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Casablanca - Riding a Black Swan
( 1420 letture )
E’ ormai piuttosto evidente che nella fredda Scandinavia gli abitanti per distrarsi nelle lunghe e fredde giornate e serate passino il tempo suonando in band rock o metal. Non c’è altra spiegazione considerato l’elevatissimo livello qualitativo che caratterizza quasi ogni uscita proveniente da Finlandia, Norvegia ed in particolare Svezia. I Casablanca non fanno altro che confermare questa teoria; Riding a Black Swan è il loro secondo lavoro e per tutta la sua durata abbiamo a che fare con un piacevolissimo hard rock suonato, composto e prodotto ad altissimo livello, superando anche il debut Apocalyptic Youth del 2012 che aveva attirato parecchia attenzione e curiosità sulla band.
Moderno e potente come deve essere un disco nel 2014, ma al tempo stesso con un sound molto vicino agli anni 70 ed i primi anni 80 che non potrà assolutamente non piacere agli amanti di un certo tipo di sonorità hard rock un po’ datate. Un sound quindi volutamente ruvido ed pizzico grezzo ma assolutamente curato nei minimi dettagli.

Nulla o pochissimo a che vedere con i colleghi conterranei Hardcore Superstar, propensi ad un rock più votato al glam che allo street rock con influenze blues, come ci conferma la potenziale nuova hit Hail to Liberation, scelta azzeccata come primo singolo, capace di melodie ed in un ritornello di facile presa senza per questo risultare scontato. Anders Ljung è un vocalist carismatico dotato di una voce graffiante, perfetta per la proposta dei cinque rockers, in certi punti mi ha ricordato Taime Dawne dei Faster Pussycat dei bei tempi (quindi tanti anni fa…) ma il timbro di Anders risulta comunque piuttosto personale. Dead End Street Revisited è un altro brano perfettamente confezionato, con ottime trame di chitarra e cori di sottofondo che non possono non riportare alla mente i Boston. Hard rock grezzo e stradaiolo ma molto melodico che può ricordare anche i Blondie per It’s Alright mentre decisamente trascinante è la successiva Barriers, impreziosita da riff chitarristi ben strutturati, il tutto condito ovviamente da un ritornello azzeccato.
Difficile un brano che spicchi sugli altri, come difficile segnalare delle skip song, ogni brano possiede un proprio carattere, dalla title track rock alla bellissima Some Misty Morning in cui troviamo un sound che ricorda i primi Kiss o Heartbreak City, ennesimo esempio di come si possa fare dell’ottimo hard rock stradaiolo nel 2014 senza per questo risultare una parodia degli anni 80. Un altro sicuro punto di riferimento per i Casablanca è sicuramente Alice Cooper, udibile soprattutto nella conclusiva Just for the Nite, dove alcune soluzione vocali e nei cori riportano alla mente il buon Alice del periodo d’oro di Welcome to my Nightmare, senza tuttavia le atmosfere oscure e teatrali tipiche di quel disco; dopotutto non è una coincidenza dato che alla chitarra troviamo proprio Ryan Roxie, che ha militato proprio nella band di Alice Cooper.
Se proprio dobbiamo trovare un punto debole, ma a voler essere proprio pignoli, lo possiamo individuare in No Devil In Me, brano un po’ sottotono e dal ritornello un po’ banale e già sentito, ma nel complesso comunque piacevole all’ascolto.

Tecnica ben dosata al servizio di ottime composizioni ed un attitudine all’hard rock sopra alla media delle band che si cimentano in questo genere negli ultimi anni.
Riding A Black Swan piace da subito, e cresce con gli ascolti, presto dire se abbiamo a che fare con una band destinata alla fama come i colleghi Hardcore Superstar, questo lo dirà il tempo ed i dischi a venire, quello che è certo è che questo disco farà felici gli amanti dell’hard rock puro e di chi è alla ricerca di nuova musica ben fatta. Promossi a pieni voti!



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
85 su 2 voti [ VOTA]
Metal Shock
Mercoledì 21 Ottobre 2015, 2.28.30
1
Ho scoperto questa band con colpevole ritardo perche` questo album e` una bomba! Hard rock con influenze anni 70` ma ben radicati nei nostri giorni. Tutte le canzoni sono meritevoli, senza alcun filler, ma in particolare Hail the liberation (un vero e proprio inno), Barriers (capolavoro), la titletrack e Just for the nite (secondo me con richiami ai Vain) sono un gradino piu` su. Per l`ennesima volta ripeto come si continuino a seguire solo o quasi le band del passato e non si dia una chance a queste nuove grandi band che se lo meritano di piu` in questo momento (decine di commenti per due cessi di canzoni dei Def Leppard e manco uno sia per questo disco che per il loro nuovo appena uscito e che faro` mio al piu` presto). Questo "grande" album e` meglio di tutto quello che band storiche come AC/DC, Aerosmith, Def Leppard, Motley Crue e altre band hard rock storiche hanno fatto negli ultimi dieci quindici anni se non di piu`. Ragazzi date una possibilita` a questo gruppo come ad altri giovani, sono loro il futuro della nostra musica. Sarebbe ora di piantarla di lodare ed ascoltare solo le grandi band del passato solo per la loro storia e l`affetto che uno ha per loro. Sono il passato non il futuro. Ma che lo dico a fare, tanto si riparla di Gods of metal ed ecco che le band che tutti vorrebbero vedere sono sempre le stesse da trent`anni a questa parte. Chissa` se un giorno la gente si svegliera` un po` e comincera` a guardarsi attorno!
INFORMAZIONI
2013
Gain Music/Sony
Hard Rock
Tracklist
1. The Giant Dreamless Sleep
2. Hail The Liberation
3. Dead End Street Revisited
4. It's Alright
5. Barriers
6. Riding A Black Swan
7. Some Misty Morning
8. Heartbreak City
9. No Devil In Me
10. Just For The Nite
Line Up
Anders Ljung (Voce)
Ryan Roxie (Chitarra)
Erik Stenemo (Chitarra)
Mats Rubarth (Basso)
Josephine Forsman (Batteria)
 
RECENSIONI
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