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Blood Red Throne - Siltskin
13/02/2026
( 710 letture )
I Blood Red Throne non hanno bisogno di presentazioni per chi bazzica il metal estremo più underground: il combo norvegese è presente nella scena da quasi trent’anni ed è dedito a un death metal intransigente, le cui coordinate sono principalmente la scena death americana e quella technical death. Queste due anime collimano da molti anni nel gruppo norvegese, e anche in questo caso i paradigmi musicali non hanno subito grosse variazioni.
A distanza di quasi due anni, la band torna sul mercato discografico con il nuovo album, Siltskin, uscito per Soulseller Records.
La band norvegese mantiene il timone ben saldo nelle coordinate stilistiche descritte in precedenza, e lo si capisce fin dai primi secondi dell’album con Scraping Out the Cartilage; seppur la canzone abbia un bel tiro, grazie anche ai continui cambi di tempo, il riffing risulta eccessivamente monocorde, dando l’effetto di già sentito. La situazione migliora notevolmente già con la successiva Beneath the Means, la quale spicca tra gli episodi più riusciti del disco, con un riffing a fuoco di stampo tipicamente old school, che renderà molto difficile non fare headbanging mentre si ascolta il brano. Nota di merito per il cantato sfoggiato da Sindre Wathne Johnsen, il quale si destreggia abilmente per tutta la durata del disco con un growl molto d’impatto.
Le coordinate del disco rimangono pressoché invariate durante i nove brani presenti: difficilmente si sarà colti dall’effetto sorpresa ma alcuni dei brani qui presenti sono parecchio godibili. Oltre alla già citata Beneath the Means, spicca anche Husk In The Grain, uscita precedentemente come singolo: mostra la band sugli scudi, dove sfoggia tutte le frecce al suo arco, dai riff in tremolo accompagnati da blast beat terremotanti alle parti più cadenzate dove il groove la fa da padrone, queste ultime accompagnate da assoli di chitarra marcatamente melodici, andando a richiamare, in certi frangenti, tratti stilistici tipici delle band appartenenti alla scena death svedese di inizio anni ’90.
Degne di nota risultano anche Anodyne Rust e Vermicular Heritage: la prima si caratterizza per la sua furia e velocità, dove il batterista Freddy Bolsø mette in mostra tutte le sue abilità tra blast beat al fulmicotone e passaggi in doppia cassa decisamente efficaci. Dall’altro canto, Vermicular Heritage mostra la band dal lato più groove e cadenzato, con riff spaccaossa e cambi di tempo che, ben inseriti all’interno del brano, donano un certo dinamismo non annoiando durante l’ascolto.
Il disco scorre via senza troppi sussulti nel corso dei restanti brani, dove in certi momenti emerge un certo manierismo, andando a parare in riff che danno l’idea del già sentito. D’altronde il sound e le intenzioni della band sono note; quindi, per chi non conosce il gruppo e si approccia ad un primo ascolto, lo spazio ad evoluzione e cambiamenti nella sonorità della band sono pressoché pari a zero. Dall’altro lato della medaglia, il disco riesce nell’intento nel divertire e nel non annoiare l’ascoltatore che ben sa verso a quale disco si sta approcciando: tra riff al fulmicotone e una batteria sempre con il piede sull’acceleratore e con continui cambi di tempo, riuscirà a far breccia negli appassionati del genere. Resta da vedere come le canzoni reggeranno l’impatto della sede live, dato che troveremo i Blood Red Throne, insieme a Vader e Kataklysm il 4 marzo al Legend Club di Milano.



VOTO RECENSORE
72
VOTO LETTORI
86.16 su 6 voti [ VOTA]
Tatore
Martedì 17 Febbraio 2026, 13.32.10
3
Sempre nel mio cuore questi ragazzi
Pacino
Domenica 15 Febbraio 2026, 4.59.46
2
Altro ottimo lavoro per i norvegesi. Dopo un disco omonimo un pò debolino hanno piazzato una cinquina di album pregevoli, potenza e qualità. Voto 86.
Nick
Sabato 14 Febbraio 2026, 19.07.37
1
Che gli vuoi dire ai BloodRedThrone... gruppo che seguo da monument of death... ho tutta la loro discografia e prenderò anche questo... ennesima mazzata di puro death metal... per me 85
INFORMAZIONI
2025
Soulseller Records
Death
Tracklist
1. Scraping Out the Cartilage
2. Beneath the Means
3. Husk in the Grain
4. Necrolysis
5. Anodyne Rust
6. Vestigal Remnants
7. Vermicular Heritage
8. On These Bones
9. Marrow of the Earth
Line Up
Sindre Wathne Johnsen (Voce) Daniel 'Død' Olaisen (Chitarra) Freddy Bolsø (Batteria) Ivan ‘Meathook’ Gujić (Chitarra) Stian Gundersen (Basso)
 
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