In Athens non se lo ricorda nessuno!?!?!?!? Se ora esce fuori che era moscio o che in quella sede proposero canzoni "scarse" mi sparo una fucilata sui coglioni!!!
atheist
Martedì 11 Febbraio 2014, 2.47.24
35
punto omega i gusti sono gusti non sparo cazzate. con me c'erano due fan di vecchia data ed erano dello stesso avviso. le galline starnazzanti e in falsetto ascoltatele tu
Maurilio
Lunedì 10 Febbraio 2014, 15.05.01
34
Ma qui si va contro la storia: The Dark Saga stracarico di filler? Ma dove lo vedi? Forse l´unica canzone non all´altezza è Scared, per il resto sono tutti straclassici del gruppo suonati svariate volte dal vivo, qui o non si conoscono gli Album o si sparano paragoni a casaccio. Questi sarebbero i filler secondo Punto Omega: Dark Saga, I died for you, The Hunter, Vengeance is mine, A question of heaven, Slave to the dark, Violate, From the depths of hell! Ma stiamo scherzando o cosa? Una qualsiasi di queste canzoni fa impallidire anche la piú bella dell´ultimo: Va bene i gusti ma a tutto´c´è un limite.
andreastark
Lunedì 10 Febbraio 2014, 11.04.35
33
@Punto Omega sono perfettamente daccordo con te....questo è il disco degli Iced earth del 2014 la storia è storia e nessuno la discute.....probabilmente bisognerebbe spendere più tempo a valutare il disco e meno tempo dietro ai soliti blablabla gnegnegne su quanto erano meglio i dischi storici con paragoni oltretutto alquanto inutili in quanto il passato difficilmente ritorna ma quando c'è un buon presente bisognerebbe avere l'onestà intellettuale di ammetterlo. Perciò come ho già detto da persona che li segue da quando non erano nessuno, do un grande bentornato agli iced Earth con questo ottimo Plagues Of Babylon.
Punto Omega
Lunedì 10 Febbraio 2014, 10.15.09
32
Sinceramente è meglio sia di Horror Show (mediocre) e The Dark Saga (stracarico di filler - non che questo non ne abbia, ma ne ha sicuramente di meno). Tanto per precisare: li seguo dagli anni '90, adoro Barlow alla follia, ma non voglio rimanere su posizioni del tipo: ah, è un disco storico, quindi deve essere sicuramente migliore di quello uscito adesso. Plagues of Babylon è un disco indubbiamente valido che va a collocarsi nella fascia medio-alta della loro discografia (Burnt Offerings, Night of the Stormrider e Something Wicked This Way Comes sono di ben altra fattura). Infine, se Block al Metaldays ha fatto pena, fra qualche anno divento papa Pietro II. Unica cosa che mi ha fatto girare i maroni durante il concerto summenzionato, era la presenza di troppe ballatone, per il resto non spariamo cazzate. Block non è Barlow, ma rimane comunque un ottimo cantante.
atheist
Lunedì 10 Febbraio 2014, 0.44.50
31
visti dal vivo al metaldays, siamo scappati da quanto faceva pena il cantante nuovo. peccato erano un gran gruppo
Fede92
Domenica 9 Febbraio 2014, 23.07.00
30
Ho letto commenti semplicemente allucinanti. Di quest'album tanto atteso posso dire soltanto questo: NON SONO QUESTI I VERI ICED EARTH DAI PEZZI CUPI E ISPIRATI ESALTATI DALLA STRUGGENTE VOCE DI BARLOW IN "I DIED FOR YOU", "DRACULA" O "A QUESTION OF HEAVEN"! QUEI PEZZI ESPRESSIVI ED EMOZIONALI. QUELLI SONO GLI ICED EARTH
lux chaos
Domenica 9 Febbraio 2014, 14.43.00
29
E allora viva la bontà di questo disco e un brindisi a tutti gli esperti critici italiani! cin cin
xXx
Sabato 8 Febbraio 2014, 18.27.19
28
bello ma non bellissimo, di qualità ma non assoluto. x me mancano 2 tracce killer brevi e dirette al posto delle ultime 4 x me inutili e prolisse. voto 65
Malleus
Sabato 8 Febbraio 2014, 0.12.27
27
E allora viva la mediocrità di questo disco! cin cin
DestructionThrash
Mercoledì 5 Febbraio 2014, 20.45.19
26
devo ancora ascoltarlo, ma vedo che ne parlano tutti bene! poi adoro il loro stile power-thrash, soprattutto nei primi 5-6 album, quindi non credo mi deluderà
Death Fox
Mercoledì 5 Febbraio 2014, 12.05.06
25
@Alexxxxxxx, è stato un gran concerto, io ero bello centrale e a parte alle prime 3 canzoni che effettivamente il cantato era a livelli molto bassi rispetto gli strumenti dopo è stato tutto livellato quindi era probabilmente un problema un pò della tua posizione defilata, cmq grande concerto!!
