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17/11/26
KAMELOT + EXIT EDEN + TEMPERANCE
LIVE CLUB - TREZZO SULL\'ADDA (MI)
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Stone Fury - Let Them Talk
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21/02/2026
( 606 letture )
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Ecco un ottimo esempio di AOR hi tech supportato da musicisti d’eccezione! Nel 1986 gli Stone Fury tornano sugli scaffali a distanza di due anni dal debutto Burns Like a Star e lo fanno sorprendendo, cambiando visibilmente pelle. Oltre ai due fondatori Lenny Wolf e Bruce Gowdy, stavolta troviamo in formazione Dean Cortez al basso e il camaleontico Vinnie Colaiuta alla batteria, già al fianco di Frank Zappa e Joni Mitchell! Inoltre, ospite d’eccezione alle tastiere, il maestro di musica jazz Alan Pasqua, futuro membro dei Giant. In cabina di regia, la MCA premia la produzione levigata di Richard Landis, già apprezzata in Righteous Anger di Van Stephenson. Ne viene fuori un prodotto AOR fortemente influenzato dalla tecnologia del momento; il sintetizzatore digitale Yamaha DX-7, la batteria elettronica, oltre ai vari espedienti in studio di registrazione, surclassano le chitarre.
Il duo mette subito in chiaro le cose con Too Late: tastiere martellanti a fare da tappeto sonoro, synth ovunque, voce melensa che sfocia in un chorus sentito e assolutamente rimarchevole. La chitarra, assolutamente in secondo piano, appare solo sul bridge, mentre la sezione ritmica è di spessore, in particolare grazie all’impatto di Vinnie Colaiuta alle pelli, che qui fa uso del “gated reverb”, tanto per capirci l’effetto che tutti conoscono grazie alla canzone In the Air Tonight di Phil Collins. Lies on the Run è più vicina al classic rock del debut album, ma viene riempita comunque da elementi elettronici tipici degli Eighties. La titletrack è una delle migliori canzoni del lotto, emblematica del nuovo corso che gli Stone Fury stavano tentando d’intraprendere; un delizioso brano soft rock che poteva tranquillamente diventare una hit, ma che invece inspiegabilmente fallì, così come tutto l’LP. Eppure il chorus ripetuto all’infinito e i coretti ad accompagnare sono tipici del periodo ed incredibilmente catchy. Babe rallenta ancor più i ritmi tramite un’intensità rara e delle linee melodiche sontuose, seguendo i migliori esempi di pop sofisticato di quegli anni, peraltro contiene un assolo di chitarra confortevole. Eye of the Storm è segnata dai sintetizzatori in maniera estremamente positiva: stupenda nel suo incedere ed esaltante nelle parti strumentali; hi tech all’ennesima potenza! Doin' What I Feel possiede qualche richiamo al rhythm and blues finora soffocato dalla tecnologia, ma ci pensa Let the Time Take Care a riprendere il percorso intrapreso all’interno dell’AOR tecnologico nel migliore dei modi, con un brano estremamente orecchiabile, trascinante nelle sue progressioni. I Should Have Told You è bombastica in apertura, poi lenisce i bassi. Stay chiude alla grande un album ingiustamente ignorato.
Con Let Them Talk gli Stone Fury cercheranno in tutti i modi di farsi notare dal grande pubblico ma non ci riusciranno. Il perché resta tuttora un mistero poiché gli elementi per colpire vi erano tutti, compresa una prova vocale di altissimo livello di Lenny Wolf. Ad oggi il disco è di difficile reperibilità, ma esiste qualche ristampa datata 1995 della RetroActive assolutamente da ripescare.
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7
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....il primo e\' molto migliore....questo e\' forse uno dei pochi album di Lenny che non mi piace....troppo patinato con canzoni davvero stucchevoli e poco riuscite.... |
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6
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Ho ascoltato e comprato questo disco due anni fa e fu una bella scoperta! Un disco di piacevole Rock Melodico. Ma sta roba in Italia negli anni 80 piaceva o mica tanto?
Io sono nato in quel periodo.
@The_Spell & Tonio89, si nel 2024 é stato ristampato dalla Music On CD così come diversi altri album AOR tipo i due Giuffria.
Comunque edizione bellissima che riproduce perfettamente l\'originale anni 80 della MCA Records anche graficamente nel booklet e sul CD stesso con il suddetto logo e quello della Universal (l\'etichetta madre) e scorgendo i crediti sul retro si può notare che i titoli del catalogo di quest\'ultima label le edizioni sono direttamente accreditate ad essa mentre i titoli dei vari marchi Sony e Warner (Epic, Columbia, Elektra, WEA, Roadrunner etc) sono invece su licenza. |
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5
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Non sono d\'accordo con The Spell, anch\'io come il recensore propendo per questo secondo parto, va da se che quando non si tratta di veri e propri capisaldi i gusti siano tra i più disparati. È meno hard rock come sottolineato da Sadwings, ma per me è anche più personale e moderno per quel che riguarda quel periodo, polarizzato su un aor tecnologico ( come tanti altri fantastici prodotti dell\'epoca, vedi The Ladder ), d\'altronde Bruce Gowdy passerà con i bravissimi World Trade, altro gruppo molto tecnologico affine agli Yes di 90125 |
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4
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album diverso dal primo piu AOr meno hard Rock ma assolutamente valido |
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3
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@Togno89 capita, non si può seguire tutte le uscite… per il resto, bravo per il ripescaggio di un album passato letteralmente in sordina (per usare un eufemismo): la vostra rubrica serve proprio a questo. |
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2
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Caspita hai ragione! Della ristampa del 2024 non ne sapevo niente, ma in effetti si può trovare comodamente sul web |
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1
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86 a questo e 77 a Burns like a star?! Semmai sarà il
contrario… il disco è attualmente facilmente reperibile in formato cd grazie alla ristampa datata 2024 della Music on Cd. |
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INFORMAZIONI |
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Tracklist
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1. Too Late 2. Lies on the Run 3. Let Them Talk 4. Babe 5. Eye of the Storm 6. Doin' What I Feel 7. Let the Time Take Care 8. I Should Have Told You 9. Stay
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Line Up
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Lenny Wolf (Voce, cori, chitarra ritmica) Bruce Gowdy (Chitarra solista, chitarra ritmica, tastiere) Dean Cortez (Basso) Vinnie Colaiuta (Batteria)
Musicisti Ospiti: Alan Pasqua (Tastiere) Jim Lang (Tastiere, emulatore vocale) Richard Landis (Tastiere, cori aggiuntivi) Reed Nielsen (Programmazione batteria, cori aggiuntivi) Mike Fischer (Percussioni)
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RECENSIONI |
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