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17/11/26
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Joe Bonamassa - Breakthrough
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29/08/2025
( 2460 letture )
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Breakthrough, pubblicato il 18 luglio 2025, è il nuovo, attesissimo album di Joe Bonamassa, una delle figure centrali del blues-rock contemporaneo. Attivo sin da giovanissimo e vero prodigio che a soli 12 anni ha aperto concerti di B.B. King, Bonamassa ha costruito negli anni una discografia imponente, che conta più di 50 pubblicazioni ufficiali e ben 28 dischi saliti al primo posto della Billboard Blues Chart. Conosciuto nell’ambiente come “Smokin’ Joe” o “Smokey Joe”, un soprannome nato per il suo stile infuocato e per la precocità del suo talento, Joe ha sempre mostrato una devozione filologica al blues classico, pur sapendo contaminare la sua musica con elementi rock, soul e a tratti funky. Il cocktail di ispirazioni si nutre di riferimenti illustri, Eric Clapton, Rory Gallagher, Jeff Beck, Stevie Ray Vaughan, Gary Moore, fino a Little Feat e Led Zeppelin. In Breakthrough, prodotto come di consueto egregiamente da Kevin Shirley il chitarrista statunitense amplia ulteriormente il suo linguaggio, realizzando un disco itinerante registrato tra Grecia, Egitto, Nashville e Los Angeles, in cui la sua cifra stilistica trova nuove declinazioni. Al centro della sua sonorità restano le sue chitarre iconiche, Gibson Les Paul Standard del ’59, Fender Stratocaster Rosie, le semiacustiche ES-335 e una fedele Firebird, strumenti che contribuiscono in modo essenziale al timbro dinamico e graffiante che lo distingue.
Fin dalle prime battute di Breakthrough si percepisce un’energia fresca, forte. Il disco si apre proprio con la title track, un pezzo solido e compatto basato su riff pulsanti, una sezione ritmica incisiva e la voce di Bonamassa più calda e presente che mai. Ma è con Trigger Finger che l’album compie il primo vero balzo in avanti, il brano è una scarica elettrica che rievoca il miglior Joe Bonamassa: il groove è ipnotico, il riff principale martellante e a supporto di un refrain magnetico con controcori soul blues, con un solo asciutto ma letale, un pezzo insomma che restituisce tutta la grinta di un artista in pieno controllo dei propri mezzi. Diverso il tono di Broken Record, che segna il momento più introspettivo del disco, un brano sentito e con una slide guitar che sembra parlare, soffrire, raccontare nei suoi sette minuti che scorrono come una lunga riflessione crepuscolare, tra ombre e riverberi, lasciando il segno. Tra i due estremi di energia e delicatezza si snodano altre gemme come Drive by the Exit Sign puro groove con un retrogusto funky che richiama le atmosfere più leggere dei Little Feat, mentre I’ll Take the Blame è una cavalcata rock-blues in pieno stile texano, guidata da un riff quasi tagliente. In Still Walking with Me, Joe si spoglia di ogni virtuosismo per cantare in modo diretto e commosso, mentre You Don’t Own Me accende una miccia di ribellione, tra piano in stile rockabilly e riff secchi. Ogni brano ha un’identità precisa, costruita su arrangiamenti curati e un interplay che rivela una band affiatata. Bonamassa, pur restando al centro del progetto, concede spazio al dialogo strumentale, scegliendo il tono giusto per ogni contesto.
I got a lot of money, don't wanna spend it all I got a lot of words, I might just write a song I got a certain nature, don't wanna think about it I got a trigger finger, don't even ask about it
(Change) Never bothered me When one door slams, somebody leaves (Change) Never bothered me When one door slams, baby, I'm free.
Con Breakthrough, Joe Bonamassa firma uno dei dischi più completi e maturi della sua brillantissima carriera, dimostrando ancora una volta di non essere solo un virtuoso, ma un musicista totale, capace di costruire narrazioni attraverso le sei corde, la voce e la produzione. La varietà stilistica, lontana dall’essere un semplice esercizio di stile, è sostenuta da una scrittura solida e da un’identità sempre riconoscibile. È un album che emoziona, scuote e coinvolge, uno dei momenti più alti della produzione recente blues-rock e senz’altro una delle uscite più significative del 2025. Per i fan, è un’aggiunta imprescindibile alla sua discografia; per i neofiti, un perfetto punto d’ingresso nell’universo sonoro di uno dei più grandi interpreti contemporanei del genere.
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5
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Bellissimo, dispiace solo che con una discografia così corposa da anni i suoi concerti siano, per lo più, dedicati alla riproposizione di classici del genere |
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3
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Cosa gli vuoi dire a JOE.
Classe ed equilibrio.
85 |
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2
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Seguo Bonamassa da una quindicina d’anni e devo dire che questo è forse il suo disco più ispirato nel periodo. È uno che pubblica tantissimo, e non è facile star dietro a tutto, ma qui ho percepito davvero qualcosa in più. La cosa bella è che le canzoni stanno al centro: prima il feeling, poi la voce, poi la tecnica, che comunque è sempre straordinaria. Scegliere i preferiti è dura, perché i 10 pezzi sono tutti di alto livello, ma cito la ballad (da brividi) Broken Record e Shake This Ground, con quel coretto femminile innocente che ti conquista subito. Di sicuro finirà nella mia top ten del 2025. Per me 85
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1
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Josh Smith alla seconda chitarra? Tantissima roba, un chitarrista bravissimo e, purtroppo, semisconosciuto nonostante non sia proprio un ragazzino. Possiese anche una voce notevole. Uscita che merita un ascolto, sicuramente. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Breakthrough 2. Trigger Finger 3. I’ll Take the Blame 4. Drive by the Ext Sign 5. Broken Record 6. Shake This Ground 7. Still Walking With Me 8. Live After Dark 9. You Don’t Own me 10. Pain’s on Me
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Line Up
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Joe Bonamassa (Voce, Chitarra) Josh Smith (Chitarra) Reese Wynans (Tastiere, hammond, piano) Calvin Turner (Basso) Steve Mackey (Basso) Greg Morrow (Batteria) Lemar Carter (Batteria, Percussioni) Danielle DeAndrea, Jade MacRae (Cori)
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RECENSIONI |
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