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17/11/26
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TORI AMOS - Teatro degli Arcimboldi, Milano (MI), 05-05-2026
23/05/2026 (699 letture)
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Il recentissimo ritorno di Tori Amos al Teatro degli Arcimboldi di Milano è stato uno di quei concerti capaci di trasformare una sala teatrale in uno spazio quasi rituale, capace di calamitare l’attenzione di un pubblico eterogeneo e cross generazionale riunitosi da varie parti d’Italia. Per quasi due ore, l’artista americana ha guidato il pubblico milanese dentro un viaggio emotivo fatto di confessioni sussurrate, improvvise esplosioni rock e momenti di pura intimità pianistica.
Fin dall’apertura con Fire to Your Plain, Tori Amos ha imposto il tono della serata in modo intenso, teatrale, profondamente viscerale. Seduta al suo inseparabile grand piano Bösendorfer, la signora dalla rossa criniera ha saputo dialogare fisicamente con lo strumento, piegandosi sui tasti, oscillando tra due tastiere come in una danza privata. Le sue celebri pose al pianoforte con il busto arcuato all’indietro, il volto quasi nascosto tra i capelli rossi, le mani che correvano in direzioni opposte, hanno trasformato ogni brano in una sostanziale performance scenica. Accanto a lei, la band essenziale e senza fronzoli ha avuto un ruolo fondamentale nel dare respiro e dinamica al concerto. Il batterista Ash ha costruito un tappeto ritmico elegante e mai invasivo, mentre il basso di Jon Evans ha accompagnato i momenti più cupi con grande sensibilità. Particolarmente suggestivo anche il lavoro delle tre coriste, spesso utilizzate da Tori Amos come un’estensione emotiva della propria voce: armonie soffuse, richiami gospel e improvvisi crescendo che hanno arricchito soprattutto i brani più recenti, donando profondità quasi liturgica all’intera esibizione. Una parte centrale dello show è stata naturalmente dedicata a In Times of Dragons, il diciottesimo album in studio della musicista, pubblicato il 1° maggio 2026 e posizionato come lavoro ambizioso e fortemente politico, costruito come una sorta di concept album tra fantasy, allegoria e critica sociale: Tori Amos racconta una lotta simbolica tra democrazia e tirannia, intrecciando immagini mitologiche ad atmosfere quasi medievali. Musicalmente, l’album alterna il pianoforte classico che ha reso celebre l’artista a momenti più elettronici, arrangiamenti barocchi, harpsichord e improvvise aperture rock, mantenendo però intatta quella scrittura emotiva e confessionale che da sempre caratterizza il suo repertorio. I nuovi brani, da Shush alla title track In Times of Dragons, si sono inseriti con naturalezza accanto ai classici storici, segno di un repertorio che continua a evolversi senza rinnegare il passato. Winter, introdotta da un delicatissimo accenno di Garlands, ha immerso il teatro in un silenzio quasi religioso, rappresentando il climax dell’intera serata e capace di magnetizzare le emozioni dell’audience di ogni generazione, mentre Putting the Damage On e l’iconica Pretty Good Year hanno ricordato quanto la scrittura di Tori Amos resti una delle più raffinate e dolorosamente sincere del songwriting contemporaneo, tanto da ricevere applausi meritati e a scena aperta. Il finale con God e Big Wheel ha riportato energia e ironia, chiudendo uno show elegante e magnetico, intimista e allo stesso tempo coinvolgente.
L’attuale tournée, iniziata ad aprile 2026, accompagnerà l’artista per tutta la primavera e l’estate tra Europa e Nord America, con date nei principali teatri e auditorium internazionali fino alla fine di agosto. Un tour volutamente teatrale e raccolto, pensato più come esperienza emotiva condivisa che come semplice celebrazione nostalgica. Dal punto di vista vocale, Tori Amos non cerca più la perfezione tecnica degli anni Novanta: oggi punta tutto sull’interpretazione, sul fraseggio, sulla capacità di scolpire le parole. Ed è proprio questa maturità a rendere il concerto così potente. Ogni canzone è sembrata infatti vissuta nuovamente sul palco, non semplicemente eseguita. Milano ha assistito non soltanto a un concerto, ma a una lezione di presenza scenica e libertà artistica.
SETLIST TORI AMOS
1. Fire to Your Plain 2. Shush 3. i i e e e 4. Ruby Through the Looking-Glass 5. Mary 6. Putting the Damage On 7. Pandora’s Aquarium 8. Pretty Good Year 9. In Times of Dragons 10. Winter (con intro di “Garlands”) 11. Witness 12. Gasoline Girls 13. Crucify
---- ENCORE ----
14. God 15. Big Wheel
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Che brava Tori, musicista straprdinaria. Il nuovo disco lo sto ancora dogerendo, phrtroppo non c’ero ma sembra scaletta che alterna bene il nuovo con i classici. |
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Un live vibrante e intimo, a cui ho avuto il piacere di assistere. Ottima scaletta e performance emozionale. |
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