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17/11/26
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IRON MAIDEN + AVATAR - Stadio Euganeo, Padova (PD), 12/07/2025
30/07/2025 (3028 letture)
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L'attesa era spasmodica per IL concerto dell'anno della mia personale classifica: avevo preso i biglietti appena aperta la prevendita per questo evento che celebra i 50 anni della fondazione degli Iron Maiden, poi è arrivato il triste annuncio del forfait di Nicko dai live della band. La notizia però non ha fatto calare troppo le mie aspettative di sentire una scaletta incentrata sui primi 9 album: in realtà l'ottavo, No Prayer for the Dying, verrà ignorato dalla setlist (che ho al solito accuratamente evitato di spoilerarmi per non rovinarmi la sorpresa). Finalmente arriva il gran giorno: macchinata verso Abano Terme e da lì, dopo una rinfrescata in albergo, direttamente al parcheggio della Fiera di Padova dove prendere il bus navetta che ci porterà allo stadio; prima però pausa pranzo seduti ad un bar ed ecco scatenarsi un acquazzone che per fortuna si rivelerà l'unico della giornata, non rovinandomi la trasferta per il concerto dei Maiden (a differenza della sfortunata data di Bologna del 2022). Dopo aver fatto il biglietto del bus (sicuramente sarò stato uno dei pochi) arriviamo alla venue, quindi zigzaghiamo in un infinito labirinto di transenne e infine entriamo nel pit, dove oltre al braccialetto ci viene data una bella card raffigurante la locandina del tour con tanto di QRcode che dà la possibilità di vincere gadget autografati dalla band o comunque uno sconto sullo store online della stessa. Complice il temporale la temperatura non è più quella africana dei giorni precedenti e quindi le premesse per una bella serata ci sono tutte...
AVATAR E le suddette premesse vengono confermate dal gruppo spalla, gli Avatar. Certo avere un'opener di questo livello non può che fare piacere: al di là del genere -più o meno apprezzabile a seconda dei legittimi gusti personali- gli svedesi dimostrano un livello di professionalità elevatissimo sia dal lato esecutivo che scenico: un ometto incappucciato fa il suo ingresso sul palco portando un'enorme scatolone rosso che posa sulle assi e a cui toglie il coperchio; spunta un palloncino e quindi... la testa di Johannes Eckerström che si guarda attorno stranito per poi uscire e attaccare il proprio show. Il trucco ricorda moltissimo quello di Eric Draven, il protagonista del film "Il Corvo", ed è di sicuro impatto, così come le doti canore e interpretative del frontman scandinavo, ma anche il trio d'asce Jarlsby/Öhrström/Sandelin dà spettacolo roteando le chiome come forsennati mentre si prodigano nei riff ficcanti di Let It Burn o In the Airwaves. Eckerström ci saluta e parla in un buon italiano (migliore di alcuni dei presenti) esordendo con "Metallari italiani, come state?" per poi autodefinirsi "un idioto" tra le risate generali, poi chiede quanti avessero già visto gli Avatar dal vivo -ne conta ironicamente 5 scarsi- e per quanti invece fosse la prima volta (la maggioranza): quindi ci dà il "benvenuti alla famiglia" e dopo un altro siparietto si passa a Smells Like a Freakshow e infine a Hail the Apocalypse che chiude questi tre quarti d'ora convincenti sotto tutti i punti di vista. Gli Avatar ci danno appuntamento a Milano a marzo 2026 per una data indoor e c'è da giurare che da stasera avranno molti fan in più che si presenteranno al prossimo spettacolo.
