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07/04/26
KREATOR + CARCASS + EXODUS + NAILS
ALCATRAZ - MILANO
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Biohazard - Divided We Fall
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21/12/2025
( 1875 letture )
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Come on God, answer me. For years I'm asking why, why are the innocent dead and the guilty alive? Where is justice? Where is punishment? Or have you already answered, have you already said to the world: here is justice, here is punishment. Here, in me…
Perdonate il ritardo, mi ero perso nei fumosi vicoli della Brooklyn che fu. La Grande Mela dei tempi andati, quando il caso non era materia organizzata e le strade da imboccare erano una vera incognita. Il Brooklyn “beat”, il sound della New York pericolosa e trasversale. Una contaminazione di suoni, culture, cibi e chi più ne ha più ne metta. Il punto è trovare un bilanciamento che funzioni, qualcosa che venga ricordato e che si possa tramandare di generazione in generazione. Siamo nel 2025, ma in qualche modo bizzarro veniamo teletrasportati nel 1992. Sembra tutto così diverso, ma allo stesso tempo identico al passato. Cosa succede? Semplice, abbiamo appena premuto il tasto play e siamo in balia delle onde. O meglio, siamo in procinto di essere investiti dallo tsunami sonico ricreato ad-hoc da nientepopodimeno che gli stessi, inossidabili re di N.Y. : signore e signori, diamo il bentornato ai Biohazard !
Assenti dal sufficiente Reborn In Defiance del 2012, i maestri americani ritornano prepotentemente in sella all’ibrido HC/metal che abbiamo amato sin dagli esordi spigolosi e irruenti dell'indimenticabile Biohazard del 1990. L’epica della band è sempre la stessa, ma qui siamo ben oltre le incertezze sonore di Kill Or Be Killed e Means To An End . I Biohazard sono tornati per restare e, alla soglia dei 60 anni, per distruggere ogni cosa ostacoli il loro cammino. Atteggiamento spazzatutto e potenza strabordante per una band che sembra ricollegarsi a quanto fatto trent’anni fa. E non è solo nostalgia a tutti i costi, ma un pugno di ferro nello stomaco che ci stende al primo colpo. Siamo di nuovo a Brooklyn e siamo di nuovo a cavallo tra le sonorità crossover che hanno fatto la fortuna di capolavori come Biohazard , State Of The World Address e Urban Discipline , ma anche dei bellissimi Mata Leao e New World Disorder. Il succo che unisce il tutto è l’alchimia pressoché invariata (e, anzi, potenziata) tra gli storici quattro membri: Evan Senfield , Billy Graziadei , Bobby Hambel e Danny Schuler sono amici e compagni di una vita. Da sempre, si può dire. E nonostante non abbiano suonato sempre insieme e sempre fianco-a-fianco, il rientro discografico del qui presente Divided We Fall è quanto di più chiaro ci possa essere in circolazione. Niente fronzoli, niente scorciatoie e niente vie di mezzo. Qualcuno ha chiamato e ha chiesto il putiferio stradaiolo, e i quattro brutti ceffi di Brooklyn hanno risposto nel migliore dei modi. Inutile quanto ridondante girarci attorno: Divided We Fall è terra fumante, spade incrociate e Fight Club improvvisati. È una bomba artigianale ripiena di chiodi che guarda al 1992 per portare il suo stesso bagaglio nel presente e, perché no, nel futuro della musica estrema.
Si inizia a mille con le brucianti schegge HC/Thrash di Fuck the System , Forsaken e Eyes On Six - tre singoli sfascia-mascella che definire incendiari sarebbe riduttivo. L’amalgama tra le voci di Senfield / Graziadei è al top, e pare non aver assolutamente risentito del passare del tempo. Billy Graziadei è istrionico e folle nel suo incedere sgraziato, mentre Evan Senfield si conferma possente come un buon bulldozer della vecchia scuola. Il cuore pulsante, ricco di svisate punk ma essenzialmente metal della band viene fuori passo dopo passo, brano dopo brano, cambiando i connotati un po’ a tutti. In Forsaken ritroviamo un’energia di una band giovanile, così come nelle progressioni thrash della favolosa Eyes On Six , degenero da headbanging vero e proprio. E mister Bobby Hambel? Niente di più a fuoco del buon vecchio shredder, che infila non solo riff vincenti, ma una serie a dir poco funambolica di assoli. In un tripudio sonoro che mescola i generi cari ai Biohazard sbagliando poco-nulla, Divided We Fall non si prende pause, né ci da tregua. Va dritto come un vecchio treno merci che percorre binari malmessi: una manciata di canzoni che trovano il loro rispettivo climax all’interno di 3-4 minuti e, salvo mini scivoloni non perfettamente centrati (War Inside Me), il gioco funziona a dovere, esaltando praticamente sempre ogni strumento della gang. Il basso rotondo e preponderante di Evan Senfield , la chitarra aggressiva e riottosa di Billy Graziadei , le svisate soliste del sempreverde Bobby Hambel , così come la batteria semplice e diretta di Danny Schuler. Songwriting che danza tra i solchi del passato, facendo leva sul binomio hardcore/metal della band senza disdegnare qualche puntata più controllata (Death of Me), accenni rap e brutalità stradaiola senza etichette (SITFOA), concludendo la heavy-salsa con la appagante Warriors (nomen omen), che mette il punto sull’intera faccenda.