Alexxxxxxxxxxxxxxx
Martedì 4 Febbraio 2014, 18.58.55
24
Ma una recensione del concerto del 23 gennaio a Romagnano Sesia? Ottimo a livello strumentale, ma il cantato è stato orribile a parer mio.....almeno sul alto sx del palco.....
enry
Martedì 4 Febbraio 2014, 18.40.11
23
Discreto e nulla più, mi era piaciuto di più Dystopia. Bene Stu Block, buona la prima parte ma nel complesso l'ho trovato un po' prolisso...Insomma, il solito power-(poco)thrash di Schaffer con tanto mestiere ma senza l'ispirazione dei '90. Ma poi, un paio di pezzi asciutti, corti e veloci tipo le mitiche 'Violate' e 'Vengeance is Mine' pare brutto? Passabile, ma per me non oltre il 70.
freedom
Martedì 4 Febbraio 2014, 17.08.01
22
Certo però che quel riff in "The Culling" è copiato da Disposable Heroes...
AL
Martedì 4 Febbraio 2014, 11.36.40
21
80 ci sta. concordo. le prime 6 son quelle che mi piacciono di più.. poi cala ma resta cmq su buoni livelli. rispetto al recente passato questo è un signor disco. Stu è veramente bravo. speriamo resista con Schaffer inutili le cover (noiose all'inverosimile) e l'outro.
andreastark
Martedì 4 Febbraio 2014, 10.11.57
20
@lux chaos sono perfettamente daccordo con te!
lux chaos
Lunedì 3 Febbraio 2014, 23.27.27
19
@Maurilio: mah, ti dirò, come sempre sono gusti, io li ascolto dal 1995 con burnt offerings, e ho comprato tutti gli album in diretta al tempo dell'uscita, li ho visti live tre volte (la prima al gods del '98) e non sono rimasto deluso da quest'uscita...dipende da cosa uno si aspetta, se si aspetta il capolavoro degli anni d'oro ok, se si aspetta invece un bell'album onesto nel loro personale stile, per me hanno fatto centro
freedom
Lunedì 3 Febbraio 2014, 22.52.01
18
Io posso solo dire che l'ho ascoltato dalla prima all'ultima canzone diverse volte e con molto piacere. Buona la produzione, forse si poteva tirar fuori un suono più aggressivo dalle chitarre ma pazienza...un bel disco secondo me. Voto 78.
Maurilio
Lunedì 3 Febbraio 2014, 20.24.11
17
Pur avendo l´intera discografia a questo giro passo. Mi sembra tutto troppo giá sentito e anche piuttosto prolisso. Certo se a questo disco si da 80 si deve andare a cambiare lo "scandaloso" 77 assegnato a quel capolavoro indiscusso di The Dark Saga. Posso capire che ai neofiti del gruppo questo cd possa piacere ma chi ha ascoltato uno dopo l´altro anni fa i capolavori iniziali della band non puó rimanere alquanto deluso. E poi basta con questa tematica di Set fin troppo sfruttata e ripetuta fino alla noia.
videoklip
Lunedì 3 Febbraio 2014, 19.19.09
16
Non riesco a capire che tipo di genere abbiano voluto suonare,power,trash o heavy?dopo 4 ascolti,comunque non mi dispiace affatto,anche le guest voices mi sono piaciute abbastanza,belle canzoni ognuna con il ritmo appropriato,tranne 3,e cioè Prasite,Spirite Of The Thime e Outro,che mi lasciano un po di amaro in bocca.Voto 80.
the Thrasher
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.45.27
15
@andreastark: grazie della segnalazione, confermo quanto da te riportato!