SETLIST AVATAR 1. Dance Devil Dance 2. Let It Burn 3. In the Airwaves 4. Bloody Angel 5. The Dirt I’m Buried In 6. Captain Goat 7. Smells Like a Freakshow 8. Hail the Apocalypse
IRON MAIDEN Guardandomi attorno realizzo una volta di più quanto eterogeneo sia il pubblico degli Iron Maiden: c'è gente di ogni età, dai più attempati ai giovanotti, molte ragazze fino ai bambini e intere famiglie, un ottimo segnale questo per il movimento metal in generale. Il sole sta calando quando dalle casse arriva l'arpeggio di Doctor Doctor; sappiamo che è giunto il momento e sale l'adrenalina nello stadio che nel frattempo si è riempito completamente; parte la registrazione di The Ides of March e grazie al megaschermo veniamo catapultati per dei bui vicoli londinesi giungendo infine a Parigi in Rue Morgue, dove la rullata della new entry Simon Dawson provoca un'ondata umana che subito si scatena. Per chi come il sottoscritto non ha sbirciato la scaletta è un inizio tanto inaspettato quanto apprezzato e del resto la tripletta iniziale sarà a marchio Killers, con una Wrathchild e la titletrack da manuale. I ragazzi sono in forma e lo si percepisce subito, Steve Harris ringhia al basso da par suo e le tre chitarre riempiono l'aria di riff e svisate. Come detto la scenografia punta sul digitale, video a tema sullo sfondo e giochi di luce ma non mancano nemmeno fuochi e botti; inoltre la mascotte Eddie fa il suo ingresso con Killers con tanto di chiodo e ascia in mano, mantenendo così anche quella che ormai è una tradizione. Nel frattempo Bruce Dickinson ci presenta Dawson -non senza ironizzare sul drumkit essenziale del batterista (quanto fa strano non vedere l'imponente serie di tom e piatti che "sommergevano" il buon vecchio Nicko)- il quale non sarà esente da qualche piccola sbavatura, che però non rovinerà la prestazione generale. Il drappo rosso che appare ora è ovviamente il preludio a Phantom of the Opera -anche questa appartenente all'Era Di'Anno e acclamatissima dai presenti- e con The Number of the Beast e il suo coro "6 6 6!" il fomento non fa che crescere; il gruppo si scambia sguardi compiaciuti e non manca di rimarcare la propria soddisfazione per la risposta della folla entusiasta. Un'altra perla della serata è poi il tris di Powerslave che, oltre alla title track interpretata da Dickinson con la famosa maschera di piume, vede l'iconico riff di 2 Minutes to Midnight e soprattutto il brano che speravo suonassero in questo Run for Your Life Tour, vale a dire la magistrale Rime of the Ancient Mariner, ancora più affascinante con il veliero a tema sullo sfondo e l'effetto nebbia nella quieta parte centrale prima della tempesta sonora sul finale. Ma è con Seventh Son of a Seventh Son che ho la conferma in diretta che Bruce non è umano quando prima dell'arpeggio di chitarra e basso il frontman emette per ben 24 secondi(!) un "oooooooooooh" che sembra infinito; pazzesco anche se di contro in Aces High avrà un piccolo calo sulle note più alte, ma lo possiamo perdonare visto che oltre a cantare il singer salta di qua e di là per il palco, incita più volte la platea, cambia continuamente costume di scena "recitando" i brani da mattatore qual è: fantastica la scenografia con un'enorme luna piena per Fear of the Dark o la gabbia da condannato a morte da cui fugge di Hallowed Be Thy Name, mentre su The Trooper indossa la canonica uniforme militare rossa dei Dragoni come pure Eddie che irrompe nuovamente sul palco andando a litigare con Janick Gers. "Scream for me Italiaaaa!...the IRON MAIDEN!!!" e parte il leggendario riff ad opera di Dave Murray nell'ovazione generale, e invece del solito gonfiabile dietro la batteria appare sullo schermo un titanico Eddie versione Piece of Mind che dopo essersi liberato da catene e camicia di forza si affaccia aggressivo sullo schermo con un effetto 3D che lo fa sembrare vero, per poi strappare i cavi dell'alta tensione con relativi corto circuito e fumo. La band si ritira per una breve pausa e poi parte il bis, con aeroplani sullo schermo, mitragliate e l'evocativo discorso di Churchill a introdurre la mitica Aces High cui abbiamo già accennato, poi è il turno di Fear of the Dark (dai più criticata in quanto "inflazionata", come del resto Run to the Hills, ma entrambe cantate a squarciagola da 40000 voci nessuno escluso) e infine chiusura affidata a Wasted Years sulla quale brilla la stella di Adrian Smith, sempre molto composto ma non per questo meno coinvolgente. È già finita, gli Iron Maiden ci salutano riconoscenti per l'affetto ricevuto e Bruce promette che torneranno presto dalle nostre parti... non vedo l'ora! Uno spettacolo devastante, una delle migliori prestazioni degli ultimi anni per questi miti viventi, basta vedere le facce della gente che sciama fuori dallo stadio per renderesene conto... UP THE IRONS!!!
SETLIST IRON MAIDEN The Ides of March [intro] 1. Murders in the Rue Morgue 2. Wrathchild 3. Killers 4. Phantom of the Opera 5. The Number of the Beast 6. The Clairvoyant 7. Powerslave 8. 2 Minutes to Midnight 9. Rime of the Ancient Mariner 10. Run to the Hills 11. Seventh Son of a Seventh Son 12. The Trooper 13. Hallowed Be Thy Name 14. Iron Maiden ---Encore--- Churchill’s Speech 15. Aces High 16. Fear of the Dark 17. Wasted Years
Dopo birra e panino torniamo in hotel ad Abano, per le cui strade scoprirò che negli stessi momenti si aggirava Gers; c'est la vie!
