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23/05/26
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EUGENIO FINARDI - Tutto '75 / '25 Tour - Messina, 21/12/2025
13/01/2026 (1167 letture)
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Artista tra i più raffinati della scena rock nazionale e tra i più di lungo corso in assoluto (il suo primo album intitolato Non gettate alcun oggetto dai finetrini risale appunto al 1975), l'artista di Milano ha oltretutto flirtato lungamente col rock. Anche molto deciso. Inoltre, presenta dei legami col metal che si possono rintracciare in alcune sue uscite. Vedi Finardi dell'81. Di questo però parleremo in separata sede. Intanto, eccovi la cronaca della tappa messinese del tour celebrativo dei suoi 50 anni di carriera.
INTERVISTE, ROSTICCERIE E POLTRONE Per una volta, niente cronaca di una scomoda trasferta come d'uso, dato che il concerto da vedere si terrà stavolta a soli cinque chilometri dalla casa dello scrivente. Una vera rarità. Allora nessuna avventura di viaggio da raccontare (salvo che non vogliate considerare tale l'assalto pre concerto a una rosticceria in zona) e primo contatto con Finardi che avviene nel pomeriggio. Il musicista mi aveva infatti dato appuntamento per le 17,30 per un'intervista da fare dopo il sound check, della quale leggerete in seguito. Rivelandosi peraltro persona amabilissima. Tornati in teatro dopo una cena invereconda, prendiamo posto nelle poltrone assegnateci. Teatro praticamente tutto esaurito e come unica nota stonata, ma tristemente prevedibile, la pressoché totale assenza di giovani. L'età del pubblico partiva infatti dai quaranta e andava a salire fino a quote superiori a quella del sottoscritto. Potrei dire tante cose in proposito, facendo anche il paragone con recenti pienoni fatti in città da gente che non potrebbe a volte essere nemmeno classificata come musicista, ma mi limiterò a un semplice “peggio per loro”.
DA MESSINA AD ANGHIARI VIA OSAKA Con pochi minuti di ritardo sulla tabella di marcia, l'artista si presenta sul palco sorridente, loquace e palesemente felice di essere in una città che – come lui stesso ha ricordato – gli servì spesso da base per i suoi concerti siciliani negli anni che furono. Citando persino una rosticceria in zona porto presso la quale si serviva quando stava qui. La serata si preannuncia subito piacevole e così sarà. Grande feeling tra Finardi e il pubblico, col suono che si aggiusta quasi subito dopo un inizio un po' incerto e poi dalla prima canzone all'ultima sarà una festa. Palco allestito in maniera semplice, ma efficace e formazione a quattro priva di basso. All'opera con il cantante il partner in crime e direttore artistico Giovanni “Giuvazza” Maggiore alla sei corde, Maximilian Agostini alle tastiere e Claudio Arfinengo alla batteria. Bellissime le esecuzioni di Bernoulli, Non diventare grande mai, La radio, Musica ribelle e Extraterrestre, col concerto che è andato quindi in crescendo. Importante e sentito l'omaggio all'amico Ivan Graziani con Il prete di Anghiari, qui resa con grande classe, fornendo uno spunto perfetto per chi volesse conoscere il lavoro del chitarrista di Teramo. E dopo i bis di prammatica a chiudere tutto in bellezza, pubblico che sciama soddisfatto, intrattenendosi davanti al teatro prima di andare via. Magari citando le innumerevoli canzoni che ancora avrebbero potuto essere estratte dallo sterminato repertorio del Nostro.
LA FORZA DEL SORRISO Presentando ogni pezzo in maniera sincera, descrivendo aneddoti, retroscena e significati di ogni canzone, Eugenio Finardi ha dimostrato perché per mezzo secolo abbia calcato innumerevoli palchi con successo e perché continuerà a farlo. Anche gestendo ironica e leggerezza qualche piccola amnesia durante un paio di esecuzioni, ben spalleggiato da “Giuvazza”. A proposito del chitarrista e facendo salve le qualità degli altri due musicisti, è anche venuta fuori la sua vena molto rock. Specialmente in alcuni assolo. Quello che più ha colpito però, è stato l'entusiasmo di Finardi e la gioia nello stare davanti alla gente. Con un bel sorriso permanentemente scolpito in faccia. E in questo mare di nulla che è il mainstream italiano (settore cui egli non appartiene), è confortante sapere che Finardi è ancora in giro. Un'esperienza che Messina dovrebbe permettersi più spesso - un plauso a chi ha voluto portarlo qui - invece di investire in nullità fatte esibire in pompa magna in Piazza Duomo.
SETLIST FINARDI 1. Tanto tempo fa 2. La forza dell'amore 3. Uno di noi 4. I venti della luna 5. Le ragazze di Osaka 6. Dolce Italia 7. Non è nel cuore 8. Un uomo 9. Patrizia 10. Bernoulli 11. Mio cucciolo d'uomo 12. La battaglia 13. Suite (Katia, La canzone dell'acqua, Oggi ho imparato a volare, 14. Non diventare grande mai) 15. Il prete di Anghiari (cover di Ivan Graziani) 16. La radio 17. Musica ribelle 18. Extraterrestre 19. Amore diverso
Foto di Letizia De Cola
Si ringrazia l'associazione Musicale Vincenzo Bellini, organizzatrice dell'evento, nelle persone di Giuseppe e Antonio Ramires. Inoltre, Francesco Di Mento e Andrea Pintaldi (entourage Finardi).