andreastark
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.31.32
14
Dopo Horror Show avevo smesso di ascoltare gli Iced Earth semplicemente perchè trovavo che avessero perso troppo smalto...poi arrivò Dystopia che fu una piacevolissima sorpresa...oggi questo Plagues Of Babylon completa il quadro regalando a mio avviso il grande disco per il quale avevo perso le speranze. L'ispirazione è quella dei giorni buoni, Stu Block è bravissimo e le linee vocali e strumentali sono perfette....non dico che questo disco sia ai livelli Di Something Wicked This Way Comes ma sicuramente non sfigura a fianco ad Horror Show...quindi applaudo e mi levo il cappello e poi sorrido perchè degli amici che credevo perduti sono tornati...e sono tornati per restare... Ti faccio un appunto sulle cover Rino... a parte il fatto che mi piacciono e trovo Highwaymen stupenda...quest'ultima è scritta da Jimmy Webb(forse solo il testo) ma la canzone è degli Highwaymen una superband formata da Johnny Cash, Willie Nelson, Waylon Jennings e Kris Kristofferson una sorta di all star del country e consiglio a tutti di ascoltare i loro stupendi due dischi!
lux chaos
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.20.31
13
D'accordissimo con la recensione di Rino, buonissimo album, anche perchè dopo così tanti anni di carriera un livello così è decisamente notevole e secondo me da elogiare, altro che lamentarsi...poi se vogliamo continuamente fare paragoni coi loro capolavori, certo, si possono fare, ma sono assolutamente poco realistici, come ho detto in altre sedi per me questi han segato di brutto solo il disco del ritorno di barlow, il resto viaggia tra il buono, l'ottimo e il capolavoro
the Thrasher
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.08.41
12
@blackiesan74: errore mio, mi è sfuggita una R di troppo, provvediamo a correggere. @Malleus: rispostina ina ina ina: semplice, iop personalmente a burnt offerings dò un punteggio tra il 95 e il 100.
dario
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.07.06
11
Per me un buon album, 80 ci sta tutto ed è anche il mio voto. Un pò lungo questo è vero, ma buono lo stesso. Ottimo Stu Block. Speriamo sia l'inizio di un'ottima annata, che comunque qualche altra soddisfazione l'ha già data.
blackiesan74
Lunedì 3 Febbraio 2014, 18.03.30
10
E comunque si scrive "Lovecraft", non "LoveRcraft".
Apodendromai
Lunedì 3 Febbraio 2014, 16.45.53
9
Non concordo con l'entusiasmo del recensore, album purtroppo scialbo. Ci sono pezzi di grande bellezza e spessore ma tanti, troppi pezzi di riempimento. Fare cinque belle canzoni non è, a mio parere accettabile, per dare la sufficienza. Il mio voto è quindi 55, peccato però perchè mi aspettavo molto di più. Sempre secondo la mia opinione le cover sono imbarazzanti.
Malleus
Lunedì 3 Febbraio 2014, 16.33.24
8
Ok, domandina ina ina, se a questo date 80 a Burnt Offerings quanto date, 940? Per favore.. Per quanto mi riguarda forse non tocca neanche la sufficienza
Radamanthis
Lunedì 3 Febbraio 2014, 15.25.19
7
Disco bello anche se un pò troppo lungo, si fosse fermato alla traccia 8 Cthulhu il tutto ne avrebbe giovato! Dystopia mi era piaciuto un pò di più ad essere sincero soprattutto di primo impatto mentre questo disco cresce man mano che vai avanti negli ascolti. Schaffer non è più ispirato come prima (fino ad Horror show intendo) ma credo sia una cosa abbastanza naturale e normale ed il fatto di non avere alle spalle una vera e propria line up consolidata non lo ha certamente aiutato nel corso degli anni. Block è un grandissimo cantante che rende alla perfezione su certe ritmiche serrate ma sa essere incisivo anche nelle parti lenti e malinconiche ricordando il miglior Barlow (anche se Matthew è di un altro mondo, un altro pianeta...non me ne vogliano i fans di Stu). In sintesi disco bello, certamente da 75 ma ad essere sincero dagli IE io pretendo sempre il top e questo top sono anni che purtroppo non viene più raggiunto. Forse l'eccezione furono i 4 capolavori e questo è invece il livello medio di questa band....spero di sbagliarmi ma saranno solo loro a modificare il mio pensiero o avallarlo con le prossime uscite...Voto 75
anvil
Lunedì 3 Febbraio 2014, 15.14.41
6
Non mi è piaciuto , non dico che sia brutto , ma per i miei gusti è un disco pesantuccio e prolisso , voto 65
entropy
Lunedì 3 Febbraio 2014, 15.08.26
5
Dystopia mia veva esaltato, anche se era un album altalenanti con 3/4 pezzi fantastici e altri meno ispirati. Qui forse c'è un maggiore equilibrio (cover a parte, che non voglio considerare nella valutazione), ma mancano i pezzi davvero favolosi. Cmq condivido il voto della recensione, ed è vero che cresce con gli ascotli.
