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THIS WILL DESTROY YOU + ZEBRA.SYS - Traffic Live Club, Roma, 25/07/2026
30/07/2026 (223 letture)
A un mesetto di distanza dall'ultima calata dei God Is An Astronaut in terra italica, Hellfire booking propone una data del combo texano This Will Destroy You. I nostri festeggiano ben 20 anni di carriera e lo fanno con un tour speciale che propone l'EP di debutto Young Mountain e il quarto album Another Language suonati interamente. Ad accompagnarli per l'occasione c'è il duo romano Zebra.sys.

Arrivato al locale, situato nella ridente zona del Quarticciolo, nella periferia est di Roma, in perfetto orario, alle 20:55 circa entro nella sala principale in attesa dell'inizio dello spettacolo. La sala è stranamente vuota, ma nell'impianto PA risuona della musica. Prima di entrare noto un palco più piccolo montato esternamente, ma non gli do troppo peso. L'orario di inizio è previsto per le 21:15 ma alle 21:25 ancora non si vede nessuno sul palco. Penso quindi che si tratti di un po' di comprensibile ritardo ma alle 21:45 ancora nessun segno di vita. Decido di stemperare l'attesa uscendo all'esterno dove c'è una zona bar con dei tavolini. Scopro quindi che il gruppo spalla si sta esibendo sul palchetto esterno di cui sopra, da almeno mezz'ora considerando il numero di persone presenti. Il fatto che nessuno si sia degnato di mandare un annuncio per comunicare l'inizio dello spettacolo agli spettatori rimasti all'interno del locale principale (che è insonorizzato rispetto all'esterno) o comunque di mettere un cartello con un'informazione così essenziale è semplicemente inconcepibile. Ciò detto, riesco comunque a presenziare all'ultima parte dell'esibizione degli Zebra.sys, per cui posso darvi la mia impressione.

ZEBRA.SYS
Avete presente i Daft Punk? Immagino di sì. Ecco, l'estetica degli Zebra.sys è palesemente ispirata al gruppo francese: completo nero e caschi futuristici con scritte digitali, nonché strumenti (basso e chitarra) contornati con delle luci stile neon. La musica tuttavia si discosta un po' dalla dance dei Daft Punk. Il duo infatti propone una interessante mistura di techno, rock e industrial, che pesca sia dal clubbing furioso sia da gruppo come i Rammstein. Essendo solo in due e divisi tra chitarra/voce e basso, gli Zebra.sys si avvalgono di un computer con le sequenze dei loro brani. Sullo sfondo, ogni brano è accompagnato dalla proiezione del rispettivo video (quasi un lyric video in alcuni casi), di ottima fattura, introdotto dalla riproduzione di un file audio come se fosse un archivio. Insomma il confezionamento è ottimo, ma la musica? Partiamo col dire che pur non essendo di particolarmente originale (in alcuni casi sembra di ascoltare la psytrance condita di chitarroni dei S.U.N. Project), certi brani (Mayday, Zebras) hanno il merito di rimanere in testa. L'ispirazione Rammstein diventa chiara con Eigengrau, ma la cassa dritta è decisamente la passione degli Zebra.sys (Jailbreak). Tra vocoder e sensazioni elettroniche la mezz'ora a cui ho assistito è passata piuttosto veloce, e se vi piacciono le influenze citate un ascolto vale la pena.

THIS WILL DESTROY YOU
Finita la performance del gruppo spalla, si rientra tutti dentro per la parte saliente della serata. Dopo lo split tra i due membri fondatori Jeremy Galindo e Christopher Royal King i This Will Destroy You vivono diverse incarnazioni separate, che tuttavia mantengono lo stesso monicker. Stasera è quella guidata da King, per l'occasione accompagnato da Emily Xander ai synth e alla chitarra baritona e dai membri Jesse Kees (alla chitarra, invece che al basso) e Robi Gonzalez alla batteria. Al basso troviamo invece Masaru Takaku. La sala nel frattempo si è praticamente riempita e questo è apprezzabile. Al suo ingresso la band viene applaudita con calore e si comincia subito con il viaggio strumentale. Sul palco non ci sono microfoni per la voce e infatti i cinque non parlano mai, se non lo stesso King per ringraziare i presenti verso la fine. Purtroppo il sound non è dei migliori, il palco è piccolo e i rientri dei microfoni generano spesso dei fastidiosi feedback. Anche la batteria è davvero troppo alta rispetto al resto del gruppo. In ogni caso, questo non impedisce al gruppo di dare il meglio. Young Mountain viene suonato tutto d'un fiato, senza pause. Young Mountain rappresenta l'anima più viscerale del gruppo, un concentrato di riverberi e distorsioni nella più rispettabile tradizione shoegaze. L'esperienza è globale ma cito un brano su tutti: There Are Some Remedies Worse Than the Disease, summa maxima dell'espressione caotica e definita al tempo stesso. Senza soluzione di continuità si passa all'esecuzione di Another Language, che esprime da una parte il lato più ragionato e cerebrale dei This Will Destroy You e dall'altro quell'irrequietezza psicofisica che contraddistingue il post rock. Qui la differenza la fanno i sintetizzatori e il gran lavoro di batteria di Gonzalez. Tra l'e-bow di King e le bordate sul basso elettrico di Takaku si giunge alla conclusione, stanchi ma soddisfatti del viaggio. Il gruppo esce di scena, ma viene richiamato a gran voce per un ultimo brano, la bella suite The Mighty Rio Grande.

Dopo circa un'oretta e venti di spettacolo, la serata si conclude ed è il momento di trarre un bilancio. Al netto della disorganizzazione iniziale e dei problemi di audio esposti, lo spettacolo è riuscito e sicuramente i This Will Destroy You hanno dato il massimo. Speriamo quindi di rivederli presto, magari con una scaletta dei loro brani migliori.



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