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AVATAR + ALIEN WEAPONRY + WITCH CLUB SATAN - Alcatraz, Milano (MI), 03/03/2026
29/03/2026 (465 letture)
Dopo averli visti di spalla agli Iron Maiden e aver appreso del loro ritorno dalle nostre parti da headliner, ero piuttosto curioso di assistere alla data italiana degli Avatar e a giudicare dalla già nutrita coda di fan -molti dei quali giovanissimi e agghindati con tanto di trucco in faccia- non sono il solo; dopo aver ritirato alla cassa l'accredito io e i miei compagni di viaggio varchiamo la soglia dell'Alcatraz in cui è stato allestito il palco B, vale a dire quello che si trova sulla destra del locale, di fronte al bar rialzato, e attendiamo l'inizio dello spettacolo che si presenterà piuttosto variegato nella proposta; prima però faccio mio il CD autografato di Don't Go In The Forest -ulteriore astuto incentivo all'acquisto a mio modo di vedere- mossa questa che mi eviterà di aspettare eventualmente gli Avatar fuori del club.

WITCH CLUB SATAN
Si comincia curiosamente con il black metal al femminile delle Witch Club Satan: molto scenografico sia nei costumi che nella performance stessa, il trio proveniente dalla Norvegia appare sul palco con un'intro piuttosto lunga per poi scatenare la propria furia con I Was Made By Fire; vedo tra il pubblico diverse t-shirt della band, la quale ha infatti un buon seguito di aficionados (nonostante sia nata solo nel 2021) che conosce ogni pezzo della giocoforza striminzita setlist. Dopo un cambio d'abito -in realtà praticamente si tratta di body painting- lo show continua tra urla e movenze esoteriche con brani quali Mother Sea e Fresh Blood, Fresh Pussy fino all'invettiva "Silence is a fuckin' crime, no mercy for Benjamin Netanyahu!" che strappa consensi in platea. Alla fine del set le ragazze danno appuntamento ai fan nei pressi dello stand del merchandising dove si concedono a selfie e autografi abbandonando le velleità sataniste e rivelandosi gentilissime e disponibili.

SETLIST WITCH CLUB SATAN
1. I Was Made By Fire
2. Black Metal is Krig
3. Salvation
4. Mother Sea
5. Fresh Blood, Fresh Pussy
6. Solace Sisters


ALIEN WEAPONRY
Molto interessante il secondo gruppo della serata per quanto mi riguarda: è infatti il turno degli Alien Weaponry, una scelta quasi sorprendente dato che questi ragazzi arrivano dall'altra parte del mondo. I neozelandesi cominciano con una haka recitata dal corpulento Henry Te Reiwhati de Jong che poi siede alla batteria dando inizio alle danze, subito seguito dal fratello Lewis. Groove ed energia a go go, l'esotico act si esibisce con pezzi in lingua madre e il bassista Turanga Morgan-Edmonds sfoggia su tutto il corpo tatuaggi maori, mentre il chitarrista fa volare i suoi dread scapocciando a più non posso; non c'è che dire, gli Alien Weaponry si sono rivelati una bella sorpresa e hanno senz'altro aggiunto valore alla eterogenea line up della serata.

SETLIST ALIEN WEAPONRY
1. Rū Ana Te Whenua
2. Te Riri o Tāwhirimātea
3. Mau Moko
4. Taniwha
5. Kai Tangata


AVATAR
Ed ecco il momento del gruppo principale: introdotti da un temporale ecco materializzarsi gli Avatar: una figura incappucciata tiene in mano una lanterna e presto scopriamo che si tratta di Johannes Eckerström, che ci imbarca in questo live con il canto dell'instant classic Captain Goat. La band è coesa e perfettamente sincronizzata nei movimenti, anche se l'attenzione è tutta per il frontman truccato come il Corvo che svolge il suo ruolo in maniera impeccabile, scherzando con la platea in un italiano maccheronico ma non troppo ("Shut up I'm talking eccheccazzo!" strappa più di una risata) ma soprattutto esibendosi sia in clean che in growl in modo eccelso. Diversi i momenti di grande partecipazione in cui si salta e si canta all'unisono -In the Airwaves, Death and Glitz- e spassoso il momento in cui Johannes si esibisce al piano per il divertissment Sarà Perché Ti Amo sulla quale tutto il locale si esibisce all'unanimità! Un membro dello staff vestito da boia appronta ora un trono sul quale siede Jonas "Kungen" Jarlsby che da vero re della sei corde si esibisce in una Legend of the King che è tutta evoluzioni e riff ficcanti, quindi si giunge alla coinvolgente Tonight We Must Be Warriors sulla quale il gruppo si accomiata scherzando sul fatto che potrebbe continuare per tutta la notte, ma non lo farà.
Ben presto le luci si spengono mentre il lugubre canto di un allocco fa da preludio al bis: si vede un palloncino rosso - forse preso in prestito da Pennywise- muoversi sul palco (ciò grazie a una macchina telecomandata) ed ecco la title track dell'ultimo album, dopo la quale Eckerström ci sfida a indovinare quanti pezzi suoneranno ancora -il gran finale è affidato al circo sonoro di Smells Like a Freakshow (con annessa annusata di ascella!) e a una Hail the Apocalypse che non fa prigionieri: è davvero finita, gli Avatar si sono dimostrati una grande live band che merita di essere vista, a maggior ragione da headliner.

SETLIST AVATAR
1. Captain Goat
2. Silence in the Age of Apes
3. The Eagle Has Landed
4. In the Airwaves
5. Bloody Angel
6. Death and Glitz
7. Blod
8. The Dirt I'm Buried In
9. Colossus
10. Torn Apart
11. Bella Ciao [traditional cover]
12. Sarà Perché Ti Amo [Ricchi e Poveri cover]
13. Howling at the Waves
14. Glory to Our King/Legend of the King
15. Let It Burn
16. Tonight We Must Be Warriors
---Encore---
17. Donít Go in the Forest
18. Smells Like a Freakshow
19. Hail the Apocalypse



Macca
Lunedì 30 Marzo 2026, 12.28.42
1
Grandissimo concerto, scaletta top - strana la scelta di mettere in apertura Captain Goat, ma alla fine ha funzionato soprattutto scenograficamente - e prestazione della band veramente superlativa. Il primo gruppo purtroppo non ho fatto in tempo a vederlo arrivando da Genova dopo il lavoro, Alien Weaponry divertenti e molto particolari.
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