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17/11/26
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AVANTASIA - Arena Alpe Adria, Lignano Sabbiadoro (UD), 08/06/2026
05/07/2026 (503 letture)
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Se me l'avessero detto anche solo qualche anno fa, non ci avrei mai creduto, un concerto degli Avantasia (che avrei già dovuto e voluto vedere live), praticamente a cinque minuti da casa, all'Arena Alpe Adria di Lignano Sabbiadoro in provincia di Udine. Negli ultimi anni questa peculiare location ci ha regalato concerti metal del calibro di In Flames, Abbath, Insomnium, Hammerfall, e speriamo dunque, che continui a regalarci concerti pazzeschi. Scelta un po' infelice, c’è da dire la programmazione del concerto di lunedì sera, ma la situazione è stata sicuramente rimpolpata da turisti austriaci che ne hanno approfittato per prolungare la loro permanenza a Lignano, come da tante persone dal confinante veneto. Nonostante ciò l’evento non ha fatto registrare il tutto esaurito e rispetto all'anno scorso con gli In Flames, l’affluenza è stata inferiore. La quantità di concerti programmati quest'anno in Italia è davvero incredibile e fare delle scelte è ormai più che mai necessario tra costi spesso fuori portata e benzina alle stelle, ma questo appuntamento con gli Avantasia era decisamente imperdibile per la sottoscritta, sotto decisamente tutti i punti di vista. Seguo con passione e attenzione il progetto di Tobias Sammet da svariati anni, ritenendolo uno dei compositori massimi in ambito power/symphonic, capace di scrivere canzoni e testi che vanno anche al di là delle singole classificazioni, infatti, non mi stupisce affatto che sia apprezzato anche da persone che magari non sono proprio affini del genere.
Con il progetto Avantasia, nato negli inizi del 2000, e ormai quindi divenuto decisamente una realtà solida, come ha sottolineato lo stesso Tobias proprio al concerto, la libertà compositiva e di espressione è decisamente più ampia che con gli Edguy, che hanno comunque regalato capitoli indimenticabili ed emblematici nella storia del power metal. La quantità di collaborazioni e cantanti presenti come ospiti nei dischi e poi nei live è fin dall'inizio un marchio di fabbrica che aggiunge spessore e varietà allo spettacolo ed anzi, sinceramente poter vedere e ascoltare cantare dal vivo tantissimi illustri cantanti insieme a Tobias, è davvero un’occasione imperdibile, come anche un’esibizione che più che un concerto metal si trasforma in un enorme carrozzone variopinto e trascinante dove l’entrata in scena e l’avvicendarsi dei vari cantanti è qualcosa di totalmente esaltante per lo spettatore.
Dunque verso le 19 io e il mio fidanzato ci siamo avviati verso l’Arena Alpe Adria, per fortuna il caldo non era eccessivo e la temperatura era sopportabile, oltre che la pineta attorno all'arena ripara sempre e regala un po' di ombra, ci siamo messi in fila per l’apertura porte. Il disbrigo delle formalità per entrare è stata relativamente breve e abbiamo deciso di metterci come l’anno scorso all’inizio della gradinata di destra all'ombra, perché volevamo stare tranquilli dopo una giornata alquanto stancante. Pensare che di lì a poco sarebbero entrati in scena Tobias Sammet e soci e avere l’onore di averli ospiti in una location così intima e a misura di persona, è stato davvero un pensiero inebriante nell'attesa della serata che si faceva man mano più emozionante, fino a quando molto lentamente è iniziata a calare la penombra, prendendosi il suo spazio e il suo momento, in questa serata di inizio giugno.