Flight 666
Lunedì 3 Febbraio 2014, 15.04.46
4
@Cristano: grazie per avercelo segnalato, abbiamo sistemato.
HeroOfSand_14
Lunedì 3 Febbraio 2014, 14.37.38
3
Mi sono avvicinato a loro da poco, e apprezzo molto il loro stile impossibile da non distinguere. Devo dire che, pur conoscendo solo i loro album più famosi e di livello più alto, questo disco merita. Un sound cosi roccioso, duro, terremotante non è facile trovarlo in giro. Stu ha un gran carisma, il suo tono greve è perfetto per musica come questa, che pur suonando moltissimo "schaffer sound", non mi pare contenga auto-plagi evidenti. Among the Living Dead è trascinante, If I Could See You è l'ennesima ballata in stile Melancholy che mi piace molto per le emozioni che elargisce, gran bel pezzo. L'apporto di Hansi è stato ridutto al lumicino purtroppo, non si sente quasi mai. Invece come una delle tracce migliori ho trovato Highwayman. Non conosco l'originale, ma l'alternarsi delle voci ottime e una grande sezione ritmica me la fanno apprezzare molto (Allen però quanta fatica fa nel suo pezzo?). Chiudo dicendo che veramente il batterista ha fatto un gran lavoro, se penso anche a come suona nel ritornello di If I COuld See You..insomma, bella recensione Rino e il voto mio è uguale al tuo!
Bloody Karma
Lunedì 3 Febbraio 2014, 14.16.19
2
Dystopia l'ho preso da poco e me ne sono innamorato...la voce di Stu mi piace moltissimo, me tocca quindi prende pure questo nuovo...son contento che si stiano rialzando dopo un periodo un po' opaco che durava ormai da diverso tempo...
Cristiano
Lunedì 3 Febbraio 2014, 14.06.28
1
Prima grande soddisfazione di questo 2014! Devo ammettere che dopo il primo ascolto ero un po' deluso, ma la qualità dell'album (come sottolineato nella recensione) cresce dopo più di qualche ascolto, e di molo anche. L'alta qualità delle canzoni si mantiene fino a Cthulhu, dopo comincia a calare purtroppo. Spirit Of The Times e Highwayman andavano bene come Bonus Tracks per esempio. Piccola correzione sulla recensione: è Parasite l'ultimo inedito, non Peacemaker
INFORMAZIONI
2014
Century Media Records
Power
Tracklist
1. Plagues of Babylon
2. Democide
3. The Culling
4. Among the Living Dead
5. Resistance
6. The End?
7. If I Could See You
8. Cthulhu
9. Peacemaker
10. Parasite
11. Spirit of the Times (Sons of Liberty cover)
12. Highwayman (Jimmy Webb cover)
13. Outro
Line Up
Stu Block (Voce)
Jon Schaffer (Chitarra, Cori)
Troy Seele (Chitarra solista)
Luke Appleton (Basso)
Raphael Saini (Batteria)

Musicisti Ospiti:
Hansi Kürsch (voce nelle tracce 1, 2, 4, 5, 7)
Russell Allen (Voce nella traccia 12)
Michael Polusen (Voce nella traccia 12)
 
RECENSIONI
80
89
s.v.
73
s.v.
72
82
81
97
90
77
92
83
74
ARTICOLI
02/01/2014
Intervista
ICED EARTH
Musica per resistere!
24/07/2008
Intervista
ICED EARTH
Parla Jon Schaffer
 
 
[RSS Valido] Creative Commons License [CSS Valido]