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Sons of Hades - Tombs of the Blind Dead
27/12/2025
( 1349 letture )
I Sons of Hades provengono dalla Grecia e sono il nuovo progetto dei fratelli Apostolis e Vasilis Korakas, già fondatori dei Demolition Train, band attiva dal 2009 al 2017. A loro si aggiungono altri due navigati musicisti, il bassista Alex G. (Nightbreed) ed il batterista Vangelis F. (Chainsaw, Winter Eternal). Tombs of the Blind Dead è il primo LP di questa nuova formazione e conferma la passione di questi quattro metallari greci per le sonorità old school e per le contaminazioni tra i generi.

L'anima classica dell'heavy metal è da subito evidente nella copertina dell'album e nei titoli delle canzoni, chiaro omaggio alla letteratura ed al cinema horror. Difficile etichettare la proposta musicale dei Sons of Hades. Benché la casa discografica della band descriva il loro genere come blackened speed metal, dobbiamo dire che questa è una classificazione piuttosto riduttiva e marginale. I greci mescolano senza alcun pudore heavy, thrash e black in un affresco multicolore che chiama in causa una nutrita schiera di band, dagli Emperor ai Mercyful Fate, dai Venom agli Iron Maiden, dai Sodom ai Celtic Frost. La scaletta di Tombs of the Blind Dead passa con assoluta naturalezza dalle bordate thrash/speed di un brano come The Omen, tiratissimo e violento, alle atmosfere cupe e opprimenti da black scandinavo di The Fall of the House of Usher. Salem's Lot cambia di nuovo le carte in tavola, sfoggiando un thrash groovy di stampo americano e, a questo punto, cominciamo a capire che i Sons of Hades sanno il fatto loro. Nella seconda parte l'album piazza un poker di brani decisamente entusiasmante. Ghost Galleon, La Machera del Demonio (sì, è scritto proprio Machera, senza esse), Phantom Carriage e la finale La Noche de las Gaviotas, oscillano tra continui cambi d'atmosfera, con aperture melodiche e riff epici che si alternano ad improvvise e mirate esplosioni di aggressività. In più di un'occasione emergono riferimenti quasi spudorati agli Iron Maiden. I quasi undici minuti di durata di La Noche de las Gaviotas filano via lisci come l'olio, mostrando l'abilità della band nel gestire la lunghezza del brano senza incorrere in cali di tensione.

L'album d'esordio dei "figli dell'Ade", che ad un primo ascolto può sembrare un mero esercizio di stile, dopo qualche passaggio si rivela invece un lavoro multiforme e stratificato, sorretto da un songwriting di notevole fattura derivante dal mestiere di musicisti appassionati e preparatissimi. Apostolis Korakas è un vocalist duttile, capace di padroneggiare con stile diverse sfumature di harsh vocals e di convincere anche con un cantato pulito ispirato e solido. Il suo lavoro alle chitarre, insieme al fratello Vasilis, è il fiore all'occhiello dell'album. Certi riff potranno anche suonare di già sentito, eppure lo stile ed il buon gusto con cui i due fratelli li lavorano e li incastrano in trame musicali spesso imprevedibili, rendono le tracce fresche e attuali. La produzione grezza, ma dai suoni nitidi, calza alla perfezione al mood del disco, esaltandone l'anima retrò. Pur non offrendo niente di nuovo Tombs of the Blind Dead riesce a sorprendere e a divertire grazie all'energia pura e alla forza dirompente di un metal fieramente tradizionale, schietto e senza compromessi. Per quel che mi riguarda, qui abbiamo una nuova band da tenere d'occhio.




VOTO RECENSORE
78
VOTO LETTORI
76.5 su 4 voti [ VOTA]
INFORMAZIONI
2025
Floga Records
Heavy/Thrash
Tracklist
1. The Omen
2. The Fall of the House of Usher
3. The Marsten House
4. Salem's Lot
5. Ghost Galleon
6. La Machera del Demonio
7. Phantom Carriage
8. La Noche de las Gaviotas
Line Up
Apostolis K. (Voce, Chitarra)
Vasilis K. (Chitarra)
Alex G. (Basso)
Vangelis F. (Batteria)
 
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