Alle ventuno spaccate si sono accesi i riflettori ed è caduto il sipario, facendomi sobbalzare il cuore e sinceramente stavo per scoppiare in lacrime (cosa che mi succederà svariate volte durante la serata), perché era irreale poter essere lì dopo tantissimo tempo a potermi godere finalmente questo concerto. L’apertura è stata affidata a Creepshow, canzone dall'ultimo album Here Be Dragons, che all'uscita aveva lasciato perplesse parecchie persone, ma che dal vivo funziona decisamente bene devo dire, e vista in questa chiave e in questo contesto live, ha tutto il senso di essere stata scritta. Nonostante il tour sia la seconda parte di Here Be Dragons iniziato l’anno scorso, nel concerto non verranno proposti altri brani oltre a questo, come invece era avvenuto nei concerti della prima parte. Sinceramente, è una cosa che mi è piaciuta parecchio, soprattutto di vedere riproposti dal vivo vecchi pezzi dai primi album, e da The Scarecrow, che sembra essere stato l’album più gettonato per i ripescaggi. Non mi sono voluta togliere prima la sorpresa di sapere quali cantanti sarebbero saliti sul palco insieme a Tobias e quando è entrato in scena Kenny Leckremo, uno degli ultimi arrivati in casa Avantasia, voce degli svedesi H.E.A.T., non ho potuto fare a meno di constatare che ha un carisma e una presenza scenica che non lascia indifferenti, oltre che una voce spettacolare, perché ce ne vuole di coraggio a cantare le parti in origine cantate da Michael Kiske, come Reach Out For The Light. Seppure cantante in una band hard rock, Kenny dimostra egregiamente di sapersi muovere anche in territori power, con un’estensione vocale decisamente notevole. Meno imponente ed eclatante è invece la presenza di Tommy Karevik, anche lui svedese, voce dei Kamelot e Seventh Wonder, che però ha una personalità più elegante e posata e sempre precisa nell'esecuzione, in questo caso di Dying For An Angel, trascinante pezzo in origine con la collaborazione di Klaus Meine e non sono certo paragoni facili da reggere. Da menzionare assolutamente gli schermi sul palco diversi per quasi ogni canzone che aggiungevano un’immersione pazzesca nell'atmosfera delle canzoni, come anche la scenografia del palco grigia con gradini e cancelli con un’estetica piuttosto gotica e fiabesca. Con l’ingresso della leggenda di Bob Catley, quasi 80 anni ormai, leggenda dell’AOR melodico con i suoi adorabili Magnum, si è entrati nel cuore pulsante e più narrativo degli Avantasia, che nel classicone The Story Ain't Over dimostra tutta la sua abilità nell'immergere l’ascoltatore nei contesti più fiabeschi. La discesa dell'elegante Chiara Tricarico, voce dei nostrani Moonlight Haze, dalla sua postazione nei cori accanto al sempre presente e fido Herbie Langhans, quando di tratta di collaborare con Sammet, ha regalato una performance particolarmente apprezzata, dato che era di casa oggi qui in Italia. Chiaramente, per forza di cose, l’attenzione era maggiormente incentrata sull’avvicendarsi dei cantanti sul palco, ma alla chitarra come sempre Sascha Paeth ha svolto il suo egregio lavoro, come la macchina umana Felix Bohnke dietro le pelli e la tastiera di Michael Rodenberg, sulla destra del palco sotto i coristi. Ha fatto sorridere quando Tobias Sammet, con uno dei suoi immancabili cappelli, stavolta rosso zebrato, ha preso un po' di respiro parlando di quando da piccolo è venuto una volta in Italia in vacanza a Lido di Jesolo, non molto lontano da Lignano, e che gli era stato detto che non era una città proprio metal, ma nonostante tutto era contento di vedere che le persone c’erano e che soprattutto si stavano comportando e partecipando come se fossero tante migliaia. Tobias Sammet, come sempre, era in ottima forma vocale, anche se durante la serata lascerà completamente il microfono e il palco agli altri ospiti presenti in quattro brani. È stato il momento di Runaway Train ancora con Bob Catley, raggiunto da Herbie Langhans, cantante secondo me sottovalutato, praticamente sempre presente live, dal suo debutto nell'album Ghostlights in Draconian Love, che finora è rimasta la sua unica partecipazione in una canzone degli Avantasia, anche se spesso è presente nei cori. Si è tornati indietro addirittura al primo album The Metal Opera -Part 1 con Avantasia con il buon Tommy Karevik a destreggiarsi nella parte originariamente di Mikael Kiske, ed è stato davvero esaltante poterla ascoltare dal vivo e ricordarci la filosofia dietro il progetto di Tobias, oramai divenuto una solida realtà:
We are the power inside, we bring you fantasy. We are the kingdom of light and dreams, gnosis and life: Avantasia! - Avantasia…
È il turno dell'entrata sul palco di un altro veterano dell'heavy e hard rock ottantiano Ronnie Atkins, voce dei danesi Pretty Maids, con Let The Storm Descend Upon You, pezzo davvero epico e sontuoso da Ghostlights, raggiunto anche dal buon Herbie Langhans e per fortuna che la serata non minacciava nessuna tempesta reale. A questo punto è il turno di ben due pezzi senza il musicista di Fulda che si congeda andando dietro le quinte e lasciando lo scettro a Kenny Leckremo e Tommy Karevik per Promised Land e Twisted Mind insieme in entrambe a Ronnie Atkins. Sinceramente se la sono cavata egregiamente e non hanno fatto sentire la mancanza della mente portante e la seconda dal vivo è stata decisamente trascinante, più che da disco, e con lo sfondo con un immagine di un volto con gli occhi che si muovevano. È stato nuovamente il momento di Chiara Tricarico, applaudita e osannata a fine canzone per essere un orgoglio nostrano in ambito metal, che interpreta in Farewell la parte che era in origine di Sharon Den Adel. Ma non prima di un momento davvero toccante, speciale e nostalgico, in cui Sammet chiede a tutti, ma proprio tutti i presenti di accendere le torce del telefono e ondeggiare avanti e indietro come nella migliore tradizione delle ballad negli anni 80, d’altra parte si sa che il musicista di Fulda ne è un grandissimo nostalgico. Per fortuna però non è ancora il momento dei commiati nella serata che si fa sempre più magica con il ritorno di Kenny Leckremo sul palco con il mastermind degli Avantasia, che scherza sul fatto che ogni tanto va a riascoltarsi le canzoni che ha scritto ormai tanti anni fa e non gli sembrano poi così male! Dal vivo è ancora più trascinante con il cantante svedese che rende giustizia al compianto Andre Matos, probabilmente una delle voci più impressionanti in campo power che, ahimè, ci ha lasciati troppo presto. Tra l'altro il giorno del concerto era anche l’anniversario della sua morte, che sia volutamente stato un omaggio senza sbandierarlo ai quattro venti? Per The Wicked Symphony, ancora senza Tobias, hanno preso le redini del microfono in questo brano dal gusto decisamente gotico ed oscuro Tommy Karevik e poi Kenny Leckremo e Herbie Langhans che hanno fatto trascorrere i nove minuti della canzone troppo velocemente, davvero suggestivo live il momento verso la fine durante la conversazione vocale fra Tommy e Kenny che rende il pezzo così particolare. Ancora orfani del mastermind, Herbie Langhans, Kenny Leckremo e Bob Catley, hanno interpretato Shelter From The Rain magnificamente, con Kenny davvero a suo agio nelle parti del dio Kiske, e pensare che canta hard rock il ragazzo. Ancora una volta l’album The Scarecrow protagonista, sinceramente non mi è dispiaciuta affatto questa scelta di scaletta, anche perché ammetto che questo album è da sempre uno dei miei preferiti, anche se so che a molte persone, dopo i due Metal Opera, l’hanno ritenuto non all'altezza. Ma ecco arrivato il momento proprio della monumentale titletrack The Scarecrow, insieme a Ronnie Atkins, in cui finalmente anche i musicisti si sono presi il loro momento di gloria con Oliver Hartmann e poi anche il bassista Andre Neygenfind che sono saliti sulla postazione sopra i cori per l’assolo finale.
