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Sumo Cyco - Neon Void
20/11/2025
( 12958 letture )
Nel teatro delle autoproduzioni che ormai trovano nelle maglie delle indipendenze un orizzonte sempre migliore e concreto, i Sumo Cyco con Neon Void consegnano un lavoro che ha molto da dimostrare e altrettanto da affinare. Non si può negare che il trio canadese, guidato dall’inconfondibile voce di Skye Sweetnam, mostri una padronanza del suono e della scena che sarebbe invidiabile se non fosse per la sensazione costante di ricorso al già visto, al già sentito, al già raccontato — con troppa cura e poca scintilla.

L’apertura con Shivers, intanto, getta subito un’ombra: riff granitici, una bella tensione, una voce che scalda e accelera — eppure quella marcia sembra roba troppo nota, quasi replicata. Asteroid e Flies si susseguono in un ritmo veloce, mostrando la capacità tecnica del gruppo, l’energia contraddistingue i Sumo Cyco — ma quel muro resta troppo spesso immutato, senza buchi sull’intonaco. Villains prova quantomeno a passare dalle fessure delle porte, con un incrocio tra punk e metal che trova momenti interessanti di contrasto, ma che da solo non riesce a cambiare le sorti dell’intero progetto. Pain/Love rallenta il passo, porta la melodia in primo piano, lascia respirare la produzione ben curata — qui si apprezza il lavoro dietro le quinte, l’attenzione al dettaglio. Ma la riflessione che ne viene fuori è che la forma abbia preso il sopravvento sul contenuto. Stronger Now e Clockwork mostrano la volontà di allargare lo spettro sonoro, di includere drop, cambi di tempo, atmosfere più intricate — ed è qui che Neon Void guadagna qualche punto in più: perché il trio osa un poco, si muove, non si accontenta del semplice applauso. Ma, a conti fatti, sono Boring, Voices e Nobody Home a restituire la misura della questione: ottima esecuzione, ottimo impianto, ma la domanda che resta è: «perché proprio questo disco?». Ecco, la risposta tarda ad arrivare. Abandon All Ships e Until Today provano a iniettare ulteriore personalità: la voce di Skye qui diventa ancora più selvaggia, il suono più spinto, quasi industriale al margine — ed è forse in questi momenti che Neon Void raggiunge un barlume di ciò che poteva essere e che non è riuscito a diventare, almeno non del tutto.

La produzione dell’album è tra i suoi punti di forza: pulita, potente, bilanciata. Non è facile, in un progetto indipendente, far sì che ogni elemento trovi la giusta collocazione senza perdere vigore — e qui i Sumo Cyco ci riescono. Le parti vocali, gli arrangiamenti, le pause, le esplosioni: tutto è misurato come in una scatola di cristallo. Ma proprio quella misurazione, quel controllo, contribuisce alla sensazione di opere “ben fatte” più che di opere “vive”. I Sumo Cyco dimostrano di poter stare al passo, di avere strumenti e ispirazione — però la direzione, quel passo in più che cambia il significato della musica, rimane un work in progress. Ciò che spaventa è la consapevolezza che, in un mondo in cui ogni uscita deve riuscire a “esserci”, Neon Void rischi di restare un bel capitolo, non un punto di svolta. Con Neon Void, i Sumo Cyco consegnano comunque attitudine, forza e professionalità — ma non lo slam che segna una generazione. È un buon disco, sì. Un disco che ascolti con rispetto, che apprezzi. Ma che poi posi, senza essere affatto certo che tornerai a cercarlo. Tutto sommato è un peccato, perché è ciò che accade con la maggior parte della materia sonora che passa dalle nostre casse sempre più frequentemente: ogni decennio di più, ogni anno sempre di più.



VOTO RECENSORE
70
VOTO LETTORI
49.66 su 3 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2025
Cyco City Records
Crossover
Tracklist
1. Shivers
2. Asteroid
3. Flies
4. Villains
5. Pain/Love
6. Stronger Now
7. Clockwork
8. Boring
9. Voices
10. Nobody Home
11. Abandon All Ships
12. Until Today
Line Up
Skye Sweetnam (Voce)
Matt Drake (Chitarra, cori)
Oscar Anesetti (Basso, cori)
 
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