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White Wizzard - The Devil`s Cut
( 1235 letture )
I losangelini White Wizzard sono, assieme ad altre band come gli Enforcer, tra i rappresentanti più credibili della nuova leva dell’heavy metal internazionale, anche se il loro terzo album, The Devil’s Cut, segna un piccolo passo indietro preoccupante in quanto successore di un lavoro come Flying Tigers (2011), che già di per sé era stato inferiore al debut. L’album in oggetto si costituisce di brani dal buon tiro, possiede alcuni interessanti riff melodici ed esprime una certa potenza, merito della solida sezione ritmica, ma non convince a pieno nel computo globale in quanto soltanto tre o quattro canzoni lasciano segni tangibili dopo l’ascolto. Tutto sommato si può dire che ritornelli e linee vocali sono azzeccate e canticchiabili, ma dopo i primi pezzi la qualità delle composizioni declina vistosamente. Inoltre, il tono ruvido e vagamente epico utilizzato dal singer -teoricamente azzeccato per tale proposta- denuncia in certi frangenti cospicui ritocchi in studio, cosa che fa perdere ulteriori punti all’opera. Per il resto non mancano quelle caratteristiche basilari per un disco di sano heavy metal classico: canzoni veloci e accattivanti, intrise di un flavour possente e autoritario. Il songwriting è buono, soprattutto dal punto di vista strumentale e viene supportato da una produzione nitida e moderna, l’ideale per sottolineare la prova incoraggiante dei singoli musicisti ed in particolare delle due asce, pronte a sciorinare trame discrete e bei riff. Incoraggiante pure l’operato del drummer, che predilige ritmiche veloci e travolgenti, riuscendo davvero a dare una marcia in più al tutto.

Le citazioni maideniane si avvertono già nella bella strumentale introduttiva, Forging the Steel, a tratti epica e a tratti malinconica, ma il vertice qualitativo del disco coincide con l’ottima Strike the Iron, un pezzo scandito da veloci ritmiche speed metal e vocals esaltanti, con tanto di acuti notevoli. Il brano viene però allungato troppo nella parte centrale, perdendo parte della sua immediatezza, e mostra il fianco alle critiche a proposito dei ritocchi vocali di cui si diceva sopra. Le classiche armonizzazioni maideniane si colgono a più riprese, come nella bella Kings of the Highway, altro episodio di tutto rispetto alimentato da linee vocali spensierate, un bel refrain catchy ed un ottimo lavoro delle chitarre nel riffato. Come detto, il platter subisce una leggera flessione dopo i primi brani: la stessa Lightning in My Hands, che pure è una piacevole cavalcata in terzine, mostra linee vocali meno brillanti, mentre la ballata Steal Your Mind, piuttosto noiosetta, dimostra che i Nostri se la cavano molto meglio con le canzoni dinamiche. Come l’energica titletrack, veloce e scoppiettante nella ritmica, che tuttavia non riesce ancora a recuperare l’eccellenza del trittico d’avvio, o l’avvincente Torpedo of Truth, questa sì degna di figurare negli highlights del full length grazie ai suoi lunghi solos melodici e per la costante vivacità ritmica. È l’ultimo bagliore veramente lucente, perché la troppo scanzonata Storm Chaser -quasi allegrotta diremmo- convince ben poco, mentre la conclusiva The Sun Also Rises tenta di emulare il crescendo atmosferico di una Hallowed Be Thy Name con risultati soddisfacenti, ma non troppo elettrizzanti. Il disco non è affatto male, ma questi ragazzi hanno dimostrato in passato di avere tutte le carte in regola per fare molto meglio.

Soltanto quattro brani di un certo spessore (Strike the Iron, Kings of the Higway, Torpedo of Truth e la breve intro strumentale) non sono abbastanza per poter ambire ad un giudizio di un certo livello, soprattutto se alle spalle si hanno dischi divertenti e incisivi come il bellissimo esordio Over the Top, vincente sferragliata metallica rilasciata nel già lontano 2010. Non sarà certo il disco dell’anno questo The Devil’s Cut, lavoro che decreta dunque uno stato di forma in netto calo rispetto alle scintille degli esordi, per quella che viene considerata un’importante realtà dell’heavy metal contemporaneo.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
97.80 su 31 voti [ VOTA]
Maurizio
Mercoledì 21 Febbraio 2018, 11.22.21
3
disco bellissimo, metita 85/90
deedeesonic
Sabato 12 Luglio 2014, 15.03.58
2
Grandi White Wizzard, una delle band che amo di più!
Painkiller
Sabato 12 Luglio 2014, 13.56.32
1
70? ma scherziamo quest'album è bellissimo con delle fantastiche citazioni Maideniane io gli do 85 più che meritato
INFORMAZIONI
2013
Earache Records
Heavy
Tracklist
1. Forging the Steel
2. Strike the Iron
3. Kings of the Highway
4. Lightning in My Hands
5. Steal Your Mind
6. The Devil’s Cut
7. Torpedo of Truth
8. Storm Chaser
9. The Sun Also Rises
Line Up
Joseph Michael (Voce)
Jake Dreyer (Chitarra solista)
Will Wallner (Chitarra solista)
Jon Leon (Chitarra ritmica, Basso)
Giovanni Durst (Batteria)
 
RECENSIONI
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