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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Converge - Love is Not Enough
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18/02/2026
( 1683 letture )
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Autorevoli e rispettati al limite della venerazione, i Converge tornano per dispensare l’ennesima lectio magistralis all’interno di un percorso discografico esemplare ed influente come pochissimi altri. I quattro di Salem hanno infatti avuto il merito di plasmare l’architettura definitiva del metallic hardcore, il legame autentico tra i due generi e l’equilibrio inseparabile delle parti: guai dunque a chiamarli metalcore, la prossimità del linguaggio non deve portare ad un frettoloso adeguamento nominale dato che l’attitudine e la ricerca sonora volgono su lidi, intenzioni e messaggi differenti.
Scosso dalle fondamenta, reinterpretato, smontato e ricomposto, l’Hc dopo il loro passaggio non è stato più lo stesso tanto ha avuto peso il modo in cui hanno scelto di vivisezionarlo, ossia tramite una rivoluzionaria immersione a contatto col metal estremo, un processo infettivo di metamorfosi responsabile di avvicendamenti e letali compenetrazioni di fangosità sludge, nevrotiche geometrie mathcore, rumorismo noise, attrattive death metal, puro caos grind e non in ultimo certe dilatate atmosfere di marca post-metal.
Dopo i consensi del trittico anni ‘90 la band è divenuta emblema ad inizio millennio tramite il seminale Jane Doe (2001), l’apoteosi dell’hardcore metallizzato e il cardine di questa peculiare filosofia tradotta in brani corti e incendiari o, all’opposto, in stesure dal minutaggio torrenziale e un’intensità fuori dal comune. Spietata aggressione e intimismo lacerante convivono pertanto in un dualismo atto a fortificare l’insieme, il dritto e il rovescio della medaglia si nutrono del medesimo giacimento sentimentale incendiando una vena lirica profonda a cui non sarebbe errato assegnare la qualifica di emo-core, laddove il prefisso non indica le smanie adolescenziali in voga nei Duemila bensì una visione matura di un’anima sensibile e tormentata.
Al riguardo, uno dei temi ricorrenti nella penna di Jacob Bannon è l’amore, soggetto pop per antonomasia vissuto agli antipodi da un frontman che lo ha sempre considerato alla stregua di una forza immensa, oscura quanto pericolosa, capace di angosciare, trafiggere e far maledettamente soffrire. Una valenza in sintesi “tanatomorfica”, legata ad un cuore irto di spine, corroso alla soglia della decomposizione e tuttavia ancora palpitante. Lo si è visto nel rapporto disgregato con l’iconica Jane, nelle macerie seguenti la tempesta in You Fail Me, nell’esplicativo All We Love We Leave Behind e nella crepuscolare fragilità di The Dusk in Us: il fil-rouge ha la gradazione cromatica del rosso sangue e il pathos non accenna a diminuire neppure nell’undicesima release intitolata programmaticamente Love Is Not Enough.
Con beffarda ironia uscito a ridosso della commerciale festa del Valentine’s Day, il disco riemerge dalla coltre a tratti asfissiante di Bloodmoon (il progetto del 2021 al fianco della dark queen Chelsea Wolfe) tornando alle basi del principio stilistico, ovvero un metallic hardcore trasversale e immune dallo scorrere del tempo. Ancora moderno, il sound dei Converge al pari di un organismo alieno si autorigenera, evita il superfluo e non mostra segni di aridità creativa anzi, il dinamismo e gli impulsi emotivi riescono a comunicare nuovamente pensieri e stati d’animo dalla grave efficacia contemporanea.
31 minuti, una scaletta di dieci pezzi compreso un interludio: bandita ogni velleità romantica, l’album scarica tutta la frustrazione dei suoi autori negli scatti mathcore dell’omonima e iraconda Love Is Not Enough, coagula hardcore e death metal (echi degli Entombed periodo Wolverine Blues) nel fervore irreprimibile di Bad Faith, riapre alla spietata violenza e alle durate grind della prima metà di No Heroes nel rancore di Distract and Divide e nella martoriata To Feel Something infila discrepanze noise acuenti l’urgenza esasperata e quell’imprinting emo-core dato dallo scream nocivo e dalle parole di Bannon.
