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23/05/26
THE GATHERING
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Edenbridge - Set the Dark on Fire
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24/01/2026
( 648 letture )
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Set the Dark on Fire segna un nuovo capitolo, a tre anni dal precedente Shangri La, di una delle band più longeve e coerenti nel panorama del symphonic metal europeo. Gli austriaci Edenbridge, guidati dalla vocalist Sabine Edelsbacher e dal polistrumentista e compositore Lanvall, compagni non solo artisticamente ma anche nella vita, pubblicano questo dodicesimo album nel 2026, questa volta con Steamhammer/SPV e proponendo un lavoro che mantiene saldo il trademark sonoro della band, arricchito da alcune nuove sfumature dinamiche anche grazie all’innesto del nuovo membro Sven Sevens ad accompagnare il lavoro chitarristico e tastieristico di Lanvall. Sono ormai passati oltre venticinque anni dall’uscita dei primi due, grandi dischi della band, lavori che inserirono con forza gli Edenbridge in un panorama europeo in piena espansione, nel quale si stavano consolidando realtà a forte presenza vocale femminile come Nightwish, Within Temptation e Lacuna Coil, contribuendo in modo significativo alla definizione del symphonic metal moderno. Nel corso della lunga carriera, la band di Linz ha saputo coniugare potenza metal, architetture sinfoniche e melodie ariose, costruendo una discografia solida e riconoscibile, con picchi storici come Sunrise in Eden, Arcana e Shine. Set the Dark on Fire si inserisce come naturale prosecuzione del percorso recente, mostrando una band matura, consapevole dei propri mezzi e intenzionata a perfezionare ulteriormente una formula ormai ben rodata.
Dal punto di vista compositivo, l’album si apre con The Ghostship Diaries, brano dal respiro epico e cinematografico, capace di fondere atmosfere sinfoniche e impatto metal con grande efficacia. Cosmic Embrace, primo singolo estratto, colpisce per il refrain immediato e per l’equilibrio tra chitarre robuste e arrangiamenti melodici luminosi. Where the Wild Things Are e Our Place Among the Stars mostrano una band sicura nel gestire dinamiche e contrasti, con richiami ai riff di Symphony X e a tratti Vanden Plas e Threshold, anche grazie al lavoro in mixing di Karl Groom mentre la title track Set the Dark on Fire rappresenta uno dei momenti più incisivi del disco, tra pathos, potenza e soluzioni orchestrali di grande gusto. È ammirevole il lavoro di costante ricerca strumentale di Lanvall, che continua a cesellare ogni brano con attenzione maniacale per arrangiamenti, atmosfere e dettagli timbrici. D’altro canto la voce di Sabine, pur restando immediatamente riconoscibile ed espressiva, si discosta in parte dalla magia eterea degli esordi e da quell’impostazione più delicata e quasi da soprano, lasciando oggi maggiore spazio a linee vocali più dirette, solide e marcatamente metalliche, perfettamente integrate in un contesto sonoro più compatto e deciso. Il ciclo finale Spark of the Everflame, articolato in quattro movimenti, costituisce il cuore più ambizioso e progressivo dell’opera, con strutture ampie e un filo narrativo che attraversa tensione, introspezione e liberazione melodica, con ancora richiami strumentali a Vanden Plas, Threshold, unita alla pomposità dei Savatage.
Pur nella qualità complessiva e nell’eccellente esecuzione, Set the Dark on Fire non raggiunge certo i picchi emozionali e la spontaneità degli esordi: la freschezza istintiva dei primi due album resta un traguardo difficilmente eguagliabile per la band odierna. Tuttavia, gli Edenbridge dimostrano ancora una volta grande affidabilità, maturità e ispirazione. Centrale, come sempre, il ruolo di Lanvall, autentico fine polistrumentista capace di impreziosire i brani non solo con chitarre, tastiere e arrangiamenti dal marcato gusto sinfonico e melodico, ma anche introducendo momenti atmosferici e suggestioni orientaleggianti grazie all’uso di strumenti classici e ricercati come il sitar. Un valore aggiunto che amplia ulteriormente il ventaglio espressivo della band e conferma gli Edenbridge come uno degli alfieri più solidi e credibili del symphonic metal europeo.
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3
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Per carità, possono piacere agli estimatori del genere, ma \"richiami ai riff di Symphony X e a tratti Vanden Plas e Threshold\" neanche nei loro sogni bagnati. |
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2
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Buono, in linea al precedente, band che con costanza ha costruito una solida carriera. Meritano rispetto anche se i primi due albums restano di livello ben superiore al resto. |
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Il metal sinfonico ai livelli più bassi. Tremendi |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. The Ghostship Diaries 2. Cosmic Embrace 3. Where the Wild Things Are 4. Tears of the Prophets 5. Our Place Among the Stars 6. Set the Dark on Fire 7. Bonded by the Light 8. Divine Dawn Reveal 9. Lighthouse 10. Spark of the Everflame – Let Time Begin 11. Spark of the Everflame – The Winding Road to Evermore 12. Spark of the Everflame – Per Aspera ad Astra 13. Spark of the Everflame – Where It Ends, Is Where It Starts
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Line Up
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Sabine Edelsbacher (Voce) Arne “Lanvall” Stockhammer (Chitarra, tastiere, composizione) Sven Sevens (Chitarra) Steve Hall (Basso) Johannes Gral (Batteria)
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RECENSIONI |
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