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Fossilization - Advent of Wounds
24/02/2026
( 705 letture )
Tra le uscite più attese di questa prima parte dell’anno c’è sicuramente il nuovo lavoro della band death-doom metal brasiliana dei Fossilization, che con Advent of Wounds tornano nel mercato discografico dopo tre anni dall’ottimo Leprous Daylight. L’album, che esce sotto l’egida della Everlasting Spew Records, conferma lo stato della band brasiliana come una tra le più in ascesa in ambito death metal. Rispetto al disco precedente non emergono grossi cambi nel sound della band; se si vuole essere puntigliosi, si può notare come la componente doom del loro sound sia leggermente diminuita ma, quando emerge, riesce a donare grande pathos ai brani. Tramite i sette brani proposti dal duo V e Z. rispettivamente alla voce, chitarre e basso il primo, e alle chitarre il secondo, la band ci fa entrare in un mondo musicale dove le colonne portanti sono un death metal muscolare e oscuro, senza troppi fronzoli, con una carica esplosiva senza indugi e sprazzi doom, in cui atmosfere lugubri e stagnanti permeano i brani, dando ancora di più un senso di pesantezza al disco. La produzione, ad opera di Gabriele Gramaglia, è potente e d’impatto, senza risultare mai artificiale o plasticosa, cosa che in certe frange del metal moderno rappresenta una vera piaga.
Il benvenuto spetta a Cremation of a Seraph, che senza indugi trasporta l’ascoltatore nell’universo dei Fossilization, tra riff in tremolo spaccaossa e la batteria, suonata da F, che sprigiona tutta la sua potenza tra blast velocissimi e parti più rallentate e intricate, dove la componente doom esce allo scoperto.
Le cose migliori la band le mette in mostra nei primi quattro brani, dove i Fossilization utilizzano tutte le frecce al proprio arco per conquistare l’ascoltatore. La seconda, Disentombed and Reassembled by the Ages inizia con un riff che ricorda il black metal, prima di riprendere il massacro sonoro con i tratti tipici che abbiamo iniziato a conoscere della band. La componente più doom emerge nella successiva Scalded by His Sacred Halo, la quale nella prima parte rimane su ritmi mai troppo elevati e con un riffing molto lugubre e atmosferico, che ricorda l’altra band di V, i Jupiterian, dediti a uno sludge molto oscuro. Nella seconda parte poi si ritorna a pestare sull’acceleratore e a territori più cari alla band.
Degna d’attenzione è la sesta traccia, Servo, la quale, dopo un intro marziale, a base di tamburi tribali e corni, si scatena in una furia senza eguali e risulta tra i momenti più violenti del disco, salvo poi, verso il finale, interfacciarsi con parti più cadenzate che concedono un certo respiro all’ascoltatore, prima di arrivare alla coda del brano che richiama certi lidi dark ambient.
Il resto delle canzoni si struttura alla stessa maniera, e questa può essere una cosa positiva nei casi come Terrestrial Mold, dove la band sfrutta appieno l’alternanza tra parti tirate al fulmicotone e rallentamenti improvvisi, tuttavia, ad applicando la stessa formula può esserci il rischio che, se il songwriting cala, poi la canzone risulti meno avvincente rispetto al resto delle canzoni, come in While the Lights Last, dove si tende a mostrare una certa staticità nella composizione, risultando non pienamente a fuoco.
L’album si conclude con Temple of Flies and Moss, la quale chiude in crescendo il disco: la struttura del brano rimane immutata rispetto alle precedenti, ma il riffing risulta più impattante e alla fine riemerge il sentore black metal in certe parti, prima di concludere il disco con una coda ambient.

Con Advent of Wounds i Fossilization si confermano tra le band emergenti di punta del panorama death metal, il duo V e Z. compone un prodotto ben studiato ed eseguito, specialmente nella prima parte, dove le strutture dei brani risultano fresche e coinvolgenti. Qualche lieve acciacco nella parte finale del disco non mina una qualità media parecchio elevata, considerando che la band è al secondo disco e che il tempo per affinare ulteriormente la formula è tutto dalla loro parte.



VOTO RECENSORE
80
VOTO LETTORI
0 su 0 voti [ VOTA]
Doom Queen
Mercoledì 4 Marzo 2026, 15.14.27
5
Ascolterò.
earthformer
Martedì 3 Marzo 2026, 21.35.40
4
grandissimo gruppo, assolutamente una delle migliori uscite dell\'anno
Psycroptic
Mercoledì 25 Febbraio 2026, 13.17.50
3
Tra le uscite più significative in ambito death metal, assieme a Immolation, come ha già detto Lisa. Anzi lo stesso giorno (10 aprile) uscirà anche quello dei Vomitory \"In Death Throes\".
azaghtoth84
Mercoledì 25 Febbraio 2026, 9.18.50
2
metto in lista subito!!!!!
lisablack
Martedì 24 Febbraio 2026, 11.19.49
1
Un possible disco death dell\' anno.. Prima però ci sono gli Dei Immolation.. Grandi Fossilization, li seguo fin dal loro inizio
INFORMAZIONI
2026
Everlasting Spew
Death / Doom
Tracklist
1. Cremation of a Seraph
2. Disentombed and Reassembled by the Ages
3. Scalded by His Sacred Halo
4. Terrestrial Mold
5. Servo
6. While the Light Lasts
7. Temple of Flies and Moss
Line Up
V (Voce, Chitarra, Basso)
Z (Chitarra)
F (Batteria)
 
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