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P.s. comunque molto bello Diesel del 77, credo l\'apice non più raggiunto. |
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Caro Galilee, usa un po\' il cuore e meno la testa, non siamo su Chat Gbt. Il mio paragone é calzante... non stiamo paragonando la pasta al pomodoro con un cacciavite, bensí cantautori appartenenti più o meno allo stesso periodo. In più non mi riferivo per niente alla tecnica, bensí alla poetica e all\'immortalitá della proposta, oltre che al messaggio sovversivo, spirituale ed esoterico espresso in molte dei loro capolavori. Vogliamo parlare di Burattino Senza fili del 1977? Anima Latina? La Voce del Padrone? Non entriamo veramente nel merito di Battiato, inarrivabile per chiunque. Anche I king Crimson ammisero che la musica era solo un mezzo e un pretesto per raggiungere un\'altra dimensione... un\'altra condizione di esistenza, non stiamo sempre a perpetrare giudizi solo in merito al freddo dato professionale o tecnico, ovvero come va tanto di moda oggigiorno. E comunque mi sembra che anche loro abbiano collaborato con molti mostri inglesi del prog rock anni 70 (sentire ad esempio Una Giornata Uggiosa del 1980), quindi credo che non fossero i primi scemi a passare, se parliamo di bravura agli strumenti. Bravissimo comunque finardi, sicuro nella top 10 degli artisti italiani di fine secolo scorso, ma non trovo la sua proposta immortale e così tanto di spessore come i maestri che ho citato, oltre alla capacità di influenzare intere generazioni di poeti e musicisti per sempre, almeno fino a quando questo mondo non crollerá. E perdonatemi se la superiorità é da quello che si vede, non da come si poggiano le dita su una tastiera (questo non vuol dire che la tecnica conti zero, ovviamente). E non ho citato neanche Pino Daniele o Fossati, ma il discorso sarebbe praticamente lo stesso... buona domenica. |
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2 spanne sopra musicalmente parlando quando Finardi ha sempre suonato con I migliori musicisti sulla piazza a livello nazionale non si può sentire. Senza contare il fatto che per poter approcciare le canzoni di Finardi con qualsiasi strumento bisogna essere dei professionisti visto che il livello di difficoltà di esecuzione è altissimo. Cosa che non si può certo dire per i cantautori poc\'anzi citati. Finardi sta agli Area e ai PFM non a Bennato Battiato e Branduardi. |
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Nomi diificilmente accostabili tra loro. Tranne forse Bennato con la fase di secret streets. |
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Secondo me sopravvalutato, anche se piuttosto bravo. Gente come Bennato, Battiato, Battisti o Branduardi, erano sicuramente 2 spanne sopra lui, sia a livello musicale che di contenuti. |
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Grande autore e interprete, il Tom Englund del cantautorato italiano |
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Non sono mai stato un suo grande fan e addirittura lo avevo conosciuto in Verso Oriente dei Timoria. La prima parte della sua discografia é tuttavia interessante visto che usciva per la Cramps e anche le copertine erano ad opera del grafico di quell\'etichetta (come per gli Area) e poi i dischi erano fatti bene. |
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Sicuramente Finardi ha una voce particolare, molto personale, però visto che appunto ha una bella voce se ti abitui prima o poi dovrebbe piacerti. Sugo è forse il mio preferito, anche se Diesel, Blitz e l\'omonimo sono li. |
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@Gal, sì che tecnicamente sia bravissimo si sente, e la voce è molto molto bella (a differenza di altri cantautori che mi piacciono ma che hanno, per me, una voce inascoltabile, Dalla e Guccini) è proprio il suo particolare modo di cantare che non mi prende. Vediamo, per adesso quei due album stanno fissi in macchina, magari mi ci devo solo abituare. |
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Grande Raven. La leggerò sicuramente 👍🏻. X No Fun, io adoro la sua voce. Si è una voce particolare, ma anche tecnicamente devastante e molto comunicativa. |
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Martedì esce l\'intervista che gli ho fatto in questa occasione. Penso contenga vari spunti interessanti. |
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L\'articolo mi ha invogliato a riascoltare Sugo e Diesel in questi giorni. Grande musica, belle canzoni, bei testi. Però come in passato la sua voce non mi prende, o meglio non la voce, proprio il suo modo di cantare, molto particolare e riconoscibilissimo ma non riesce a piacermi. |
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Il periodo buio probabilmente è iniziato con l\'uso di eroina. Per fortuna riuscì ad uscirci in due o tre anni e mai più tornarci. Una delle tante vittime inconsapevole. Poi probabilmente non aveva più voglia di rientrare nel giro. Potrei però sbagliarmi, perché di scritto non c\'è nulla. Lui ne parla durante le interviste , ma non è il suo argomento preferito. |
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Cantautore di eccellente livello, dotato di una timbrica molto elegante ed espressiva che ho sempre apprezzato parecchio, nonché ottimo polistrumentista, ha sperimentato e come detto sotto curato gli arrangiamenti in modo scrupoloso (va anche segnalato il suo esperimento di pubblicare un album interamente in lingua inglese), per me ha subito una evidente crisi compositiva verso la fine degli \'80 che è poi proseguita per il resto della carriera. Negli anni il suo nome è finito nel dimenticatoio anche per il suo carattere schivo e riservato. Guardando la scaletta non ho dubbi sul fatto che sia stato un gradevole concerto, storco il naso giusto per Uno di noi (cover di One of US di Joan Osborne) che trovo mediocre e fuori luogo. |
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ammetto che leggere Finardi su metallized mi ha fatto stranissimo.. non lo conosco bene ma mi avete incuriosito con i vostri commenti. studierò |
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Io consiglio di guardarsi Eugenio Finardi live Lugano 1979 |
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Per completare il mio commento 13 consiglio una bellissima intervista di Gomez a Finardi su Raiplay, nel programma La Confessione, dove parla di 50 anni di carriera, di politica e delle amicizie con Battiato, De André e Camerini |
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Anche per me Finardi è stato uno dei più grandi cantautori, soprattutto fino al 1983. Ciò che lo contraddistingueva era l’abbinare arrangiamenti curati e una band eccellente a testi sempre belli ed incisivi.