Questo non è solo un ritorno ma un grido di battaglia urbana che dura da oltre 35 anni. Un vero disco "di rientro" fatto di sudore e lacrime. Ha senso suonare così nel 2025? Assolutamente sì, perché la parte più importante dell’intera faccenda musicale è il bagaglio tecnico/emotivo che ci portiamo dietro. I Biohazard non solo lo padroneggiano a dovere, ma ne esaltano il contenuto, suonando puri e genuini ancora oggi. E, qualora non vi bastasse, con una marcia in più: l’esperienza. Leggende senza tempo.
Here I stand to face the truth / And wash my fears away / I scream out loud with all my might / I don't know what to say / Rage and anger taking hold / Reason slips away The time is now to stand and fight / Warriors, come out to play / Warriors / Fight through the pain / Warriors…
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Bel disco, solido, un pugno in faccia. Mancano però imho i pezzi che ti rimangono a lungo in testa; temi storici come \"punishment\", \"black and white and red all over\", \"tales from the hard side\", \"wrong side of the track\",...
Cmq un buon 75 ci sta... |
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Gran bel disco, un ritorno alla forma dei primi tre album |
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Bello spesso. Voto 75. |
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Grande band. Solida, genuina, senza fronzoli...Sempre piaciuti. |
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Persi da tempo... ultimo acquisto Mata Leao. Ritrovati con questo ottimo lavoro. Ordinato il cd. |
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@Skull, i voti li metto ogni tanto, se questo disco non mi è piaciuto troppo sarò libero di scriverlo? Non ho detto che fa schifo, comunque  |
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@Lambru: nessun problema, anzi, sono un tuo fan e ti seguo da tempo... mi spiace se per una volta che ti sbilanci con un voto lo piazzi col culo. Mi crolla un mito. |
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@Skull, che problemi hai? Mo magna \'na merda  |
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@Lambru: pur dando sempre i numeri, non ti esponi mai con delle cifre... per una volta che lo fai, fallo almeno con criterio  |
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Ho già ascoltato qualcosa da entrambi e mi era piaciuto. Sicuramente sono gli album sui quali punterò. 👍🏻 |
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@Galilee, dai retta a me recuperati Urban Discipline ma anche State of the world address. |
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@Galilee, ti consiglio Urban Discipline, per me un capolavoro, lo ascolto dall\'epoca della sua uscita e non mi ha mai stancato, poi magari a te non piace ,ma non credo  |
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10
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Band che mi è sempre piaciuta , ma di cui ho pochissimo, solo l\'album di esordio. Prima o poi dovrò recuperare qualcosa. |
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Proprio come me l\'aspettavo, il loro stile è riconoscibile subito. Peccato che per me ormai manchino un po\' d\'ispirazione, riffing prevedibile, un 65, non di più. |
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Assieme ai Coroner un grande ritorno per un \"vecchio\" gruppo che tira fuori un disco che fa piazza pulita delle nuove generazioni. Ce ne fossero di più di album simili, invece di lavori stantii e francamente inutili di tanti dinosauri...... |
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Gran bel disco, molto lineare e subito riconoscibile, ma questi sono i Biohazard e lo fanno bene... |
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@Area : sicuramente qui la label ha influito, in positivo, senza imporre ospitate o indirizzare il lavoro.... e dopo una lunga assenza ha ancora più senso: volevano i Biohazard e questi sono, al loro meglio. |
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@Skull, qui c\'é tanto sano NYHC bello muscoloso con un aggiunta di Rap come da tradizione.
Tra l\'altro guardo con un certo interesse a questa sub label della Frontiers dedicata alla sonorità più estreme, che per chi non lo sapesse si legge Black II Black. |
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Bella recensione per un gran bel disco... la band è in splendida forma, fa ciò che sa fare meglio, senza pretese, ma lo fa con grande energia e cattiveria, risultando credibile. @Metalraw ha centrato tutto in un aggettivo azzeccatissimo: non sono virtuosi, non sono paraculi, non provano ad essere innovativi... sono genuini. Bentornati. |
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3
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Bello, piaciuto assai. Questo volevo e questo ho trovato. |
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...guarda un po\' ...chi si rivede...graditissimo ritorno....🤟 |
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Direi che si tratta senza alcuna esitazione di uno dei loro dischi più belli dai tempi di New World Disorder che comunque mi piaceva non poco.
Un gran bel ritortno!
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Fuck the System 2. Forsaken 3. Eyes on Six 4. Death of Me 5. Word to the Wise 6. Fight to Be Free 7. War Inside Me 8. S.I.T.F.O.A. 9. Tear Down the Walls 10. I Will Overcome 11. Warriors
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Line Up
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Evan Seinfeld (Voce, Basso) Billy Graziadei (Voce, Chitarra) Bobby Hambel (Chitarra) Danny Schuler (Batteria)
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RECENSIONI |
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