Le luci del palco si spengono, ma ancora non è finita, perché viene portato sul palco un bellissimo pianoforte che, spiega Tobias, ha centoventi anni e sottolinea il fatto che tutta la musica che abbiamo ascoltato non ha niente a che vedere con la tecnologia e l’intelligenza artificiale, ma che è tutto frutto della stupidità umana. Poi non appena inizia nella penombra, solo lui sul palco, come a lume di candela, a suonare i primi accordi di Lucifer, sono letteralmente scoppiata a piangere, perché non essendomi informata sulla possibile scaletta, volendo che fosse una sorpresa, ovviamente non mi aspettavo neanche che facessero questo brano così particolare che trovo decisamente commovente nella sua struggente sensualità, che mi riporta a tanti ricordi. Tobias annuncia poi che suoneranno un brano in più visto che è rimasto colpito dal supporto e dalla partecipazione del pubblico, nonostante fossero già fuori orario per il disturbo della quiete pubblica. In effetti il concerto per la nostra gioia, è durato più di due ore, anche se avrei voluto che non finisse mai, poiché già immaginavo poi il dolore del ritorno alla normalità e la sensazione di vuoto che avrei provato dopo un concerto ed un’esperienza così travolgente, ma è un prezzo che accetto volentieri per vivere emozioni così grandi ed intense. Lost In Space è stata l’unica canzone degli Avantasia ad entrare nella classifica tedesca ha scherzato Sammet, ancora un brano dal gettonatissimo per questa serata da The Scarecrow, che sinceramente non sarà il capolavoro, però diciamolo è piacevole, impreziosita dall'intervento di Chiara Tricarico nelle vocals femminili, originariamente opera di Amanda Somerville. È giunto così il momento del medley finale con i cavalli di battaglia Sign Of The Cross/The Seven Angels con tutti i cantanti ospiti sul palco, indescrivibile questo momento intenso e un po' triste allo stesso tempo perché consapevoli che il concerto stava per finire. La cosa straordinaria della serata è stata anche la simpatia e l’ironia del folletto di Fulda, che nonostante la popolarità raggiunta prima con gli Edguy e poi con gli Avantasia, non ha mai perso quella semplicità e genuinità del suo essere, che lo fa piacere a moltissimi, nonostante salga e condivida il palco praticamente ormai con gli idoli della sua adolescenza. Ha ringraziato ogni singolo fan presente al concerto, e ho decisamente apprezzato questa sua umanita’ di riconoscere l’importanza di chi lo segue e lo sostiene sempre.
Il concerto è stato senza ombra di dubbio uno dei concerti, se non il più bello in assoluto, a cui io abbia avuto l’onore di partecipare e riprendersi e tornare alla vita reale è stata davvero dura.
SETLIST AVANTASIA
1. Creepshow 2. Reach Out For The Light (with Kenny Leckremo) 3. Dying For An Angel (with Tommy Karevik) 4. The Story Ain’t Over ( with Bob Catley) (also with Chiara Tricarico) 5. Runaway Train (with Bob Catley) (also with Herbie Langhans) 6. Avantasia (with Tommy Karevik) 7. Let The Storm Descend Upon You ( with Ronnie Atkins) (also with Herbie Langhans) 8. Promised Land (with Kenny Leckremo) (also with Ronnie Atkins, without Tobias Sammet) 9. Twisted Mind (with Tommy Karevik) (also with Ronnie Atkins, without Tobias Sammet) 10. Farewell (with Chiara Tricarico) 11. No Return (with Kenny Leckremo) 12. The Wicked Symphony (with Tommy Karevik) (also with Kenny Leckremo and Herbie Langhans, without Tobias Sammet) 13. Shelter From The Rain (with Herbie Langhans) (also with Kenny Leckremo and Bob Catley without Tobias Sammet) 14. The Scarecrow (with Ronnie Atkins)
Encore
15. Lucifer 16. Lost In Space 17. Sign Of The Cross/The Seven Angels (with all)
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Mi sa che eravamo vicini! Concerto spettacolare, atmosfera bellissima e l\'Arena Alpe Adria si riconferma un posto stupendo, chapeau a Lignano per la bellissima città e per l\'intraprendenza. Una delle rare volte in cui sono stato ad un concerto da solo, mi sono comunque divertito e commosso come un matto! |
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