Album come Sugo, Diesel, Blitz, Roccando Rollando, Finardi, Secret Streets e Dal blu sono tutti dischi splendidi: fino a Roccando Rollando più cantautorali, Finardi e Secret Streets più rock, e Dal blu apre a sonorità più elettroniche. Aldilà dei 4/5 brani più famosi vale la pena riscoprire pezzi come Scimmia, La canzone dell’acqua, Scuola, Oggi ho imparato a volare, Cuba: hanno dei testi meravigliosi.
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Parti dal primo e vai tranquillo fino all\'omonimo Eugenio Finardi. Scoprirai un mondo, di musicisti fuori dal normale, di testi articolati , pieni di passione e mai banali e di un anima sperimentale e hard rock che in Italia non ha eguali. Almeno in ambito cantautorale, anche se per i tempi Finardi era precursore in tutto. |
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Ammetto di non conoscerlo se non in quelle due tre canzoni. Ma ricordo un suo album blues stratosferico (Anima blues). Feci la cacchiata di non comprarlo ed oggi è introvabile. Peccato. Tra l\'altro è bilingue in inglese e il disco risultava ancor più credibile. Dovrò recuperare qualcosa
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Di Finardi mi hanno sempre ammaliato i testi. Ho dei limiti nel riconoscere i meriti di un musicista, salvo distinguere fra un caprone ed uno bravo... ma le parole... le parole credo di saperle usare un po\' e questo personaggio è uno di quelli che incanta. |
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@Lontano. Le parti di basso venivano coperte con le tastiere. Immagino una scelta per contenere i costi di ingaggio, ma è una mia speculazione. |
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Tantissimi anni fa vidi un suo spettacolo a La Spezia, tutto incentrato sul fado portoghese, dove oltre a lui c\'era Francesco di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso e un chitarrista di fado bravissimo.
Fu uno spettacolo davvero emozionante, davvero di alto livello. |
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Aggiungo una piccolissima cosa per me importante...i suoi dischi uscivano per la Cramps,non dico altro,un grande. |
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Grande Raven. Che dire di Eugenio Finardi. Fino a 15 anni fa lo conoscevo solo di nome, ma non l\'avevo mai ascoltato seriamente. Poi comprai un piccolo cofanetto, quegli essential da 3 CD , e mi si aprii un mondo. Presi in seguito i suoi primi 7 album che sono a dir poco meravigliosi e riuscii anche a vederlo in concerto con un trio acustico. Senza basso tra l\'altro. Fu un esperienza incredibile. Riuscii anche a stringergli la mano. Per quanto mi riguarda è assieme a De Andrè il miglior cantautore Italiano. E primo per quanto riguarda la musica. E di certo il più sottovalutato, ma musicalmente è troppo difficile per l\'uomo massa, quindi purtroppo rimarrà tale. Grande Raven che ha avuto l\'onore di incontrarlo e parlarci. Un uomo dall\'intelligenza sopraffina e culturalmente avanti, ma grazie ad una cultura empatica, volta verso il prossimo , ma anche verso se stessi con la necessità istintiva di mettersi sempre in discussione. Non lo conosco di persona, ma ciò che traspare è un essere umano Enorme dal quale dovremmo prendere ispirazione e imparare. Grazie Maestro. |
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3
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Un enorme artista, forse troppo sottovalutato e/o conosciuto solo per 2/3 canzoni.
Una curiosità per Francesco (e chi ha assistito al concerto), come hanno suonato \"Extraterrestre\" senza basso? pezzo a parte, perché questa scelta musicale (niente 4 corde)? |
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Rispetto infinito,grande artista. |
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