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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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KREATOR + CARCASS + EXODUS + NAILS - Alcatraz, Milano (MI), 07/04/2026
17/04/2026 (765 letture)
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Quello di stasera è quasi un mini-festival dati i nomi in cartellone; MC²Live porta infatti a Milano un ottimo ensemble che vedrà un'affluenza cospicua da un po' tutta la penisola -e non solo a giudicare dai diversi idiomi che ho sentito in coda aspettando l'apertura delle porte- per cui entro nel locale meneghino con grandi aspettative che, lo dico subito, non verranno deluse.
NAILS I Nails, tornati con una formazione rimaneggiata dopo i terremoti interni degli anni scorsi, hanno il compito di aprire la serata davanti a una platea che si sta via via ingrandendo: in mezz'ora i californiani propongono il loro grindcore a tinte death/thrash senza fare prigionieri, forti dell'apprezzamento di un pubblico che li acclama fin dall'opener Suffering Soul. Todd Jones porta avanti il suo progetto con l'ausilio del bassista Andrew Solis e del batterista Carlos Cruz che alla bisogna si prodiga in blast-beat senza soluzione di continuità come si conviene al genere; in scaletta troviamo anche I Will Not Follow, pezzo che vide ai tempi la collaborazione di Max Cavalera e che accende ulteriormente gli animi per quello che risulterà essere più di un semplice gruppo spalla: come inizio non ci possiamo proprio lamentare...
SETLIST NAILS 1. Suffering Soul 2. Violence Is Forever 3. God’s Cold Hands 4. Wide Open Wound 5. I Will Not Follow 6. Endless Resistance 7. You Will Never Be One of Us 8. Unsilent Death
EXODUS Suona strano in primis a me stesso, ma questa è la prima volta in cui vedo gli Exodus con Gary Holt in formazione non essendo impegnato con gli Slayer; è molta quindi l'emozione allorché il chitarrista fa il suo ingresso sul palco insieme al redivivo Rob Dukes, rientrato al posto di Souza (e chissà che la vena velatamente polemica con cui Zetro chiedeva durante i live dove fosse Gary non abbia influito sul suo licenziamento…). In ogni caso sono contento di rivedere sul palco Rob, personaggio genuino e frontman che non si risparmia fino all'ultima goccia di sudore (e di saliva, data la quantità di sputi che dissemina sul palco) il quale ci confessa quanto gli siamo mancati durante la sua assenza; dopo una We Will Rock You sparata a tutto volume dalle casse -e che Dukes sia un fan di Freddie Mercury lo si evincerà anche dal botta e risposta di vocalizzi cercato col pubblico- i Nostri attaccano con la nuova 3111 che live rende in maniera adeguata facendo scapocciare fin dal principio la platea, anche se ovviamente è con Bonded by Blood che la gente comincia a volarmi sulla testa: mi trovo infatti in seconda fila rispetto alla transenna e pare che stasera il corridoio preferenziale per il crowd surfing sia quello che passa sopra la mia persona... vabbè sopravviverò anche a questo. Intanto gli Exodus continuano a martellare come fabbri (in particolare Tom Hunting sembra in gran spolvero dietro le pelli), facendoci tirare relativamente il fiato con i ritmi cadenzati di Goliath salvo poi passare all'esaltante A Lesson in Violence, quindi Gary Holt non resiste dall'accennare il riff di Raining Blood per poi passare a The Toxic Waltz. Il fomento, è ai massimi livelli e un ammirato Rob Dukes ci elegge come miglior pubblico dell'intero tour per poi buttarci addosso il macigno Strike of the Beast, che conclude degnamente il set dei mitici Exodus che spero di rivedere presto in una data da headliner.