I just wanted to feel something I just needed to feel I just wanted to feel something I just needed to feel
La strumentale Beyond Repair, breve pausa ansiogena dietro cui sembra annidarsi il killer nero-guantato dei film di Dario Argento o il mostro di turno, determina una tensione latente poi raccolta dalla viscosità sludge di Amon Amok, una cinghiata dall’andatura lenta ma implacabile dove le urla del frontman raschiano la pelle e i riff tagliano a mo’ di pietre acuminate. In antitesi, la ributtante foga di Force Meets Presence abbina all’hardcore l’urto del thrash metal scatenando l’ultima rapida fiammata prima degli ultimi tre brani, più lunghi ma non meno pesanti e nocivi. Apre la noisy Gilded Cage tra ritmi spinosi, inquiete fessure strumentali e il basso di Newton come denso catrame, poi Make Me Forget You espande la peculiare dizione emo (alla Aimless Arrow / A Single Tear / A Thousand Miles Between Us) tramite l’aura malinconica della chitarra, il superbo lavoro della batteria di Koller, le urla struggenti e le dilaniate liriche di Bannon, vulnerabili e terribilmente empatiche. A livelli analoghi ferisce il mid-tempo We Were Never The Same, affondo conclusivo nel quale il loro Hc evoluto si presta a tela bianca per sfumature emozionali impresse da una voce carica di angoscia e rimpianto (why do we all gather to mourn yet not to cherish?) non incline ad abbandonarsi ad una pur utopica illusione di speranza.
Blindato da un suono ruvido e pungente, autentico e in grado di trasmettere un’energia simile a quella dal vivo, Love Is Not Enough non ha bisogno di inutili rifiniture per andare a segno e fare centro pieno: l’inventiva, la freschezza del songwriting, la permeabilità ai molteplici richiami del ventaglio extreme metal, l’inconfondibile tocco di Kurt Ballou alla produzione, la tenuta vocale di Bannon e il rigore esecutivo del duo Newton/Koller non bastano a spiegare quanto i Converge, dopo oltre trent’anni, rimangano un punto di riferimento imprescindibile nel guado alchemico di metal e hardcore, valorizzato inoltre da un’espressività testuale priva di reali contendenti.
Il disco numero undici va quindi ad aggiungersi come ulteriore grande tassello di una carriera longeva e straordinaria; pazienza allora se l’amore -consumato dall’odio, dalla tecnologia alienante e dalle manipolazioni sociopolitiche- non è abbastanza, la musica del gruppo ha la caratura necessaria per continuare a diffondere luce e ispirare anche nei momenti più bui.
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Ogni Album è un Centro pieno.. Questo è un Lavoro che penso, possa piacere a chiunque ami il Metal, perché, pur avendo il Marchio Converge, ha melodie in stile Metal Core.. Jane Doe, il loro apice, è già più ostico.. Per usare un ossimoro; melodicanente \"rumoroso\". |
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Ammazza che roba. Picchiano come fabbri. 84 meritatissimo. |
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Maestri. Fine del discorso. |
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mi arriva domani il dischetto e poi lo farò girare un bel pò |
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Dei Converge non ho nulla, ma proprio da \"Jane Doe\" conosco la devastante \"The broken vow\", una canzone da infarto... Però qualcosa di simile ce l\'ho, e consiglio ancora una volta \"Justice replaced by revenge\" dei Ringworm, per chi volesse cimentarsi con l\'hardcore più estremo e incendiario... LAMBRUSCORE ha già espresso il suo parere favorevole e non farà altro che confermare. |
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Davvero niente male... aspetto il responso sui Converge |
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Li conosco tutti.. I Non est deus stanno per pubblicare un nuovo album credo, scusate l\'OT |
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In ambito death/black allora ti segnalo qualche nome che non avete qua (cosa molto rara). Depresy, Non est deus, Suhnopfer, Путь (in inglese Path o Pathways), Juodvarnis
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Certo 👍 appena posso lo ordino, per me è sempre un piacere conoscere band e poi se picchiano, ancora di più |
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Brava Lisa, ascolta Jane Doe poi facci sapere. 🤘🏻 |
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Noto con sommo dispiacere che mancano recensioni delle leggende hc di Boston, gli Slapshot  |
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Grazie a tutti per i commenti e per la discussione ricca di spunti utili per recuperare/ascoltare tanti altri gruppi.
