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30/01/25
BERNTH, CHARLES BERTHOUD E OLA ENGLUND
SANTERIA TOSCANA 31, VIALE TOSCANA 31 - MILANO
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Serious Black - Rise of Akhenaton
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31/12/2024
( 576 letture )
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Nati nell’ormai lontano 2014 come supergruppo di ex componenti di Helloween e Blind Guardian, con Roland Grapow alla chitarra e Thomen Stauch alla batteria, i Serious Black arrivano settimo sigillo nel 2024, con una formazione orfana ormai di qualsiasi membro originario, che nel corso di appena un decennio ha vissuto stravolgimenti decisamente importanti. Tanto da far si che sia plausibile domandarsi chi siano e cosa facciano oggi i Serious Black, e soprattutto, se possa avere ancora un valore mantenere un monicker del genere o se forse non sia il caso di resettare il tutto e procedere ad una nuova partenza. Anche il virare della proposta musicale avuta a seguito dei vari cambi di formazione spalleggia quest’ultima riflessione, in quanto siamo passati da un sound di matrice puramente power, ad un melodic hard rock/AOR vitaminizzato con rarissime spruzzate power che si' è gradevole, ma certo ha poco a che vedere con le radici della band.
Torniamo ai fatti…2024, settimo album, Rise of Akhenaton che fondamentalmente riprende il cammino sonoro esattamente dove lasciato dall’ultimo (non particolarmente ispirato) Vengeance Is Mine, e ne prosegue purtroppo la scia della scarsa ispirazione o, quantomeno, delle composizioni non particolarmente ispirate; non che le canzoni proposte siano brutte, sanno però di già sentito in una maniera che purtroppo ottenebra quanto di buono si può trovare a sprazzi nel disco. Al di la dei tanti riferimenti che si possono scorgere nei vari brani, il più ricorrente, soprattutto per scelte vocali e di arrangiamento sono gli Avantasia versione hard rock degli ultimi anni. È proprio la qualità la grande assente, il guizzo, l’ispirazione, la giocata che valorizza il brano, anche se magari non originalissima…niente, il tutto scorre via nella routine più standardizzata, dove l’unica ricerca effettuata dalla band sembra quella di minimizzare gli sforzi per massimizzare il risultato. Naturalmente i membri della band sono tutti professionisti di livello ed assolutamente padroni della parte musicale, sia meramente strumentale, sia dal punto di vista vocale e forse è proprio questa la cosa che maggiormente pesa nella valutazione finale di questo lavoro, in quanto si presuppone che professionisti di tale calibro siano in grado di rendere prestazioni dove si possa quantomeno percepire un maggiore impegno ed una maggiore enfasi nel rapportarsi alla musica. Passiamo ora al pomo della discordia del disco, ovvero le canzoni: si parte tutto sommato abbastanza bene con l’ opener Open Your Eyes, brano risulta essere piacevole che induce al ben sperare per il proseguimento del platter, in quanto ben pensato e ben realizzato con un buon ritornello. Gli entusiasmi già si raffreddano leggermente con la successiva We Are the Storm, che si è carina e “coccolosa”, ma molto più banale nella sua struttura. Purtroppo per noi le note dolenti arrivano con la successiva Silent Angel, che al di là di un titolo che definire inflazionato è poco, cade in scelte musicali decisamente banali e derivative; prendete una canzone dall’andamento hard rock da uno degli ultimi dischi degli Avantasia, toglietele il gusto ed il genio creativo di Tobias Sammet, ed immaginate un Sammet svogliato dietro il microfono ed ecco, non siete lontani dal risultato. Purtroppo per noi le cose non migliorano molto con la successiva Take Your Life, che al di la di un testo dozzinale, è funestata da uno spirito “pop un tanto al chilo” che la rende stucchevole già ai primi ascolti. Le sorti dell’ascolto si risollevano un po’ con la successiva e ben fatta Shields of Glory, che con il riffing serrato ed il suo epico ritornello ci fa capire che quando la band mette impegno in quel che fa, dimostra di avere le carte per regalare agli ascoltatori ben altre canzoni. Per nostra fortuna che la titletrack Rise of Akhenaton risulta essere una buona canzone, ovviamente pervasa da un’aura orientaleggiante ed epica che ben si confà all’argomento trattato; ben studiate sia le parti ritmiche che le parti vocali, strofe e ritornelli compresi; niente che faccia gridare al miracolo, ma sicuramente gradevole da ascoltare. Il resto delle canzoni del disco oscilla purtroppo tra il carino, la conclusiva Metalized, la sufficienza scarsa, Virtual Reality, ed il “meglio non commentare.
Come già visto anche negli altri lavori dei Serious Black, anche Rise of Akhenaton è un disco che ha luci (poche) ed ombre (tante) e che ci dimostra nuovamente che la band non è ancora pronta o, forse, non è attualmente in grado di fare quel salto qualitativo necessario per avere una maggiore credibilità all’interno di un panorama musicale sovraesposto di uscite. Se avete apprezzato gli altri lavori della band, prendetevi Rise of Akhenaton a scatola chiusa; se invece non vi siete mai strappati i capelli per la band, passate tranquillamente oltre, non cambierete idea neanche stavolta!
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Eh sì, l\'ennesima copia carbone, sbiadita. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Open Your Eyes 2. We Are the Storm 3. Silent Angel 4. Take Your Life 5. Shields of Glory 6. When I´m Gone 7. United 8. Rise of Akhenaton 9. Virtual Reality 10. I Will Remember 11. Metalized
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Line Up
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Nikola Mijic (Voce) Dominik Sebastian (Chitarra) Bob Katsionis (Chitarra) Mario Lochert (Basso) Rami Ali (Batteria)
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RECENSIONI |
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