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07/04/26
KREATOR + CARCASS + EXODUS + NAILS
ALCATRAZ - MILANO
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The Vintage Caravan - Portals
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20/12/2025
( 655 letture )
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Ormai da tempo considerati una delle punte di diamante del movimento retro rock, se non addirittura i suoi migliori esponenti in assoluto, gli islandesi The Vintage Caravan arrivano a settembre alla pubblicazione del loro sesto album, il secondo per Napalm Records. Forti di un seguito crescente e di una amicizia con il leader degli Opeth, Mikael Åkerfeldt, che li ha voluti come band di apertura per il tour del proprio gruppo, i The Vintage Caravan tornano come di consueto con un album “denso” e piuttosto lungo, composto infatti da diciassette tracce per quasi un’ora di durata. Una abitudine questa che conferma la confidenza che il gruppo ha nelle proprie capacità e, volendo, anche l’ispirazione che sente di dover veicolare in lunghezze che, ai tempi d’oggi, in pochi si permettono ancora.
Portals è in realtà composto da dodici brani veri e propri e da cinque intermezzi a titolo Portal, che non raggiungono il minuto di durata. Il resto delle tracce mantiene invece una durata quasi mai inferiore ai quattro minuti. Eppure, questo sesto album presenta una compattezza notevole e, rispetto alle precedenti uscite, una certa asciuttezza delle composizioni, che tendono a ridurre il peso della componente psichedelica e stoner, a favore di un hard rock di gusto antico, speziato di prog rock, altro elemento da sempre presente nella loro musica. Naturalmente questo non significa che l’originaria vena psych sia stata del tutto abbandonata, ma anche a livello di produzione è inevitabile notare una maggiore pulizia e definizione del suono, come anche la copertina ci restituisce visivamente. La variegatura dei brani e la cura minuziosa con la quale sono costruiti ci conferma invece l’altissimo livello raggiunto dal gruppo, in fase di scrittura e arrangiamento, con tutti gli elementi a trovare una loro completezza e niente che venga lasciato al caso. Che si parli di brani più solari e allegri o più ricercati e profondi, di chiara ascendenza hard rock o di matrice prog, di ballate o brani rocciosi e ritmati, il gruppo sembra eccellere sotto ogni aspetto e non c’è, in effetti, una sola traccia che non sia qualitativamente molto valida. Colpisce senza dubbio l’ottimo interplay tra i tre musicisti, tutti protagonisti, con Óskar Logi Águstsson a spiccare, non tanto per la piacevolissima voce acuta e pulita, quanto per le splendide partiture solistiche della sua chitarra, non di rado il punto massimo dei brani. Diverse le tracce a farsi notare, a partire dalla apertura di Philosopher, che si segnala anche per la presenza di Mikael Åkerfeldt come voce solista (pulita) e che rappresenta senza dubbio una opener perfetta e accattivante, con un uso intelligente delle tastiere e un gran bel giro di basso a sostenere. Ancora, la potente e rimbalzante Days Gone By che, assieme a Give and Take e Alone presenta anche un refrain iper-melodico e accattivante. Più vicina nelle rimiche al prog rock invece Here You Come Again, salvo poi tornare in pieni territori vintage hard rock nel refrain, per una bella sintesi dei due generi. Bella e toccante Current, nella quale l’alternanza tra acustico ed elettrico esalta la dinamica e l’atmosfera della band e un grandioso Óskar Logi Águstsson. Forse appena troppo perfetta, anche nel crescendo elettrico, per essere davvero emozionante, resta un esempio luminoso, da manuale, di ballata elettrica; totalmente acustica, invece, la penultima My Aurora tra Led Zeppelin e tradizione statunitense (sembra una Cats in the Cradle, per intenderci) che, ancora, cerca di solleticare le corde dell’emozione senza riuscirci del tutto, pur nella sua perfezione formale. Dovendo invece segnalare le preferite, senz’altro la scelta ricadrebbe su Crossroads, Freedom e la conclusiva heavy This Road, per l’atmosfera malinconica e il perfetto bilanciamento della prima, la strepitosa performance bluesy di Águstsson la seconda e la sintesi dinamica, trascinante e irresistibile la terza. Ottima anche Riot, leggermente più aggressiva delle altre.
Volendo trovare a tutti i costi un difetto a Portals sarebbe l’algida asciuttezza con la quale i The Vintage Caravan confezionano il loro hard rock retrò e tinto di prog. Una formalità linda e una maniacalità del particolare che rendono il disco perfetto e al tempo stesso un po’ privo di sangue e sudore. Il trio ha saputo tirar fuori dal cassetto una sequenza di canzoni inattaccabile anche se, a dirla tutta, in un contesto come questo, nel quale innovazione e sorpresa sono del tutto banditi, composizioni di livello superiore sarebbero indispensabili e qui non se ne trovano. Disco, in conclusione, di alto livello sotto tutti i punti di vista, al quale manca qualcosa per essere considerato davvero tra quelli “da avere” e che, comunque, non fa che confermare l’enorme talento dei tre islandesi, musicisti di indubbio spessore e grandi interpreti del genere. Portals è senz’altro una delle migliori uscite del genere in questo 2025. Dategli una chance e non mancherà di confermarlo.
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4
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Questa band è veramente buona. Li seguo e c è qualità. |
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3
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La mia preferenza andrà sempre e comunque ai Rival Sons, ma devo ammettere che questi tre ragazzi sono davvero notevoli. |
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2
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Conosciuti con Voyage (erano giovanissimi) e li ho sempre seguiti con piacere. Per ora non hanno mai deluso. Songwriting viene prima di tutto e si sente. Ciliegina sulla torta sono musicisti abilissimi. |
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1
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Sicuramente tra i migliori album del genere dell\'anno, anzi probabilmente il migliore. La cosa migliore è che, senza creare niente di nuovo, riescono ad essere freschi, con composizioni a volte più dure, altre volte più rarefatte, ma sempre con un sottofondo musicale di altissima qualità ed una voce adeguata e che probabilmente raggiunge l\'apice tra tutti i dischi fin qui fatti dal gruppo. Notevolissimo il lavoro della chitarra, sia in fase ritmica che solista. Veramente un grandissimo album. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Philosopher 2. Portal I 3. Days Go By 4. Portal II 5. Here You Come Again 6. Current 7. Give and Take 8. Portal III 9. Crossroads 10. Alone 11. Portal IV 12. Freedom 13. Riot 14. Electrified 15. Portal V 16. My Aurora 17. This Road
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Line Up
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Óskar Logi Águstsson (Voce, Chitarra elettrica e Acustica, Flauto) Alexander Örn Númason (Basso, Cori, Sintetizzatori, Farfisa) Stefán Ari Stefánsson (Batteria, Cori, Percussioni)
Musicisti Ospiti: Mikael Åkerfeldt (Voce su traccia 1) Eybor Ingi Gunnlaugsson (Voce su traccia 9) Tómas Jónsson: Hammond su tracce 3, 4, 7, 10) Valdís Eiriksdottir (Cori su tracce 7,10,13)
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