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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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22/05/2024
( 1148 letture )
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Black metal e Grecia, alla lettura di tale accostamento probabilmente uno dei primi nomi che possono venir in mente non è quello dei Dødsferd. Eppur la band del mastermind Wrath può fregiarsi di venticinque anni di attività e dodici album all’attivo, di cui l’ultimo ed omonimo Wrath. Navigando nel maremagnum del black, a volte spinti da correnti più depressive, a volte spinti da correnti più pure e crude di nera fiamma la band ha mantenuto comunque un buon livello medio nelle produzioni ed anche il neonato soddisfa le attese e le curiosità antecedenti alla sua uscita. Quaranta minuti suddivisi in sei capitoli (sette su vinile) di puro black, dalle influenze melodiche nordiche e dalle influenze ritmiche teutoniche, diretto e crudo, senza fronzoli.
Wrath ha una produzione piuttosto old school, le chitarre sono zanzarose ma piene, la voce graffiante e bastarda si erge nello spettro sonoro alternata salturiamente a clean profonde, sorretta anche da una batteria piuttosto piena e triggerata. Nel complesso il disco suona piacevole, ibrido tra una concezione più “vecchia” e i muscoli e la potenza di una produzione “moderna”. Probabilmente un suono più freddo e asettico avrebbe rafforzato ancor più le composizioni, fermo restando che Wrath suona comunque molto -black-.
Compositivamente la band si affida ad un rinnovato rispolvero di ciò che fu il black norvegese degli anni novanta, il riffing è freddo e affilato con predominanza di tremoli e chiari-scuri melodici che rendono dinamici e scorrevoli le composizioni. Seppur i brani oltrepassino il muro dei sei-sette minuti non si percepisce quasi mai il senso di ripetizione o monotonia, grazie ad una tensione costante e tanta energia. Il disco cresce lentamente fino a convogliare alla centrale Raging Lust of Creation, il brano più rappresentativo e completo della tracklist. Quando il duo decide di spingere e serrare ancor più il ritmo ed il riffing i riscontri sono altresì decisamente soddisfacenti, esempio ne sono l’opener Restoration of Justice tanto quanto la conclusiva Failure Ablaze in Your Existence dove le reminescenze nordiche sono più forti che mai. A destare l’attenzione infine vi sono sporadici momenti in cui improvvisamente il combo inserisce elementi di destabilizzazione dal movimento generale, come stacchi e ripartenze ritmicamente thrash o l’uso di clean vocals, dimostrando imprevedibilità e comunque un gusto musicale estroso e curioso.
Wrath è un disco che colpisce, perché? Perché è la dimostrazione che si può ancora fare puro e semplice black metal senza fronzoli e orpelli, nudo e crudo e che funziona dannatamente bene. La formula che i Dødsferd hanno trovato o anzi ancor meglio ritrovato è senza dubbio la più efficace e funzionale e le composizioni qui proposte ne sono esempio indiscutibile. Un disco black per chi cerca il black, senza se e senza ma.
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Restoration of Justice 2. Decay of Sanity 3. Raging Lust of Creation 4. Spiritual Lethargy 5. Heaven Drops with Human Filth 6. Failure Ablaze in Your Existence
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Line Up
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Wrath (Voce, Chitarra) Neptunus (Basso) N.D. (Batteria)
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RECENSIONI |
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