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@Gio 69
Ciao Gio, capisco perfettamente il tuo commento.
eppure, paradossalmente, sono proprio coloro che vanno a vederli ogni anno (forse sei anche tu tra questi ?) che fanno la tua stessa richiesta, apparentemente
per chi vi va una volta ogni tanto, come me (ed il bacino dei fan de Maiden è molto ampio), la scaletta \'classica\' va benissimo.
PS: piuttosto, io ho sempre il timore che il timore che suonino pezzi dagli ultimi album, per me inascoltabili ... |
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rob non è tanto che cosa togli per far spazio, fai spazio togliendo le più suonate a favore delle meno suonate giusto per non far vedere sempre lo stesso concerto. i judas lo fanno un pochino, non abbastanza, ma giusto un pochino. in questo senso ci sono sia band più virtuose che meno |
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Rob Fleming,mi viene in mente quando vent\'anni fa Dickinson strappò durante un concerto un cartello di un fan con scritto \"Play Classics\",poi vedi le varie setlist e niente...una semplice considerazione. |
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Leggendo alcuni messaggi mi è venuta in mente la conferenza stampa prima dei mondiali del 2002 in Corea quando il solito geniale giornalista pone la fatidica domanda a Trapattoni: “perché non ha convocato Baggio?“. Il Trap non ebbe la prontezza di chiedere al medesimo giornalista di consigliargli chi tra Totti, del Piero, Vieri, Inzaghi, Montella e mettiamoci anche Doni che quell’anno aveva fatto 16 goal doveva lasciare a casa per far posto a Baggio. Stesso discorso sulle canzoni riproposte in questo tour. Siamo d’accordo che sono sempre le stesse. Cosa togliamo per far spazio a quelle meno inflazionate? |
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proprio da fan di Purple, Maiden e Piest chiedo loro scalette diverse e fantasiose perché dopo decenni sempre le solite hanno sbricolato i c.... |
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Sempre la stessa roba dischi live pieni di questi pezzi, forse andrà bene per chi è giovane, mai una Flash of the blade the duellist o che so back in the village, sea of madness, sun and steel, deja vu, losfer word, ma persino gangland, niente sempre così, stessa cosa vale per i Purple, dischi live pieni della stessa roba concerti fotocopia e pure costosi.
Ma ho capito che se anche suonassero senza volume o al buio cambierebbe poco gli ultras della band sono veramente irriducibili.
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Up the Irons! Concerto spettacolare! Tutto bello! |
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Bellissima scaletta, finalmente fuori la terribile Can I play with madness, che personalmente non sopporto.
Prezzo del biglietto folle |
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Gran concerto e splendida serata.
Il più bello che abbia visto degli Iron (prima volta live per me nel \'98 con Blaze).
Debbo dire che mi hanno positivamente impressionato e catturato, sono davvero mitologici.
Fatto PIT, pagato tanto, ma ne è valsa la pena.
Speravo in qualche altra decina di minuti, qualche brano diverso o in più, ma lo spettacolo è stato talmente notevole che non si può proferir parola se non UP THE IRONS!
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Bel report Massimo, suscita un po\' di invidia!  |
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Concerto spettacolare, scaletta top (anche io avrei scambiato alcuni brani con altri, ma come dice Halo è poco verosimile aspettarsi pezzi meno noti rispetto ai cavalli di battaglia). Prezzi in generale molto elevati, ma ho voluto ugualmente andare nel pit per farli godere appieno alla mia compagna che li vedeva per la prima volta. Bravissimi anche gli Avatar, che apprezzo dai tempi di Hail The Apocalypse: tra l\'altro con i miei amici prima del concerto abbiamo incrociato Johannes in centro a Padova che, alla richiesta di una foto, si è concesso sorridente e gentilissimo  |
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Seventh son of a seventh son 😍 |
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io li ho visti 3 volte, questo é stato lo spettacolo che ho preferito, con dei visual ed un palco che davvero valgono il prezzo del biglietto.
Sulla scaletta beh, ineccepibile. Certo, non nascondo che la goduria vera sarebbe stato rispolverare qualcosa di mai suonato o suonato molto raramente (flash of the blade, remember tomorrow, to tame a land - per dirne qualcuna delle mie preferite); mi rendo conto peró che magari c\'é chi li vede una volta nella vita e basta, e quindi non ci si puó privare di una the trooper o di run to the hills. Poco male alla fine, so che non posso avere proprio tutto, quindi va benissimo cosí! |
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Per i vecchietti come me setlist da urlo e spettacolo che, immagino, sia stato notevole per chi c\'e\' stato. Potrei dire con Revelations in più e Fear of the dark in meno, un vero best of dei Maiden, ovviamente per l sottoscritto. |
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