|
|
17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
|
|
|
20/11/2025
( 12958 letture )
|
Nel teatro delle autoproduzioni che ormai trovano nelle maglie delle indipendenze un orizzonte sempre migliore e concreto, i Sumo Cyco con Neon Void consegnano un lavoro che ha molto da dimostrare e altrettanto da affinare. Non si può negare che il trio canadese, guidato dall’inconfondibile voce di Skye Sweetnam, mostri una padronanza del suono e della scena che sarebbe invidiabile se non fosse per la sensazione costante di ricorso al già visto, al già sentito, al già raccontato — con troppa cura e poca scintilla.
L’apertura con Shivers, intanto, getta subito un’ombra: riff granitici, una bella tensione, una voce che scalda e accelera — eppure quella marcia sembra roba troppo nota, quasi replicata. Asteroid e Flies si susseguono in un ritmo veloce, mostrando la capacità tecnica del gruppo, l’energia contraddistingue i Sumo Cyco — ma quel muro resta troppo spesso immutato, senza buchi sull’intonaco. Villains prova quantomeno a passare dalle fessure delle porte, con un incrocio tra punk e metal che trova momenti interessanti di contrasto, ma che da solo non riesce a cambiare le sorti dell’intero progetto. Pain/Love rallenta il passo, porta la melodia in primo piano, lascia respirare la produzione ben curata — qui si apprezza il lavoro dietro le quinte, l’attenzione al dettaglio. Ma la riflessione che ne viene fuori è che la forma abbia preso il sopravvento sul contenuto. Stronger Now e Clockwork mostrano la volontà di allargare lo spettro sonoro, di includere drop, cambi di tempo, atmosfere più intricate — ed è qui che Neon Void guadagna qualche punto in più: perché il trio osa un poco, si muove, non si accontenta del semplice applauso. Ma, a conti fatti, sono Boring, Voices e Nobody Home a restituire la misura della questione: ottima esecuzione, ottimo impianto, ma la domanda che resta è: «perché proprio questo disco?». Ecco, la risposta tarda ad arrivare. Abandon All Ships e Until Today provano a iniettare ulteriore personalità: la voce di Skye qui diventa ancora più selvaggia, il suono più spinto, quasi industriale al margine — ed è forse in questi momenti che Neon Void raggiunge un barlume di ciò che poteva essere e che non è riuscito a diventare, almeno non del tutto.
La produzione dell’album è tra i suoi punti di forza: pulita, potente, bilanciata. Non è facile, in un progetto indipendente, far sì che ogni elemento trovi la giusta collocazione senza perdere vigore — e qui i Sumo Cyco ci riescono. Le parti vocali, gli arrangiamenti, le pause, le esplosioni: tutto è misurato come in una scatola di cristallo. Ma proprio quella misurazione, quel controllo, contribuisce alla sensazione di opere “ben fatte” più che di opere “vive”. I Sumo Cyco dimostrano di poter stare al passo, di avere strumenti e ispirazione — però la direzione, quel passo in più che cambia il significato della musica, rimane un work in progress. Ciò che spaventa è la consapevolezza che, in un mondo in cui ogni uscita deve riuscire a “esserci”, Neon Void rischi di restare un bel capitolo, non un punto di svolta. Con Neon Void, i Sumo Cyco consegnano comunque attitudine, forza e professionalità — ma non lo slam che segna una generazione. È un buon disco, sì. Un disco che ascolti con rispetto, che apprezzi. Ma che poi posi, senza essere affatto certo che tornerai a cercarlo. Tutto sommato è un peccato, perché è ciò che accade con la maggior parte della materia sonora che passa dalle nostre casse sempre più frequentemente: ogni decennio di più, ogni anno sempre di più.
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
INFORMAZIONI |
 |
 |
|
|
|
|
|
|
|
Tracklist
|
1. Shivers 2. Asteroid 3. Flies 4. Villains 5. Pain/Love 6. Stronger Now 7. Clockwork 8. Boring 9. Voices 10. Nobody Home 11. Abandon All Ships 12. Until Today
|
|
|
Line Up
|
Skye Sweetnam (Voce) Matt Drake (Chitarra, cori) Oscar Anesetti (Basso, cori)
|
|
|
| |
RECENSIONI |
 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|