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Plakkaggio - Cosmo
20/01/2026
( 951 letture )
Dalle vette dei monti allo spazio: viene facile formulare metafore sulla traiettoria dei Plakkaggio visti i titoli dei loro ultimi lavori in studio, ma bisogna dire che quest'immagine, seppure un po' sempliciotta, descrive piuttosto bene l'incredibile evoluzione del sound del gruppo romano. Nel corso degli ultimi vent'anni, i Nostri hanno infatti allargato notevolmente i confini della loro musica, contaminando lo street punk degli esordi con scorie sempre più evidenti di heavy metal, hard rock, black metal e pop, unite in una sedicente Italian new wave of black heavy metal oi!. Il suono che ne risulta, molto più solido di quanto si potrebbe inizialmente immaginare, è senza dubbio uno dei più originali dell'intero panorama estremo, in Italia e non solo.

Sesto sigillo della discografia del collettivo di Colleferro, Cosmo vede la luce quattro anni dopo l'ottimo Verso la Vetta, disco che portava a massimo compimento l'evoluzione sonora descritta più in alto. Da questo punto di vista, non si segnalano cambiamenti di sorta, visto che il nuovo nato ripete fedelmente la ricetta sperimentata sul predecessore. Spazio dunque ad una colorita moltitudine di stili e linguaggi, che fanno la loro comparsa nel corso della tracklist. Si parte con la title-track, che mette in mostra tutto l'amore che i Nostri nutrono per il metallo classico. Il pezzo sconfina quasi in territori power e sfoggia addirittura fugaci inserti di clavicembalo e organo, prima di un classico refrain cantabile. Ritmi elevati ed interessanti progressioni chitarristiche caratterizzano anche Dimora, abile nel mischiare schegge metalliche ad una sensibilità melodica indubbiamente punk rock, in special modo nel refrain. Fa parte di questa categoria anche Tornado, robusto e godibile brano hard'n'heavy dedicato al programma spaziale sovietico Buran, mentre Spada e Posto di Blocco si rivelano gli episodi più classicamente punk rock della raccolta. Come da tradizione, i Plakkaggio piazzano anche alcune influenze più estreme: si vedano il riffing in tremolo picking che anima La Nostra Curva e, soprattutto, la conclusiva Uro - Bos Primigenius. Quest'ultimo brano, sicuramente il più ambizioso della raccolta, si distingue per un drumming irruente e dal sapore decisamente metal, sul quale si ergono intriganti cori femminili. Un po' l'opposto del singolo Labaro, pezzo leggero e melodico, apparentemente scanzonato e attraversato da diversi momenti acustici. Chiudono il cerchio la notevole Cibo Scaduto, dotata di un refrain irresistibile e completata da un synth alquanto eighties, e una riproposizione del classicone Granito, estratta dal secondo lavoro dei romani, Fronte del Sacco. La versione 2026, leggermente "migliorata", mostra tutta la strada compiuta dai Plakkaggio negli ultimi 17 anni. I Nostri sono ormai divenuti una band estremamente padrona dei suoi mezzi, capace di mettere sul tavolo un'ottima coesione generale e un notevole tasso tecnico, come si evince dai numerosi assoli di chitarra sparsi per il platter. Citiamo infine i testi, variegati ed interessanti, i quali non disegnano il ricorso a parole ed immagini relativamente sofisticate.

In definitiva, Cosmo conferma l'invidiabile stato di salute del combo romano, ormai detentore di un sound personale e riconoscibile. I Plakkaggio riescono infatti ad unire generi che, sulla carta, hanno poco a che spartire, ma che trovano in questa sede un'inaspettata sinergia. Al-di là dei suoi meriti "tecnici", il sesto lavoro della band sfoggia soprattutto un pugno di brani goderecci e coinvolgenti, che sapranno, una volta in più, provocare sfracelli in sede live.




VOTO RECENSORE
77
VOTO LETTORI
76 su 6 voti [ VOTA]
Mos Maiorum
Mercoledì 21 Gennaio 2026, 17.39.55
2
A me onestamente è piaciuto; è meno metallaro di Verso la Vetta ma ho molto apprezzato che i Plakkaggio non siano, col tempo, l\'ennesimo gruppettino Oi! godibile per carità, ma che è rimasto al circolino a parlare di quanto era bella l\'adolescenza da skinhead. Invece i Plakkaggio sono andati avanti, sto disco secondo me fa un piccolo passo indietro rispeto a Verso la Vetta ma lo ho apprezzato comunque, la title-track mi ha convinto, Posto di Blocco ha quell\'atmosfera in cui si sentono gli 883, Cibo scaduto mi ha fatto molto Oi! anni duemila; anche Labaro all\'inizio mi aveva fatto temere perché temevo avessero presa una svolta pop punk come stanno facendo i Bull Brigade, che devo ancora inquadrare, invece poi mi è garbata, con quell\'inno degli Arditi del Popolo. Ma che invece Tornado è una cover dei Megadeth non ne parliamo? A me a convinto. Sarà la simaptia che provo per sto gruppo a cui sono molto affezionato ma mi sembra un lavoro fatto per bene e aggiungo anche un paio di punti al voto. I testi poi per l\'HC sono sopra la media
d.r.i.
Martedì 20 Gennaio 2026, 21.42.27
1
Per me grande delusione, disco troppo metal ma quello monotono non quello bello. Un crollo rispetto al resto della discografia. Voto 61
INFORMAZIONI
2026
Motorcity Produzioni
Punk Rock
Tracklist
1. Cosmo
2. Spada
3. La Nostra Curva
4. Cibo Scaduto
5. Labaro
6. Dimora
7. Posto di Blocco
8. Tornado
9. Granito
10. Uro - Bos Primigenius
Line Up
GAbbath (Voce, Chitarra)
Deleterioth (Chitarra)
ChrisNunnos (Basso)
ValHell (Batteria)
 
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