Visto lil buon riscontro, vedremo di inserire nei rispolverati futuri anche No Heroes (2006) così da ampliare la discografia dei Converge qui su Metallized. |
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Si mi manca tutto di questa band, io vivo solo per death e black ma devo imparare ad ascoltare anche altro 🤣 comunque Ok ascolto Jane Doe💪 |
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Lisa ovviamente, se ti manca, devi precipitarti assolutamente all\'ascolto di Jane Doe, bastano i 2 minuti scarsi di Concubine per capire a cosa andrai incontro |
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Grazie a tutti per i consigli.. 🤟 |
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@Lambruscore: io piuttosto consiglierei i Bane, i Comeback Kid e i The Hope Conspiracy o i Killing is the Dream |
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@Lisablack, prova con gli Yellowcard, Ocean Avenue è un concentrato di violenza e rabbia, con chitarre molto ribassate e batteria schiacciasassi. |
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Se volete ascoltare uno dei migliori gruppi odierni, per me, cercate i ragazzini bergamaschi Apoptosi |
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Grazie 🤟 mi metto alla ricerca di questi gruppi |
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Se ti sono piaciuti i Converge ti consiglio anche Integrity ed Earth Crisis, oltre che Strife e Snapcase. |
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Trascendence.. Ho seguito il tuo consiglio, questi Converge picchiano alla grande💪.. Molto interessante sto massacro, io non li conoscevo, mea culpa.. Grazie per la dritta🤟 |
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Gran bel disco, ma direi che nella loro discografia è difficile trovare qualcosa che non mi piaccia. Merita più ascolti per essere assimilato bene |
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L\'ho ascoltato giusto qualche volta e devo tornarci su, ma mi trovo in linea coi pareri sotto e con l\'ottima (come sempre) recensione di Jacopo, alzerei il voto di qualche punticino. |
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un album che aspettavo davvero col cuore. Non mi è piaciuto per niente Bloodmoon mentre questo è un bellissimo ritorno quasi ad Axe to Fall. Ai primi ascolti l\'ho trovato un po\' carente di parti \"emo-zionali\", presenti invece in The Dusk in Us. Amo da morire il modo di suonare la batteria e la voce di Jacob, anche se si sta un po\' invecchiando e stancando è sempre da brividi. Sono ancora la miglior band hardcore in circolazione. |
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Fantastici come sempre. I Converge sono una delle mie band preferite, maestri e innovatori dell\'HC in una discografia geniale. Voto 89. |
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Fantastici come sempre. I Converge sono una delle mie band preferite, maestri e innovatori dell\'HC in una discografia geniale. Voto 89. |
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Questo disco è bellissimo, tecnicamente mostruosi. Vado per il 90 |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Love Is Not Enough 2. Bad Faith 3. Distract and Divide 4. To Feel Something 5. Beyond Repair 6. Amon Amok 7. Force Meets Presence 8. Gilded Cage 9. Make Me Forget You 10. We Were Never the Same
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Line Up
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Jacob Bannon (Voce) Kurt Ballou (Chitarra, Cori) Nate Newton (Basso, Cori) Ben Koller (Batteria)
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RECENSIONI |
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