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HateSphere - The Sickness Within
( 1682 letture )
Come sprigionare una violenza furibonda senza apparire monotoni o ripetitivi: gli HateSphere sanno bene come si fa e anche in questo The Sickness Within, degno successore del celebrato Ballet of the Brute, lo dimostrano pienamente. Anche se qualche passaggio vocale può talvolta sembrare ostico (in Reaper of Life il vocalism è quasi brutal), questo disco conferma il potenziale distruttivo dei cinque nordici, alle prese con un death/thrash moderno e letale, ricco di groove (The White Fever, Reaper of Life) ma soprattutto di bordate ritmiche velocissime, devastanti e concepite con una certa lungimiranza, in quanto mai banali o prevedibili nella struttura (The Fallen Shall Rise in a River of Blood, The Coming of Chaos).

Eccezionale è il sadismo con il quale la band danese si diverte a stendere l'ascoltatore: frustate a rincorsa, vocals gutturali, ma anche passaggi più cadenzati e sinistri riff d'intermezzo, a delineare una proposta ben distante dalla statica efferatezza con la quale molti gruppi cercano vanamente di colmare le proprie carenze in fase di songwriting. Anche gli assoli, come nel caso della già citata The Fallen Shall Rise in a River of Blood, sono ben curati, mentre le ripartenze a briglia sciolta possiedono un gran impatto e generano godimento a più riprese. Le chitarre sciorinano riff taglienti e moderni, di modo che la brutalità non suoni mai ignorante o fine a sé stessa ma capace di tenere elevate l'adrenalina e il livello di eccitazione. La lunghezza media dei brani si aggira attorno ai tre-quattro minuti, cosa che rende immediato e diretto l’ascolto. Mazzate prive di ogni qualsivoglia forma di orpello come la titletrack o Marked by Darkness, concitate ed esplicitamente brutali, si abbattono sulla nuca dell'ascoltatore con sadico cinismo, mentre l'act nordeuropeo continua a mostrarsi maturo e consapevole dei propri mezzi anche attraverso la coesistenza di sezioni rallentate e ripartenze repentine (Murderous Intent, Bleed to Death) o addirittura con l'utilizzo di un refrain pulito in Heaven Is Ready to Fall, canzone abbellita da un inaspettato finale 'sinfonico'.

Le sfaccettature death metal del combo di Aarhus sono palesi, ma in certi frangenti emergono anche morbosi flirt con l'hardcore, l'industrial ed il black (alcuni riff marci di Seeds of Shame), a completamento di uno stile dedito all'estremo in tutto e per tutto. Forse un paio di canzoni sono di troppo, nella tracklist di questo The Sickness Within, ma la produzione è perfetta -suoni nitidi, glaciali, compatti, chirurgici- ed esalta una precisione esecutiva eccezionale ed una cura del dettaglio di prim'ordine. Altro colpaccio, dunque, in casa HateSphere: trattandosi del quarto full length di questa band, sorta nel 1998, possiamo a pieno titolo parlare di una realtà ormai affermata e meritevole di rappresentare una valida frangia del metal estremo contemporaneo.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Doom
Lunedì 2 Gennaio 2017, 14.32.23
3
Non che conosca tutti i loro album...ma questo penso di poter dire sia tra i migliori. Un calcio in faccia che fa' malissimo. Voto giusto x me.
Il Rettiliano
Giovedì 29 Settembre 2016, 22.07.45
2
Riascoltato a distanza di anni... che dire... DISCONE: il suono delle chitarre mi piace un casino, le song veloci sono come proiettili impazziti, quelle più cadenzate sono carta da vetro. Qualche filler forse, ma la qualità media è davvero alta, considerato che il genere non lascia spazio a grosse sperimentazioni se vuole mantenersi ferale.
GioMasteR
Martedì 4 Febbraio 2014, 22.16.39
1
Rimane il mio preferito dei loro lavori, incredibile!
INFORMAZIONI
2005
Steamhammer / SPV
Death / Thrash
Tracklist
1. The White Fever
2. The Fallen Shall Rise in a River of Blood
3. Reaper of Life
4. Sickness Within
5. Murderous Intent
6. The Coming of Chaos
7. Bleed to Death
8. Heaven Is Ready to Fall
9. Seeds of Shame
10. Chamber Master
11. Marked by Darkness
Line Up
Jacob "Dr. J" Bredahl (Voce)
Peter "Pepe" Lyse Hansen (Chitarra)
Henrik Bastrup Jacobsen (Chitarra)
Mikael Ehlert Hansen (Basso)
Anders "Andy Gold" Gyldenøhr (Batteria)
 
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