SETLIST EXODUS 1. 3111 2. Bonded by Blood 3. Deathamphetamine 4. Blacklist 5. Goliath 6. A Lesson in Violence 7. Raining Blood [intro]/The Toxic Waltz 8. Strike of the Beast
CARCASS È ora il turno dei Carcass, la band più attesa da una parte sostanziosa del pubblico presente; il frontman Jeff Walker con la sua aria distaccata, la camicia bianca e i jeans sembra un impiegato di mezza età, ma poi si avvicina al microfono con il suo basso e... Unfit for Human Consumption! Taglienti come un bisturi, chirurgici nel loro set di classici death metal, gli inglesi scatenano un mosh esagerato sciorinando un brano dopo l'altro con disarmante naturalezza, con il leader che distribuisce plettri e bottigliette d'acqua in quantità. Exhume to Consume vede come di consueto il chitarrista Bill Steer alla voce mentre va segnalato che alla batteria troviamo nientemeno che Waltteri Väyrynen degli Opeth al posto di Daniel Wilding, assente per questioni famigliari ma decisamente rimpiazzato in maniera impeccabile. Come detto la platea apprezza e noi delle prime file ne facciamo le spese, ritrovandoci continuamente gente che ci vola sulla testa in allegria, l'atmosfera è di pieno coinvolgimento e possiamo senz'altro promuovere lo show dei Carcass come uno dei top della serata.
SETLIST CARCASS 1985 [intro] 1. Unfit for Human Consumption 2. Buried Dreams 3. Incarnated Solvent Abuse 4. No Love Lost 5. Death Certificate 6. Dance of Ixtab (Psychopomp & Circumstance March No. 1 in B) 7. Genital Grinder 8. Exhume to Consume 9. Corporal Jigsore Quandary 10. Heartwork Carneous Cacoffiny [outro]
KREATOR Sul mega-telone che occulta il palco degli headliner appaiono evocative immagini animate dall'AI di guerre e lotte da ogni epoca sulle note di Eve Of Destruction, e quando viene svelata l'imponente scenografia che richiama il nuovo album ecco apparire i Kreator che ci rovesciano addosso tonnellate di riff metallici. Inizialmente i suoni appaiono un po' ovattati e il volume non sembra ottimale, ma ben presto la situazione si normalizza e così possiamo godere appieno di brani potenti come Enemy of God. Si attinge appieno da Krushers Of The World, come giusto che sia, ma sono chiaramente i vecchi classici che coinvolgono maggiormente la folla che si riversa sulle prime file come una cascata umana. Frédéric Leclercq è ormai perfettamente integrato nella band, Sami Yli-Sirniö si conferma gran chitarrista (vedi l'epico attacco di Hordes of Chaos) e Mille Petrozza interpreta ogni canzone con enfasi e coinvolgimento (arrivando ad indossare un paio d'ali demoniache durante l'esecuzione di Loyal to the Grave) mentre per Tränenpalast la band viene raggiunta sul palco dall'affascinante Britta Görtz, che duetta al microfono con Mille proprio come in studio. Seguono altri cavalli di battaglia quali la recente 666 - World Divided o la più attempata Violent Revolution, prima del gran finale affidato a una Pleasure to Kill che pone fine alle ostilità di una serata a dir poco perfetta.
SETLIST KREATOR 1. Seven Serpents 2. Hail to the Hordes 3. Coma of Souls intro/Enemy of God 4. Satanic Anarchy 5. Sergio Corbucci Is Dead/Hate Über Alles 6. People of the Lie 7. Betrayer 8. Krushers of the World 9. Hordes of Chaos (A Necrologue for the Elite) 10. Satan Is Real 11. Loyal to the Grave 12. Mars Mantra/Phantom Antichrist 13. Tränenpalast 14. Endless Pain 15. 666 – World Divided 16. The Patriarch/Violent Revolution 17. Pleasure to Kill Apocalypticon [outro]
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Allora si vede che tutte le volte che viene nel bel paese la ripete con orgoglio. |
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@Vitadathrasher, mi sa che l\'avevo letta molti anni fa su una rivista, forse HM o Metal Hammer  |
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\"....mio padre è italiano di catanzaro!\" |
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